venerdì 6 aprile 2007

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Il Cliente Perfetto – IV parte – La conversazione


La prima cosa che fece, quando ci sedemmo al tavolo, fu quella di consegnarmi quanto avevamo pattuito. Scelsi il metodo classico (quello che tutte usano) per andare a controllare: mi ritirai un attimo alla toilette. Dentro la busta trovai i soldi ed un biglietto: “Grazie per aver accettato l'invito”.

All’inizio cerco’ di tenere una certa distanza con un formale “Lei”. Per un attimo immaginai la scena di un “dopocena” in cui la situazione fosse stata quella: “Signorina, Le andrebbe di copulare?”… “Oh si! Mi sbatta con vigore!” Roba adatta per la “Marchesa de Merteuil”, non certo per una “contadina magiara” come me! La cosa mi sembrava oltremodo esilarante e piu’ di una volta fui sorpresa a ridacchiare. Lo pregai di essere meno formale. Fortunatamente accetto’ e mi sentii piu’ rilassata.

Durante tutta la conversazione non accenno’ mai ad argomenti di tipo sessuale. Non domando' niente ne' sulle mie misure, ne’ sulle mie “preferenze” a letto. Se lo avesse fatto gli avrei risposto: “banconote di grosso taglio sparse dappertutto”. Sono sempre rimasta intrigata dalla scena in “Proposta Indecente” in cui, lui e lei, rovesciano la valigia dei soldi sul letto e fanno sesso rotolandosi sopra.

Non tento’ neanche di intrigarmi con banali atteggiamenti seduttivi, ne’ assunse espressioni inebetite stile lupo cattivo che pregusta Cappuccetto Rosso. Credo che quelli che, durante tutta la fase preliminare, mi facevano leggere sulla loro faccia esattamente cio’ che bramavano, cercassero solo di gettare una “testa di ponte” di un’invasione che quasi sempre (ahime’) si risolveva con un veloce raid che non si spingeva mai oltre il bagnasciuga. Quando un uomo ha sete berrebbe un lago intero, ma dopo il primo mezzo bicchiere d’acqua inizia a capire che per dissetarsi basta molto meno. E quel cliente pareva esserne consapevole.

Mi interesso’ con argomenti di varia natura: storia, attualita’, politica, cinema, letteratura, il tutto condito con battute divertenti. Insomma, un po’ di tutto senza essere mai volgare o invadente, a differenza, invece, di altre persone che mi capitava d’incontrare e che cadevano nell’errore di farmi domande inopportune: “Perche’ lo fai? Da quanto lo fai? Ma i tuoi lo sanno che lo fai?”

LO FAI? Cosa? Che? Quando? Dove?

Che significava quel “lo fai” se non: “fai la puttana”? Ma usavano solo il predicato verbale senza complemento oggetto. Solo la seconda persona singolare dell’indicativo presente del verbo “fare”. Esattamente come se avessero chiesto ad una tossica “Perche’ ti fai? Da quanto ti fai? Ma i tuoi lo sanno che ti fai?”

Tossica io! Ma non si rendevano conto dell’incongruenza del ragionamento? Tossica di che? Se avessero pensato bene avrebbero capito che i veri tossici erano loro. Io, al limite, ero la spacciatrice; quella che procurava loro la “dose” per “farsi” di un’autostima affittata ad ore, e quell’ipocrisia sortiva lo stesso effetto, al pari dei piedi non curati, di annullare completamente la mia libido. E poi odiavo gli interrogatori troppo intrusivi. Piu' di una volta sono stata sottoposta ad un fuoco di fila di domande:

“Sei sposata?”
“No”
“Perche’ non sei sposata?”

(pensavo: “a te che cazzo te ne frega? Sei per caso qui per un’indagine sociologica?”)
“Perche’ non ho trovato la persona giusta!”
“Mai sposata? Proprio mai?
“No mai!”
“Mai mai mai mai?”
“No. Mai mai mai mai… cambiamo argomento?”
“Ah, va bene… eeeee... figli? Figli ne hai?

(pensavo: “questo mi ha presa per una ragazza madre? Gli ho appena detto che non sono mai stata sposata…”)
“No… non ne ho!”
“Ah… si bene… anzi male… eeeee… perche’ non ne hai?”

(pensavo: “questo e’ un idiota”. Mi sarebbe venuto da rispondergli: "NON NE HO PERCHE’ SONO UN UOMO OPERATO, VA BENE?"… poi mi trattenevo e dicevo)
“C’e’ sempre tempo per i figli… sono ancora giovane”
(pensavo: “se questo adesso dice che devo fare in fretta e che il tempo passa gli spacco il piatto sulla testa”)
“Ah si… (c’e’ stato chi, a quel punto si e' grattato dentro l’orecchio e poi ha tirato fuori il dito esaminando cosa vi fosse rimasto appiccicato)… maaaa… ti piacciono i bambini?”

Ma saranno stati cavoli miei? Se ero li’ era per andare a scopare in cambio di soldi, mica avevo scelto quella professione per fare da cavia al primo "industrialotto del tondino di ferro" improvvisato psicanalista e con le dita impiastricciate di cerume!

Il cliente di quella sera, invece, fu adorabile. Il suo interessamento nei miei confronti si limito’ ad argomenti superficiali: il mio maquillage, il mio abbigliamento, le mie vacanze, e poi i film che preferivo, i libri, la musica. Insomma, niente sulla mia vita privata, a parte la richiesta di conoscere il mio nome vero, che io ovviamente gli dissi… inventandolo. Inoltre, importantissimo, mai una volta lo sorpresi con le dita infilate in cavita’ del suo corpo in cui queste non dovevano stare. Tutto cio’ contribui’ a rendermi piu’ disponibile al dopocena.

(Continua... )

5 commenti :

Robert ha detto...

La considerazione che mi sovviene è che in effetti, troppe persone che non hanno con noi particolari legami affettivi sono ciononostante tremendamente invadenti. Al di là della situazione che tu descrivevi, è proprio questo uno degli aspetti della vita che mi irrita particolarmente: la becera curiosità, la voglia di vedere sempre qualcosa di "marcio" nella vita degli altri, il finto moralismo che nasconde il giudizio. Io non sono curioso della vita altrui mi basta la mia. Non chiedo e mi piace ascoltare e questo mio atteggiamento capisco che, al contrario di quello che si potrebbe pensare, rappresenta l'acceleratore dei rapporti umani che intrattengo. Io non chiedo perchè non gradisco mi si chieda, non giudico perchè non gradisco essere giudicato. Quante volte è capitato anche a me che seduto ad un tavolo di trattativa per un deal importante mi si chieda: "ma lei è sposato? Non ha ancora figli? Come mai?". Queste sono domande troppo personali che la gente dovrebbe imparare a porgere solo nelle circostanze appropriate ed a persone con cui il livello di confidenza sia elevatissimo. Del resto, si può parlare del tempo, di politica, di sport per rompere il ghiaccio in una qualsiasi situazione. Ovvio che nel tuo caso, le dette domande fossero ancor più intrise di quella becera curiosità a cui prima accennavo.
Buone festività.
Un caro saluto.
BJ

siggy ha detto...

Ogni volta che ti leggo, quando scrivi su questo argomento, mi convinco sempre più che sarei stato il tuo CLIENTE PERFETTO...
Poi subito dopo, passato qualche istante, mi sovviene quel mio difettuccio che forse... non mi avrebbe consentito di ambire a quel titolo.
Ebbene sì... ce l'ho troppo piccolo.
Il conto corrente, naturalmente...
E oltre a ciò, non amo YSL.
Io solo Eau Sauvage... qualche volta nella sua accezione più Extreme...

Il tuo Siggy

P.S. Vacanze sulla neve era decollato abbastanza bene... Certo che Blackbird e Illustre devono essere due amanti eccezionali...
Se solo alle loro impennate di egocentrismo corrispondessero le loro erezioni...
Io, per parte mia, sprizzo understatement da tutti i pori...(n.b. la battuta non è mia!!!)

siggy ha detto...

Urka!! Oltre agli auguri pasquali, vorrei farti i miei complimenti.
Guardando nell'utility che da la mappa mondiale dei frequentatori del tuo blog, ho notato tra le altre, due località che voglio citare.
La prima è Mauritius, poco a fianco del Madagascar. Sicuramente si tratterà di qualche cumenda puttaniere che è andato a fare le vacanze "alle Maurizius..."
La seconda è Churchill, nella Hudson Bay, la capitale mondiale degli orsi polari. Qui sono certo che pochi puttanieri italiani siano mai arrivati... Mi piacerebbe sapere chi si è connesso...

aribuona pasqua

il tuo siggy

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Robert: Ovvio che nel tuo caso, le dette domande fossero ancor più intrise di quella becera curiosità a cui prima accennavo

una escort per far compagnia e per far sesso costa TOT... se ci dovesse "mettere del suo" allora costerebbe molto di piu' e non sempre sarebbe una questione legata ai soldi.

@ Siggy: Ebbene sì... ce l'ho troppo piccolo.
Il conto corrente, naturalmente...


Questo credo che sia un handicap insormontabile :)))

Peccato per "vacanze sulla neve". Avrei gradito che fosse proseguito solo per l'occasione che avrei avuto di intervenire ogni tanto...

Buona Pasqua :)

illustre1966 ha detto...

@siggy: chi non muore.....
A me mi s'impenna ancora bene, caro.... e a te? (Parlo di egocentrismo ovviamente, il resto sarebbe sprecato!!!) :-))))

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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