«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

giovedì 12 aprile 2007

3
comments
I racconti

Ho ricevuto molti messaggi di apprezzamento su cio' che ho scritto in queste ultime settimane in cui, tralasciando le beghe forumistiche di altrove, mi sono dedicata maggiormente ai racconti.

Sembra che i miei racconti piacciano . Molti mi chiedono se sono in parte o totalmente autobiografici, ma su questo punto gradirei non rispondere.

L'importante e' che donino emozioni, che possano essere vissuti nei loro "attimi", che possano essere guardati come delle fotografie animate.

Gullich, in un suo commento molto carino, ha scritto che sono capace di evocare suoni, profumi e colori... ebbene se cio' e' vero ne sono ralmente felice.

Certamente non sono cosi' brava da non fare errori (ortografici, sintattici, eccetera) ma ci siete voi tutti che mi fate notare dove ne ho commessi, dandomi la possibilita' di correggermi.

Purtroppo, pero', se mi dedichero' sempre piu' ai racconti, il ritmo dei miei post rallentera' perche' ogni racconto necessitera' di piu' tempo e piu' impegno.

Spero quindi mi perdonerete se a volte nel Blog troverete meno post, e quindi meno da leggere.

3 commenti:

Kamavirya ha detto...

Ciao Chiara, trovo i tuoi racconti molto piacevoli e concordo con Gullich circa quello che riescono (sarebbe meglio dire riesci) a suscitare durante la lettura.

Personalmente poi mi piace pensare che questi siano degli spaccati di vita vissuta da te in prima persona o comunque qualcosa che ti appartiene o che è stato parte di te (ad esempio "Storia di Vlada" o "Il cliente perfetto"), alimentando questa "alea" di mistero che IO consciamente ti attribuisco.

Credo però che chi legge il tuo forum abbia altrettanto piacere nel poter avere anche altri spunti di riflessione o discussione, come avviene nei post che riguardano più direttamente la quotidianità anche perchè sono momento e luogo in cui è possibile confrontarsi in un botta-e-risposta su tante tematiche, come ad esempio "Sincerità", "Forum che passione", "Il metodo sperimentato", tanto per citarne alcuni.

Insomma, a mio modesto parere, la formula finora utilizzata nel tuo blog mi è sembrata "vincente"...quindi perchè cambiare? ;-)

KAM

davide ha detto...

Cara Chiara,

io ho sempre considerato i tuoi racconti delle belle poesie: ha ragione l’amico Gullich quando dice che tuoi racconti evocano suoni, profumi e colori; alcuni provocano un senso di nostalgia che tocca profondamente il nostro cuore.

L’unico problema, almeno per me, è che i tuoi racconti essendo – di fatto – delle poesie sono difficili da commentare: per me le poesie non si devono commentare, ma viverle con passione e sentimento. La sera, quando ho un po’ di tempo, mi piace leggere delle poesie, soprattutto del Foscolo e di Leopardi: però riterrei fuori luogo commentarle, perché mi sembra qualcosa che attiene ai sentimenti e non alla discussione.

Inoltre quando un racconto ha più puntate viene spontaneo, almeno per me, aspettare la fine prima di fare i commenti.

Probabilmente la maggioranza dei tuoi lettori avrà idee diverse dalle mie, però ho sentito il bisogno di dirti la mia opinione.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Non ho detto che cambiero' ma che cerchero' di impegnarmi molto nella stesura di racconti.

Mi piace scrivere e penso si sia capito.

Spesso capito su siti web in cui giovani scrittrici si mettono in gioco e vi si trovano delle cose splendide.

Leggendo certi lavori mi rendo conto che ne ho di strada da fare.

Ovviamente continuero' a postare i miei commenti sui fatti che mi colpiranno quotidianamente.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)