sabato 24 febbraio 2007

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L’uomo della pioggia

 
Ricordo le grigie giornate di novembre a Milano, quelle giornate in cui, nonostante fossero le 11 di mattina, pareva che stesse solo albeggiando.

Sbirciavo dalla finestra e vedevo la gente con l’ombrello, le auto con i fari accesi, l’asfalto bagnato e capivo che lui avrebbe telefonato per un appuntamento.

Era sempre cosi’, fin dalla prima volta in cui l’avevo conosciuto; si presento’ dicendomi che non era un habitue' e che mi aveva contattata solo perche’, in quel periodo, sua moglie stava attendendo un bimbo e non poteva far sesso.

Arrivava una sua telefonata almeno un paio di volte al mese… e sempre in giornate come quelle.

Ad aprile, quando le giornate di pioggia si diradavano, spariva per qualche mese fino ad ottobre quando, immancabilmente, si rifaceva vivo.

Persona gentilissima, non ho mai potuto lamentarmi del suo comportamento, sempre perfetto e corretto.

Addirittura, quando sul mio sito web “ritoccai” i prezzi al rialzo, fui sorpresa nel vedere che lui stesso, senza che io dovessi chiedere, mi fece trovare nella busta il giusto compenso.

Forse la nascita del bimbo era stata solo una banale scusa oppure era stato preso dall’ingranaggio della cortigiana “perfetta”, fatto e’ che ha continuato a frequentarmi per moltissimi anni dopo, spesso risolvendomi il budget mensile, anche quando il suo bambino, ormai cresciuto, era prossimo all’eta’ scolastica.

Dicono che le persone che sono cosi’ dipendenti dal tempo, al punto tale di ripetere coattivamente i loro comportamenti, in realta’ abbiano dentro una profonda insoddisfazione e che tendano a compensare certe giornate deprimenti con qualcosa che possa dar loro un po’ di piacere.

Le ore trascorrevano per lo piu’ parlando di lui, del suo lavoro, della sua famiglia: aveva un estremo bisogno di comunicare, che io ho sempre attribuito ad una carenza nella sua vita matrimoniale ed affettiva.

Credo che in me avesse trovato colei che, oltre a piacergli fisicamente (alta e magra era il suo tipo ideale) si prestava alla discussione in modo partecipativo, ma non tanto da togliergli il ruolo di “protagonista”.

Il sesso, poi, era una cosa meramente accessoria, che andava a concludere l’incontro e che si risolveva nel breve spazio di 30 minuti.

Se non lo vedevo da almeno una decina di giorni, quando la sera trasmettevano le notizie sul tempo che preannunciavano una giornata di pioggia, sapevo che il giorno dopo avrei dovuto prepararmi per un appuntamento.

1 commento :

davide ha detto...

Cara Chiara


Anche se non voglio parlare di me, devo dire (essendo io leggermente meteoropatico) che il personaggio dell’articolo “ l’uomo della pioggia „ un pochino mi assomiglia.

Poichè la nebbia e la pioggia tendono un pò a deprimermi, qualche volta mi viene naturale cercare la compagnia di qualche mia amica escort.

Effettivamente in questi casi il sesso diventa una cosa accessoria, perchè parlare della propria vita è molto più soddisfacente.

Probabilmente è vero che le escort sono le migliori psicanaliste.


Saluti Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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