sabato 24 febbraio 2007

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Vendersi


Noto sempre piu’ spesso come questo termine sia collegato alla figura della prostituta e come certuni sottolineino la non integrita’ morale di chi si “prostituisce” (sessualmente) rispetto a chi invece sceglie di non farlo. Il loro ragionamento passa frequentemente attraverso l’attribuzione di un “potere”, legato al “vil” denaro, che il cliente avrebbe in virtu’ della sua possibilita’ di poter prendere la decisione di pagare, mentre non viene mai tenuta in considerazione la possibilita’ che ha la ragazza di poter rifiutare l’offerta.

Posso affermare di aver conosciuto moltissimi uomini che hanno letteralmente sbavato, inseguendo la ragazza desiderata, agitandole dietro la loro insignificante mazzetta di banconote, mentre, al contrario, non ricordo di aver mai conosciuto una sola prostituta che abbia mendicato, come chi e' in malafede afferma.

Una precisazione: o tutti (e non solo le prostitute) si vendono, e quindi si vende anche chi offre la sua opera, fisica o intellettuale, in un qualsiasi banalissimo lavoro, oppure nessuno si vende (e quindi neanche le prostitute). Dare della puttana ad una “puttana” e’ come dare dell’ avvocato ad un “avvocato”… dov'e' la differenza?

Farlo per 800 euro al mese, lavorando per otto ore al giorno, arrivando a dover rinunciare al 99% delle cose che si desiderano, passando tutta l’esistenza con il naso spiaccicato contro la vetrina della vita… quello e’ vendersi… anzi svendersi!

"Niente inebria piu' dei soldi. Quando ce ne sono molti il mondo sembra migliore di quello che e'" (Антон Павлович Чехов).

7 commenti :

GirinoMannaro ha detto...

Chiunque non viva su di un'isola deserta, a mio modesto modo di vedere le cose, è una prostituta; uomo o donna che sia, nella vita di relazione, vende e acquista qualche cosa ai/dai suoi simili.
E' questo il motivo che fa si che personalmente non dia una connotazione negativa al termine prostituta.
Cosa diversa per il termine "puttana". Per me rimane un insulto, ma che NON ha nulla a che vedere con il mercimonio.
Hai notato che in italiano non esiste il genere maschile per le due parole?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ma "puttana" e prostituta" sono neutri... come "ipocrita".

Vanno bene sia per gli uomini che per le donne.

Per quanto riguarda la connotazione "negativa" del termine "puttana" non sono d'accordo.

Forse perche' in "lingua straniera" (come dice Irina) i termini non sono cosi' offensivi come nella propria, ma ritengo quello della "puttana" un mestiere mentre la connotazione negativa (nel senso in cui intendi tu)la do al termine "troia".

Non e' detto che chi fa la puttana sia anche una troia.

GirinoMannaro ha detto...

Ma il genere neutro in italiano non esiste, almeno in senso letterale...
Il termine "troia", lo intendo come spregiativo di "puttana". Però forse stiamo andando a cercare il pelo nell'uovo. :-)
Il concetto di base è che siamo tutti prostitute nella vita. Non potrebbe essere altrimenti.

Matteo ha detto...

Sarà pure spregiativo il termine "troia", ma allora perchè tutti vorrebbero che la propria compagna lo fosse?

gullich ha detto...

forse tutto deriva da un equivoco di fondo.

la lingua italiana, nella accezione comune permeata da una buona dose di catto-ipocrisia, attribuisce al termine prostituta e puttana una accezione negativa (che in senso letterale i termini non anno).

io credo che questo derivi da dal fatto che chi esercita quella attività vende un servizio che è al confine con la zona più intima ed incommerciabile dell' essere umano .

chi vende sesso ed il proprio corpo , commette - nel comune (ed erroneo) sentire - un atto sporco, perchè vende ciò che è puro e che è connesso all'intimità ed all'amore fra due persone.

credo che la convinzione di potre comprare quello porti a molte deliranti discussioni dei vaccari al bordo del ranch. mentre costoro non si accorgono che in realtà nulla comprano se non la disponibilità di tempo e di un corpo per qualche ora. nulla di più e nulla di più chiaro.

solo in questo senso il termine prostituta o puttana possono avere la mera accezione tecnica di colei che vende un servizio, al pari di un avvocato o un dentista o di un massaggiatore terapeutico.

ma non mi pare accezione diffusa in italia.

si potrebbe poi a lungo disutere se vendere quel servizio valga a rendere peggio colei che lo fa rispetto all'avvocato o al dentista, per il solo fattto di essere un servizio sessuale, ma io non lo credo.

devo dire, e l'ho già detto più volte, che le peggiori puttane (in senso dispregiativo) della mia vita le ho incontrate fuori dal mondo dell'escorting e spesso erano uomini.

davide ha detto...

Cara Chiara

Leggendo il tuo articolo e anche il commento di girinomannaro, devo dire che è vero che, chiunque non viva su di un’isola deserta, è una prostituta; uomo o donna che sia, nella vita di relazione, vende e acquista qualche cosa ai/dai suoi simili.

Secondo il mio modesto parere, chi fa un lavoro pesante per 800 euro mese non è diverso dalla prostituta che vende il suo corpo per un prezzo molto maggiore; affermare che l’uno è dignitoso e l’altro no è solo fare del moralismo ipocrita.

Certo tante persone hanno la fortuna di fare un lavoro bello e ben retribuito; però mi chiedo, se queste persone fossero costrette a fare un lavoro pesante e poco retribuito, quante di costoro non sarebbero disposte a “vendersi“.


Saluti Davide

blackpaper ha detto...

La razionalita' di un ragionamento, non lo rende giusto.

E qui, vorrei tanto darvi ragione, ma non e' cosi' purtroppo.

Perche? Perche' il corpo a me piace che venga comprato con le emozioni, nel mercato particolare dove in realta' non vendo nulla perche' scambio, e il corpo e' un benefit, che se condiviso perde valore.

(insegna il ranzani, a che serve avere tutti il cayenne?)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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