lunedì 26 marzo 2007

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Provocazione


Mi sono sempre chiesta il motivo per il quale post seri, argomentati, attenti, cortesi non riescono a suscitare lo stesso interesse di altri piu’ rissosi e meno politicamente corretti.

Per esperienza sono certa che se scrivessi del Duomo di Orvieto non riuscirei ad ottenere la stessa attenzione che invece otterrei se raccontassi della mia guepiere.

Perche' Striscia la notizia ha spesso piu’ successo dello Speciale TG1? Perche' trasmissioni come il Grande Fratello sono diventate dei cult e superano in ascolti persino quelle dell’ottimo Piero Angela? Ed infine perche' Emilio Fede ha un pubblico che lo segue a discapito di cio’ che invece indicherebbe il buon senso?

Che a suscitare interesse non sia tanto il contenuto della notizia quanto il "modo" in cui la notizia viene diffusa?

Non voglio dilungarmi sul livello culturale ed intellettuale dell'italiano medio, altrimenti potrei essere fraintesa e qualcuno si offenderebbe (anche perche’ il fenomeno non e’ limitato alla sola area geografica italiana), quindi mi atterro' ad esprimere un concetto che, in passato, ho piu’ volte ipotizzato: la capacita' comunicativa e' direttamente proporzionale alla vena provocatoria e politicamente scorretta che si possiede.

Quindi e’ la provocazione che fa scoop ed e' alla base della forza comunicativa. Tanto piu' si provoca in modo forte, deciso, fastidioso, cinico e "trash", tanto piu' si riesce ad ottenere l'attenzione di un pubblico sonnecchiante e passivo.

A questo gia’ s’ispirava Carmelo Bene, il quale in un suo spettacolo sputava addirittura sul suo pubblico. Ovviamente era di cattivo gusto ma ancor oggi se ne discute.

Non scrivero’ quindi del Duomo d’Orvieto e del suo famoso “rosone” ma di me e di cio’ che, credo, interessi a chi mi legge, viste anche le domande ricorrenti che mi giungono ed in cui mi si chiede di esprimere un giudizio sul mio passato, quasi credendo che quelle domande abbiano il potere di mettermi in imbarazzo.

Del mio antico mestiere non ne faccio certo mistero. Mantengo addirittura lo stesso nick di sempre e questo indica che non sento l’esigenza di nascondermi tra le pieghe del completo anonimato. Chi mi ha conosciuta sa che nome portavo come escort e sa che quella escort oggi scrive con il nick “Chiara di Notte”.

Ebbene si, ho fatto la puttana.

Credo di essere stata una puttana di alto bordo, che non tutti erano in grado di potersi permettere, ma ero pur sempre una puttana.

Ho fatto sesso e mi sono fatta pagare dagli uomini… e gli uomini pagavano. E come se pagavano! Tanti soldi… che io ovviamente mettevo in saccoccia.

Rischio di esercizio uguale a zero, nessuna rimanenza di magazzino, nessun costo di amministrazione, nessun insoluto, nessun ammortamento e, ovviamente grazie alle leggi esistenti in Italia, nessuna imposta sul reddito.

Niente male, vero?

Anche perche’ per esercitare bene il mestiere, e fare bene la puttana, un po' puttana si deve essere davvero… dentro. E sicuramente io lo sono. Per tale motivo ho un discreto successo anche in cio' che sto facendo adesso. Non ci credereste mai, ma avendo provato entrambe le dimensioni esistenziali, devo dire che nella mia attuale "normalita'" a volte mi scopro essere ancor piu' puttana di quanto lo sia stata in passato...

Voglio dire... Non so se capita anche a voi nel vostro quotidiano ma... non vi sembra che "leccare il culo" a qualcuno solo per avere dei piccoli vantaggi nella carriera o per uno stipendio che basta a malapena ad arrivare alla fine del mese sia molto piu' umiliante che leccarlo per 2.000, 3.000 o 5.000 euro a botta?

Se non altro volete mettere la soddisfazione che si prova nel vedere la faccia di quelli che sono costretti a tirare fuori la grana?

La tirano fuori sempre controvoglia ma si sa... La carne e' debole. E sono i deboli che devono sentirsi in imbarazzo e non una semplice puttana.

Preferivate che parlassi del Duomo d’Orvieto?

15 commenti :

illustre1966 ha detto...

Sulla provocazione, ovviamente, concordo.

Lo potremmo definire un metodo.

Sullo sfruttamento delle debolezze, purtroppo, concordo, ma con riserva.

C'è l'aspetto realmente fisico della cosa che fa la differenza: un conto è leccare il culo metaforicamente, un conto è farlo realmente magari ad un grassone schifoso in cambio anche di X euro....

Io, fisicamente, non lo farei neanche in cambio di qualunque cifra, ma non è detto che messo in certe condizioni non mi "abbasserei a farlo": pena un certo schifo verso me stesso...

Ma non solo per una questione puramente fisica: più che altro perchè capirei che quella è l'ultima spiaggia.

Altro non mi potrei più vendere... :-(

Baudelaire999 ha detto...

"ovviamente grazie alle leggi esistenti in Italia, nessuna imposta sul reddito"

più che grazie alle leggi direi grazie al fatto che l'applicazione della legge in italia è un optional.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ti posso dire con sicurezza che non tutti i grassoni sono schifosi...

A volte ci sono dei "magri" atletici veramente vomitevoli.

L'aspetto fisico, almeno per me, e' sempre stato poco importante.

L'aspetto igienico-cerebrale e' quello che ho sempre tenuto sotto osservazione.

Se dovessi scegliere fra un grassone intelligente, gentile ed educato ed un "modello" idiota ed arrogante non avrei (come in passato non ho avuto) dubbi.

Tu ragioni da uomo: gli uomini prediligono l'aspetto fisico (la cerebralita' e' un accessorio che aggiunge valore ma non necessario per stimolare la loro libido) e poi a differenza delle donne gli uomini sono disposti a PAGARE per ottenere SUBITO.

Poca pazienza e tanta superficialita' sulle quali certe ragazze hanno trovato i pozzi di petrolio.

Poi, a certi livelli di clientela, nei bassifondi piu' turpi, nei bordelli di Calcutta e sugli stradoni di periferia posso capire che il mio discorso non regga ma credi forse che certe veline si siano vergognate ad essersi concesse in cambio di NOTEVOLI vantaggi nel mondo dello spettacolo?

Baudelaire999 ha detto...

ci hai parlato dei risvolti positivi della tua ex professione, in particolare del principale risvolto che consiste in un arricchimento veloce e senza rischi.
ma non ci parli dei risvolti negativi??
per ragionarci sopra bene bisogna vedere entrambi i lati della medaglia..

riguardo ad esempio al leccare il culo..ad essere servili per raggiungere un miglioramento nella carriera.. non penso sia la stessa cosa che vendersi sessualmente..hanno risvolti diversi.

e comunque ogni situazione va studiata caso per caso.

c'è il lecchino che è un mediocre e può migliorare solo vendendo la propria fedeltà ad ogni costo.

c'è il lecchino che è uno scansafatiche e vende la propria fedeltà per migliorare con il minimo sforzo.

c'è il lecchino verme che vende la propria fedeltà per salire il più possibile e in fretta e a sua volta cercherà di comprare la fedeltà di altri.

c'è il lecchino disperato che ha una situazione difficile e penosa e vende la propria fedeltà per avere qualche certezza in più ed evitare di spararsi un colpo.

per la puttana valo lo stesso discorso.. ci sono tante sfumature diverse credo.

"Se non altro volete mettere la soddisfazione che si prova nel vedere la faccia di quelli che sono costretti a tirare fuori la grana?

La tirano fuori sempre controvoglia ma si sa... La carne e' debole. E sono i deboli che devono sentirsi in imbarazzo e non una semplice puttana."

anche qui generalizzi un pò troppo.. non è detto che chi paga per fare sesso sia cosi debole.. o meglio tutti abbiamo debolezze.. è il modo con cui le affrontiamo che ci distingue.. chi paga forse spesso ha molta padronanza della propria debolezza.. e d'altro canto non sempre la puttana è una povera puttana.. spesso non lo è..ma è una donna che sa dove vuole arrivare..forte.

quindi il tuo discorso mi può andare bene ma per certi casi..generalizzarlo mi sembra azzardato.

illustre1966 ha detto...

Grassone schifoso era solo un modo per velocizzare: chiaro che l'aspetto fisico, professionalmente parlando, passa in secondo piano: ma il contatto fisico con una persona, per quanto gentile ed educata sia, viaggia comunque secondo regole che poco hanno a che fare con l'educazione stessa.

Questo credo che valga tanto per le donne quanto per gli uomini.

Su SUPERFICIALITA' e SUBITO hai ragione: credo che nei puttanieri sia assolutamente comune una componente di infantilismo mai curato, a prescindere dall'aspetto fisico.

Ma sul fatto ULTIMA SPIAGGIA hai glissato? ;-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Avevo gia' ipotizzato un discreto successo per questo post... molto piu' che per il Duomo d'Orvieto :)))

@Baudelaire: più che grazie alle leggi direi grazie al fatto che l'applicazione della legge in italia è un optional

No no... guarda che il vuoto legislativo non lascia spazi. Non esiste modo dato che questa NON E' RITENUTA UNA ATTIVITA'.

Generalizzare e' normale in un blog che si rivolge ad una ampia platea. Cosa vorresti che scrivessi? "Si, tizio lo fa ma Caio invece se lo fa ha i suoi motivi mentre Sempronio non lo fa e anche se lo facesse lo farebbe diverso da Caio e Tizio?"

Comprendo benissimo che OGNI lettore si senta ESCLUSO da cio che scrivo ma a volte si AUTOESCLUDE d'ufficio... anche se, ovviamente esiste un sottobosco variegato.

MA LA CARNE E' DEBOLE... specialmente nel maschio e questo E' un fatto.

La pazienza NON e' una Qualita' del maschio e questo e' un altro fatto.

Altrimenti non si spiegherebbe perche' non sono le donne a girare di notte per i viali alla ricerca di PROSTITUTI.

Per quanto riguarda i "lecchini" di qualsiasi intensita, razza o cultura essi siano, secondo il mio modesto parere rispetto piu' chi si VENDE IL SUO CULO e dopo esserselo lavato puo' fare a meno di leccare i piedi (metaforicamente) al capufficio o alla consorte del capufficio oppure all'amico del capufficio di chi invece non deve lavarsi (lui crede) niente ma vive una vita da frustrato... comprendi cio' che intendo dire?

Ecco questo e' un altro aspetto positivo della professione: Ottenere il massimo con il minimo sforzo e la minima frustrazione (almeno per chi, come me, non proviene da una morale puritana e ipocrita).

Aspetti negativi? Si ce n'e' uno in particolare ma non credo che tu possa riuscire a coglierne l'aspetto di negativita'.
Sono certa che lo contesterai ma ti assicuro che sono sincera: IL FATTO DI RESTARE ASSUEFATTE AD UN CERTO STILE DI VITA IN CUI SI HA IL CONTROLLO.

Mai provata la sensazione di sapere di "avere potere di controllo" sulla persona?

Tu dirai: "certo, coloro che si fanno controllare da una puttana (o da una donna) sono degli idioti"... ma sapessi quanti ce ne sono...

E poi la puttana esercita tale potere come lo lo puo' esercitare qualsiasi donna desiderabile... solo che per lei la VIA e' piu' diretta e ne e' CONSAPEVOLE.

Molte donne che non esercitano, certe situazioni non le vivranno mai, quindi saranno inconsapevoli delle loro potenzialita', mentre una prostituta (parlo sempre di un livello in cui non ci sia costrizione).

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@Illustre: Nel "lavoro" (e quindi NON NEL DILETTO) e' importante che il cliente sia GENTILE EDUCATO PULITO E CHE PAGHI... il resto passa in secondo piano.

Almeno io IL LAVORO l'ho sempre affrontato cosi' poi se conosci ragazze che lo affrontano con PARTECIPAZIONE consigliale di chiudere presto.

ULTIMA SPIAGGIA... mmmhhh per chi? per me?

Non credo. Infatti ho chiuso ad un'eta' giovane (avrei potuto continuare per altri 10 anni se avessi voluto) proprio perche' (almeno nel mio caso) tutto cio' e' stato affrontato come si affrontano le Space Mountains o il salto con l'elastico...

Un'avventura. Non e' la prima volta che lo scrivo.

Un'avventura iniziata molto tempo fa e come ogni avventura si conclude allorquando si capisce di essere arrivati al termine.

Adesso ne ho iniziata un'altra... meno fisica e piu' cerebrale.

Ti paio una da ultima spiaggia?

Per me l'ultima spiaggia significa fare QUALCOSA CHE NON SI VUOL FARE.

Io invece LO VOLEVO FARE.

Disturba se lo dico?

Baudelaire999 ha detto...

ma infatti io non ho tanto criticato le tue affermazioni.. ho solo detto che descrivono alcune, forse tante situazioni ma non la generalità.

sul fatto che il lecchino sia peggio concordo in generale.

mi tengo il dubbio nel caso di persone in situazioni difficili. li si possono avere reazioni incontrollate e che vanno contro il proprio essere.

penso di comprendere in pieno il lato negativo che tu descrivi.. e che è comune non solo alle escort ma anche a persone che esercitano altre professioni.

sul potere.. non penso che derivi dal fatto di fare la puttana. è una questione di testa. ci sono donne che lo cercano, lo riconoscono e lo sanno usare e ci sono donne che lo ignorano e ci sono donne che lo subiscono. indipendentemente dalla professione. è un insieme di istinot ed educazione penso.
tu stessa hai detto che nella tua professione attuale ti ritrovi molto simile a quando facevi la escort.. perchè è la tua testa che comanda, non la professione che fai.

per finire.. sul fatto del grasso..io non sono molto d'accordo. ho una visione forse più "femminile".. do maggiore importanza a educazione, igiene, classe nei modi..

e poi.. quando stringo la mano alle persone per lavoro (purtroppo spesso...)penso sempre a quante persone vedo uscire dai bagni aziendali senza lavarsi le mani..

illustre1966 ha detto...

Per me ULTIMA SPIAGGIA significa invece: non avere più nient'altro da vendere.

E quando anche questo "articolo" "passa di moda" ecco che dopo l'ultima spiaggia c'è solo da buttarsi a mare.

Volerlo fare o meno non c'entra niente, come la partecipazione al rapporto o meno: non era in quel senso il contatto fisico.

Tempo fa un noto giornalista disse: turiamoci il naso e votiamo dc, ma anche lì era una questione metaforica. Hai voglia a turarti il naso nella realtà!!!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@Illustre1966: Beh.. io l'ho fatto. Ho anche chiuso. Potrei reiniziare quando voglio ma faccio altro... ti pare che non abbia niente altro da "vendermi"?

E poi se certo che io mi sia venduta?

Si vende chi (ripeto) lo fa controvoglia. Se tu mi avessi conosciuta al tempo niente e nessuno sarebbe riuscito a farmi cambiare idea...

davide ha detto...

Cara Chiara

Dopo aver letto il tuo articolo, nonché i relativi commenti, vorrei fare alcune riflessioni.

Tralascio la prima parte, quella in cui parli dell’informazione, anche se sarebbe importante discuterne.

Sono d’accordo con te quando affermi che una parte delle escort fa questo lavoro per scelta; tanta gente ritiene (anche alcune delle mie colleghe) che chi esercita questa professione lo fa solo per costrizione.

E’ vero che “metter mano alla grana fa male”, ma questo non vale solo per i pagamenti alle escort: quando paghiamo il dentista, le tasse o l’idraulico non facciamo, in genere, i salti di gioia.

Anzi, se devo esser sincero, in base alla mia personale esperienza, devo dire che le escort le ho trovate più oneste di altre categorie come: avvocati, banchieri e tante altre figure che preferisco non citare; almeno delle escort conservo un bel ricordo, degli altri soggetti no.

Certo il fatto che non paghino le tasse (non sono certo le sole, perché credo siano in buona compagnia) è un fatto negativo, però questo è dovuto, soprattutto, ad una legislazione proibizionista che vuole dire al cittadino cosa fare della sua vita privata.

Quanto al vendersi (per rispondere ad alcuni commenti che ho letto), ritengo che una escort, in verità, si vende meno di chi (vi assicuro che in tanti anni ne ho visti molti) pur di fare carriera, non solo lecca il culo ai superiori, ma non disdegna di ricorrere al altri mezzi come la calunnia.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Mi giunge un commento da parte di un lettore (che si firma). Non comprendo perche' me lo abbia inviato per vie traverse invece di inserirlo direttamente (credo che non voglia far capire al pubblico chi e', forse).

Lo pubblico qui di seguito:

Venir pagati, per poter "dominare" chi pensa di "comprare" il corpo altrui e magari pure la mente. Dall'altro lato invece, un lurido stupido pezzo/pezzi di carta filigranata in cambio della sottomissione della donna (vera o non vera, l'importante è quello che l'uomo crede non quello che la donna pensa). Sai Chiara sono le due facce della stessa moneta. Dipende da che parte stai e da cosa in realtà ti aspetti. Ma ogni ricevere ha sempre un dare, ed ad oggi non hai mai detto qual'è stato il tuo. Anche perchè è quello che poi ti ha fatto smettere, pertanto non lo dirai mai. Grazie

Caro amico che non vuoi dichiararti, il mio "avere" l'ho scritto piu' volte: denaro, avventura, conoscenza, esperienza, controllo...
Ti sembra poco?
Se ho smesso e' forse perche' "altrove" ho trovato le stesse cose ed anche di piu' e magari mi ero annoiata e quindi ho dichiarato quell'avventura CONCLUSA.

Il mio dare? Beh, su questo dovresti chiedere a chi mi ha incontrata :)))))

duval ha detto...

"Avevo gia' ipotizzato un discreto successo per questo post... molto piu' che per il Duomo d'Orvieto :)))"

Però non hai la controprova.
Ma se parlassimo del duomo di Orvieto molti correrebbero su google a vedere cosa c'è e diventerebbero tutti esperti di arte.
Ecco il solito inganno del virtuale.
Vuoi mettere essere in piazza di fronte al duomo (in una giornata limpida, col sole basso sull'orizzonte) ed accorgersi che il rosone non è certo la cosa più significativa?
Ed entrare a guardare il Giudizio e divertirsi ad ipotizzare qualche particolare di mano di Benozzo Gozzoli (senza ascoltare la guida che non capisce un cazzo di pittura e ripete a pappagallo la lezioncina di un critico che capisce meno di lei)?

Nel reale è meno facile bluffare e l'ignoranza si nasconde meno facilmente.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Nel reale è meno facile bluffare e l'ignoranza si nasconde meno facilmente.

Hai ragione Duval...

Per questo motivo non mi devirtualizzo :)))))

Anonimo ha detto...

1. quello della foto proprio un bel veder
2. infatti, devirtualizzandoti, perderesti molto poichè le aspettative della mente sono sempre molto elevate.
Mister X
:-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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