sabato 24 marzo 2007

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Vacanze sulla neve (Parte VIII)



Un altro pezzo della storia. Questa volta scritto da Siggy che ringrazio :))))


Cerchiamo di fare il punto della situazione.

La spia che venne dal caldo

Per quanto riguarda l’uomo di Forte Braschi (o di via Lanza, non s’è capito bene) si tratta evidentemente di una spia che si è talmente calata nel ruolo da divenire un vero e proprio Zelig.

A se stesso, nello specchio, appare in un modo… a me appare in un altro… chissà come appare a Ugo, ad Alice, a Chiara…

Certo, che come agente, più undercover di così…


Ugo

Questa mattina non riesco proprio a capirlo… Lo chiamo al cellulare per sollecitare la nostra partenza per Milano e lo sento parlare sottecchi con una donna… ero certo che non potesse essere altri che la cameriera, ed invece ora comincio ad avere dei seri dubbi.

Lo incontro alla reception che discute con l’addetto al check out e percepisco la sua irritazione.

Il tipo in divisa grigia gli sta dicendo che la sua carta di credito è bloccata. Lui afferma che ciò è impossibile e l’altro gli ribatte che risultano prelievi notturni in dodici teller machine della zona tra St Moritz e Pontresina per un totale di 8.000 franchi svizzeri. Così, mentre Ugo comincia a dare in escandescenze estraendo dal portafogli una sfilza di carte di credito, quell’altro brandisce una grande forbice d’argento e le taglia una ad una a metà.

Non mi resta che trascinarlo all’aperto, completamente fuori di senno. Lo faccio sedere in macchina, mi metto al volante ed affronto i primi tornanti del Maloja mentre lui bofonchia qualcosa a proposito di Alice e delle meraviglie. Sono certo che Lewis Carrol non c’entra nulla e continuo a guidare verso Milano.


Chiara

Mentre Ugo si assopisce dopo una notte di follie, io mi sforzo per cercare di capire cosa possa unire lei e quella strana figura di spia. Una bustina di tè… un samovar…

A me il samovar fa solo venire in mente un raffinato baretto-pasticceria di Cervinia dove fanno un bombardino da leccarsi le orecchie…

E poi questa familiarità concentrata in uno sguardo…

Ma se davvero Chiara avesse un passato in comune con quest’uomo… e se davvero si fossero dati un appuntamento alla “Teiera eclettica”…

Forse il mito corre il rischio di essere infranto. Il mistero che aleggia intorno a Chiara potrebbe venire dissolto da un appuntamento dato così ingenuamente…

Mentre guido concentrato nelle gallerie che corrono alte sul lago di Como solo un pensiero mi consola…

Sempre meglio piazzale Bacone di piazzale Cuoco…


Siggy

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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