domenica 25 febbraio 2007

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Perche' non concordo con Manuela75


Manuela75 scrive:
"Anche io mi sono sempre chiesta se la prostituzione mi permette di conoscere di più gli "uomini". Beh, alla fine ho pensato che la risposta è NO*... Non conosco gli uomini, le loro debolezze, i loro istinti, i loro desideri... conosco le debolezze, gli istinti, i desideri di alcuni uomini: i "clienti delle prostitute", quelli che pagano una donna per accompagnarsi a loro."

Anche se il discorso parrebbe essere logico (e sicuramente per te lo e’) ho delle perplessita’: significa forse che una psicanalista non conosce le persone ma di queste conosce solo l’aspetto limitato a “coloro” che hanno sentito l’esigenza di rivolgersi a lei?
Se l’ottica con la quale si affronta la questione e’ la suddetta, e’ inutile affrontare qualsiasi argomento che contempli la “conoscenza per esperienza”, in quanto nessuno potra’ mai dire di conoscere qualcosa o qualcuno.

"Io non penso di conoscere gli uomini solo perchè ne ho frequentati tanti come prostituta. Anzi, penso proprio che la natura stessa di questa attività mi impedisca di avere una visione degli uomini più aderente alla realtà e meno monorientata. Infatti mi confronto solo con un certo tipo di uomini (sì certo, per estrazione idee cultura molto diversi tra loro), quelli accomunati dal fatto di pagare una donna affinchè dedichi loro un po' di tempo."

Mi pare una tesi un po’ “forzata”.
Qualsiasi ambiente, sia esso di puttanieri, di giocatori di hockey, di scacchisti, di paracadutisti, di pescatori eccetera non e’ altro che un piccolo spaccato del mondo reale: non e’ l’ambiente a rendere piu’ o meno aderente alla realtà il campione umano che in quell’ambiente agisce ma la dimensione del campione umano stesso.
Io credo che una persona che frequenta tutti i giorni un asilo infantile abbia piu’ dimestichezza, e quindi riesca a muoversi meglio in mezzo ai bambini, di quanto potrebbe fare un pastore eremita che vive isolato su una montagna.
Certo che la personalita’ umana e’ una delle cose piu’ insondabili e misteriose che esistano ma la possibilita’ di conoscere qualcosa, qualunque cosa, risiede, oltre che nella dimensione del “campione”, anche nella personalita’ del ricercatore (o della ricercatrice) stesso.
La curiosita’ e’ la molla dalla quale scatta tutto. Per conoscere si deve, innanzi tutto, “voler conoscere”.
Chi non e’ curioso e quindi non prova interesse o stimolo verso un determinato ambiente, potra’ frequentare per anni quell'ambiente senza mai conoscere niente di esso.
Per questo, oltre alle motivazioni di carattere economico, ho sempre messo sul piatto della bilancia della mia ex-professione la possibilita’ di addentrarmi in un percorso che contemplasse il soddisfacimento della mia sete di curiosita’.
Non per niente l’ho sempre chiamata “l'avventura”.

"Allo stesso modo contesto chi sostiene di conoscere le donne perchè frequenta molte prostitute.
Al limite è un grande "conoscitore" di un tipo di donna, cioè quella che si prostituisce, quella che viene pagata per attenersi a un copione già prestabilito. E questo copione è sempre lo stesso, ognuna/o lo interpreta a modo suo, ma sempre di copione si tratta, il finale è scontato. Come posso io cliente avere la pretesa di conoscere le donne quando il loro comportamento nei miei confronti è stato comprato? E come posso io prostituta avere la pretesa di conoscere gli uomini, quando mi confronto solo con quella parte di essi il cui comportamento è altamente condizionato dal mio, che è stato reso artificiale dal pagamento?"

Questa, cioe' l'opinione per la quale i clienti non avrebbero modo di poter affermare di conoscere le donne solo per il fatto di aver frequentato escort in quantita’, e’ gia una tesi piu’ condivisibile.
Se coloro che si rivolgono ad una psicanalista dovessero dire di conoscere le donne solo perche' sono stati in cura da molte psicoterapeute diverse sarebbe oltremodo ridicolo.
Il rapporto prostituta-cliente non e’ speculare.
Il “flusso” di "informazioni relative a un determinato comportamento" (e qui facendo una battuta potrei dire anche del denaro) non avviene nei due sensi ma segue una sola direzione (almeno secondo il mio modesto parere).
Non a caso ho piu’ volte paragonato la professione di escort (intesa come prostituta accompagnatrice e non come semplice “macchinetta" che gli uomini usano per masturbarsi) a quella di psicanalista, ma se questo paragone dovesse sembrare (ad alcuni) azzardato, al posto della psicanalista mettiamoci pure la fattucchiera, la chiromante o la venditrice d’elisir.


PS: peccato che Manuela75 (che so essere persona che mi legge) non scelga di crearsi un account Google per commentare qui.

8 commenti :

gullich ha detto...

inquietante affacciarsi qui e trovare proprio questo tema :-) di cui mi par di aver dibattuto non molte ore fa...

E' argomento complesso, mi limito a qualche semplice riflessione a voce alta... ma il tema richiede sicuramente maggior approfondimento.

d'istinto concordo con Manuela... non credo che la frequentazione - dai due punti di vista - crei maggior approfondimento.

credo anzi l'esatto contrario. Per chi fa professionalemnte la prostituta, temo si finisca per accomunare la figura uomo a quella di frequentatore di prostitute... e credo le due realtà possano avere punti in comune ma non siano coincidenti.

per chi frequenta donne a pagamento non nella misura di un evasione occasionale ed espisodica, credo vi sia il rischio di settorializzare e mutare l'approccio all'altro essere umano in una logica distorta di possesso mercantile.

C'è il serio rischio, che io vedo concretizzato in molti immondezzai, che si confonda il comprare una scopata con l'interazione reale ed a tutto tondo con una donna e si finisca per perdere il senso della misura.

Chi lavora in un asilo ha sicuramente maggior dimestichezza con i bimbi, ma si rapporta con un numero indefinito di bimbi che rappresentano lo spaccato potenziale della società e del tipo umano. Sarà anche più veloce a cambiar pannolini e saprà meglio interagire con loro, ma questo è solo una conseguenza secondaria.

Chi lavora in centri di assistenza per soggetti autistici o tossici (uso le prime due figure che mi vengono in mente senza intenti didascalici o dispregiativi) non ha una miglior visione del fenomeno uomo, ma solo di una delle patologie che affliggono - a volte - l'uomo.

E' evidente che il raffronto è estremo, ma lo è volutamente. In mezzo ci stanno infinite sfumature di cui sarebbe interessante discutere.

davide ha detto...

Cara Chiara


Prima di commentare l’articolo di “Perchè non concordo con Manuele75“ vorrei fare una piccola precisazione.

Io non sono sposato e quando avevo un rapporto stabile con una donna non sono mai andato con una prostituta o escort.

Ho voluto precisare quanto sopra perchè mi è capitato spesso, quando andavo con delle prostitute, di incontrare fra i clienti uomini sposati o fidanzati.

A volte si trattava di uomini sposati con donne belle, che accompagnavano a braccetto tutte le domeniche mattina a messa; vi assicuro che a vederle dall’esterno queste sembravano delle coppie di perfetti innamorati.

Si ben chiaro che io non voglio dare nessun giudizio in merito, però vorrei fare notare a Manuela75 (persona che io stimo molto), che il “campionario“ dei maschi che frequentano le prostitute non è poi così ristretto.

Per quanto riguarda i miei amici ho conostatato che la maggioranza di loro sono stati, almeno una volta, con una prostituta e a volte si trattava di ragazzi belli e ricchi.

In genere ho notato che le donne che esercitano il “mestiere“ capiscono“ meglio gli uomini delle altre.

Per quanto riguarda gli uomini che frequentano le prostitute è difficile dire se capiscano le donne meno degli altri.

Sicuramente chi nella sua vita ha frequentato solo delle prostitute è molto probabile che possa capire le donne.

Comunque sono certo che i clienti delle prostitute che non hanno mai avuto rapporti con altre donne sia una piccolissima minoranza; per tutti gli altri non credo che la conoscenza che hanno delle donne sia minore di quella degli uomini che non hanno mai frequentato una prostituta.

Per quanto riguarda l'affermazione di gullich che "chi fa professionalmente la prostituta ... finisca per accomunare la figura uomo a quella di frequentatore di prostitute", devo dire che quasi tutte le prostitute che ho conosciuto avevano un ragazzo e, pertanto, la conoscenza degli uomini non era quasi mai limitata ai soli clienti.


Saluti Davide

gullich ha detto...

fammi capire, davide....

quando tu andavi con prostitute incontravi i loro clienti sposati o fidanzati????? :-)

dove stavi, sotto il letto o facevate salotto sul pianerottolo in attesa del proprio turno?

e tutte fanciulle con ragazzo poi... diamine, ma vivi in un luogo oltremodo singolare. anche con lui salotto? oppure era lei che ti raccontava le sue vicende sentimentali durante l'amplesso?

così, giusto per capire.....

davide ha detto...

carissimo gullich

Con certe prostitute ogni tanto dovevo fare per così di dire "anticamera" e in alcune occasioni mi è capitato di incontrare le persone che ti ho detto: tieni conto che io vengo da una piccola realtà dove quasi tutti ci conosciamo, non da grande città.

Per quanto rigurda le prostitute, con alcune ho instaurato un rapporto di amicizia, e nel mio commento ho detto solo quello che mi hanno riferito.

Tanti saluti Davide.

io_me ha detto...

Hanno ragione manuela e gullich.

Baudelaire999 ha detto...

"quando tu andavi con prostitute incontravi i loro clienti sposati o fidanzati????? :-)"

gullich!! ma dove vivi!!!
io ci vado apposta molto prima dalle mie amichette..cosi mentre aspetto mi offrono il tè con i pasticcini e discuto del più e del meno con gli altri clienti..si parla spesso del blog di c_d_n!!
e ovviamente ci si lascia andare a confidenze..e si discute della propria condizione di fidanzati o sposati o semplicemente sfigati che vanno a prostitute..
sono discussioni che lasciano il segno dentro di noi..

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

che lasciano il segno dentro di noi

sei tatuato sulle chiappe? :))))

Baudelaire999 ha detto...

sisissi.. ho tatuato un logo.."C_D_N"..eheheheheeh
non ti dico dov'è finita la D..

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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