mercoledì 28 marzo 2007

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Vacanze sulla neve (Parte XV)


Sono appena uscito dall’ufficio del Capocentro di Bologna e mi sono infilato nella vettura di servizio. Abbiamo discusso delle solite cose: nuove strutture del terrorismo rosso e dell’eversione di sinistra; situazione delle connivenze e contiguità con la sinistra antagonista e infiltrazione nel mondo sindacale. Le solite palle.

Appena in macchina, mentre ci dirigiamo verso la tangenziale per poi indirizzarci verso la capitale arriva una chiamata da uno dei miei.

“Dottò, visto che ci aveva chiesto priorità le devo fare un piccolo report su quella situazione là” mi dice con marcato accento partenope un giovane e particolarmente sveglio componente della mia squadra.

“Fuori il rospo, ma veloce che ho la testa piena per oggi”

“Eeeh mi dispiace dottò, ma mi sa tanto che gliela devo riempire ancora di più…”

“Minchia… che succede ancora?”

“Allora: quei due che ci aveva fatto agganciare, se li ricorda? Beh sono stati rilasciati: colpa di un ispettore del Commissariato di Fatebenefratelli che, diciamo è dell’altra sponda”

“Va bene, ma insomma, non potevamo aspettarci che li sbattessero in galera per essere trovati in un bordello in qualità di clienti, no? E poi ci serviva solo metterli fuori gioco per un po’…”

“Sì ma la notizia vera è che questi qua fanno parte di una specie di club organizzato di puttane e puttanieri…”

“Se è così li fottiamo per sfruttamento o favoreggiamento, no?”

“No no, dottore… questi non sfruttano proprio niente: si organizzano tra loro, fanno cene e trombano come disperati!”

“Ah… beati a loro… e a noi che ci cresce sta cosa?”

“Che sono tutti una cosa… e che hanno tutti la fissa del nostro soggetto… vogliono morbosamente capire chi è, conoscerla e possibilmente trombarsela come fosse un rarissimo pezzo da collezione…”

“Quindi siamo destinati a ritrovarceli tra i cabbasisi vita natural durante? O fino a che non li sbattiamo in qualche galera fetente? Ma porca mignotta… è il caso di dire… Scusa … ma tu come le hai avute queste belle informazioni?”

“Ho scoperto che tra i punti di contatto c’è uno del gruppo di puttanieri che era dei nostri, qualche anno fa e adesso è dormiente perché è una persona affermata a Milano, quindi si è defilato, ma i rapporti sono buoni… e lei dottore lo conosce pure perché avete lavorato fianco a fianco per un po’ di tempo al CESIS nel ’93…”

“Non mi dire che stai parlando di … “

“Proprio di lui dottore…”

“Ma pensa te… senti… contattalo che faccio rotta a Milano subito… voglio vederlo e parlarci…”


Mi rivolsi al mio autista: “Vai in direzione Milano, metti il lampeggiatore e vola come un fulmine!”

Ed è così che per la prima volta in vita mia mi sono cagato veramente sotto: voliamo a duecento all’ora sulla corsia di emergenza passando a un millimetro dal cassone dei tir e del guard rail.

Vedo la mia carnagione, costituzionalmente chiara, assumere una tonalità che vira sul grigio metallizzato.

Riprendo colore solo quando scendo dalla macchina, con le ginocchia di gelatina, mormorando al mio collaboratore: “Bravo, hai volato davvero… però al ritorno guido io…”

L’uomo è seduto al tavolino del bar e legge una copia del “Corriere”. Lo riconosco subito, nonostante gli anni e nonostante i chili in eccesso. Un giovane “cumenda”. Sì, tutto sommato giovane.

Quando mi vede spalanca gli occhi da dietro gli occhiali da sole e tradendo le sue origini siciliane esclama: “Un ci pozzu cridiri! U ‘Rlandisi!!”

Mi chiama proprio così: “l’irlandese”. Un nomignolo che non sentivo da decenni. In siciliano, poi…

“A fissa ‘i tò mà… chi mminchia ci trasi tu ‘nta sta facinna ‘i buttani i buttanieri???”

Rispondo a tono, giusto per rammentargli le comuni radici sicule.

Dopo un po’ di convenevoli entriamo nel merito.

“Mah sai, sono entrato in questa community un po’ per noia, un po’ per gioco… è gente simpatica… un po’ cazzoni e sfaccendati… ma simpatici… prendi Ugo per esempio… è un tipo troppo divertente… ogni volta che abbiamo fatto cene insieme…”

“Ascolta. Io non è di Ugo o di Siggy che voglio sapere cose. Abbiamo informazioni tali da putiricci cuntari i pili n’tu culu. Voglio sapere qualcosa di questo Zwallyz e anche di Illustre.
In particolare Zwallyz non mi convince per niente. È stato capace di entrare nei sistemi e di intercettare sms. Il che non è cosa che un principiante può sapere fare. Inoltre, la vuoi sapere una cosa? Mentre su Illustre tutto quadra, sul piano delle varie anagrafi, su Zwallyz non quadra una minchia di niente. Ci sono un sacco di dati che non tornano, dall’archivio della leva al distretto, all’anagrafe tributaria, all’anagrafe comunale… niente… Per cui o è stato così abile da alterare le informazioni nei vari pubblici registri (ma ci dovrebbe essere una ragione per cui uno si sbatte a fare un’operazione del genere) o è una persona finta. Cioè, una personalità costruita a tavolino. Insomma un nickname anche nella vita reale, preparato dai servizi di qualche paese straniero…”

“Mah senti… l’unica cosa che so è che…”


Improvvisamente il mio interlocutore si blocca… lo sguardo è sbarrato, poi il volto assume una smorfia e le labbra si fanno a cuoricino, poi la voce strozzata in gola assume un’inspiegabile tonalità in falsetto

”… ma lo sai che sei proprio un uomo affascinante con quegli occhini azzurri e i tuoi capelli rossi come la passione, caro il mio irlandese?”

Dopo un attimo di sorpresa, capisco cosa sta succedendo: riconosco gli effetti devastanti di una nuova variante del polonio, che nell’ambiente abbiamo scherzosamente definito “culonio”. Cioè una variante del famigerato isotopo che, ingerita in quantità minuscole determina uno stato di omosessualità che permane per un lungo periodo se non si interviene con una pronta disintossicazione.

Mi alzo di scatto dal tavolino e mi allontano precipitosamente mentre il mio interlocutore si accascia mugolando “hmmm… fammi tuo… prendimi ora…” e un rivolo di bava biancastra esce dalle labbra.

Chiamo immediatamente il nucleo emergenze NBC (Nucleare Batteriologica e Chimica) e mi allontano dal posto guardandomi intorno e tenendo una mano sulla fondina… Qui il gioco comincia a farsi duro davvero…


Blackbird

2 commenti :

ugosugo55 ha detto...

maronna mia......
e chi e questo che si e infettato col culonio?
fammelo sapere che evito d'incontrarlo in luoghi isolati!!!!!!!!!!!
:-)))))))))

zwallyz ha detto...

@ ugo: Glonoium !!!! :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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