lunedì 26 febbraio 2007

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Icaro e gli unni


“Il fuoco riscalda nelle gelide notti invernali: lo si sente vivere nel camino e ci si immerge nella sua luce… Lo si ama.
Ma puo’ anche bruciare e per questo lo si teme… e quando esso si e’ gia’ nutrito delle nostre carni allora lo si odia.
Il fuoco e’ come Attila: le sue orde lasciano dietro di se’ un deserto marchiato da un segno indelebile che non si cancella.
Ci sono donne di fuoco: le ami, le temi e se ti bruciano l’anima le odi. E gli uomini sono falene: vengono attratti inesorabilmente da cio’ che li brucera’.
Dovrebbero essere meno irruenti, maneggiarle con cura, tenersi a distanza… cosi’ da sentirne il calore ma non tanto vicini da morirne arsi.
Come Icaro vogliono raggiungere l’anima di queste donne, ma se si avvicinano troppo precipitano nell’abisso.
Perche’ il fuoco e’ libero, non ha padroni, nessuno puo’ domarlo… e se lo si spegne si perde anche il calore e la luce che esso dona.
Tu sei come il fuoco… sei come Attila: dove passano le tue orde non cresce piu’ nulla per anni e anni. Come il fuoco sei libera e indomabile, ma riscaldi l’anima di chi ha la fortuna di starti accanto… per questo ti amo e ti temo… E forse un giorno ti odiero’”


Stepan Stepanovich mosse il pezzo che decise la partita; come sempre sceglieva il momento piu' adatto per terminare i suoi lunghi discorsi.

Irina sapeva che il suo era un messaggio d’amore… lo conosceva bene.

Colpi’ con la punta dell’indice il suo re e lo fece cadere disteso sulla scacchiera, poi, con la nocca dello stesso dito, si asciugo’ una lacrima silenziosa e guardo’ il suo uomo con occhi lucidi.

Non sapeva se amarlo o temerlo... oppure odiarlo!

Anche questa volta le aveva dato scacco matto.

"Non vi è fuoco simile alla passione d'amore. Esso è come un demone pari all'odio, è una trappola che assomiglia all'illusione, a un fiume impetuoso che travolge gli argini" (Anonimo)

2 commenti :

gullich ha detto...

bel post... forse uno dei più belli letti sul blog.

a me viene da associarlo a herman hesse, il lupo della steppa

"per questo mondo odierno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta, perchè hai una dimensione in più. Chi vuol vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questro mondo non è una patria..."

non saprei dire perchè...o forse si... ma non importa a qugesto blog.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Grazie per il commento Gullich :)

Pero' sarebbe stato interessante sapere cosa avresti detto e che per te non era importante.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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