lunedì 12 marzo 2007

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Vacanze sulla neve (Parte III)


I due erano la’… lo sapevo che prima o poi me li sarei ritrovati di fronte. Dovevo stare piu’ attenta a raccontar troppo di me ed a frequentare sempre gli stessi posti. Ma non era il momento delle recriminazioni e dei rimpianti: dovevo agire. Gia’ li avevo osservati, nel pomeriggio, quando (imbranati), nel tentativo di raggiungermi sulle piste, avevano quasi rischiato di causare una slavina.

Ero con Alice e con Scrat (Scrat e’ il soprannome di un amico che a volte mi accompagna e che assomiglia tantissimo allo scoiattolo di Ice Age… quello che e’ eternamente all’inseguimento dell’agognata ghianda).

Aspettavamo le 15.30 per incominciare a carvare come si deve. Tra le 15.30 e le 17.00 se si sta sulle piste alte c'e’ meno gente, poiche’ la maggior parte o sta boccheggiando al sole nel tentativo di digerire o comincia a calarsi a valle spazzolando.

I puri restano in alto. Sono le ore in cui tirare curve condotte da più soddisfazione. Lasci la tua firma sulla pista: delle splendide virgole o parentesi perfettamente solcate. Sono le tue, le riconosci fra mille quando ti fermi e godi di cio' che hai appena fatto.

Ricordo che gli ho chiesto: “Scrat, ma come cavolo fai ad essere così preciso anche nel back-side?”

"Chiara – mi ha risposto - dammi retta, usa lo step-in per il freeride... e’ più comodo e da’ persino un miglior appoggio per la conduzione della curva."

Credo che la mia domanda gli sia sembrata un segno di nervosismo. Lui e' sempre cosi' protettivo nei miei confronti. In realta’ la mia era una domanda finalizzata solo a farlo sentire importante: so quanto gli piace insegnare, anche se lui e’ certo che io faccia cosi’ perche’ devo dar dimostrazione di essere la migliore anche qui. Anche sulla neve.

In parte ha ragione. Ho sempre avuto l’obiettivo di essere la migliore in tutto e spesso so di esserci riuscita. Questo mio spirito competitivo ha origini antiche, e forse un giorno potrei anche raccontarle in un blog.

Comunque credo che questo mio modo di domandare le cose gli faccia quasi tenerezza. Ed io a volte me ne approfitto un po’.

Ad un certo punto mi sono ricordata che per le 19 io ed Alice dovevamo essere pronte. Abbiamo tirato ancora due curve... un pezzettino di fuori pista e abbiamo raggiunto valle passando dal bosco. Anche se avrei voluto soffermarmi a far loro vedere chi erano i due salami che da giorni mi tampinano sulle piste.

Ed eccoli la’… i due salami!

Uno se ne sta seduto e tiene fra le labbra una sigaretta, mentre l’altro, che indossa un impermeabile beige ed un cappello ad ampie falde, si ingozza d’antipasti nouvelle cuisine. Dalla sua espressione soddisfatta capisco che non sara’ lui a pagare il conto.

Appena entrata da Jöhri's Talvo, accompagnata da Alice, li noto immediatamente. Hanno un tavolo in posizione strategica dal quale possono controllare tutto il locale. Sarebbe inutile fuggire adesso.

Devo affrontarli, ma alla mia maniera. Ne approfitto per fare un po’ di scena.

Mi tolgo il colbacco e lascio che i miei capelli si sciolgano in tutta la loro lunghezza. Alice mi guarda sorpresa ma io la fulmino con uno sguardo. Non c’e’ tempo per parlare, ma con un cenno degli occhi le indico i due tipi e lei comprende “al volo” la situazione. Esiste un tale rapporto fra me e lei che ci capiamo subito anche senza parlare.

Poi sinuosamente mi tolgo la giacca. Con atteggiamento di chi sa di essere la piu’ “strafiga” nel raggio di 150 km me la lascio scivolare con nonchalance forzando la povera guardarobiera quasi a chinarsi per raccoglierla.

La titolare del ristorante si fa avanti con il suo solito sorriso. Anche se non piu’ giovane e’ sempre una bella signora.

“Buona sera signora Schiller, come sta? Il suo tavolo e’ pronto… se vuole accomodarsi”

Le chiedo sottovoce se puo’ farmi un favore: ho notato che il tavolo di fronte a quello dei due e’ libero anche se riservato, forse da persone che arriveranno piu’ tardi. Chiedo gentilmente che ci venga assegnato quello.

Ovviamente il desiderio e’ immediatamente esaudito ed io ed Alice ci accomodiamo proprio di fronte ai due tizi i quali, come dei “tonni”, ci guardano come se vedessero sorgere due “Venere” dal mare.

Indosso pantaloni strettissimi neri ed una sportivissima maglia con collo alto. Il nero fa risaltare forse un po’ troppo la mia magrezza ma amo questo colore. Pochissimo trucco: solo gli occhi (come al solito) contornati di ombretto molto scuro, come piace a me e che li fa risaltare. Stivaletto con tacco 10 tanto per non essere “la piu’ bassa del reame”.

Alice invece e’ il mio opposto: bionda, capelli lunghi ma raccolti dietro, ha lasciato liberi solo i “tirabaci” che le cadono sbarazzini sulle tempie. Anche lei poco truccata. Ha come me labbra troppo importanti per caricarle di rossetto ed un’accentuazione in tal senso darebbe un’immagine decisamente sconveniente.

Essendo piu’ formosa di me (ma altrettanto vanitosa) ha optato per una gonna in pelle nera non troppo corta, che pero’ mette in risalto la perfezione delle sue gambe, delle ginocchia e delle caviglie. Il top e’ abilmente fasciato in modo da esaltare il seno: un'audace maglia attillatissima, bianca e sempre con collo alto. Scarpe con tacco 10 anche per lei.

I due parlottano guardando verso di noi… ci atteggiamo in modo che sia chiaro il fatto che siamo sole.

Non e’ la serata che avremmo voluto passare a “pesca di tonni”, ma la situazione sembra divertente e i due non sono poi cosi’ male…

Chissa’ se saranno anche simpatici.

5 commenti :

illustre1966 ha detto...

"...ma la situazione sembra divertente e i due non sono poi cosi’ male…"

Si vede che non li hai mai visti!!!! :-))))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Immaginavo un tal commento :))))

Comunque e' un fantasy e come in tutti i fantasy ci saranno pure i mostriciattoli...

E poi si sa che una donna e' meno attenta al mero aspetto fisico di eventuali accompagnatori.

Considerato anche il fatto che io, nel Signore degli Anelli parteggiavo per gli orchetti :))))

GirinoMannaro ha detto...

Ma come "parteggiavo per gli orchetti"???
Se devo collocarti nel mondo di Tolkien, ti associo a Galadriel...
com'è possibile che un elfo parteggi per gli orchetti?
:-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ GirinoMannaro: le vie della perversione sono infinite: vuoi mettere il fascino di Sauron con quello del "melenso" Frodo e dei suoi "amichetti" hobbit...

Ovviamente scherzo :))) pero' certi personaggi malvagi, se sono espliciti e non ipocriti come Vermilinguo, possono essere interessanti.

No credo esista la "pura" bonta' come non esiste la "pura" malvagita'. Sono due concetti estremi che non appartengono all'essere umano "sano".

Siamo un misto... un composto dei due elementi che non e' neanche fisso ed immutabile nelle sue proporzioni, ma che sempre cambia a seconda dei momenti e delle situazioni.

Cio' che sto dicendo e' talmente banale che a volte mi faccio davvero schifo :))))

ugosugo55 ha detto...

@ illustre:permettimi un vaaccag.....sontuoso!:-))))

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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