domenica 1 aprile 2007

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Ma tua madre sa?


Ultimamente credo sia la domanda piu' ricorrente che mi viene posta. Dopo le classiche domande del tipo "non provavi schifo per te stessa?" oppure "ti sei mai innamorata di un cliente?" ecco che si fanno strada quesiti piu' "familiari".

"Tua madre lo sa?"

All'inizio ho fatto capire che non era una domanda che gradivo. Poi, dietro alle insistenze, ho risposto: "Ma la vostra famiglia lo sa che siete puttanieri?". Poi, dato che questa mia controdomanda e' stata equivocata ed interpretata come un modo per non voler confessare che mi vergogno del mio passato, mi sono trovata costretta a rispondere sinceramente nel blog di Illustre1966 che... si', mi vergogno, ma non del passato... state un po' a sentire come stanno veramente le cose.

All'est si fa ovviamente sesso, ma non se ne parla molto come invece e' abitudine in occidente (in Italia in particolare).
E' cultura che il sesso sia un fatto estremamente privato che debba coinvolgere solo la sfera personale e quella del propri partner. Gli altri (genitori compresi) ne sono esclusi.

Al di fuori del letto, difficilmente si parla di sesso, e addirittura con il proprio partner i discorsi spesso non sono mai diretti, ma assumono la forma di metafore e doppi sensi.

Non attiene alla "moralita'" bensi' ad una forma di rispetto per la propria intimita' e si tace non per vergogna ma semplicemente perche' si ritiene che chi ostenta troppo argomenti di natura sessuale sia un po' maniaco.

La regola e': il sesso si fa, parlarne non serve, anzi parlarne troppo denota patologia.

So che e' difficile spiegare questo ad una platea di persone che hanno l'abitudine di raccontare nei minimi dettagli il loro ultimo atto sessuale, ma giuro che se io riesco a dirvi questo, a scrivere in questo blog e ad esprimermi "direttamente" superando certi piccoli blocchi, cio' lo si deve alla mia parte "italica" ed al fatto che ho vissuto tanto tempo in Italia, ma quando torno al mio Paese ridivento una di li' a tutti gli effetti e mi comporto di conseguenza.

Mia madre, se le raccontassi i fatti miei privati afferenti al sesso, resterebbe allibita e forse schifata non tanto per una questione di "moralita'", in fondo dalle mie parti si matura molto in fretta e fin da giovani siamo libere di gestire la nostra vita come meglio desideriamo, quanto per il fatto che contravverrei a quella regola.

15 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

provo sempre un po’ di imbarazzo quando parliamo del tuo passato, perché questo, indirettamente, tende a far sì che si metta in secondo piano le cose che scrivi, che dovrebbero essere l’unico argomento delle discussione. Certamente la domanda che ti ha posto l’amico Illustre1996 aveva una logica nel dibattito che stavate facendo sul suo blog, ma noto che tanti che ti scrivono sono ossessionati dalla tua ex professione e mettono in secondo piano quello che scrivi.

Per fare il paragone con gli uomini credo che nessuno si sia mai posto la domanda se Bocca, Montanelli o Scalfari erano dei puttanieri, ma sono sempre stati giudicati per quello che scrivevano: perché per una donna non è la stessa cosa?


Tanti saluti dal tuo Davide

illustre1966 ha detto...

Ti ho già risposto di là....

blackpaper ha detto...

Chiara, perche' non parli del comunismo? O meglio, della chiusura delle frontiere che ha fatto. Parli sempre di questo essere straniera, esotica. Non e' cosi', e' stato la chiusura delle frontiere nei paesi dell'est, impedirvi di uscire, che ha creato questo. Non renderne una colpa all'occidente. C'e' tanta ignoranza in occidente e' vero, ma e' da annoverarsi tra le colpe del regime dell'est.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ blackpaper: perdonami ma non riesco a comprendere il tuo commento. Qui si parla del fatto se la mamma sa o non sa, se spiego o non spiego, se glisso o non glisso.
Che c'entra il comunismo con questo?
Certo che il comunismo ha fatto gravi danni (soprattutto sociali ed economici) ma se noi siamo un meno represse sessualmente credo che forse questo sia uno dei pochi campi in cui il comunismo abbia influito positivamente equiparando di fatto uomini e donne attraverso "l'appiattimento".
Nei paesi comunisti la donna e l'uomo erano classificati in base alle loro capacita' di apportare un contributo al sistema e non in base al loro sesso.
La prostituzione massificata e' conseguenza della poverta' ed il regime in questo ha sicuramente avuto le sue colpe, ma anche regimi di segno opposto come in Sudamerica non e' che abbiano prodotto condizioni diverse.
Se mai la religione puo' avere influito.
Una differenza fra le ragazze est europee e quelle sudamericane sta proprio nel fatto che durante il comunismo la religione non attecchiva nella popolazione perche' il sistema la osteggiava.
Ultimamente le cose stanno un po' cambiando. La gente dopo la caduta del muro e i sommovimenti sociali intervenuti successivamente alla perdita di un modello sociale "rassicurante", sta trovando rifugio nella religione e cio' procurera' effetti sicuramente nelle generazioni furure.
Inoltre il comunismo ha riguardato piu' la generazione di mia madre che la mia, dato che quando e' caduto il muro io ero un'adolescente.

davide ha detto...

Cara Chiara,

vorrei rispondere alla domanda di Illustre1996, secondo l'interpretazione che mi sono fatto, conoscendo le ragazze dell'est che esercitavano il mestiere.

Secondo me i gentitori di queste ragazze sapevano (o meglio intuivano)il lavoro che facevano le loro figlie.

Lo accettavano perchè sapevano che c'erano ben poche alternative.

Non credo che con le loro figlie parlassero di questo, per rispetto nei loro confronti.

Anche le madri dei ragazzi italiani sanno o intuiscono che i loro figli, ogni tanto, vanno con le prostitute (anche perchè se in Italia ci sono così tante prostitute è probabile che qualcuno le frequenti), però credo che poche madri discutano con i loro figli di questo.

Tanti saluti dal tuo Davide

JohnLambs ha detto...

Riguardo alla religione ed agli

effeti del comunismo.... beh...

oppio per oppio non so quale sia

la scelta migliore...ma come sempre

sono opinioni.

Tornando OT, penso che la domanda

sia palesamente superflua oltre che

inutile. Come dici giustamente,

sarebbe come chiedere ad un cliente

"scusa ma tua moglie lo sa?"

Che senso avrebbe? Nessuno ed

infatti nessuna ragazza ha mai

pensato di farmi una tale domanda.

L'unico scopo per fare una domanda

del genere è cercare di prendere

una posizione di vantaggio mettendo

l'interlocutore (od interlocutrice)

in una situazione di disagio.

a.y.s. Bibi

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ johnlambs:L'unico scopo per fare una domanda del genere è cercare di prendere una posizione di vantaggio mettendo l'interlocutore (od interlocutrice)
in una situazione di disagio.


Avresti dovuto vedere la faccia che faceva quelli che mi domandavano quando rispondevo che era stata proprio mia madre ad instradarmi :)))))

illustre1966 ha detto...

Bella famigliola!!! :-)))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Bello e brutto sono GIUDIZI che le persone esprimono tenendo conto del loro punto di vista.

La societa' su questi aspetti non puo' imporre regole.

Nessuno puo' sindacare le scelte individuali se NON LEDONO DIRITTI DEL PROSSIMO.

Si puo' non essere d'accordo ma permettimi di giudicare BRUTTE altre categorie di famiglie.

E qui non mi addentro perche' sarebbe come tagliare il burro con un coltello rovente.

Va da se' che la mia risposta era una provocazione per chi si ostina a portare il ballo continuamente MAMME E FIGLI.

Ripeto fra mamme da una parte (alle quali la prostituta apporta talvolta ricchezza e benessere senza infrangere alcun patto) e MOGLI dall'altra (alle quali il cliente sottrae benessere caricando il rapporto di tradimenti e menzogne) la mia e' scontata.

Questo voler equiparare il cliente coniugato e con prole alla prostituta non regge, in quanto la prostituta NON TRADISCE LA FIDUCIA (parlo di fiducia) DI NESSUNO.

Il cliente con famiglia invece... lasciamo perdere...

illustre1966 ha detto...

Ma no, ma no....ovvio ciò che dici: in quel contesto la domanda aveva una logica esplicativa rispetto alla tua dichiarazione di "essere fiera di aver fatto la puttana".

Nessuna intenzione di "indagare", solo che magari rispetto ai principi che la famiglia dovrebbe dare, uno si rende conto che esserne addirittura fieri è un po' esagerato.

Come, d'altro canto, nessun puttaniere con famiglia andrebbe fiero di quel ruolo: ovvio no?

La cosa meno ovvia è la fierezza di fare la "puttana".
Poi c'è anche chi è fiero di fare l'avvocato!!! Ma quello è un altro discorso!!! :-)))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Illustre: Ci sono culture, come quella dei Ciukcha (popolo nordico asiatico che voi chiamate esquimesi) in cui esiste l'usanza di donare la propria donna per riscaldare il giaciglio dell'ospite.

E ne vanno orgogliosi.

Voglio dire che la morale E' UNA STRONZATA se ci pensi bene.

Fierezza di fare la puttana?Perche' no?

Se viene fatta con criterio, correttezza, consapevolezza, rispetto dell'altra persona e per se stessa, perche' no?

Credi che le Etere ateniesi fossero soggette a turbe psichiche?

Conosco porno dive che SONO FIERE di aver fatto bene il loro mestiere esattamente come lo sono le attrici di teatro.

Dal tuo punto di vista cio' potrebbe anche risultare INCONCEPIBILE... d'altronde per i discendenti della Mayflower gia' sono inconcepibili le gonne che lasciano scoperto il ginocchio, e per un musulmano integralista quello di vedere una donna senza velo...

Vogliamo continuare con la solita storia dei marchi scarlatti e delle inquisizioni?

Se un uomo e' libero di fare il PLAY BOY con grande vanto perche' non dovrebbe esserlo una donna?

Considera una "puttana" non schiavizzata e senza legami affettivi oltre ai genitori come una PLAY GIRL alla quale in piu' (a differenza del play boy) danno pure la grana.

Oppure IL PROBLEMA E' TUTTO LI'... NELLA GRANA?

Cioe' il PECCATO (o il moralmente inaccettabile) non e' il fatto che una scopi con 100 persone diverse ma che per farlo RICEVA DENARO...

Per una certa cultura di stampo cattolico e' IL DENARO la fonte del male. Se poi questo viene unito al SESSO allora abbiamo la nuova SODOMA.

Permettimi di ridere. Su questa Terra, grazie al cielo, non esiste solo il CATTOLICESIMO.

Altrove mi domandi se DIREI a mio figlio (se avessi figli) del mio passato. La risposta e' SI.

illustre1966 ha detto...

Certo ci sono anche culture in cui è normale essere cannibali.

Ma non ne farei una questione di cattolicesimo o meno: gesù difendeva maddalena e ne avrà avuto i suoi buoni motivi, no?

Non ne farei neanche una questione morale: sennò davvero dovrei denigrare i cosidetti playboy come dici tu e non ne vedrei motivo.

Direi solo che il sesso mercificato toglie il piacere di farlo: diventa un atto meccanico, arido e davvero privo di senso.

Una delle due parti è lì, ma non è lì....

Questo è il senso: la professione di "prostituta" mercifica un atto arido, che senza una transizione economica non avverrebbe mai.

Non vedo cosa ci sia da esserne addirittura fieri: men che meno ad essere dall'altra parte della barricata, che sia beninteso!!!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Il senso della professione della prostituta e' FARE SOLDI.

Esattamente come il senso della professione di commercialista.

Sec c'e' uno scopo "sociale" questo e' di secondaria importanza.

FARE SOLDI, TANTI, IN BREVE TEMPO... Un colpo da 10.000.000 di euro... una vincita al casino'... il ritrovamento di un tesoro.

La prostituta non si pone il problema se l'atto TOGLIE il piacere di farlo. ECCHISSENEFREGA! Questo non e' un suo problema. E' un problema di chi va con lei.

Per lei il problema e' che il cliente non fugga senza PAGARE e che non la violenti.

Se il cliente e' disposto a mangiarsi il panino di McDonald saranno affari suoi?

La prostituta non giudica, se non singolarmente ogni individuo per come si comporta con lei e , se stimolata e provocata, sulla sua "coerenza" personale (Se tu mi chiedi cosa pensa mia madre a maggior ragione ti posso chiedere cosa pensa TUA madre oppure la madre di TUA MOGLIE).

So benissimo che la prostituta vende solo ILLUSIONE... e' una fissazione di certi clienti che la ragazza lo faccia come ANTICAMERA per trovare qualcuno di cui innamorarsi. Puo' capitare ma non e' quello l'obiettivo della prostituta.

L'obiettivo e' come quello di una qualsiasi altra professionista: Denaro.

Poi per i suoi hobby, per le sue scopate, per l'affetto, per tutto il resto ha una vita parallela. Con cvhi vuole lei e dove il denaro non c'entra.

Credi che un'attrice di Soap opera viva sul set?

Torna a casa si spoglia del costume di scena e torna ad essere DONNA.

E' chiaro questo concetto?

Ma capisco che il fatto di una donna che guadagna tanti soldi laddove un uomo DEVE spenderne possa bruciare ad una delle due parti, e cioe' a quella SOCCOMBENTE.

Ed allora ecco che arrivano le RIVALSE

"Si' ti pago pero' tu sei sporca... si' ti pago pero' devi sentirti indegna... si' ti pago ma devi nasconderti.."

Rivalse che servono solo a non sentirsi SFIGATI e TURLUPINATI: "Si' ho pagato ma quella li' ha dovuto FATICARE".

E se quella li' non ha faticato come invece si pensa?

E se quella li' non si vergogna e non si sente una monnezza?

E se quella li' vive la propria vita in barba a chi mangia i suoi "PANINI"?

Beh... tutto cio' per certe persone NON e' concepibile.

INVECE ti assicuro che per molte prostitute E' COSI', che tu lo voglia o no e' cosi'.

Poi ovviamente ci sono quelle che dopo averlo fatto corrono dal prete a confessarsi e la notte vengono prese dagli incubi, ma questo e' un altro discorso. Quelle dovrebbero fare le commesse.

Io ho sempre dormito tranquilla.

JohnLambs ha detto...

Se il sesso "mercificato" è tanto

arido non mi spiego perchè ci sono

tante persone che ne usufruiscono.

Alcuni con soddisfazione,in altri

casi no.La differenza è nella

professionalità della controparte

ed è di quella professionalità che

si può andare fieri (almeno credo).

a.y.s. Bibi

illustre1966 ha detto...

@johnlambs: Perchè ci sono tante persone che ne usufruiscono?Magari, più semplicemente, non potendo accedere ad altre forme di sesso (se non quelle autonome...), come dire...ci si accontenta, e chi si accontenta....

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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