sabato 7 aprile 2007

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Delucidazioni su "Il metodo sperimentato"


A seguito del mio post di ieri ho ricevuto alcune critiche riguardo alla "generalizzazione" che io avrei fatto, in quanto (mi viene detto) c'e' chi quelle problematiche descritte le ha realmente e le vive ogni giorno sulla propria pelle.

Voglio ammettere che cio sia vero. Dopo tutto se il "metodo" esiste, e viene usato da cosi' tante persone, e' perche' in origine c'e' una problematica di coppia che ricorre frequentemente, pero', dal mio punto di vista, e' sospetto che cio' riguardi un'alta percentuale di uomini.

Se chi realmente vive certe situazioni, e ne soffre, viene amalgamato e confuso con chi invece certe storie se le inventa per ingannare, la colpa non e' certo mia, che solo mi limito a far rilevare questo fenomeno, ma dei tanti "pierini" che costantemente gridano "al lupo".

Coloro che danneggiano la credibilita' dei "sinceri" sono i loro colleghi maschietti che in certe problematiche ci sguazzano "allegramente". Io non c'entro nulla; sono soltanto una cronista.

11 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

è ben vero che le generalizzazioni possono comportare una schematizzazione troppo semplicistica della realtà, ma se vogliamo discutere di certi problemi qualche semplificazione dobbiamo farla, altrimenti dovremmo discutere caso per caso.

Le statistiche ci dicono che sono parecchi milioni gli italiani che frequentano le prostitute: probabilmente una parte di questi sono sposati o convivono con una donna (sia ben chiaro che io non voglio assolutamente giudicare nessuno). Mi chiedo come reagirebbero se sapessero che la loro donna - visto che le problematiche di coppia riguardano pure loro - si sbattessero, ogni tanto, qualche bel ragazzo?

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Su questo credo di saperti rispondere:

Esiste chi ha una mentalita' LIBERA, una capacita' empatica e di comprensione dell'altro/a NOTEVOLE, una cultura aperta, eccetera. Questa persona "parlera' chiaramente" con la propria compagna confessandole i suoi desideri ed accettando quelli di lei.
Se entrambi (lui e lei) saranno compatibili per un certo genere di vita vissuta con complicita' totale nessuno dei due avra' da temere niente perche' le scappatelle (vissute singolarmente o in comune) non saranno TRADIMENTO.

Poi ci sono coloro che sono insicuri, poco colti, poco aperti, con problemi interiori di notevole spessore, che tendono a crearsi un muro di certezze ed dentro questo muro vogliono rinchiuderci TUTTO, compresa le persone che essi ritengono di LORO PROPRIETA' e cioe' i figli, la moglie, le amanti... insomma TUTTI.

Ciononostante queste persone non intendono rinunciare a niente e cercheranno ogni escamotage possibile per poter mantenere l'equilibrio dei rapporti in modo da poter SCEGLIERE DI TRADIRE QUANDO VOGLIONO ma non permettendo la reciprocita'.
Per ottenere questo si basano sulla MENZOGNA TOTALE vissuta su diversi fronti (chi racconta le palle alla moglie le racconta anche all'amante).

Ecco, questi uomini sono quelli che quando prendono coscienza di essere oggetto di TRADIMENTO arrivano a fare tragedie che spesso sfociano anche in fatti di cronaca.

Il brutto e' che questa seconda categoria rappresenta la quasi totalita' del genere maschile.

Ovvio che anche non tutte le donne sono disponibili a situazioni "libere" come quella da me descritta... anzi hanno gli stessi retaggi dei loro corrispondenti maschili (anche se ho rilevato che in alcune culture esiste una maggiore liberta' mentale)...

ma a questo punto mi chiedo: perche' invece di impegnarsi solennemente non si parla chiaramente PRIMA?

in Italia non e' come in certi paesi dell'Est in cui in 1 mese ci si divorzia... in Italia separarsi rappresenta uno shock che molti non se la sentono di subire.

Ma se non si trova la PERSONA GIUSTA non e' forse meglio la solitudine?

Che senso ha legarsi ad una "PERSONA DI COMPAGNIA" e poi vivere una vita di menzogna?

davide ha detto...

Cara Chiara,

poichè io sono certamente più vecchio di te - probabilmente 15 o 20 anni - ti posso dire che le cose che hai detto, nella mia esperienza, le ho constatate un sacco di volte.

Mi chiedo: ci sarà pure un motivo sul perchè in Italia il divorzio lo chiede quasi sempre la donna?

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Mi chiedo: ci sarà pure un motivo sul perchè in Italia il divorzio lo chiede quasi sempre la donna?

Non conosco questa statistica ma ammettendo che sia vera, e cioe' che il divorzio sia quasi sempre richiesto dalla donna, posso attribuire il motivo al fatto che in entrambi i casi esiste un tradimento ma l'evolversi della motivazione non e' speculare.

Mi spiego meglio: quando e' lui che tradisce allora avviene la rottura ed il divorzio e' chiesto da LEI perche' non ammette il tradimento.
Nel caso opposto, cioe' quando e' lei che tradisce, e' sempre LEI (e non lui come si potrebbe pensare) che chiede il divorzio, perche' non riesce a MANTENERE i piedi su due staffe.

Ovvio che motivi forti di carattere economico possono bloccarla da chiedere il divorzio in entrambi i casi perche' i soldi a volte vanno davanti a tutto nonostante tante belle parole.

quindi in entrambi i casi e' lei l'attrice del divorzio e non lui che invece potrebbe tranquillamente vivere sia con due piedi su due staffe sia con le corna.

davide ha detto...

Cara Chiara,

nella maggioranza dei casi che ho conosciuto era quasi sempre Lui che tradiva Lei. Non so se statisticamente sia più l'uomo o la donna che tradisce (o se non ci sia differenza), ho detto questo solo perchè essendo stato in contatto, per lavoro o per amicizia, con certi uomini ho rilevato quanto sopra.

Alcune donne sapevano ma non chiedevano il divorzio perchè temevano di nuocere ai figli, altre, la maggioranaza, chiedevano invece il divorzio. Quello che ho sempre constatato è che i loro uomini cercavano di evitare il divorzio. In certi casi sopportavano - per di evitare il divorzio, non per apertura mentale - che anche la moglie si prendesse le libertà che loro si erano già presi da tempo.

Tanti saluti dal tuo Davide

gullich ha detto...

riferito alll'anno 2000 "Nell'86.4% dei casi si è trattato di una separazione consensuale, mentre nel restante 13.6% di separazioni giudiziali (solo nel 19.4% delle quali è stato dichiarato l'addebito ad uno dei coniugi); il 69.3% delle coppie che hanno divorziato ha presentato una domanda congiunta, preferendo quindi un divorzio non contenzioso.

La preferenza per i riti non contenziosi è condizionata oltre che dalla diversità dei costi, anche dalla diversa durata dei procedimenti: 135 giorni in media per i procedimenti consensuali, a fronte di 1.085 giorni in media per la separazione giudiziale e 631 per il divorzio con rito contenzioso.

Nel 2000, la durata media del matrimonio risulta pari a 13 anni al momento della richiesta di separazione; circa il 21% delle istanze di separazione proviene da coniugi sposati da meno di cinque anni. All'atto della separazione i mariti hanno mediamente 42 anni e le mogli 38.

In Italia è solitamente la moglie che decide di presentare per prima il ricorso per separazione al Tribunale (nel 67.9% dei casi)."

quindi , come è facilemnte desumibile, non è la donna a richiedere sempre lo scioglimento del vincolo coniugale se non nel circa il 60% dei casi di quel 15% del totale in cui non si procede congiuntamente.

Le ragioni che spingono una coppia a scegliere un rito piuttosto che un altro hanno la nautura più varia e spesso per nulla legata agli aspetti emotivi e alle tematiche di cui si parla qui sopra.

Peraltro le statistiche, per definizione, fanno media. Le vicende di separazione assumono invece connotazioni diversissime a seconda che coninvolgano fasce basse o fasce benestanti della popolazione.

Ergo... prima di trarre conclusioni affrettate da statitische che mi pare abbiano mera origine personale (un pò come le osservazioni fuori dai portoni sulle abitudini puttaniere dei conoscenti) sarebbe bene riflettere....

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Gullich: come da me scritto nel mio commento precedente, io non sono a conoscenza di statistiche a riguardo (di statistiche ne parla Davide). Ho solo scritto che SE la statistica da lui scritta era giusta allora io ne traevo le mie conclusioni.

Pero' io ho come la percezione che le vere separazioni CONSENSUALI non siano cosi' tante. E' solo che di fronte alla societa' si vuole apparire come persone ragionevoli e che trovano un accordo.

gullich ha detto...

mi riferivo a quanto indicato da davide, non alle tue riflessioni.

prima di citare statistiche ed indicare dati su fenomeni sociali che hanno un serio rilievo oggettivo, sarebbe forse opportuno documentarsi.

quanto alle consensuali, credo che più che un fenomeno di apparenza sociale sia unproblema di costi/benefici. Spesso la componente economicamente più debole della coppia è anche quella che non è in grado di affrontare lunghe battaglie giudiziarie. Così come spesso è vero che si arriva alla fine di unioni così stanche che persone di buon senso optano per la strada più veloce ed indolore.

Le dinamiche giudiziali sono così eterogenee e legate a fattori peculiari che non ha senso prenderle a metro di valutazione della crisi della coppia e delle ragioni dell'uomo o della donna.

con il mio commento volevo solo sottolineare questo dato, invitando chi posta a non dare informazioni erronee spacciando per statistica convinzioni meramente personali.

davide ha detto...

Caro Gullich,

non stavo citando statistiche, ma solo mie osservazioni personali. Certamente hai ragione a lamentarti, perchè avrei dovuto specificarlo. Tieni conto che io considero questo blog più come un luogo di discussione fra amici, anzichè un dibattito universitario (inoltre sai bene che sono un ignorantello).
Comunque ti chiedo, in base alla tua esperienza personale, se nelle separazioni consensuali, l'iniziativa non sia per lo più delle donne?

Tanti saluti Davide

gullich ha detto...

non mi lamento, semplicemente puntualizzavo un dato - erroneamente riportato - che poteva fuorviare un concetto, non per te - che mi pare abbia convinzioni granitiche sull'andare del mondo, ma per chi legge e qualche domanda se la pone.

affermare "ci sarà pure un motivo sul perchè in Italia il divorzio lo chiede quasi sempre la donnain italia il divorzio lo chiedono quasi sempre le donne" non mi pare una opinione personale ma un dato statistisco, salvo che tu sia il direttore dell'istat.

mai partecipato a dibattiti universatari.... anche per me questo è luogo di discussione (meno di cazzeggio) ma dato che spesso si parla di fatti che entrano nella vita delle persone in maniera seria mi pare corretto - anche se ne discuto informalmente - farlo in maniera seria, altrimenti vado al bar dello sport.

invece nel tuo post ultimo mi fa molto, ma molto, riflettere... :-) Per qual ragione dovrei avere una esperienza personale in fatto di separazioni, a parte la mia?

davide ha detto...

Caro Gullich,

ti assicuro che non ho nessuna covinzione granitica sull'andare del mondo.

Quando parlavo di esperienza personale sulle separazioni intendevo quelle che hai conosciuto nella tua realtà.

Avrai conosciuto qualche amico che si è separato. Senza mettere il naso negli affari degli altri, in questi casi in genere si sa se l'iniziativa è partita dalla moglie o dal marito.

Almeno per me è così. Tieni conto che io vivo in una piccola realtà dove tutti si conoscono e queste cose sono risapute. Forse tu vivi in una grande città dove la gente non si conosce e certe cose le sanno solo gli interessati.

Tanti saluti Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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