giovedì 5 aprile 2007

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Emoticon


Voi non ci crederete ma una delle ragioni per le quali non mi devirtualizzo e' legata agli emoticon.

Spesso con le persone conosciute nel virtuale si arriva a dei livelli di "confidenza" tali che si raccontano loro cose che non ci sogneremmo mai di raccontare a nessuno. Il tutto condito dalle splendide faccine che popolano il "parco" degli emoticon a disposizione.

C'e' la faccina che sorride, quella triste, quella arrabbiata, quella dubbiosa, quella impaurita... Parentesi e punti combinati fra loro in modo tale da immettere, nel messaggio un palliativo di emozione...

Disse una volta un amico: cio' che avviene nel virtuale avviene anche con i compagni occasionali di viaggio in uno scompartimento di un treno o in aereo.

Quante volte, a persone mai viste e conosciute prima, abbiamo raccontato le nostre vicissitudini? Spesso ci siamo "esposti" anche oltre la prudenza, addentrandoci in dettagli talmente privati che, quando poi il viaggio si e' concluso, ci siamo chiesti: "Ma che strano! Andare a raccontare le mie cose a degli sconosciuti!"
Un pensiero fugace che immediatamente prendeva la via dell'oblio insieme alle facce dei nostri occasionali confessori.

Il bello del virtuale sta proprio in questo: potersi raccontare a chi non avra' mai modo di usare in strumentalmente le nostre confidenze, perche' con noi non ha e non avra' mai altro contatto se non quello limitato ad una tastiera e ad uno schermo.

Occasionali confessori che hanno le facce degli emoticon che abitualmente usano.

Ecco, cio' che mi spinge a non devirtualizzarmi e' il timore di dover constatare che i miei interlocutori non assomigliano affatto a quei cerchietti gialli provvisti di bocca ed occhietti... a quelle faccine con le quali me li sono sempre immaginati.

9 commenti :

Sir Archibald ha detto...

Hai ragione ... in effetti sono molto più brutto ed antipatico degli emoticon ...
Rimaniamo virtuali ... sarà meglio!

Robert ha detto...

Grande verità. Il virtuale, come il fatto di non conoscere a fondo chi ci sta davanti nel citato scompartimento di un treno, ci spinge a liberare pensieri che forse mai libereremmo dinanzi al nostro migliore Amico, al nostro compagno/a, ai nostri genitori. Il virtuale però non ci consente di carpire il senso di certi scritti, i toni che li sottendono ed allora ricorriamo agli emoticons per fare capire se una frase sia di tono scherzoso o meno. Il problema del virtuale però e che rappresenta un mondo che molti vedono senza regole. E si perde il rispetto, si perde la dignità, si perdono le misure di comportamento che invece adottiamo nel rapporto vis a vis. Quanti insulti gratuiti ho letto, quante accuse che se fossero state da formulare innanzi alla controparte mai si avrebbe avuto il coraggio di proferire perchè palesemente infondate. Per me, il virtuale è solo un aspetto del mondo che vivo e, quindi, non cambio il mio atteggiamento di rispetto per chi mi sta di fronte sebbene seduto dietro ad una tastiera. Certo, la potenzialità di rivolgersi ad una platea illimitata potrebbe dare alla testa ma vedo che ci sono persone che la pensano ancora come me e questo mi consola non poco.
Un caro saluto.
BJ

Willyco ha detto...

L'emoticon è un tentativo di mostrare, a fianco delle parole, l'espressione del nostro viso e di accompagnarle con il nostro atteggiamento e la nostra gestualità. Spesso, purtroppo le nostre capacità di attori sono assai modeste e quindi la nostra recita risulta migliore quando demandiamo la nostra espressività ad un messaggio stereotipato, che, però, risulta più ricco delle nostre modeste capacità interpretative.

gullich ha detto...

trovo questa visione assai limitante... hai timore che gli interlocutori siano diversi dalle faccine? puoi considerarla una certezza, le faccine omologano, sono uno stereotipo ed un simbolo della comunicazione fast food. Conocrdo che spesso il virtuale, o lo scompartimento, abbassino i freni inibitori della comunicazione. ma credo anche che poi la vera comunicazione, quella che fa con-dividere, sia quella che sia ha con gli amici, che sono pochi... e terribilemnte veri, senza faccine e senza gif... ma con il loro carico umano di sofferenza, spigolosità, presenza, empatia.

a volte le cose si intersecano, e da una faccina può sorgere un amico, spesso è vero il contrario, ovvero una faccina a volte può far sentire vicino per una comunicazione veloce un amico che è già tale nel reale... ma pensare di tenere i due piani distinti per non incorrere in delusioni, aldilà dell'iperbole espressiva, mi pare lievemente autocastrante...

peccato che non ci siano faccine nei commenti :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Gullich:
Si' peccato...
E peccato anche che blogger non consenta gli emoticon nei post altrimenti avrei inserito quella ironica.

Nice&Nasty ha detto...

Su questo la penso proprio come Gullich.
Nel mio piccolo devo dire che, dopo avere deciso che la persona che c'è dall'altra parte della tastiera merita l'eventuale rischio di una devirtualizzazione, non ho problemi rendermi reale. Certamente è una cosa che è avvenuta poche volte, ma fino ad ora non me ne sono pentito; e poi non è una cosa che non valuto bene prima.

davide ha detto...

Cara Chiara,

poiché io ho sempre provato un pò di diffidenza nei confronti dell’informatica e di internet, sono solo alcuni mesi che ogni tanto scrivo su dei blog, mentre non ho mai scritto sui forum.

In questo periodo, leggendo i post degli altri utenti, mi sono chiesto spesso chi ci sia realmente dietro i vari nickname. So benisimmo che che dietro essi ci può essere chiunque (uomo, donna o anche più persone che usano lo stesso nickname), ma ogni volta che leggo un post tendo sempre ad immaginarmi una persona fisica e un volto. Per esempio, per quanto riguarda la tua persona, io ti immagino come una bellissima regina dentro una favolosa reggia di cristallo, vestita con dei bellissimi abiti regali e con in testa una corona d’oro piena di gemme, diamanti, zaffiri e rubini. Baudelaire999 me lo immagino come un ragazzo divertente, ironico e simpaticissimo. Potrei fare una descrizione per ognuno dei nickname che che scrivono sul tuo blog, ma non mi sembra il caso. Anche il nostro amico Ughetto, in data 9 marzo 2007, con il suo stile inconfondibile, ha fatto la descrizione del nickname “Davide” sul suo blog. Rimasi davvero molto commosso, perché mi fece il grandissimo onore di ritenermi, per quanto non ne sia assolutamente degno, il suddito più devoto della nostra meravigliosa principessa Klarà (grazie Ughetto, se ti prendo ti riempio di bacioni).

Scherzi a parte mi chiedo se quelli che scrivono regolarmente in un blog o in un forum, dopo un po’ non sentono la curiosità di sapere chi c’è dietro un nickname. Sinceramente io questa curiosità la provo e mi piacerebbe un giorno organizzare - naturalmente a mie spese - una grande cena, invitando tutti coloro che hanno scritto sul tuo blog.


Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Credo che i miei post a volte vengano letti senza tener conto del significato vero o della motivazione che puo' spingermi a scriverli.

Il senso del mio post era che LE PERSONE DIETRO ALLA TASTIERA SONO UNA COSA... di presenza un'altra.

Io stessa potrei, di persona, apparire "sgradevole" a chi invece qui sul blog mi trova (stranamente) gradevole. e viceversa.

Io sono una "CONSERVATRICE" e, per certi versi, non intendo mutare i ruoli solo per la "curiosita" di incontrare qualcuno "de visu" che poi potrebbe trasformarsi non solo da gradevole in sgradevole ma anche da "amico" in persona pericolosa.

Gli uomini sono piu' MATERIALISTI ed difficilmente riescono a sopportare la virtualita' per lungo tempo mentre io potrei mantenerla all'infinito senza per questo perdere interesse alle persone con le quali relaziono.
Comprendo quindi che il maschio abbia NECESSITA' di VEDERE, TOCCARE, VALUTARE... BRAMARE oppure RIFIUTARE...

Per quanto concerne il "desiderio", almeno per me, esso tende ad essere alimentato molto piu' dalla "fantasia" di una "situazione" che dalla vista dei genitali maschili, mentre ho notato che gli uomini vanno spesso al DUNQUE e si eccitano al solo guardare le tette.

illustre1966 ha detto...

Io sono meglio di qualsiasi emoticon immaginabile! :-))))

Uff....quante volte devo dirlo??

(illustre style)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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