lunedì 9 aprile 2007

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Io e Olga (III parte) - La contropartita


Dallo Sporting Club a Le Meridien Beach Plaza c'erano solo pochi passi. Olga aveva una camera li’.

Ci disse che doveva passare in camera sua prima di raggiungerci all’Hotel de Paris dove alloggiavamo noi. Le dicemmo che avrebbe avuto tutto il tempo che desiderava per prepararsi.

Avremmo raggiunto il nostro Hotel a piedi e ci sarebbero voluti piu' o meno una trentina di minuti. Volevo utilizzare quel tragitto per discutere con lui di alcuni dettagli che riguardavano il nostro “gioco”.

Attendemmo che Olga sparisse dietro la porta e ci avviammo in direzione di Place du Casino. Era una bella serata e l’atmosfera aveva assunto quelle tonalita’ intriganti che di solito preludevano ad una bella notte di sesso.

A Le Jimmy’z ci eravamo trattenuti il tempo necessario per bere ancora qualcosa e perche’ Olga prendesse la decisione se accettare la proposta. Ovviamente nel momento in cui ci raggiunse al tavolo la decisione l’aveva gia’ presa, ma quello stare insieme in conversazione, come se fossimo in amicizia da chissa' quanto tempo, le servi’ a rendersi conto della personalita’ del mio compagno, che lei, nonostante le sue preferenze sessuali, gradi’ moltissimo.

Ricordo di aver provato un lieve moto di gelosia nel momento in cui gliela presentai. Conoscevo quel suo sguardo e credevo che fosse un qualcosa di riservato solo per me, ma dopo tutto ero io che avevo desiderato e creato quella strana situazione infilandolo, suo malgrado, in quel gioco, quindi ero pronta anche a subirne le conseguenze…

Se mai vi fossero state conseguenze.

Ero stata attenta a muovere i pezzi sulla scacchiera in modo da non lasciare varchi nella mia difesa, pero’ avrei potuto essermi sbagliata nel giudizio oppure aver sopravvalutato le mie capacita’.

In quella partita mi ero premunita, ma nessuna vittoria e’ certa. Avevo bisogno del tempo del tragitto verso l’Hotel de Paris per sondarlo e capire le sue impressioni su di lei.

“Allora? Ti sei ammutolito? Mi sembravi alquanto loquace prima… a cosa stai pensando?”

“Sto pensando che ancora non ho ben compreso dove vuoi arrivare con questo tuo gioco saffico… che bisogno c’era di coinvolgermi? Se volevi farci del sesso avresti potuto benissimo farlo da sola…”

“Certo caro, ma che senso ha essere complici in tutto e non condividere una cosa cosi’ bella? Sai quanto mi piace la trasparenza nei rapporti e quanto invece detesti l’intrigo e la menzogna… se stiamo insieme e’ perche’ condividiamo la stessa filosofia”

“Ok, stai portando nel nostro letto una bella donna e stai dimostrando di non temere rivalita’, anche se percepisco che dentro provi un po’ di gelosia… stai dimostrando di essere in grado di saper convincere una escort a farlo gratis, cosa impossibile persino per tanti uomini ricchi ed affascinanti. Ovvio che se Olga non fosse stata saffica non credo che avresti avuto buon gioco. Insomma, stai dimostrando un sacco di cose… pero’ mi chiedo: anche se lei lo fara’ gratis perche’ le piaci TU… tu non sei il tipo da farlo solo per dimostrare qualcosa… qual e' la contropartita che ti attendi?”

C’era una bella Luna mentre passavamo davanti al Grimaldi Forum ed ai Giardini Giapponesi. L’aria era fresca. Tirava un po’ di brezza marina e cio’ mi causo’ un leggero brivido che dalla base del collo mi pervase tutto il corpo.
Era una sensazione piacevole. Fin da piccola amavo quel tipo di brivido. Mi faceva venir desiderio di calore e coccole.

Ci fermammo e mi feci abbracciare. Gli poggiai la testa sulla spalla e chiudendo gli occhi assaporai il suo profumo. Cercai un suo bacio porgendogli le mie labbra. Lui le sfioro appena e poi si ritrasse e mi guardo’ con aria interrogativa.

“Non lo capisci cosa desidero? – gli dissi immaginando che lui avesse gia’ compreso - Eppure, se mi conosci bene dovresti capirlo!”

“Vuoi essere unica! – rispose – E Olga ti serve per dimostrarlo… a chi? A me? A lei? A te stessa?”

“Oh, ma io so di essere unica... e lei non ha alcuna importanza. Siamo solo noi due che contiamo”

Riprendemmo il cammino verso il nostro Hotel. Ormai mancava poco.

“Ti piace manipolare le persone, ti piace osservarne le reazioni, ti piace studiare gli effetti delle tue provocazioni…”

“Lo sai – dissi guardandolo con occhi ingenui – sono una scienziata… e sono anche tanto curiosa!”

“E vanitosa!”

“Oh si’, vanitosa, orgogliosa, cinica e senza scrupoli… lo sono sempre stata e non me ne vergogno”

“La tua corazza un giorno o l'altro cadra’ ed io saro’ li’ a raccoglierne i pezzi, ma sono pazzo di te!”

“Me lo dimostrerai stanotte se sei veramente pazzo di me… tu fai parte del mio esperimento e questa e’ la contropartita che ti chiedo per aver vinto la scommessa…”

“In che modo dovrei dimostrartelo? Dove sta la fregatura? Quando fai la contorta ti odio, ma so anche che e’ difficile sottrarsi al tuo gioco… mi immagino i tuoi clienti di un tempo che sforzi dovevano fare per evitare lo stress”

Colsi una nota di gelosia nel tono delle sue parole e cio’ mi provoco' uno strano piacere.

“Nessuno dei miei clienti mi ha mai conosciuta cosi’, caro… e tu questo lo sai bene. Nessuno mai ha avuto modo di vedermi senza maschera, di conoscere il mio animo, di leggere i miei veri desideri… di guardarmi dentro! Fare quella professione non e’ come fare l’avvocato o la biologa oppure la professoressa universitaria. Entrano in ballo pulsioni e meccanismi tali che coinvolgono sfere emotive molto profonde... e se ci si denuda completamente si rischia di cadere nell’abisso!”

“Dovresti dirlo anche ad Olga… mi sa che stanotte rischiera’ lei di cadere nell’abisso, con te…”

“Tu realizzerai quel desiderio che ti brucia dentro fin dal momento in cui l’hai vista: far sesso con me e lei insieme… ma se per te non saro’ unica … se solo per un istante cederai… se i sensi ti porteranno a desiderarla piu’ di quanto desideri me… se sarai catturato da quella mia immagine allo specchio… io lo capiro’”

Lo guardai con occhi lucidi pronta a cogliere la reazione che non tardo’ ad arrivare. Fu quella che mi attendevo.

Sussurro' “Sei crudele!”. Era evidente che mi amava.

Entrammo all’Hotel de Paris ed il portiere ci saluto’. Alla reception chiedemmo la chiave della camera e demmo istruzioni riguardo la nostra ospite. Ero certa che Olga non avrebbe tardato.

(Continua…)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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