sabato 28 aprile 2007

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Il collezionista - II parte


Le poltrone in pelle nera ben legano con la boiserie in noce, e la luce bassa e’ compensata da quella delle candele sui tavoli. L’atmosfera e’ intrigante ed e' perfetta per incontri di questo tipo.

Gli uomini che sono in “libera uscita” spesso amano trascorrere una serata all’insegna di cio’ che, normalmente, loro manca: romanticismo... sesso… o tutti e due.
Lui ha detto di non avere legami sentimentali e quindi di non essere in “libera uscita”, ma potrebbe aver mentito. Lo fanno in molti. Specialmente per apparire disponibili ed interessanti, nella speranza che la devochka si senta piu’ libera di accettare le loro avances.
Quante volte mi sono trovata a dover fissare degli occhi a pesce lesso che mi scrutavano nell’affannoso tentativo (dicevano loro) di toccare la mia anima?
Ma quale anima? L’anima di una escort? Che sciocchezza!
A volte sembra proprio che il genere maschile viva nutrendosi d’illusione. E’ perennemente proiettato ad adulare cio’ che non e’ vero. Per delle mere illusioni e’ disposto a tirar fuori cifre da capogiro e tanto piu’ una e' falsa e costruita, tanto piu’ gli uomini la credono reale.
Forse e’ per questo motivo che, in modo speculare, cercano di atteggiarsi comportandosi allo stesso modo, mostrando di loro stessi tutto fuorche’ cio’ che realmente sono.
Con le escort questo comportamento e’ ancor piu’ palese perche’ i clienti possono “recitare” senza intoppi la loro parte da “uomini denim” senza correre il rischio di fare brutte figure.

Di solito il mio atteggiamento e’ tale che chi mette in atto taluni ridicoli metodi seduttivi, alla fine, crede veramente di aver toccato la mia anima, ma non sa che dentro di me sorrido quando lo guardo spaziare nelle mie iridi artificiosamente colorate dalle lenti a contatto, nella vana ricerca di qualcosa che non trovera' mai.

“Regola numero due: una devochka non deve mai mostrare dettagli, come gli occhi, che possano far intravedere emozioni. "Gli occhi sono lo specchio dell'anima", dice uno scontato luogo comune. Forse e' solo una diceria ma e' sempre meglio non rischiare. Deve quindi adoperarsi affinche’ questi siano sempre mascherati. Cio’ le permettera' di dare ai clienti solo il minimo indispensabile per il quale hanno pagato.”

E’ seguendo questa regola che a casa ho una vera collezione di lenti colorate. Gli occhi chiari mi permettono qualsiasi tono cromatico senza alterarlo. Cio' crea fra me ed il cliente una specie di barriera, come una maschera.
In questo momento, pero’, provo disagio.
Lui non mi osserva cercando di catturare la mia anima, ma sento che mi sta leggendo comunque dentro, e contro questa sua capacita’ a niente valgono le lenti colorate.

Il suo comportamento e’ perfetto ed anche gli argomenti, che con maestria propone, sono interessanti e creano in me quel desiderio autentico e non recitato di seguirlo in ogni suo ragionamento.
Non mi interroga come se fossi un fenomeno da baraccone oppure una disturbata con gravi problemi esistenziali o con ancestrali turbe infantili, e questo suo modo di fare mi incoraggia ad aprirmi… a raccontarmi.
Forse un giorno mi pentiro’ di cio’ che gli sto dicendo, ma adesso non mi importa.

L’atmosfera e’ impregnata di messaggi subliminali che arrivano diretti dove non dovrebbero mai arrivare ed alcuni mi permeano il cuore in modo talmente intenso che mi scende una lacrima…
So che che certe cose, ad una devochka, non devono mai accadere.

"Regola numero tre: per nessuna ragione una devochka deve mostrare le sue debolezze. Cio’ potrebbe indurre l’interlocutore ad approfittarsi di lei, portandola a prendere decisioni, o a compiere atti, dei quali potrebbe pentirsi. Quando questo avviene deve immediatamente interrompere l’incontro adducendo una scusa banale e, tornata a casa, farsi una bella doccia fredda.”

“Scusami un attimo…”

Senza dire altro mi alzo e mi dirigo in bagno. Questa volta non vado a fare il controllo dei soldi nella busta. I miei pensieri sono presi da tutt’altro... le sue parole frullano in testa come una girandola.
Mi guardo allo specchio ed asciugo l’umidita’ che trasuda dagli occhi ma non basta. Sento bruciore. Devo togliermi le lenti.

Quando torno al tavolo mi sento come “nuda”.
Sto infrangendo tutte quante le regole che mi sono imposta ed ancora non ho chiesto al Maître di chiamare un taxi per farmi accompagnare a casa.
Ma perche’ rimango? A volte mi chiedo se, sotto sotto, sono masochista!

Mi fissa con dolcezza ed io cerco di distogliere lo sguardo, ma non riesco. I miei occhi vengono catturati dai suoi come un pezzo di ferro viene catturato da una calamita.

“Belli! Veramente notevoli, devo dire. Mi domandavo, infatti, perche’ ti ostinassi a tenerli nascosti dietro due lenti che, ovviamente, di fronte a tuoi due gioielli valgono meno di semplice bigiotteria, ma posso immaginare il motivo…”

Cerco di tenere un aria spavalda ma dal tono della mia voce capisco che e’ un'impresa vana.

“Mi piace cambiare spesso look! Me le sono tolte perche’ mi bruciano gli occhi. Sono un po’ rossi ma adesso passa”

“Sai una cosa? – dice lui – Magari anche il nome con il quale ti presenti e’ una questione di look che ti piace cambiare... e scommetto che il tuo vero e’ assai piu’ bello…”

“Regola numero quattro: il nome vero e’ l’ultimo baluardo prima del baratro. Nonostante un nome valga l’altro, e chi recita dovrebbe avere la capacita’ di far apparire qualsiasi nome inventato come vero, una devochka che desidera rivelare ad un estraneo il suo vero nome, e che quindi non voglia mentirgli, nel mettersi a nudo di fronte a lui, in ogni sua parte sia esteriore che interiore, creera’ i presupposti per un futuro sicuramente non felice.”

Nonostante cio' gli dico il mio nome e mi tolgo di dosso l’ultimo velo.
Stranamente non sento ne’ vergogna ne’ fastidio, anzi provo un senso di liberta’, come quando sulla spiaggia mi libero di tutti gli indumenti e corro fino al mare e poi mi tuffo nell’acqua calda e cristallina.

“Ancor piu’ bello di quanto immaginassi – dice lui ripetendolo due volte – ha un suono magico… quasi ipnotico. Non l’ho mai sentito prima. Credo che tu sia l'unica a portarlo”.

“Si’, anche io lo credo. Chissa’, forse un giorno, nel futuro, ci sara’ qualche altra bambina alla quale verra’ dato questo bizzarro nome... e’ stato coniato da mia madre mischiandone due che le piacevano. L’importante, affinché mi portasse fortuna, era che contenesse almeno una delle lettere che lei ritiene magiche”.

Dicendogli anche questo mio segreto inizio a rendermi conto che, non avendo piu’ veli da togliermi, inizio un po’ alla volta a strapparmi via l’intimita’ come se fosse la pelle.
Continuo a farlo fino a quando so che quest’uomo puo’ avere di me cio’ che solo pochi altri hanno avuto… se lui lo vorra’.

“Allora hai deciso per il dopocena oppure sono troppo noiosa e malinconica per essere annoverata fra le tue emozioni da collezionare?”

E’ combattuto, e prima di rispondermi lascia trascorrere qualche secondo. Poi mi prende la mano. Un brivido sottile mi pervade la schiena, ma sento che non mi vorra’.

“Indubbiamente collezionero’ questa serata, ma non nel modo in cui pensavo. Credo che se adesso ti portassi a letto, pagando, come altri hanno fatto, e come anche io ho fatto con altre donne, in noi resterebbe un ricordo… forse di un orgasmo… o forse anche di altro, chi puo’ dirlo? Una notte che sarebbe presto dimenticata… oppure impossibile da dimenticare… talmente impossibile da desiderarla ancora mille volte. La prima ipotesi non mi spaventa… la seconda si’! Preferisco salvare questo file nel mio HD, cosi’ com’e’ e con tutto cio’ che mi hai donato, per catalogarlo, insieme ai tuoi occhi ed al tuo nome, come il pezzo piu’ raro della mia collezione”.

Dentro al taxi che mi riporta a casa penso che domani il Mondo non sara’ piu’ lo stesso. Domani cadranno certezze e simboli di un periodo che ormai appartiene al passato e forse un giorno, quando mi ricordero’ di questa emozione, di questa fotografia di un attimo della mia vita, la tirero’ fuori dalla collezione che gelosamente custodisco nel mio computer e la riesaminero’ con il senno di poi.

17 commenti :

MoViDaLoCa.nET ha detto...

Sono rimasto senza parole. Veramente un bel racconto, per me il più intenso e "profumato" del tuo blog. Indubbiamente questo mio commento sarà scontato, ma ci tenevo lo stesso a fartelo sapere.

gullich ha detto...

molto bello. c'è uno scritto di hesse che ho molto amato sin da ragazzo "nella mia taciturna felicità di eremita ho imparato la saggezza di lasciare a tutte le cose la vaporosità della loontanza, non mettendo nulla alla luce cruda e fredda della prossimità banale... Ciò che brutalemnte si gode diventa amaro e degrada..." (l'azzurra lontanaza, scritti autobiografici);. ho avuto un eco di quel brano leggendo queste righe così come improvvisamente si è ridestato un cluster del mio hd ove è custodito un ricordo della mia taciturna felicità di eremita.

pochi file custodiscono avventure da letto che sono vivide, intense e "totali" come quella serata passata a sorridere, raccontarsi, sentirsi... sapendo che non ve ne sarebbero state altre e che non sarebbe stato altro che quello. Io non collezionavo, ma semplicmente vivevo.

e questo forse si lega molto anche al post, poco più sotto, sul valore e la portata della bella scopata da un milione di birre... e sul prima e il dopo.

Kamavirya ha detto...

Non essendo spaventato dal fatto di risultare "scontato", mi associo al commento sopra. Questo racconto ha SPESSORE.

KAM

davide ha detto...

Cara Chiara,

leggendo questo tuo bellissimo racconto, mi ha colpito questo cliente che collezionava "emozioni, senzazioni, momenti di vita". La mia senzazione è che tanti clienti, in realtà, non frequentano le escort solo per il sesso, ma anche per provare l'emozione di conoscere, sotto un certo aspetto, nuove donne.

Certo che leggendo il catalogo della perfetta devochka ho pensato che, tutto sommato, è un bene che io negli ultimi 30 anni non abbia frequentato escort proprio del tuo livello (spero non travisi le mie parole, so benissimo che quelle regole sono importanti per esercitare il mestiere con professionalità).

La cosa che più ho apprezzato delle delle escort che ho conosciuto è che, nelle maggior parte dei casi, ho trovato persone con un forte senso di umanità: naturalmente tante sapevano recitare ed erano molto professionali. Alcune, ti assicuro che dico la verità, mi avevano chiesto anche di sposarle. So bene che la loro richiesta non era motivata dall'amore ma dal portafoglio, ma alcune credo che, forse, erano sincere: in particolare una ragazza rumena, molto bella e intelligente, eveva insistito per questo; io avevo rifiutato perchè tra me e lei cerano venti anni di differenza: però ti confesso che se potessi tornare indietro - sono ormai alcuni anni che non vedo più questa ragazza - la sposerei.

Tanti saluti dal tuo Davide

guggenheim ha detto...

Non ho mai fatto la escort e quindi mi è difficile capire come si possa vivere in questo mondo, in cui l'effimero prevale sul reale.

Il racconto è ben scritto e rende perfettamente il contesto e parzialmente l'evolversi vorticoso degli eventi.

Il finale, preceduto dai messaggi relativi ai precedenti comportamenti mi lascia perplesso.

Ti aveva conquistata sapendo perfettamente d'averlo fatto.

Qualunque altro uomo ti avrebbe portata a letto, quello del tuo racconto ha declinato il tuo invito,sapendo che non era un invito ma una richiesta, gli è bastato questo per sentirsi appagato.

Chiara come si sta dell'altra parte della scrivania?

Con affetto
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Chiara come si sta dell'altra parte della scrivania?


Gugge, l'altra parte della scrivania sarebbe se la busta l'avesse data la ragazza... che invece sta sempre dalla stessa parte di sempre :-)

Quando ho scritto racconti con protagonisti dei clienti "caratteriali" mi hai criticata, adesso ne scrivo uno con un cliente "normale" ed ecco che "s'e' peggio il tacon del buso". Non sei mai contento! :-)

Da altre parti mi contesti il fatto che SCRIVO COSE OVVIE...
Che significa cose ovvie? Sono le semplici cose che puo' sapere una contadina ungherese che ti aspettavi da me? Che fossi una filosofa da premio Nobel?

Vuoi forse farmi capire che niente piu' ti sorprende da come sei "rotto" ad ogni esperienza?

Se e' cosi' sarei curiosa di leggere i tuoi racconti per poter valutare (e magari poter imparare) come vanno scritti senza cadere nella critica di scrivere cose banali.


PS. Il vero nome della protagonista del racconto e' un dettaglio che VOLUTAMENTE e' stato omesso, quindi gradirei non mi si domandasse qual e' o, se per caso, contiene determinate lettere. Grazie.

guggenheim ha detto...

Credo di non essermi ben spiegato.

Quando l'ho letto non l'ho interpretato come un racconto fantasioso ma come l'argomentazione di un momento vissuto.

Pensavo di aver esternato un commento positivo sullo scritto ma vedo che non ne sono stato capace.
Causa mia.

Per quanto riguarda le mie opinioni sui tuoi racconti: quando li trovo carini lo scrivo quando li trovo ovvi idem.
Non per questo lo devono essere, è solo una mia opinione, per quel che vale.
Spesso ho cmq scritto Grazie, qualcosa dovrà pur valere o no? ;-))

@Chiara:
"Vuoi forse farmi capire che niente piu' ti sorprende da come sei "rotto" ad ogni esperienza?"

Mi trovo circa nel mezzo del cammini di nostra vita, e sinceramente ho la bussola un po' rotta. Qualche paletto lo sto mettendo, giusto o sbagliato che sia.

@chiara
"Sono le semplici cose che puo' sapere una contadina ungherese che ti aspettavi da me?"....
"Che fossi una filosofa da premio Nobel?"


Come da qualsiasi persona di leggere qualcosa che non conosco. Diciamo un punto di vista diverso dal mio.

Buona domenica
Gugge

guggenheim ha detto...

Quanto sotto puo' anche nn rendelo pubblico


@Chiara:Gugge, l'altra parte della scrivania sarebbe se la busta l'avesse data la ragazza... che invece sta sempre dalla stessa parte di sempre :-)

Hai perfettamente capito cosa intendevo

all'altra perte della scrivania vuol dire non condurre il gioco, sapere di dipendere dalle scelte di un'altra persona e non dalle proprie.

Forse mi sbaglio ma non credo

Ciaoooooooooooooooo

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

dall'altra perte della scrivania vuol dire non condurre il gioco, sapere di dipendere dalle scelte di un'altra persona e non dalle proprie.

Se la ragazza non avesse infranto tutte le regole il gioco sarebbe stato condotto da lei, ma forse oggi per lei il MONDO non sarebbe mutato.

Il racconto indica chiaramente che una professionista che non rispetta il proprio codice e "sbraca" automaticamente si pone in una posizione in cui un cliente "furbo" e determinato puo' fare di lei cio' che vuole.

Ma questo avviene normalmente anche nella vita fra le persone: quando ci si da' prigionieri si perde il diritto a condurre il gioco.

Pero' molti dicono che "darsi prigionieri" sia la piu' bella cosa che possa acadere nella vita allorquando, dall'altra parte, non si trova una persona che intende solo soddisfare il proprio egoismo.

Una escort che incontra un cliente per la prima volta (ma anche una seconda o una terza) e si da' prigioniera e' una matta e rischia molto, perche' non si tratta solo di mettere in gioco la propria vita sentimentale ma anche la propria professione con conseguente posizione economica.

Io non so cosa tu fai nella vita ma ammettiamo che tu sia (faccio un esempio) un chirurgo che guadagna cifre da capogiro... rischieresti di ritrovarti a fare l'infermiere solo perche' una sera incontri una che ti fa girare la testa? Io non credo.

Ecco per le escort il rischio e' che se si innamorano non possono continuare a fare cio' che fanno, e dato che la possibilita' di arrendersi ai sentimenti e' in agguato dietro ad ogni angolo (e per le ragazze che hanno una professione di tal genere il rischio e' ancora maggiore in quanto incontrano uomini di ogni tipo), una devochka che intenda lavorare per un certo numero di anni, per raggiungere degli obiettivi che le permettano poi di non dover mai piu' sottostare ad alcun ricatto di tipo economico, deve darsi delle regole a costo di SOFFOCARE i sentimenti.

Credevo che dopo anni che scrivo "cose ovvie" questo concetto fosse ormai chiaro.

guggenheim ha detto...

C'è solo una cosa chiara nella vita:la morte.

Io la mia scelta l'ho fatta alcuni anni fa, scegliendo di non essere il chirurgo che sottostà ai comandamenti di qualcun altro ma di essere un libero infermiere.

Mia madre ancora non si capacita delle mia perdita delle occasioni sentimentali che economicamente avrebbero avuto un certo peso (sai in quale provincia abito quindi ......) nel prosegui della mia vita.

Ma dall'altro canto mi sono dato prigioniero non per denaro ma per una persona che sa cogliere quello che altre donne non sono state in grado di vedere.

Dove trovo un'altra donna che ama a 30nni guardare ancora i cartoni animati, impazzire per hello kitty, gironzolare per la città in bicicletta e svuotare i negozi di dolciumi.

Ma questo credo che a te non interessi.

Ciao
Gu

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ma dall'altro canto mi sono dato prigioniero non per denaro ma per una persona che sa cogliere quello che altre donne non sono state in grado di vedere.

e cioe'?

mi domandavo se per caso questa donna e' in grado di vedere anche quando vai con le devochki...

guggenheim ha detto...

Tu non hai segreti?
L'ultima volta che sono andato con una "donzella" è stato a novembre.

Puo' darsi che in futuro possa ancora andarci, e se dovessi farlo non vado sicuramente a dirlo ai 4 venti o alla mia compagna.

Lo so forse non è giusto: dovrei dirglielo ma credo che non capirebbe.

Quindi occhio non vede cuore non duole.

Soluzioni?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Tu non hai segreti?


con la persona che amassi e che sapesse cogliere quello che altre persone non sono state in grado di vedere non ne avrei...

Sono matta?

Vedi Gugge, di te mi hanno colpita molto i "giudizi estremi" che davi su chi fa cio' che facevo io...

Ognuno/a i suoi panni sporchi deve lavarseli da solo/a

Ebbene, io i miei panni me li sono lavati in tanti anni di bordelli di Calcutta e devo dirti che adesso mi sento assai pulita... mentre vedo chi per anni si e' sentito a posto e che adesso inizia a sentire un certo odorino sgradevole.

Non prenderla come una critica ma sei stato tu a chiedere SOLUZIONI.

guggenheim ha detto...

Prima di tutto di odorini non ne sento.
Tranne quello dello spiedo che fra poco me magno!

Lo conosci lo spiedo? Nelle tue frequetazioni nei dintorni del lago di garda dovresti everne mangiati. O no?

Diciamo che ho solo un panno sporco sempre se cosi si puo' definire. E' la delusione di ogni incontro extra. Ho sempre apprezzato di piu' l'adrenalina del prima che la minchiata del durante, per non parlare della delusione del dopo.
Non sono mai riuscito ad essere naturale forse perchè sapevo che la persona era li perchè pagata e non per altro. Ma questo è un mio problema, e non certo questo blog potrà risolvermelo.

Chiara:Vedi Gugge, di te mi hanno colpita molto i "giudizi estremi" che davi su chi fa cio' che facevo io...


Anche se non sembra i miei giudizi estemi non sono un fine ma solo un mezzo.
Sono per avere delle risposte su cose che non conosco, su aspetti che vedo in modo diverso dal mio interlocutore.
Che discorso si puo' intavolare con chi è d'accordo con te. Nessuno.

Se, certe volte ti do contro e' solo per stimolare un punto di vista a me sconosciuto; chiamalo sete di conoscenza.
Fondamentalmete mi piace sapere le motivazioni dei tanti perchè.

Se ti irritano i miei 3d basta dirlo che allora mi limiterò solo a leggere quanto viene scritto.

Gu

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Gugge, forse non ti rendi conto di quanto sei caotico e di quanto ti porti dentro incoerenze e malesseri imputando ad altri (cioe' a me) il fatto di non comprendere il tuo punto di vista.

Ti faccio vedere cio' che hai scritto:

Ma dall'altro canto mi sono dato prigioniero non per denaro ma per una persona che sa cogliere quello che altre donne non sono state in grado di vedere.

DARSI PRIGIONIERO presupporrebbe che hai trovato (o credi di aver trovato) la persona giusta, ma il fatto che ti sbatti ogni tanto per andare a CERCARE altrove cio' che ti manca nel tuo quotidiano la dice lunga su quanto CREDI A CIO' CHE CERCHI DI DIRE OSTINATAMENTE.

Se fosse la persona giusta, colei che hai trovato, non avresti di questi malesseri di cui parli qui:

E' la delusione di ogni incontro extra. Ho sempre apprezzato di piu' l'adrenalina del prima che la minchiata del durante, per non parlare della delusione del dopo.

Perche' una persona soddisfatta dovrebbe andarsi a cercare le delusioni sapendo in anticipo che delusioni saranno?

L'unico motivo e' che la SODDISFAZIONE non sia piena e sincera ed in realta' la ricerca di altre donne voglia solo aprire la strada ad altre STORIE che siano piu' soddisfacenti di quella attuale.

Di questo ti rendi conto o no?

Ecco, se io fossi la tua compagna, e potessi leggere cio' che scrivi, ti manderei a CAGARE altro che "cogliere quello che altre donne non sono state in grado di vedere"...

E adesso vai pure a mangiarti lo spiedo che ti fai preparare DA LEI mentre tu la ripaghi "amandola" nel modo in cui sai fare.

Buona giornata.

guggenheim ha detto...

Chiara che ti posso dire......
Certezze poche dubbi tanti.
L'unica è che non ti sto per nulla simpatico....... ma che ci posso fare. ;-))

Per quello che hai scritto sopra: grazie per il tempo che hai dedicato.
Per quanto riguarda il contenuto alcune cose sono effettivamente veritiere altre un po' eccessive.

Cercherò di prenderle nel modo giusto: come un consiglio per migliorare, e cosa questo voglia dire sinceramente non lo so!

Grazie
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Con la mia risposta a Gugge, chiudo la fase dei rimbrotti. Non pubblichero' piu' commenti in risposta a questo.

Non mi piace la deriva forumistica che sta prendendo il blog, ma d'altronde ognuno qui VUOL SENTIRSI PROTAGONISTA mentre in realta' dovrebbe capire di essere solo un ospite.

Questo blog e' il mio DIARIO e non una piazza del paese.

Il forum e' la piazza, e ciascuno puo' anche agire cercando di gridare piu' forte. Il blog invece E' CASA MIA e qui solo io posso urlare quanto voglio.

Accetto ogni critica per quanto riguarda sia lo stile che il contenuto dei miei scritti, ma non accetto critiche sulla mia coerenza o sulla mia forma mentis... soprattutto da chi ha scheletri nell'armadio tali che se apre le ante gli si rovesciano tutti addosso sommergendolo.

Il blog puo' essere letto da chiunque, non ne' protetto da password, per cui se piace bene e se non piace il web e' pieno di altri posti piu' politicamente corretti che GIUSTIFICANO le azioni dei puttanieri che tradiscono le loro compagne.

Scusate ma io non riesco a farlo. Non riesco a giustificare uno che ELOGIA la sua compagna pubblicamente, dicendo che e' il massimo che la vita gli ha dato, quando poi e' risaputo che la tradisce.

Non e' coerente.

Dovrebbe almeno evitare di fare una delle due cose: elogiarla o tradirla.

Perche' cio' che a me viene da pensare e' che, in realta', queste compagne siano apprezzate ed elogiate solo perche' SONO DELLE IDIOTE CHE NON SI ACCORGONO DEI TRADIMENTI e sanno anche CUCINARE DEI BUONI SPIEDINI.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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