lunedì 16 aprile 2007

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The Naked Sun


E’ scritto forse nelle Tavole della Legge che la “realta’”, per quanto concerne i “rapporti umani”, e’ migliore o comunque piu’ utile o comunque piu’ efficace della virtualita’”?

Quante persone nel reale risultano spiacevoli, sia nell’aspetto sia nel modo di porsi in quanto devono recitare una parte a loro congeniale e funzionale alla loro vita di tutti i giorni?
Non credete che, liberate dalle sovrastrutture e distaccate dalla materialita’ del momento, potrebbero risultare migliori perche’ non piu’ obbligate a confrontarsi sul piano fisico, economico, o sociale, ma solo su quello interiore ed intellettuale?

A chi piace “incontrare” le persone ad un livello diverso che non sia il grufolarsi in un letto, a chi piace ascoltare discorsi che, nonostante le buone intenzioni, non siano sempre e comunque infarciti di una nota seduttiva o di repulsione, a chi non gradisce vedere sguardi da pesce lesso oppure schifati, a chi e’ interessato/a alla scoperta piu’ dell’anima che dell'esteriorita’, credo che niente sia piu’ adatto dell’ambito virtuale.

Certo si puo’ mentire, come anche nel reale, ma e’ un mentire “diverso” che presuppone comunque un tocco artistico molto piu’ raffinato, piuttosto che far girare fra le dita le chiavi dell’auto extralusso o mostrare il seno abbronzato a Zanzibar.

A tutti coloro che credono nella virtualita’ come surrogato della realta’ e non come ambiente relazionale a se’ stante, del tutto diverso ed ancora da esplorare, consiglio la lettura di un classico di Isaac Asimov: Sole Nudo.

30 commenti :

Kamavirya ha detto...

@Chiara: "E’ scritto forse nelle Tavole della Legge che la “realta’”, per quanto concerne i “rapporti umani”, e’ migliore o comunque piu’ utile o comunque piu’ efficace della virtualita’”?

Certamente non è scolpito nella pietra e NON ritengo che un rapporto REALE sia PIU' UTILE o PIU' EFFICACE di uno basato sul virtuale. Credo però che possa essere PIU' VERO.

Il principio base della COMUNICAZIONE asserisce che "...non si può NON-COMUNICARE"; dalla mimica facciale, alla gestualità, al respiro...sono tutti fattori che ti fanno scoprire più o meno gradualmente il VERO personaggio che ti sta di fronte.

Penso sia più facile indossare la maschera nel virtuale e crearsi (gestire) un comportamento e un modo di essere diametralmente opposti a come si è realmente. Certo, devi poi fare attenzione a non contraddirti e a non consentire che qualcun altro scopra un "single point of failure" abbinato al personaggio costruito...

Nel REALE ti confronti in tempo-zero con il resto del mondo e molto spesso non hai modo di mediare o di gestire le tue mosse come in una partita a scacchi, concedendoti il tempo necessario per riflettere su SE e COME agire.

Nel REALE siamo molto (troppo) spesso obbligati ad evere un tempo di reazione a fronte di un INPUT che spesso è di pochi decimi di secondo.

Nelle esperienze di "devirtualizzazione" che ho avuto, molto spesso sono rimasto deluso. Può essere in parte "colpa" mia, dal momento che attraverso un rapporto VIRTUALE ho costruito un'aspettativa nei confronti dell'altra persona che si è vanificata; per questo sono convinto che - seppur gradevole o comunque particolare - la conoscenza VIRTUALE di una persona difficilmente potrà, nel bene o nel male, darti quanto l'esperienza di una conoscenza REALE.

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Bello il tuo commento. Grazie.

Comunque non attiene a cio' che io volevo significare con il mio post.

Dato che non sono alla ricerca del VERO ma del BELLO, dato che per me una partita a scacchi e' piu' bella se "ragionata", dato che leggere "il Signore degli Anelli" e' per me forse piu' entusiasmante che vederne il film e che giudico "I Girasoli" di Van Gogh non meno belli di quelli veri, il virtuale puo' rappresentare cio' che per i puttanieri e' il rapporto con una escort...
Niente a che vedere con un rapporto vero... pero' per molti e' MEGLIO.

O no?

Kamavirya ha detto...

Così facendo riconduci tutto il discorso ad un concetto prettamente di "ESTETICA", ossia di ricerca al fine di ottenere conoscenza del "bello naturale ed artistico", OVVERO di un "giudizio di gusto" assolutamente personale.

Era questo che intendevi?

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Non solo estetica ma anche di UTILITA'. Non credo che in certi casi IL VERO sia sinonimo di UTILE o BELLO o EFFICACE...

dato che per IL VERO ho gia' le mie fonti (come chiunque dovrebbe averle) credo che rivolgersi al virtuale, entrando nei forum o nei blog con il solo scopo di DEVIRTUALIZZARE cio' che e' nato virtuale per ricondurlo al VERO sia un grosso errore, un'anomalia.

Se poi si usa il virtuale come metodo di "riscoperta" di noi stessi/e giocando, allora il mio discorso diviene ancor piu' valido.

Parere personale.

siggy ha detto...

Eppure... secondo me è innegabile che, nei suoi eccessi, Walter abbia una personalità interessante.
Forse il fatto che qualcuno "ti piaccia" o "non ti piaccia", il fatto che sia con te amichevole o aggressivo, non costituisce l'unico parametro di giudizio.
Ricordi quando creò il 3d per portarti nell'immondezzaio? Indubbiamente il suo modo di rapportarsi con il sesso femminile è per lo meno "discutibile"... ma chi dei tuoi amici e frequentatori virtuali non lo è?

Siggy

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Vediamo se riesco ad essere piu' CHIARA;

Quando un uomo si rivolge ad una escort e PAGA, ha di contraccambio un RAPPORTO VIRTUALE...

Non importa se la vede e la tocca IL RAPPORTO e' virtuale perche' cio' che vede e tocca e' solo un'involucro, una maschera.

Cio' nonostante e', per lui, meno bello o meno utile?

Kamavirya ha detto...

E' probabile che VERO non sia necessariamente sinonimo di BELLO o EFFICACE...un po' meno che NON lo sia di UTILE.

Ma a questo penso che sia un bel po' più difficile associare a VIRTUALE questi sinonimi!

Parere personalisssssimo! ;-)

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Forse il fatto che qualcuno "ti piaccia" o "non ti piaccia", il fatto che sia con te amichevole o aggressivo, non costituisce l'unico parametro di giudizio

certo che no.
ma un parametro e' sicuramente cio' che SCRIVE.
Lui scrive VAFFANCULO...
Ecco... vaffanculo lo posso dire anche io senza nessun problema.

illustre1966 ha detto...

Dai chiara non te la prendere: non parlerò più di zwallyz!! ;-)))

(vedi questa è una frase che potrebbe essere molto fraintesa nel virtuale e che non potrebbe esserlo nel reale) :-)))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Kamavirya: dipende da che lato si vuol guardare il virtuale e come ciascuno/a di noi lo UTILIZZA...

Ecco gia' questo termine puo' dare una risposta al tuo dubbio.

altra cosa importantissima per me e' l'esplorazione. Mi ritengo ESPLORATRICE e tutto cio' che mi e' ignoto mi intriga.

Tieni conto che il numero di uomini che ho incontrato nella realta' e' ELEVATISSIMO per cui per me che la materialita' del rapporto e' anche noiosa; a parte l'incontro con personalita' stupefacenti ma in questo caso perche' dovrei sostituire cio' che gia' HO per uno sconosciuto incontrato sul WEB?.

Io sono pragmatica e ritengo che se ho un SISTEMA che funziona nel mio trading, sarei una sciocca modificarne i parametri... Fintanto che FUNZIONA.

Tanto piu' che con la devirtualizzazione per trovare una personalita' stupefacente dovrei SORBIRMENE di 100 insulse...
E su questo posso dire di avere un campione statistico maschile abbastanza ampio.

L'esplorazione invece non mi annoia. Sono una scienziata e mi piace osservare, capire, imparare.

Il piu' delle volte che ho incontrato DE VISU una persona di sesso maschile, ho imparato COSA LUI avrebbe gradito FARE... e dopo averlo imparato 100 volte alla fine mi sono convinta che gia' ne sapevo troppo.

Il virtuale invece mi lascia spazi INFINITI, esplorabili in tempi ridottissimi.

Per me e' stupefacente.

Come lo fu a suo tempo scoprire che c'erano persone disposte a pagarmi TANTO per avermi...

E non solo mi pagavano, ma mi coccolavano, mi bramavano, si innamoravano, si ingelosivano.

ugosugo55 ha detto...

Dato che non sono alla ricerca del VERO ma del BELLO, dato che per me una partita a scacchi e' piu' bella se "ragionata", dato che leggere "il Signore degli Anelli" e' per me forse piu' entusiasmante che vederne il film e che giudico "I Girasoli" di Van Gogh non meno belli di quelli veri, ...........

acciderbolich,abbiamo gli stessi gusti.........
vaaffini' che c'incontriamo al cinema o al museo?
pero a me piace la dama!!!!!!
:-)))))))

Baudelaire999 ha detto...

a momenti alterni ho frequentato alcune chat.. e devo dire che ho notato una cosa.. che se l'approccio è corretto..leale..si può arrivare ad un punto in cui la differenza fra reale e virtuale è nulla o quasi.. in chat ho vissuto forse l'amore più intenso della mia vita.. una storia che per i primi 6 mesi è stata solo di chat e dopo un bel pò di telefono..ma quando il rapporto cresce e si sviluppa cosi tanto la scrittura assume un potere straordinario..quasi sostituisce anche i tuoi occhi..le tue mani..e la persona la senti..la vedi.. e quando la incontri nulla cambia.. è solo una continuazione del rapporto.. certo in chat ci deve essere lealtà e complicità vera.. se anche in chat ci si crea una maschera tutto ciò non è possibile.. ecco..nella mia esperienza è sempre successo cosi..nei pochi rapporti profondi, che si sono sviluppati nel tempo con la scrittura poi il momento dell'incontro non ha cambiato nulla ma ha solo completato il rapporto. potere della parola scritta..

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Ugosugo55: pero a me piace la dama!!!!!!

Inizia a preoccuparti quando a piacerti sara' il "cavaliere" :)))


@ Baudelaire: in chat ho vissuto forse l'amore più intenso della mia vita

Ecco questo non lo ritengo tanto "positivo". L'amore afferisce alla sfera della realta', secondo il mio modesto parere.

Non credo che potrei vivere una situazione del genere in quanto attribuisco a tale sentimento un significato TOTALE e, a meno di non essere amanti platonici, presuppone un rapporto fisico ravvicinato.

gullich ha detto...

quoto kamavyria, per la lucida analisi che condivido totalemnte e che apprezzo la chiarezza e capacità espositiva.

ugosugo55 ha detto...

Inizia a preoccuparti quando a piacerti sara' il "cavaliere" :)))


tutto puo essere!!!!!!!
l'unica cosa che mi preoccupa e il momento in cui mi romperebbero il cu....ore!!!!!!
:-)))))))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Forse il fatto che qualcuno "ti piaccia" o "non ti piaccia", il fatto che sia con te amichevole o aggressivo, non costituisce l'unico parametro di giudizio.


Ritorno su questa frase di Siggy per spiegare meglio il mio pensiero riguardo al virtuale ed al personaggio che poi, nel reale, potrebbe piacermi contraddicendo la mia opinione iniziale su di lui.

Una telefonata puo' ascriversi ad una comunicazione "virtuale" allo stesso modo di una chat (da una parte avremo una voce, dall'altra una scrittura su uno schermo ma in entrambi i casi non sappiamo chi e' e' dall'altra parte).

Se una persona mi telefona e, mandandomi a fanculo mi parla di cose idiote che io non condivido usando un tono che io reputo villano, sara' difficile poi convincermi che la stessa persona, conosciuta de visu, sara' poi amabile, intelligente ed educata.

Baudelaire999 ha detto...

"Ecco questo non lo ritengo tanto "positivo". L'amore afferisce alla sfera della realta', secondo il mio modesto parere.

Non credo che potrei vivere una situazione del genere in quanto attribuisco a tale sentimento un significato TOTALE e, a meno di non essere amanti platonici, presuppone un rapporto fisico ravvicinato."


ma infatti concordo..e quel rapporto iniziò in chat e poi si sviluppò nel reale.. ma si sviluppò con naturalezza..e la chat permise un approccio iniziale diveros e forse più profondo..

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Baudelaire: Ok, comprendo che si possa anche incontrare il grande amore viaggiando in treno da Milano a Bologna... perche' no?

"Signorina e' libero questo posto?"
"Si' certo..."
"Sta leggendo Baudelaire? Anche a Lei piace?"

E cosi' si crea una situazione di "approccio".

Ci si guarda, ci si parla, ci si sta simpatici, iniziamo a trovare nell'altra persona alcune cose piacevoli... poi sempre piu' cose piacevoli... i gesti si fanno piu' disinvoli e la distanza diminuisce progressivamente fino a che si arriva a percepire il profumo della pelle... a vedere i disegni dell'iride... ad esaminare le pieghe della bocca.

Poi quando si scende a Bologna ci si guarda e sappiamo che durante il viaggio qualcosa in noi e' cambiato e quella persona incontrata per caso in un giorno qualsiasi, da quel momento rappresentera' qualcosa di importante.

Tutto bello... pero'...

Pero' c'e' anche chi il treno lo prende solo per raggiungere Bologna ed a casa a Milano ha lasciato il/la partner che ha conosciuto qualche anno prima in treno e che non ha alcuna intenzione di ingannare...
Per cui se una persona nello scompartimento del treno chiede "e' libero questo posto?", magari risponde "si'" e continua a leggersi il libro per tutto il viaggio senza dar seguito alle avances.

Perche' io credo che chi scende dal treno innamorato e' perche fin da quando sale a Milano abbia un latente desiderio di innamorarsi.

Per me il virtuale e' un treno, un mezzo per raggiungere "Bologna"...
Purtroppo c'e' chi, costantemente, mi chiede: "signorina, e' libero questo posto?", tanto che, per poter continuare a leggere in pace il mio libro, sono obbligata ad occupare quel posto con la valigia :)))

Baudelaire999 ha detto...

si certo.. il desiderio latente di innamorarsi è la base..concordo..io ad esempio da un pò di tempo mi vedo veramente carente in questo senso!!
ma ci sono stati periodi in cui in effetti ero come in fiammifero..

però attenzione.. ci sono casi rari in cui la chimica gioca brutti scherzi!!

e scioglie anche le valigione più corazzate..eheheheheeh

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Baudelaire: tieni conto anche del vissuto di ciascuno/a.
L'incontrare molte persone, farci sesso, sentire i loro odori, la loro voce, i loro discorsi, farsi coccolare, eccetera a volte puo' rendere impermeabili alla chimica piu' di chi non ha avuto queste esperienze.

Vediamo se riesco a spiegarmi meglio: DOPO LUSTRI di fisicita' la mia anima sente il bisogno di platonicita' (cosi' faccio felice anche Illustre).

Quando la persona con la quale relaziono tenta di RIPORTARMI alla fisicita (fosse anche per un aperitivo), vedo questo come un rischio per il rapporto ideale e platonico instaurato.

Dato che sono una pragmatica mi domando; "perche' devo rischiare? Ci guadagno qualcosa? Se ci guadagno qualcosa di che potrebbe trattarsi? Potrebbe trattarsi di una relazione piu' ravvicinata? Ma io la voglio una relazione piu' ravvicinata? Mi manca nella mia realta?"

Ecco, queste sono le domande che mi faccio e dato che nella mia realta' ho tutto quanto di cui ho bisogno non vedo il motivo per cui dovrei cambiare il mio schema.

Dopotutto gestisco LA MIA VITA e non quella altrui come potrebbero fare coloro che (vedi altro post di questo blog) hanno un'unione fissa e si prendono la liberta di celare le loro scappatelle al partner.

Io non sono cosi'; come ho detto numerose volte c'e' una grossa differenza fra essere puttana ed essere troia ed io credo che coloro che salgono in treno VOLENDO incontrare qualcuno durante il viaggio, ben sapendo che a casa hanno lasciato il partner, siano troie...

A meno che con il partner non abbiano fatto dei patti CHIARI ed accettati.

gullich ha detto...

"Quando la persona con la quale relaziono tenta di RIPORTARMI alla fisicita (fosse anche per un aperitivo), vedo questo come un rischio per il rapporto ideale e platonico instaurato."

mi pare si stiano mescolando piani diversi. Il punto credo sia tutto nel termine "relazione" e nel significato che a quel termine su vuol dare.

Se l'intento è una relazione sui generis, quattro chiacchiere chiare da milano a bologna e saluti, concordo con te. Non è detto che siano chiacchiere banali, a volte conversando sul treno ho conosiuto persone estremamente attraenti (non necessariamente dell'altro sesso).
In questo tipo di relazione alla fine, anche se si parla dei massimi sistemi, tutto rimane molto in superficie. Una sorta di piccolo specchio usa e getta.

Può essere che dalla chiacchierata in treno, specie se si fa sovente quel percorso e si incontra spesso quella persona, nasca una relazione più stabile e seria (ricordi la volpe del piccolo principe?). A quel punto io credo che l'approfondimento e la chimica, il rapporto diretto ed interpersonale siano indispensabili. E' improbabile che a un certo punto non si senta il desiderio un giorno di prendersi un caffè a Bologna e raccontarsi un pò di più e con più calma, conoscendosi meglio ed oltre il mero contesto ferroviario. E' amicizia, quella vera (cito Kam).

Poi esistono i rapporti che hanno un connotato sentimentale. In quelli credo che il virtuale sia un ostacolo, un modo per crearsi aspettative, per creare una entità che esiste solo nella nostra testa e nei bit che ci si trasmettono, mentre l'attrazione passa attraverso la pelle e la chimica, l'energia condivisa, l'empatia, l'attrazione istintiva ed emozionale. E non sono ancora stati inventati monitor e tastiere in grado di trasmetterli (per fortuna). Vivere grandi amori in chat è, a mio avviso, impossibile. Si vivono forme di infatuazione, attrazioni profonde create in laboratorio, destinate a morire nella giungla reale come un leprotto allevato e liberato in un bosco. Poi siccome la vita è sostanzialemnte culo e imprevedibilità, nulla vieta che in chat si possa conoscere la donna/uomo della propria vita che ad una forte intesa virtuale ne faccia seguire una reale. Ma è puro caso. Le mie esperienze in chat, anche quanno avuto risvolti reali e sentimentali, hanno quasi sempre portato al fenomeno acutamente descritto da kam.

per simmetria, e perchè mi piace comincerò a firmarmi

gul :-)

ugosugo55 ha detto...

"perche' devo rischiare?

perche se non rischi, corri il rischio di inaridirti

Ci guadagno qualcosa?

in amore si guadagna anche quando si perde,e non e sempre un male perdere

Se ci guadagno qualcosa di che potrebbe trattarsi?

del senso della vita

Potrebbe trattarsi di una relazione piu' ravvicinata?

si

Ma io la voglio una relazione piu' ravvicinata?

e' dell'essere umano avere relazioni ravvicinate,fosse anche una semplice carezza

Mi manca nella mia realta?"

non puo non mancarti,se non ti manca ,c'e qualche problema da risolvere!!!!!!1

p.s. parliamo di rapporti umani,non di carciofi da comprare dal fruttivendolo!!!!!1

gullich ha detto...

ps... ho dimenticato una ipotesi: quelli che saltano sul treno girando tutti gli scompartimenti con un posto libero vicino ad una gnocca, il pacchetto delle sigarette in tasca e la fobia dei rossetti :)))

gul

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ugosugo55 il tuo ragionamento parte dal presupposto che a me MANCHINO sia l'amore che i rapporti ravvicinati...

Guarda che una pianta senza acqua s'inaridisce ma se ne dai troppa marcisce.

Se io utilizzo il virtuale senza sentire il bisogno di devirtualizzarmi e' perche forse di acqua ne ho quanta mi necessita.

E' questo l'errore che viene fatto quando si discute del mio integralismo virtuale: mi si immagina una pianta arida in attesa di qualcuno che mi dia l'acqua... ma scherziamo? :)))

E questo perche' spesso chi virtualmente E' LUI ad avere bisogno di dare acqua a qualche pianticella trovata in giro. :))))

ugosugo55 ha detto...

io veramente rispondevo a domande generali,e sono le risposte che do alle mie figlie quando mi parlano delle loro delusioni e delle loro aspirazioni.
per quanto riguarda il discorso sulla tua realta non mi permetto di giudicare,non lo farei nemmeno se fossi la mia sorellina minore.
ognuno vive le sue realta e ognuno vive le sue virtualita come meglio si sente di farlo.

Kamavirya ha detto...

@gullich: "...per simmetria, e perchè mi piace comincerò a firmarmi

gul :-)"


Gimme five! ;-P

KAM

Kamavirya ha detto...

In linea di massima penso che siano le esigenze individuali a spingerci verso la scelta del modo di instaurare un rapporto, sia nel virtuale che nel reale.

Personalmente ho già espresso il mio parere, dando la preferenza al REALE, pur riconoscendo opportunità e vantaggi che il VIRTUALE offre.

E soprattutto, alla base di questa e di altre scelte ritengo che ci sia la valutazione sul "costo del cambiamento" VS "costo del NON-cambiamento".

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

io veramente rispondevo a domande generali mi pareva che tu rispondessi alle domande che mi faccio io.

Ritornando all'oggetto del post e cioe' se sia meglio la virtualita' o la realta o tutte e due ... credo che a questo non ci sia una risposta in quanto se la virtualita' e' un mezzo (e non necessariamente per raggiungere la realta' alrimenti saremmo messi veramente male) ciascuno utilizza il mezzo come meglio crede.

Io lo utilizzo per raggiungere Bologna leggendo il mio libro, Zwallyz lo utilizza ma con lo scopo di "attaccare discorso" con una donzella, magari sperando in una facile avventura.

Si badi bene che per attaccar discorso con me, e distogliermi dal libro che sto leggendo, si deve dire qualcosa di piu' che un semplice VAFFANCULO.

Poi magari la mia vicina di posto, insoddisfatta della propria vita coniugale o semplicemente perche' Zwallyz, insieme al VAFFANCULO, tira fuori anche una bella banconota, puo' anche mettersi a parlare ed a guardarlo profondamente negli occhi.

illustre1966 ha detto...

Ma no guarda ti sbagli: zwallyz a bologna sa già come muoversi!!! ;-))))

ugosugo55 ha detto...

mi pareva che tu rispondessi alle domande che mi faccio io.


sono domande che si pongono tutti gli adolescenti e i giovani pesciolini!!!!!!
tu che sei ,giovane o pesciolina?
:-)))))
a parte gli scherzi,in questo e nel fatto di avere figlie giovani adulte l'eta matura aiuta.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

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