giovedì 15 marzo 2007

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Vacanze sulla neve (Parte VI)


Ancora una volta mi e' giunto un manoscritto in forma anonima. Non so chi sia il personaggio misterioso che si cela dietro lo preudonimo "Blackbird" e non capisco come faccia a conoscere tante cose sul mio conto... o forse si'.
Avrei voluto non pubblicare questa parte ma credo che Blackbird desideri che io lo faccia per qualche oscuro motivo che non mi e' ancora chiaro... o forse si'.
So solo che mi sento stranamente imbarazzata e spero che tutto questo sia solo lo scherzo di un mio amico buontempone al quale ho raccontato qualcosa di me, ma non sono ancora sicura se, nel pubblicare questa parte, io stia facendo un errore del quale potrei pentirmi.
Questo misterioso scrittore dice chiaramente che vuol usare il blog come "canale di comunicazione"...
E' un mistero ed io adoro i misteri... sono curiosa.

"La giornata non era andata nel modo che desideravo. Troppa neve. Troppo casino. Il contatto non si era avuto nel modo pulito che mi aspettavo. Quella notte non riuscivo proprio a prendere sonno, quindi accesi il mio computer portatile e, collegatomi ad internet ovviamente andai a vedere il blog di Chiara.

Quello cioè, che si prestava ad essere il nostro preferenziale canale di comunicazione, se solo lei avesse compreso il senso del nostro farci vivi.

Io ho ancora in mente la prima volta che la vidi. L’immagine, anche se lontana nel tempo, è nitida come una fotografia. Ricordo perfettamente il frangente in cui ho intercettato il suo sguardo tagliente e luminoso al tempo stesso. Mi parve come felicemente dominata in quell’occasione. E di ciò il merito era palesemente di quell’uomo che le troneggiava accanto. Gelido come ghiaccio. Stratega abile come uno scacchista e sempre consapevole di sé e del suo prossimo.

Abbiamo fatto ottimi affari insieme. Sempre nel superiore interesse alla difesa nazionale, per quanto riguardava la mia parte. Con scopi forse più economico – finanziari per quanto riguardava la sua parte.

Beh, quella volta c’era un samovar.

Tu la principessa, anzi, la sacerdotessa, austera celebrante di quella cerimonia e dispensatrice di quel tè.

Un tè speciale.

Il tuo uomo lo faceva arrivare espressamente per te, la sua regina, la sua leonessa, direttamente dall’estero con gran dispendio di corrieri.

Ma attenzione: non arrivava dal n. 181 di Piccadilly Circus.

No. Tu lo ricordi che mi dicesti da dove. E che quindi lo so anch’io. E se adesso qui ti scrivessi da quale posto ancora oggi fai arrivare quel tè capiresti che non posso che essere io.

E non puoi fare altro che fidarti, perché c’è una storia ancora lunga da scrivere. Anche perché in qualche modo sento che io lo devo a quell’uomo che ti fu accanto.

Quando ho appreso che lui non c’è più nella tua vita, sono stato lieto di sapere che eri riuscita a cavartela da sola nonostante le difficoltà.

Ora noi siamo qui a porgerti una ciambella di salvataggio. Certo, abbiamo uno specifico interesse ad avere alcune cose in cambio. Ma il punto è: il testardo orgoglio che ti pervade ogni muscolo ti permetterà di ritornare sotto la nostra copertura?

Apro la pagina del blog e per poco non mi cade la mascella: leggo un maldestro tentativo di descrivere la scena di qualche ora fa al Talvo.

All’inizio sono incredulo. Poi la cosa mi diverte. Vediamo.

Mi attribuiscono un aspetto grigio e scialbo: piccolo, camicia lisa, cravattina sottile e dal nodo minuscolo.

Piccolo? Io? Son quasi due metri…

Poi, altro aspetto esilarante: dispenserei allegramente in giro biglietti da visita con tanto di grado e qualifica di maggiore del SISMI, e con tanto di avvertenza che il biglietto da visita contiene informazioni sottoposte al segreto di Stato…

Ma si è mai visto un bigliettino da visita con classifica di segretezza? Ridicolo…

Allora, ripassiamole insieme le classifiche di segretezza. Nella Repubblica Italiana, tutte le informazioni ed i loro supporti che necessitano di tutela in corrispondenza con le norme nazionali di sicurezza, a seconda del grado di potenziale danno derivante da una loro divulgazione non autorizzata, vengono classificati:
  • 1) "Segretissimo" - se l'accesso o la divulgazione non autorizzata di tali informazioni può provocare un danno eccezionalmente grave agli interessi dello Stato.
  • 2) "Segreto" - se l'accesso o la divulgazione non autorizzata di tali informazioni può provocare un danno molto grave agli interessi dello Stato.
  • 3) "Riservatissimo" - se l'accesso o la divulgazione non autorizzata di tali informazioni può provocare un danno grave agli interessi dello Stato.
  • 4) "Riservato" - se l'accesso o la divulgazione non autorizzata di tali informazioni può provocare un danno lieve agli interessi dello Stato.
Allora, un bigliettino da visita, in quale di queste categorie può essere ragionevolmente collocato?

Ma forse l’amico si riferiva alla classifica di segretezza che viene impiegata nella Federazione Russa (anche in questo caso calibrata sulla base del grado di potenziale danno derivante da una loro diffusione non autorizzata delle informazioni):
  • 1) "Assolutamente segreto" - alle informazioni relative ai settori dell'attività militare, di politica estera, economica, scientifico-tecnica, di intelligence, di controspionaggio e di attività operativo-investigativa, la cui diffusione può portare danno agli interessi di un Ministero (Ente) o ramo di economia della Federazione Russa in uno o più dei campi summenzionati.
  • 2) "Segreto" - alle informazioni relative ai settori dell'attività militare, di politica estera, economica, scientifico-tecnica, di intelligence, di controspionaggio e di attività operativo-investigativa, la cui diffusione può portare danno agli interessi di un'impresa, di un Ente o di un'Organizzazione della Federazione Russa in uno o più dei campi di attività summenzionati.
    In corrispondenza con la legislazione della Federazione Russa, le informazioni recanti le classifiche "assolutamente segreto" e "segreto" si considerano segreto di Stato.
  • 3) "Per uso di servizio" - informazioni non segrete, relative all'attività di imprese, enti e organizzazioni, che contengono informazioni di servizio a diffusione limitata.

Mamma mia… mi fanno… ci fanno davvero degli agenti segreti da operetta! Più che un funzionario dei servizi mi dipingono come un questurino di provincia.

Il passaggio del nodo della mia cravatta (che il tizio che scrive presume microscopico) poi, mi suggerisce che questo signore, con tutta probabilità non ha mai fatto il servizio di leva. O se l’ha fatto, sarà stato al massimo imboscato come soldato di truppa a fare nulla in qualche reparto di fanteria. Altrimenti saprebbe come si usa fare il nodo militare, che è doppio. Cioè a doppio giro. Quindi grosso, più grosso del normale nodo a scarpetta. Simmetrico. Proporzionato. Rigoroso. Forte. Una metafora della vita militare stessa.

Bene. Tutto ciò mi suggerisce alcune informazioni utili. La prima è che chi ha scritto questo intervento NON ha visto un accidente di niente in quel ristorante; la seconda cosa è che se anche avesse visto qualcosa avrebbe lo spirito d’osservazione del Signor Magoo.

E questo devo dire che costituisce una vera fortuna per loro. Cioè, per l’autore di quel post e per il suo degno compare, ingollatore di molluschi a sbafo.

Se così non fosse stato, stanotte stessa sarei stato costretto a prendere drastici provvedimenti. No. Niente ammazzatine, imboscate o auto che saltano per aria: perbacco, le azioni cruente mettono a repentaglio l’integrità del mio guardaroba, che non sarà tutto firmato Saraceni o Brioni, ma insomma, è di ottima fattura su tessuti di prima scelta (e non certo bisognevole di stirature!).

Mi sarebbe bastato collocare in un punto strategico una bustina di una certa polverina bianca e poi farne arrivare la notizia per canali interni anche solo alla Kantonspolizei. Cioè alla polizia locale.

Sarebbe bastato per metterli fuori gioco per quarantotto ore. Poi avremmo curato di fare intervenire le autorità consolari e di tirarli fuori… ma intanto i due rompiscatole sarebbero stati neutralizzati.

Domani si rientra in Italia. Se penso a quella boiata del pezzo di bacon che vorrebbe sottendere a Piazzale Bacone a Milano! Che stronzata… Chiara i nostri canali di comunicazione li conosce bene.

Conosce un protocollo di recupero. Sa cos’è. Sa come funziona. Conosce le procedure. Chi ha avuto a fianco l’ha istruita. Lei oggi è una che sa.

Ed è questo il suo vero valore di mercato.

È per questo che un funzionario del mio livello, ha dovuto uscire in campo aperto per seguire in prima linea questa operazione di recupero. Altro che Maggiore Gustavo Dandolo! Questo triviale, ridicolo pseudonimo lo usavo ai tempi dell’università.

Beh, in tutta onestà… no: non è solo per questo che ho fatto in modo di arrivare ad assumere il coordinamento di questa operazione.

È che ogni sguardo ha una storia. E la storia di quello sguardo che, molti anni fa ha trapassato da parte a parte la mia anima, come una palla 7.62 mm. standard NATO può trapassare un corpo umano sprovvisto di corpetto antiproiettile… beh, quella storia ancora attende di essere scritta.

Così, ormai disfatto dalla giornata, prima di infilarmi sotto la doccia, ripongo tutto l’armamentario (divenuto ormai superfluo) nella valigetta che avevo trovato dentro l’armadio della mia stanza. Rimetto la valigetta esattamente dove l’avevo trovata.

Poi chiamo dal mio cellulare criptato il numero di un altro cellulare.

Alla voce che mi risponde, nel cuore della notte, affido solo questo messaggio:

“Domani liberiamo la stanza. Potete fare le pulizie del caso”.

Quella valigetta non abbandonerà il territorio elvetico; sarà recuperata e riposerà, custodita in modo discreto, in un posto sicuro, convenzionalmente stabilito, in attesa del prossimo impiego.

Ma adesso la palla è a te, Chiara.
Blackbird"


Enno' Blackbird, ancora non capisco bene cosa stai cercando da me e quali sarebbero le cose "in cambio" che io avrei e che ti interessano... non ci provare ok?
Chi potresti essere? Sai troppe cose di me... addirittura cose che credevo di aver scordato... roba appartenuta ad un'altra vita in cui ancora Chiara non c'era e non c'era neanche la escort che sarebbe diventata poi.
O forse, ma vorrei sbagliarmi, credo di sapere chi sei e se sei chi penso io allora so anche che cosa significa la bustina di te', il samovar e... tutto il resto.

2 commenti :

illustre1966 ha detto...

"la seconda cosa è che se anche avesse visto qualcosa avrebbe lo spirito d’osservazione del Signor Magoo.

E questo devo dire che costituisce una vera fortuna per loro. Cioè, per l’autore di quel post e per il suo degno compare, ingollatore di molluschi a sbafo."

Signor Magoo e ingollatore di molluschi a sbafo sembrano presi direttamente dalle rispettive carte d'identità dei due sotto la dicitura 'segni particolari'!!!

Azz....ma il tipo vi conosce a menadito!!!! :-))))))

Kamavirya ha detto...

Mah...ai tempi dell'uni io utilizzavo "EVACUO Fortunato" al posto di Gustavo Dandolo. Mi dava un senso di......liberazione :-P

KAM

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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