sabato 28 aprile 2007

0
comments
Il collezionista - I parte


“Niente male… veramente niente male!” penso mentre lo vedo arrivare, ma ancora non credo che possa essere lui.

“Ciao…- gli dico sorridendo – adesso per cortesia fai uscire dal nascondiglio tuo fratello maggiore!”

Lui mi guarda stupefatto. Ha la faccia che non mostra segni del tempo tanto e’ giovane e priva di rughe. Al telefono mi aveva detto l’eta’ ma il volto ed il fisico non corrispondono a quelli di un quarantasettenne.
Mi attendevo il solito “cumenda”, come tanti ne ho incontrati, allergico alla palestra e con palesi problemi tricologici, invece chi ho di fronte dimostra al massimo 40 anni, bel volto, occhi espressivi, mani curatissime, fisico asciutto e palestrato al punto giusto, alto quanto basta per non sfigurare accanto a me che porto i tacchi.
Non e’ Brad Pitt, ma rispetto alla media dei miei incontri posso ritenerlo sicuramente un “top”… sempre che sia lui e di questo non sono ancora sicura.

“Quale fratello?” – mi fa lui con la faccia sorpresa.

“Quello di quarantasette anni… fallo venire fuori dai. Dov’e’? Mi sta guardando da lontano ed ha mandato te in avanscoperta?”

“No no, guarda, stai sbagliando. Sono solo io. Non ci sono altre persone ed e' con me che hai appuntamento”.

Sapere che e’ lui il cliente mi da’ un senso di euforia e di sgomento allo stesso tempo.

“Ok, non mi dirai che sei stato tu a chiamarmi?!? – proseguo con la recita sgranando gli occhi – Sei tu???”

Lui annuisce e tutta la mia tecnica adulatoria, che solitamente uso quando incontro un cliente, entra in crisi.
Come faccio adesso a dirgli la consueta frase “tu non hai bisogno di andare con le escort, chissa’ quante donne avrai”???
Dal suo aspetto sono certissima che le occasioni non gli manchino… a meno che non abbia qualche “piccolo problemino”, ma in tal caso saro’ lieta di verificarlo nel dopocena!

Ci dirigiamo con la sua auto verso il ristorante che ho prenotato.
Mentre guida lo osservo in silenzio. Lui mi racconta qualcosa di se’: divorziato, senza figli, libero sentimentalmente, in viaggio d’affari e curioso di conoscere questa escort di cui tanto si parla sul web".

“Ah, sei un collezionista – dico pungolandolo – e a che punto sei della collezione? Ti manca molto a finirla?”

“Un collezionista… si’, in un certo senso lo sono… dopotutto non c'e' niente di male, non credi? C’e’ chi colleziona fotografie, attimi rubati alla vita di qualcun altro. Io invece colleziono le emozioni… colleziono gli attimi che possano, un giorno, essere ricordati… e li ripongo qui – dice toccandosi la tempia con il dito indice – nel mio album”.

“Mmmhhh, interessante… un album nella tua testa... come nella memoria di un computer. Immagini e sensazioni scannerizzate dalla realta’ e riposte in un luogo sicuro da dove puoi ripescarle quando desideri… e quante donne ci sono adesso nel tuo HD?”

“Ecco, sapevo di non essermi spiegato bene – prosegue lui – in realta’ non colleziono donne o escort o incontri… colleziono, come ti ho detto, emozioni, sensazioni, momenti di vita. I miei!Esattamente come fossero fotografie. Tu stasera non sei… cioe', non sarai l’ennesima donna o escort di questa mia collezione, poiche’ non e’ cio’ che vado cercando… pago per conoscerti ma e' solo un preludio. Se l’incontro lascera’ in me sensazioni o emozioni che meriteranno di essere collezionate allora le riporro’ nel mio album per poterle riguardare quando e se ne avro’ voglia. Ovviamente il fatto che tu sia la piu’ cara di Milano e’ stato un parametro decisivo nella mia scelta… ti sembra strano o per caso ti senti offesa?”

“No, per carita’… solo che mi sento un po’ in imbarazzo, ecco… cioe’ e’ la prima volta che mi capita di essere... insomma non so che dire... ehm... questo stimola la mia curiosita’… inoltre sento di avere un ruolo importante in questa tua… ehm…fotografia… pensavi di fotografarmi dopo cena?”

“Mi sento davvero uno stupido stasera – dice ridendo mentre si accinge a parcheggiare nei pressi di “San Babel” - non riesco a spiegarmi come vorrei, mi sento un po’ impacciato… il fatto e’ che se non ci sara’ un’emozione da fotografare prima, dubito che ci sara’ un dopocena”.

In fin dei conti ciascun cliente paga per cio’ che che piu' lo intriga. Ne ho visti tanti, da quelli che non dicono una parola e si fiondano subito a letto addirittura senza togliersi le calze a quelli che amano essere trattati come delle "pezze da piedi". Se lui vuole passare una serata “fotografando” le sue emozioni chi sono io per criticarlo? Una volta ricevuta la busta posso essere tutto cio’ che vuole: la sua puttana, la sua psicanalista, la sua amica, la sua padrona, la sua modella o, come desidera lui, una comparsa nella sua fotografia da collezionare. Sicuramente non saro' la sua schiava dato che non mi piace sottomettermi.
Se fosse un altro tipo di cliente sarei quasi soddisfatta della possibilita’ di incassare il mio rate senza l’impegno di dover proseguire l’incontro fra le lenzuola in un hotel… anzi, se fosse il solito cliente rompipalle farei di tutto per non dargli l’emozione che desidera, cosi' da farmi rispedire a casa dopocena. Se voglio sono brava anche a fare la scostante, ma chissa’ perche’ questo fatto del “dopocena non sicuro” mi infastidisce… che strano!

Prima di scendere dall’auto mi da’ la busta.

“Ecco, questo e’ cio' che hai chiesto sia per la cena che per la notte… comunque senti… in un caso o nell’altro, in qualunque modo vada la serata, questo incontro sara’ unico e non ti richiamero’ mai piu’. Non colleziono pezzi doppi!”

Metto in borsa la busta e ci incamminiamo verso il ristorante. Lui e’ silenzioso ed io pure ma non mi sento a disagio come quando, di solito, passeggio con un cliente completamente disarmonico, anzi la sua presenza mi da’ come un senso di protezione. Sara’ il suo modo di muoversi e di guardarmi. Ha degli splendidi occhi ed una bocca da mordere.

“Regola numero uno: una devochka che si lascia andare alle emozioni lo fa a suo rischio e pericolo e di sicuro compromettera’ il rapporto con il cliente in modo irreparabile, se non rovinera' addirittura la propria esistenza. Ogni piccola emozione che porti verso tale direzione va bloccata sul nascere e contrastata fino al suo completo annullamento; se cio’ non fosse possibile si deve inventare una scusa ed andarsene.”

Mi viene in mente questa mia regola mentre da “Montenapo” svoltiamo in via S.Andrea.
Lui non ha fretta. E’ una bella serata settembrina e passeggiare e’ anche un’occasione per relazionare: il modo di camminare indica molto della personalita’ di qualcuno ed inoltre e’ possibile capirne i gusti osservando da quali vetrine e' attratta la sua attenzione.

Ebbene si’ lo confesso, sono affascinata da quest’uomo e cio’ non accade tanto spesso, anzi l’ultima volta che e’ accaduto non ero “in servizio” e si trattava di un incontro extralavoro.
Mi sento turbata. Forse dovrei restituirgli i soldi e fuggirmene via come dice la “regola numero uno”… ma non lo faccio. Che mi accade?

Arrivati all’altezza di via S.Andrea ove questa incrocia via della Spiga ci fermiamo. Un giorno, in questo punto esatto, ci sara’ un negozio di Prada, ma adesso c’e’ ancora il ristorante in cui, normalmente, porto i clienti quando mi pregano di riservare per la cena.
Entriamo ed il Maître mi accoglie con il consueto “buonasera signora Schiller”.

Ci accomodiamo al tavolo. Sento che sta per accadere qualcosa ed io non voglio… non voglio… non voglio…


(Continua?...)

Nessun commento :

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics