«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

lunedì 12 febbraio 2007

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Escorting, amicizia e psicanalisi.


Si tende (erroneamente secondo me) a paragonare la professione di escort con quella di avvocato, di commercialista o di semplice medico.

Molti sono convinti che, come per questi professionisti non e' un problema annoverare fra i propri clienti anche degli amici, cosi una escort potrebbe tranquillamente fornire le proprie prestazioni anche ad amici.

Sbagliato.

Almeno secondo il mio punto di vista e’ sbagliato ma, si sa, non tutte siamo uguali e forse per qualche ragazza, il fatto di annoverare fra i suoi clienti anche degli amici, puo’ non rappresentare un problema.

Per me (un problema) lo sarebbe.

Cerchero’ di spiegarne i motivi cosi' che siano chiari a chi e’ ancora convinto che possa co-esistere “amicizia” con clienti da parte di una ragazza che fa del sesso (e quindi una cosa molto intima) l’elemento principale della sua professione.

Posso comprendere che il cliente “tenda” naturalmente a creare un rapporto d’amicizia verso il professionista (come farebbe con il suo avvocato o commercialista).

In fondo nel servirsi dei loro servizi un cliente apre una parte della propria intimita’ a questi professionisti i quali, magari, al momento che comprendono di avere con lui un rapporto empatico, ricambiano aprendo anche loro quella parte d'intimita' necessaria allo scambio “reciproco" in un rapporto d’amicizia.

Ecco, e’ proprio questo il punto: lo scambio dell’intimita’.

In un rapporto fra cliente ed avvocato le due persone possono “separare” i momenti (professionale e d’amicizia) in quanto non sono in conflitto ne’ con la loro intima natura ne' con le loro vite private, e quindi con i loro affetti privati ed extra lavoro.

Ma nel caso di una escort il donare ad un cliente la propria intimita’ (e quindi “promuoverlo” al ruolo di amico) significherebbe mettere in gioco la propria vita privata con una persona che poi tenderebbe a mischiare i servizi offerti dalla "escort" con la vita privata (poiche' il sesso quando non e' freddamente esercitato al solo scopo professionale E' un fatto privato) della "donna".

A quel punto la escort non sarebbe piu’ uno “schermo” bianco sulla quale il cliente proietta un’immagine illusoria (come dovrebbe essere), ma vedrebbe in lei una persona con la quale comportarsi anche in modo “invadente” come spesso gli amici sono portati a fare.

La donna perderebbe cosi' tutta quella patina "difensiva" (basata sulla riservatezza) indispensabile ad un esercizio appropriato della sua professione.

Se dovessi paragonare la professione di escort ad un’altra, direi che la piu’ azzeccata sarebbe quella di psicanalista.

E chi conosce un po' come funzionano i rapporti fra paziente e terapeuta capira’ perche’ sarebbe disastroso (per la terapia ma in questo caso per il servizio escorting) quando fra i due dovesse nascere un rapporto diverso da quello meramente professionale.

1 commento:

davide ha detto...

Carissima Chiara

Con questa email non voglio parlarti dell'argomento in oggetto (escort amicizia psicoanalisi) ma per farti i miei complimenti.

Da parecchio tempo seguo con grandissimo interesse il tuo blog.

Avrei voluto scriverti prima per manifestarti tutta la stima che ho per te, ma poichè non sono assolutamente pratico di informatica solo adesso sono riuscito a contattarti.

Spero di recuperare il tempo perso.

Ti saluto cordialmente, augurandomi che il tuo "blog" continui per lunghissimo tempo.

Tante grazie da un tuo piccolo ma fedelissimo ammiratore.

davide

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(Spatzo)

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