giovedì 1 marzo 2007

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Oltre il confine


Il mondo cambia quando si passa il confine con la Romania uscendo da Csenger in Ungheria. Satu Mare, capoluogo della Contea, e' la cittadina piu' "ricca" e viene reclamizzata anche come luogo turistico. Li' ci abitano le "persone importanti", gli amministratori, gli imprenditori.

C'e' anche un camping, frequentato per lo piu’ da “esploratori” che non temono le scomodita’ e lo sporco (qualche amico che ci ha soggiornato mi ha raccontato che era meglio usare il bagno del proprio camper piuttosto che quello pubblico).

Alla dogana pago per il visto e mi faccio timbrare il passaporto. Il doganiere mi guarda con diffidenza. Non ho la faccia da turista. Parlandomi nella sua lingua mi chiede i motivi della visita. Rispondo in magiaro, perche’ anche se comprendo (pochissimo) il rumeno non sono in grado di parlarlo.

Il doganiere e’ piu’ bravo di me con le lingue e, nella mia, mi chiede se ho qualcosa da dichiarare.
Faccio la mia dichiarazione: ho con me della valuta (entro i limiti consentiti) ed un pacco contenente generi alimentari, regalo per un’amica che vive appunto a Satu Mare. Me lo fa aprire.
Gli mostro i salumi, il vino i formaggi ed il vaso contenente i cetriolini in salamoia preparati in casa. Annusa l’odore d’aglio che sprigiona , poi mi fa richiudere il pacco e mi fa passare.

Il cambiamento rispetto alla mia terra e’ totale: automobili sgangherate, gente mal vestita, bambini a piedi nudi, animali da cortile e bovini liberi in mezzo alla strada, vecchi carretti tirati da cavalli o da trattori risalenti al dopoguerra.

Poverta’… e’ cio’ che si percepisce. Poverta' quella vera e non quella di chi fa debiti per comprarsi l’auto o per pagarsi la vacanza alle Maldive. E' tangibile, la si respira.

Gli unici veri prodotti locali sono i figli.

Meglio se sono femmine, perche’ forse un giorno potranno essere esportate, come operaie, come badanti e…


Nota: Satu Mare, Szatmárnémeti o Szatmár, (1990 pop. 137.723) citta’ che sorge sul fiume Someşul, nella Romania nord occidentale vicino al confine ungherese. E’ il centro amministrativo, commerciale e culturale di una vasta regione agricola. Sono presenti anche industrie che producono attrezzatura mineraria e tessile. E’ inoltre un importante nodo ferroviario che collega l’Ungheria con L’Ucraina. E’ La sede di un Vescovo cattolico e ci vive una grande comunita’ ungherese.

5 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

come sai da quando ti seguo sono diventato un appassionato di tutto quanto riguarda l’Est Europa.

Scherzi a parte, ho sempre manifestato un certo interesse per i paesi dell’Europa orientale.

Quando frequentavo l’università di Trento, nei primi anni ottanta, ricordo che si studiava in modo approfondito il caso dell’Ungheria. Dopo il fallimento del modello di autogestione delle fabbriche sperimentato in Iugoslavia, il tentativo ungherese di conciliare mercato e socialismo sembrava molto interessante.

Quello che mi stupisce è il caso della Romania. Tutte le persone che conosco che sono state di recente in quel paese, raccontano di una situazione sociale ed economica tragica.

Eppure la Romania è ricca di risorse naturali. Tutti i rumeni che ho conosciuto - contrariamente a quanto si dice – erano tutti dei seri lavoratori dotati di grande itrapendenza. Io stesso nel mio hotel ho assunto alcune dipendenti rumene. Per concludere con un pò di allegria, vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè le ragazze rumene (almeno quelle che ho conosciuto io) sono così belle.

Saluti Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Se conoscessi il "segreto" della bellezza avrei realizzato cio' che la Regina Grimilda non ha potuto fare con il suo "Specchio" per cui alla tua domanda sul perche' della bellezza di certe donne rispetto ad altre credo che molto sia il "gusto soggettivo".
Di oggettivo posso solo addurre la ragione per la quale (almeno nel passato prima della caduta del muro) tutte le ragazzine erano instradate dal sistema verso lo sport e l'attivita' ginnica e non all'ingrasso come le oche tramite McDonalds e tutto cio' che oggi produce una gioventu' obesa.

Sulla poverta', mi pare di averlo gia' scritto da qualche altra parte, dopo la caduta del "Regime" in Romania le ricchezze (come il petrolio) sono state divise fra 300 famiglie facenti parte di un'oligarchia. Cio' ha fatto andare il resto del Paese (soprattutto le zone depresse di cui parlo nel mio post) allo sbando.
Questa situazione e' tipica un po' di tutti i paesi dell'ex blocco sovietico.

davide ha detto...

Cara Chiara

Quello che dici è vero, però constato che nei paesi ex comunisti ci sono situazioni abbastanza diverse.

Nel mio hotel in inverno ospito molti clienti cechi e slovacchi.

Tutto sommato è gente che sta abbastanza bene, comunque molto meglio dei rumeni. Eppure sono anche loro ex comunisti.

Nota bene che prima della caduta del muro di Berlino, i giornali in occidente parlavano quasi tutti bene del regime comunista rumeno, solo perchè era l'unico che faceva una politica estera parzialmente indipendente dall'Unione sovietica.

Saluti Davide

blackpaper ha detto...

E' solo l'effetto domino.
Romania, Bulgaria e Bosnia sono gli ultimi pezzi nella scatola chiamata Europa.

davide ha detto...

Caro blackpaper,

scusami, ma non riesco a capire cosa intenti quando parli di effetto domino, riferito specificamente alla Romania, Bulgaria e Bosnia.
Inoltre, vorrei rilevare che anche stati come la Moldavia, l'Ucraina o la Macedonia non stanno meglio degli Stati che hai citato.

Tanti saluti Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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