lunedì 29 gennaio 2007

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Sputare? Perche' no?



Un luogo comune che viene usato allorquando una ragazza (escort o ex-escort) si permette di esprimere un'opinione dura riguardo al periodo in cui ha esercitato il mestiere e' "che sputa nel piatto in cui ha mangiato". E' vero che e' molto difficile esprimersi e raccontarsi senza "rischiare di ferire" la sensibilita' di certuni lettori perche', molto spesso, ci sono uomini che, pur partecipando attivamente a tutti i forum sull'argomento che li portano ad esprimere quasi sempre "giudizi" sulle ragazze, non accettano la "reciprocita' del mettersi in gioco ed assumono atteggiamenti difensivi al limite del paranoico.

Ogni volta che qualcuna prova ad iniziare una discussione che minimamente scuote le fondamenta delle loro convizioni ecco che che arriva l'immancabile banalita': "sputi nel piatto in cui mangi".

A questo punto dico: se il piatto e' o e' stato mio posso sputarci dentro tutte le volte che voglio o devo chiedere il permesso a qualcuno?... magari mi piace... magari, dopo averlo usato come contenitore per il cibo, ho ritenuto opportuno trasformarlo in sputacchiera.

E poi, se quel piatto l'ho usato anni fa, perche' mai dovrei venerarlo come una reliquia? I piatti usati (soprattutto se di plastica come quelli in cui mangiano le ragazze che esercitano il meretricio) vengono gettati nell'immondizia.

E se prima di gettarlo mi vien voglia di sputarci dentro, mica insulto nessuno: il piatto e' o era mio e di nessun altro.

14 commenti :

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Voi però, lasciatevelo dire, a differenza di quanto vi accusano e a differenza di altre, non sputate nel piatto in cui avete mangiato (o, almeno, io non percepisco questo). Voi "scuotete le fondamenta delle convinzioni altrui" (e per questo sorgono gli atteggiamenti paranoici nei vostri confronti), ma questo non è affatto sputare, è riflettere senza pregiudizi.
Voi non avete mai né incolpato, né criticato, né insultato o deriso i clienti IN QUANTO TALI (chi sostiene il contrario è sfidato a portare prove), ma sempre e solo i singoli uomini quando mostrano la propria mediocrità, la propria stoltezza, la propria vanteria, la propria mancanza di doti intellettive e di cultura, o la propria pretesa di avere da lei o da altre tutto senza dare nulla (se non la propria vanità, la propria millanteria e talvolta la propria prepotenza)
Se ciò avviene nella maggioranza dei casi con chi ha a che fare con voi, nel reale e nel virtuale, sia cliente o meno, non è colpa né vostra, né delle escort, ma dei singoli clienti, dei singoli uomini, dei loro erronei modelli sociali. Io dò atto a voi, anche quando generalizzate in negativo sui clienti, di aver sempre formulato le critiche in maniera ragionata, sensata e argomentata (corroborata con dati di fatto oggettivi ed esperienze) e di aver sempre previsto l'esclusione da esse di eventuali (e da voi riconosciute nel reale e nel virtuale) eccezioni. Non è dunque la vostra, come mi permisi di dire tempo fa, a differenza di quella di tante donne invidiose e irrazionali, una dissertazione insultante cieca e semplicistica, una critica gratuita e infondata, bensì ha (caso raro fra le donne) almeno le basi per poter essere una "filosofia", in quanto afferente ad un'oggettività superiore, e non ad una semplice prospettiva soggettivistica e magari moralistica di una"checca isterica" (termine caro a zerotto) mossa dall'invidia e dalla repulsione per l'uomo in quanto tale o da assurda vendetta personale.

Anche il motivo per cui siete spesso accusata di insultare o disprezzare i clienti, la teoria della leonessa e della gazzella, non ha nulla dell'insulto o del disprezzo. Si tratta di una semplice constatazione oggettiva, basata su una verità di natura.

Non so di chi stiate parlando ora, ma una cosa è certa. Un conto è esprimere un giudizio (se volete: sputare) sui vari clienti (con lo stesso diritto con cui questi, spesso esagerando, lo esprimono sulla ragazze: avete ragione a sostenere la reciprocità), altro conto è dire male del meretricio in quanto tale (cosa che voi non avete MAI fatto), o addirittura osteggiarlo o auspicarne la sparizione: questo sì sarebbe sputare ingiustamente nel piatto (oltre che incoerenza, come nel caso, a me rimasto impresso, di manuela75).

Gli avvocati (per riprendere ancora un vostro precedente esempio) non hanno nessun obbligo di "amare" i delinquenti che assistono e da cui sono pagati, ma dovrebbero avere la coerenza etico-professionale di non disprezzare l'esistenza di sistema giudiziario garantista con diritto alla difesa (perché in esso traggono la loro giustificazione ed il loro profitto). Potranno anche odiare, per motivi legittimi, i singoli delinquenti da cui sono lautamente ricompensati e a cui fanno gran bene, ma non certo la loro professione (o auspicarne la sparizione).

Allo stesso modo le escort hanno tutto il diritto di criticare i singoli clienti, per la loro vanteria, per la loro stoltezza, per la loro credulità, per la loro ignoranza, per la loro cafonaggine, per la loro mancanza di cultura e di spirito, per la loro sciocca credenza di possedere doti da seduttore, per la loro infantile e vanitosa prepotenza e per tanto altro, ma non hanno diritto a criticare l'escorting in quanto tale, né di metterne in dubbio la liceità (giacché dovrebbero coerentemente mettere in dubbio la liceità dell'esistenza di loro stesse) o, peggio, incolpare i clienti d'essere tali.

SALUTI DALLA SUBLIME PORTA

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Che bel commento, Sultano!

In effetti io non condanno la professione di escort ne' la annovero fra i "ripieghi" e cioe' fra le cose che si fanno in mancanza di altre opportunita'.

Per me' e' stata un'avventuta piena di soddisfazioni sotto tutti i punti di vista e se dovessi tornare indietro nel tempo sicuramente la rifarei senza remore di tipo morale, anzi ancor piu' scientificamente.

Non credo che far sesso con un uomo (o con una donna) sia un fatto moralmente deprecabile e del quale ci si debba vergognare, anzi l'ho sempre ritenuta un'arte quella della cortigiana.

Ovvio che, come per la pittura, si deve esser predisposte, altrimenti ne potrebbero uscire solo scarabocchi.

gullich ha detto...

discussione interessante. mi permetto una piccola e veloce notazione, che credo buona per escort ed avvocati.

escludo che si possa rendere una ragionevole opera professionale se si odia e disprezza anche il singolo cliente (ovvio che sul genus concordo con il sultano).

Non lo si deve certamente amare, è una prestazione professionale tout court che a mio avviso implica comunque l'assenza di pathos personale in entrambi i sensi (negativo o positivo) ma presuppone un fondo di accettazione personale dell'altro, quale che sia la ragione che lo ha portato lì.

non si può difendere efficacemente qualcuno che si odia o si disprezza, così come a - mio avviso - non si può trombarlo ;)

si può difendere qualcuno di cui non si condividono le ragioni, che è altro da noi, che ha compiuto pure gesti inqualificabili, ma con cui si riesce comunque a stabilire un contatto che va oltre il mero soldo. Per questa ragione, ad esempio, ho sempre e solo fatto la parte civile in processi per abusi su minori.

altrimenti sarebbe assai più saggio ed etico lasciar perdere.

quanto a manuela75 mi permetto di dissentire, dietro ad una scorza dura e spesso spigolosa intravvedo una bella intelligenza e nessun disprezzo... semmai analisi amara e molto realista, a volte più realista del re, ma mai campata in aria.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Non "più realista del re", ma, direi, "più totalitaria del dittatore".
Non accetto di dialogare (e per questo sono uscito da ef) con chi vorrebbe per sé i soli soldi e per gli altri solo la colpa. Anni luce è distante questo dal modus operandi di madonna Chiara (spiegai lungamente la differenza in un mio post di dicembre dedicato ai pisquani). Se il commercium è (come io penso) lecito, lo deve essere per entrambi, non solo per una parte (ed il discorso vale anche simmetricamente contro quei clienti che danno delle "streghe" alle escort). Manuela invece considera "criminali" (ed infatti lessi il 3d in cui proponeva la penalizzazione dei clienti ed il divieto in genere del meretricio) quegli stessi che la pagano. Questo è ancora peggio che sputare nel piatto. E' assieme uno sputare su sé, un disconoscere una realtà effettuale (leonessa/gazzella) dopo averne abbondantemente goduto i frutti, ed un negare (fin dal principio: non ha fatto dei distinguo sui vari casi, ma ha sostenuto l'illiceità dello scambio sesso/denaro a priori) i diritti individuali nelle scelte di vita privata e sessuale (di uomini e donne), come, del resto è nella tradizione del peggior femminismo. E' un mentire sapendo di mentire. Posso accettare dalle donne come dagli uomini critiche e giudizi (anche morali). Non accetto divieti o proibizioni basate sulla loro arbitraria visione e imposti con forza di legge. Non so le considerazioni sui clienti (non la leggo), ma campati per aria (o fondati solo su una versione ammodernata del pregiudizio di San Peolo e sulle farneticazioni del vetero-femminismo, contrario al desiderio dell'uomo per il corpo della donna e pronto a colpevolizzarne l'espressione più schietta, cioà la ricerca del piacere, anche nella sua più sfrenata espressione, ossia quella orgiastica, e in quella più immediata, quella a pagamento, ove l'uomo non deve passare per le falsità e gli intrighi dell’ars amandi, per le lunghe procedure del corteggiamento, per le inevitabili complicazioni sociali e sentimentali dei rapporti di coppia) sono certamente i motivi da lei addotti a suo tempo (e da me contestati, prima del mio abbandono sdegnato di ef) per pretendere di considerare illecito il meretricio "in abstracto". Faccio già fatica a tollerare i nemici del Culto fra coloro che non ne usufruiscono o, in qualche misura, ne sentono la concorrenza (le donne "oneste" o le "bruttine"). Non posso tollerarlo da chi addirittura vi ha tratto un profitto (e quindi, per esperienza, sa che la teoria di madonna Chiara è vera eppur la nega per vantare una "superiorità morale" e per affermare la propria distorta ideologia). Questo mi ricorda l'atteggiamento della casta sacerdotale, la quale da un lato accresceva morbosamente i desideri, e dall'altro li condannava, per guidare la gente fin nell'intimità attraverso i sensi di colpa. Certo non è un comportamento o un'analisi "campata per aria": è una perfetta strategia di potere. Proprio per questo la combatto (ed ogni uomo sano di mente e di anima dovrebbe farlo per salvarsi dall'infelicità futura).

SALUTI DALLA SUBLIME PORTA

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ognuno/a e' libero/a di esprimere le proprie opinioni e Manuela75 ha lo stesso diritto di tutti, cosi' come il Sultano ha il diritto di contestarla e Gullich di apprezzarla.
Essendomi confrontata in privato direttamente con lei posso dire che si tratta di una persona estremamente "piacevole", sincera e diretta e da parte mia non provo nessuna avversione anche se le sue idee non combaciano con le mie.
Forse a causa di una similitudine nel "modo" che abbiamo di esprimerci ha portato alcuni a credere che fossimo la stessa persona, ma non e' cosi'.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Io, al contrario di voi, non amo parlare con le terroriste. La libertà di parola ha il limite nel rispetto dell'altrui libertà di agire e di pensare. Poiché la persona in oggetto vorrebbe con forza di legge (ed argomentazioni peraltro inaccettabili) limitare le mie (e non solo mie) scelte di vita privata e sessuale, usando la coercizione (e quindi una forma di violenza, nel caso legale), io non posso né voglio riconoscerle il diritto di parlare o di essere ascoltata quando sostiene tali illiberali concetti. Sarebbe come permettere una propaganda antisemita o il parlare liberamente della presunta giustezza del razzismo o dell'eugenetica. Non posso proibire a voi di parlare con lei, e per questo mi riservo di applicare la "dottrina Bush", ossia di interrompere le relazioni con chiunque abbia legami (anche indiretti) con chi io ritengo nemico dichiarato della mia libertà, della mia sicurezza, del mio futuro. Se volete le motivazioni (su cui in diversi post mi sono ampiamente dilungato) per cui ritengo manuela75 e chi la pensa come lei alla stregua di "terroriste" posso rispondervi sia in pubblico sia in privato.

SALUTI DALLA SUBLIME PORTA

Post Scriptum
Qui non si tratta più di semplici opinioni, ma della pretesa di imporre la propria visione a tutti con forza di legge (cosa che, dovete riconoscere, io non ho mai fatto, nemmeno con chi più è ostile al mio pensiero): un conto è avere un'opinone diversa sull'escorting, un conto è cambiare le leggi in senso illiberale basandosi sulla propria arbitraria concezione (come in effetti tentano da sempre di fare femministe e preti).

gullich ha detto...

sultano, comprendo poco la sua foga difensiva e non comprendo per nulla il vostro ascrivere ai malati di mente chi non dissenta da idee altrui.

che siate incappato in una qualche imprecisione dialettica? me lo auguro...

quanto alla liceità e apprezzabilità dello scambio sesso/denaro, potremmo parlarne per secoli.

sulla liceità sono per la liberalizzazione, ognuno faccia quel che vuole, purchè vi sia libero consenso (e ben sapendo che è territorio ove quelle libertà possono essere conculcate frequentemente e facilmente).

quanto alla apprezzabilità, caro sultano, mi consenta di continuare a solidarizzare con manuela75: la bellezza ed il senso del rapporto uoma/donna stanno altrove.

regards

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Sultano, avendo letto poco di Manuela prima delle ultime settimane, non posso esprimermi sui concetti che Voi ritenete limitanti della vostra liberta' (anche se non vedo come due righe scritte in un immondezzaio possano limitare la liberta' di qualcuno).
Ben altre sono le azioni che limitano la liberta' individuale e voi sapete che ne sono stata oggetto, per cui, dopo aver subito violenze di ogni tipo, il "discutere" anche con una persona che fa propaganda (come dite voi) antisemita non mi crea alcun problema...
Magari nella discussione riesco a far capire le mie ragioni e ad assorbire quel minimo di positivo che puo' esserci nelle ragioni sue

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Messer Gullich, quanto alla mia posizione "difensiva", non sono incappato in alcun errore. Se volete (come ho proposto a madonna Chiara) vi spiego pacatamente perché per me manuela (come altre) è da considerarsi alla stregua di una terrorista.

Quanto al resto, un conto è avere (come voi) un'opinione diversa sul sesso e sulla bellezza (e, a questo punto, anche sulla filosofia). Altro conto è voler considerare criminale (e perseguire a termine di legge) la visione opposta.

Ripeto: non ha senso essere democratici con persone antidemocratiche.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Gentile Madonna,
io penso inceve che contro i terroristi e le terroriste l'unico argomento sia la forza, non già il dialogo. Il dialogo si riserva a chi accetta almeno i principi di libertà personale. Certo manuela non ha ancora la possibilità di limitare la mia libertà con due righe sul forum, ma che sarebbe se sue simili (come avviene in Svezia) prendessero il controllo di una nazione? Per questo, dicevo a messer Gullich, certi pericoli vanno stroncati sul nascere. Non solo pazzo ma persino delittuoso sarebbe per un uomo ignorare questo in nome del "volemose bene".

SALUTI E OMAGGI DALLA SUBLIME PORTA

gullich ha detto...

"Proprio per questo la combatto (ed ogni uomo sano di mente e di anima dovrebbe farlo per salvarsi dall'infelicità futura)"

mi rifersico a questa affermazione, caro sultano, in cui mi sono letto ed in cui non mi riconosco.

Le darò d'ora innanzi del lei, così evito inutili commistioni fra singolare e plurale... trovo che "la dottrina bush", il considerare terrorista qualcuno o insano di mente qualcun altro, e ciò solo sulle idee sia quanto di più abbietto l'uomo possa fare.

vede sultano, il sesso a pagamento nella vita di un uomo per me ha la valenza di un flipper o di un negroni (ovvero un momento di ottundimento oppure di svago, in momenti in cui o si è scazzati o non si ha voglia di altro).

Non è una libertà fondamentale ed apprezzo di Manuela il sottolineare con vigore in un luogo ove esistono solo campioni (a parole) di flipper e grandi bevitori di negroni che vite passate appoggiati al bancone del bar o dar scrolloni in attesa del gameover siano vite patologiche.

la vita è fuori dal bar, nei prati, sottacqua in giro per i monti o semplicemente in una casa vissuta consapevolemnte e totalemnte.
non a caso, invece, uno dei nick della discarica è andycapp... molto rappresentativo, direi.

che poi (molto rararmente) al bancone del bar o durante una partita si possano fare belle conoscenze umane ed anche lì si possa trovare intensità e profondità (spesso più che al circolo del tennis o alle cene di qualche lions) è un'altra faccenda.

non sufficiente a far assurgere il sesso a pagamento a salvezza dell'umanità.

quoto in toto chiara, anche per il post più sopra, ove leggo una bella analisi lucida, CHIARA e soprattutto rispettosa dell'altro.

vede sultano, neanche sessantanni fa un sacco di gente è passata per i camini perchè era un pericolo per le idee (elitarie) di un popolo convinto di detenere la ragione.

se qualcuno entrerà nel mio giardino pretendendo di impormi delle idee io reagirò con il sangue. ma sarà ad personam.

propugnare l'odio razziale e l'aggregazione in gruppi di idee è il vero terrorismo inneggi ad allah o alla gnocca.

e trovo che la sua "dottrina" sia vero terrorismo, mentale e verbale.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Io non ho mai preteso di imporre la mia visione né a manuela né ad altri, né con la violenza né con la legge. Parimenti non accetto mi venga imposta dall'alto una visione da me non sentita per vera. Se per reagire a ciò è necessaria la dottrina Bush (che è poi anche la dottrina di Machiavelli), non ho problemi a sostenere che quando il fine è la nobile (e la libertà, sia essa politica o sessuale, lo è) "li mezzi saranno comunque iudicati onorevoli e da ciascuno laudati."
Se per voi ciò mi classifica fra i nazisti pazienza. Io continuo a ritenere che i veri nazisti siano al contrario coloro i quali sbandierano la necessità di conformare i comportamenti umani ad un modello di "pratica morale" valido per tutti ed aprono la via ad uno stato che si senta in diritto di legiferare anche sulla sfera privata e sessuale dei cittadini, anche quando si tratta di persone adulte e consenzienti, indagando e giudicando sulle loro privatissime scelte e sulla loro personale morale, anche quando non sono costrette né da violenza, né minaccia, né da inganno, né da abuso di autorità, anche quando non danneggiano sensibilmente ed oggettivamente nessuno, ma solo perché il loro comportamento è "immorale".
Si tratta degli stessi motivi per cui in società più arretrate della nostra si imprigionavano i gay, o per i quali il predetto adolfo si sentiva in diritto di rinchiudere in recinti tutti coloro che, per motivi religiosi, razziali ecc., avevano comportamenti che non danneggiavano certo nessuno, ma venivano ritenuti "inaccettabili" solo perché "diversi" e non conformi ai pretesi valori assoluti dello stato (che venivano fatti valere anche nella sfera privata e sessuale). Per questo dico che lo stato non può legiferare sulla morale e dunque ogni morale, nella sfera privata, può essere liberamente stabilita, almeno finché non prevede di danneggiare oggettivamente il prossimo, di limitare la sua libertà o di imporsi su altre morali.
Anche se si tratta solo di giocare con il flipper e se i giocatori sono persone infime, il loro diritto a giocare rimane in tutta la sua importanza. E chi lo nega, anche se lo fa con tutta la grazia e la rispettabilità e la dolcezza del mondo, è sempre un nazista.

Per voi non sarà fondamentale quel diritto particolare, per altri lo è. Ma se voi negate il loro diritto, allora altri potrebbero con uguale noncuranza dire che non è fondamentale la vostra libertà di parola, ad esempio. Manuela può dire che il gioco è brutto e insignificante e i partecipanti sono sfigati e scemi. E' un suo diritto. Ma non può dire che bisogna obbligarli a smettere di giocare, perché il gioco non è importante e i giocatori sono "sere B" rispetto agli altri esseri umani (quindi la loro libertà vale meno). Tale schema di ragionamento è infatti identico (anche se nei risvolti men grave, ve lo concedo) a quello dei totalitari di ogni epoca e a quello di chi ancora oggi dice che una certa cultura sarebbe meno importante di un'altra e sarebbero quiindi accettabili limitazioni alla libertà (considerata non fondamentale) delle persone che la seguono.

Quanto alla vostra visione del sesso, della bellezza e dell'amore, ho già scritto a lungo sul mio blog circa le motivazioni per cui non la considero fondata e ritengo invece che chi non voglia vivere infelicemente illuso dalla natura e dalle donne debba piuttosto seguire Schopenhauer ed accontentarsi di vivere "sopportabilmente". Per l'appagamento sensitivo del naturale disio di bellezza e di piacere ho scelto le escort, e per quello intellettivo la sublimazione poetica e l'estasi artistica (non seguo la via "eroica" del nirvana, ma quella più "normale" dell'Arte di essere felici). Il bisogno "sentimentale" può per me essere appagato dall'amicizia (che al contrario dell'amore è il sentimento proprio dell'essere umano).
Si tratta però di temi assai personali, su cui non ha nemmeno senso pretendere ragione da altri. Ha però senso pretendere di poter seguire la PROPRIA visione, e non quella imposta dalla manuela di turno.

Se volete ascoltarmi (poi credo non posterò più qua, visto il clima) vi spiego perché detesto chi non riconosce il sesso fra i bisogni naturali (pur dovendo per forza di cose, di scienza, o di esperienza, sapere che è tale, anche per chi non è né drogato né malato, naturalmente, al pari del cibo, del sonno, del riparo) e considero Manuela una terrorista. Per questo non desidero dialogare né con voi né con lei, ma nondimeno esprimo il mio pensiero (come già ho fatto su ef), sia per soddisfazione intima, sia nella speranza di dare conforto a chi, magari un domani, leggendomi, proverà una certa (anche se non celeste) "corrispondenza di sensi".

Una società EMANCIPATA deve far sì che per soddisfare i propri bisogni gli individui non siano tiranneggiati da altri, i quali, rendendo difficilmente appagabile un certo bisogno, potrebbero pretendere in cambio del suo soddisfacimento ogni cosa, a proprio capriccio, oppure potrebbero ingannare, irridere, umiliare o opprimere in ogni dove tramite la promessa o il miraggio della "concessione".

Non mi dico costretto nel corteggiamento, ma certo se non avessi l’alternativa delle donne a pagamento urlerei a gran voce la mancanza di libertà di scelta: allora sì sarei costretto a corteggiare, e per me sarebbe un “dovere” insopportabile. Preferirei la morte. Penso che lotterei fino all’ultimo, pur di mantenere viva la possibilità del meretricio.
Senza di esso sarei costretto a recitare sempre da seduttore per compiacere la loro vanagloria o da giullare per farle divertire (magari lasciandole irridere al mio desiderio profondo e alla parte più intima e vera di me), ed esse potrebbero costringermi così a compiere qualsiasi cosa, in pensieri, parole, opere, ed avere tutto da me in cambio della sola speranza. In ogni caso dovrei farmi cavalier servente per relazionarmi con loro (ed avere dunque un principio di speranza), o comunque avrei l'obbligo di "fare qualcosa", magari anche in forme moderne ed anticonvenzionali, per compiacerle, mentre loro sarebbero apprezzate e disiate a priori e quindi, le guardarei sempre dal basso verso l'alto, non vi sarebbe nulla di paritario nella sessualità, e da lì in tuttot (mediante i ben noti meccanismi psicoanalitici).

Anche in tutti i campi della vita umana, se non esistesse la possibilità del "commercio" e gli individui, per appagare i propri bisogni e i propri desideri, dovessero ricorrere o alla coercizione violenta o alla supplica, il mondo diverrebbe una giungla, o una corte rinascimentale (che è anche peggio, come insegna la "selva incantata" dell'Orlando Furioso). La Democrazia è altro.

Non si può essere costretti a fare ciò che ci mette a disagio. A volte il soddisfare (o il tentare di) i propri bisogni naturali potrebbe (come spiegato sopra) provocare profonde ferite emotive (ciò che è normale per gli altri animali, protesi alla vita senza altro scopo, può risultare causa di infelicità nell'uomo, che, proprio per il maggior grado di autocoscienza raggiunto, ha fini diversi e sensibilità tutte individuali). Se si intuisce ciò, è giusto che si possa evitare il dolore psicologico, la paura della quasi certa delusione e la vulnerabilità alla possibile umiliazione pubblica o privata e al capriccio delle varie "stronze", e, in genere, l'ossessione del "corteggiamento" (quando è l'unico modo).

Io non odierò né le donne che pretendono "la corte", né quelle che pretendono "la busta", finché mi sarà consentito di scegliere le une o le altre (io preferisco di gran lunga le seconde). Detesto invece profondamente e cerco di eliminare materialmente (ed idealmente) tutte quelle persone che vorrebbero impedirmi di ottenere i favori femminili offrendo la busta, giacché esse limitano il mio agire ed il mio pensare, mi impediscono di seguire la via da me scelta per vivere in maniera serena ed autarchica, meno infelicemente possibile, e sono causa di potenziali infiniti patimenti.

Le pene amatorie sono naturali ma non necessarie. Soprattutto nella società evoluta, dotata di prostituzione, sono evitabilissime. Pretendere che un uomo le viva ugualmente è ingiustificabile da parte di chi, per natura, non le deve soffrire (o, almeno, non nella stessa misura "ordinaria" data dal dover tentare n volte per sperare che la n+1 esima sia quella giusta, ben sapendo che la probabilità è minima, giacché non si può pretendere di essere graditi proprio a chi ci attira al primo sguardo, o di possedere le doti in grado di conquistarla o anche solo, possedendole, di avere l'occasione per mostrarle, e quindi andando incontro alla delusione reiterata). Sarebbe come se un sano dicesse ad un malato di accettare le sofferenze ed anche la morte per malattia, dato che è tutto naturale (rafforza la specie). Peccato che quando quello stesso che era sano si ammala, non accetti di soffrire e morire come in natura, ma voglia essere curato.

Sono convinto che il corteggiamento abbia una componente naturale ed anche piacevole ed appagante (il simmetrico della seduzione, il modo complementare che il maschio ha per rendersi gradito e disiato e degno di stare accanto alla bellezze femminile). La crudeltà è solo nella selezione e nella competizione. In natura però non esistono l'inganno perpetrato scientemente, la malvagità, il ferire intimamente per vanagloria o per capriccio o gratuita dimostrazione di preminenza, o la voglia di umiliare ed irridere in pubblico o in privato o render ridicolo il prossimo nel suo desiderio davanti a sé o agli altri.
Dato che tali doti sono invece massimamente sviluppate nell'animo umano (specie nel raffinato intelletto femmineo) un uomo saggio evita tutte le situazioni in cui il privilegio naturale (e sociale) della donna potrebbe permetterle di esplicarle massimamente a suo danno.

Talune femmine sostengono invece che le disparità, le fatiche, le pene, gli affanni e persiono le delusioni reiterate e le frustrazioni, del corteggiamento, essendo naturali, come tali debbano essere affrontate. Anche la difficoltà di reperire cibo, però, sarebbe naturale, così come quella di deperire per non averlo trovato o per malattia: ciò non significa che l'uomo saggio non debba organizzarsi per risolvere facilmente il problema della fame, senza dover penare ogni volta. Anche il bisogno di riparo, la sete e il sonno sono impegnativi da appagare in natura, ma la società si dice evoluta proprio perché, grazie alla sua organizzazione, all'efficienza tecnica, alle differenze sociali ed alla suddivisione dei ruoli e delle classi, permette all'uomo di appagare senza sforzo i propri bisogni naturali. Certo, così come in natura, nulla è gratis: tutto si paga.
Ossia si fatica altrove (dove si sceglie di faticare, nel lavoro più congeniale alle nostre doti e al nostro temperamento) per non dover soffrire e penare direttamente nel bisogno naturale (che si soddisfa semplicemente pagando). Sarebbe ben triste si dovesse perder tutti il tempo dietro al cibo ! Per fortuna ci sono i ristoranti ed il cibo non è certo meno gustoso di quello che ci si potrebbe preparare cacciando da soli e cucinando (cosa che si può fare al massimo la domenica, ma non certo tutte le volte che si ha fame).
Ogni tentativo di mostrare che sia giusto il contrario risulta soltanto una scoperta e ingenua modalità femminea di mantenere il privilegio naturale ad un livello eccessivo ed innaturale, in quanto esteso alla sfera del sentire e del pensare (che gli animali non autocoscienti non hanno), ove la sofferenza da fisica si fa psicologica, il ferimento intimo ed emotivo, l'inappagamento da fisico diviene mentale e, se reiterato, degenera in disagio non più solo sessuale ma esistenziale, con anche il rischio di generare ossessione (nella quale non vi sono né libertà né possibilità di agire lucidamente in imprese grandi e belle).
Fin qui è quanto sento. Mi si può giudicare male, o anche malato, ma non si può costringermi a cambiare idea, visione del mondo o a pretendere con forza di legge che muti la mia filosofia di vita, i miei comportamenti privati e sessuali, e le mie scelte esistenziali, giacché ciò non è argomento di legge per uno stato liberale. Quindi, pur se la mia visione è soggettiva, il diritto di comportarmi di conseguenza (fino a quando non ledo la corrispondente libertà altrui) deve essere considerato oggettivamente valido. Io non accetto di essere "rettificato" o "migliorato" o "reso felice" o "ricondotto alla verità" da una norma di legge. Preferisco "sbagliare" in piena libertà. Non si può, con la scusa di considerarmi magari "malato" o "deviato", rinchiudermi in una cella o in un centro di rieducazione solo perché la mia vita è improntata a una filosofia diversa da quella considerata "accettabile" dallo "stato etico", giacché ciò è un sistema da regime totalitario (e non cambia se esso si ricopra di parvenze "politicamente corrette") pronto a distruggere tutto quanto non rientri nei suoi piani di dominio delle coscienze e di controllo sociale. Non si può considerare illegittimo qualcosa che riguarda la vita privata e sessuale di adulti consenzienti e non danneggia oggettivamente e sensibilimente il prossimo. Farlo equivale a voler imporre la propria visione morale o religiosa, come infatti fanno i terroristi (e, a livello più sottile, tanto i preti quanto le femministe).
Le femmine che vorrebbero eliminare per l'uomo la possibilità di compensare la disparità naturale nella sessualità pagando il biglietto non vogliono più soltanto, come le donne che rispetto, mettere legittimamente a frutto un privilegio di natura (magari con chiarezza, consensualità e senza inganni, come le escort) allo stesso modo in cui altre persone decidono di sfruttare economicamente o sentimentalmente altre doti innate, ma vogliono tramite il desiderio naturale instaurare una loro tirannia, e perciò non sono più donne, bensì terroriste (vogliono terrorizzare l'uomo prospettandogli un'esistenza da trascorrere nella sempiterna frustrazione del suo NATURALE bisogno di bellezza e di piacere, giacché l'inappagamento finirebbe per renderlo esistenzialmetne infelice e per permettere alle poche donne belle di sfruttarlo per illuderlo, deriderlo, sbeffeggiarlo, renderlo ridicolo davanti a se stesso o agli altri, deriderlo nel profondo del desiderio, umiliarlo intimamente o pubblicamente, sbranarlo economicamente e sentimentalmente o opprimerlo, e alle tante brutte di tiranneggiarlo comunque, una volta svanita per disparità di numeri e desiderio e proibizione legale della prostituzione la possiblità di raggiungere le altre).
In quanto tali non meritano alcuna forma di rispetto e devono essere osteggiate senza tregua da ogni uomo che oltre agli attributi virili abbia anche un cervello funzionante. Chi non lo fa si rende complice di una futura possibile catastrofe per tutti, e quindi, non ho tema a dirlo, meriterebbe una scarica di piombo nella schiena quale traditore.

ADDIO DALLA SUBLIME PORTA

P.S.
Interessante notare come classifichiate fra i terroristi coloro che si "aggregano per idee" (indipendentementa da quali esse siano). Difatti i liberticidi e i tiranni definivano così i "patrioti carbonari", che appunto si riunivano per idee. Scusate tutti per i toni accesi, ma se accettate la verve femminile dovete accettare anche quella maschile: io sono sempre stato un interventista ("infranse alfin l'italico valore le forche e l'armi dell'Impiccatore"), un ammiratore di Nazario Sauro, uno di quelli che ama "mettere al muro gli impiccatori" (e i loro complici). I "neutralisti", quelli che in nome della pace e del rispetto (malinteso) lasciano distruggere gli interessi (presenti e futuri) propri e dei loro fratelli, mi fanno solo schifo, anche se indossano la toga (sono della stessa pasta di quelli che condannarono per "vilipendio agli Imperi Centrali" i giovani dannunziani nel periodo precedente al Maggio 1915). Che emettano pure le loro condanne. Buone, direbbe Sua Maestà Vittorio Emanuele, nemmeno per pulirsi il deretano, perché c'è l'inchiostro.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Che brutto vedere due persone intelligenti (e che stimo) che litigano solo perche' hanno una diversa visione della vita.

I discorsi lapidari e che non lasciano spazio a replica con l' ADDIO finale li vedo piu' adatti ai bimbi, scusatemi Sultano ma quando fate cosi' ne rimango affranta.

Il confronto delle idee ed all'occorrenza anche il "piegarsi" alla ragione altrui (anche se cio' puo' significare un duro colpo al nostro orgoglio) e' l'unico modo che abbiamo per "convivere" e per non arrivare inevitabilmente all'olocausto.

Permettetemi per una volta di parlare da Ungherese e da persona la cui famiglia era in piazza nel 1956 a Budapest: se non ci fossero stati i carri armati tutti quanti (Manuela o Sultano o Gullich) avrebbero pututo esprimere liberamente le loro idee.
La liberta' non si uccide con le parole o con le discussioni, si uccide con i cannoni, con gli stadi cileni, con le torture fisiche e psicologiche.

Viviamo fortunatamente in un periodo in cui (almeno in Europa occidentale) tutto questo e' assente.

Utilizziamo cio che abbiamo per migliorarci e non per trasformarci in "crociati, ne' dall'una ne' dall'altra parte.

Sultano, vi prego di non abbandonare il campo perche', vi assicuro, nessuno attenta alla vostra liberta' di scelta.

Del resto anche Manuela ha diritto, fintanto che non arrivera' ad usare i carri armati, le minacce fisiche, i blog diffamatori, i furti di email private (che ben abbiamo potuto vivere nelle scorse settimane), a dire qual e' il suo pensiero.

Non diamo la colpa a Carlo Marx di come hanno applicato la sua filosofia in Cambogia, ne' diamo la colpa a Maometto per il terrorismo dei fondamentalisti islamici di oggi.

Ogni filosofia puo' essere USATA a doppio taglio e sono certa che anche le idee di Manuela (come le vostre e quelle di Gullich), quando espresse con pacatezza e riflessione portano in se' il seme della buona fede.

Tolleranza innanzi tutto.

gullich ha detto...

quoto chiara.

ho espresso una mia idea, ma credo non passasse inosservata la premessa, ovvero quanto al sesso a pagamento sono liberista: ognuno faccia ciò che crede.

di manuela ho colto aspetti interessanti, non sono fine esegeta della stessa tanto da analizzare riga per riga e non so se quanto dice il Sultano sia effettivamente così estremo (nè ho tempo e voglia di andarmi a rileggere tutto, sia di manuela che di colui che scrive tediosissimi pamphlet :-)

il mio era un confronto tranquillo e pacato. sono be conscio del valore delle idee, e quando parlo di nazismo nelle aggregazione delle idee non mi rifersco a movimenti culturali ma a chi definisce terrorista qualcuno e da eliminare fisicamente.

di ciò, caro sultano, non mi concerà neanche se scrive otto treccani l'una dietro l'altra.

per il resto sono qui a confrontarmi, se vuole.

se invece vuole adottare la teoria bush (ma non me lo paragoni al macchiavelli, che le reliquie di costui sobbalzano nell'urna) liberissimo di fare plateali addii.

la crescita si alimenta con il copnfronto, comunque.... non con l'abbandono.

abbiamo sicuramente idee diverse del bene, della donna e del bello.
liberissimo di trovare la vera essenza della vita in una escort.

Non venga però a propugnare tesi che sarebbe l'unico vero bello, e l'unico senso in questa vita poichè le auguro vivamente di provare altro se sino ad oggi non le è capitato e soprattutto alimenta la mia ammirazione per manuela...

il sesso può essere gioia, noia, divertimento, piacere passione ed anche dolore. Non ha una sola connotazione. Non ha un solo senso, tantomeno escortistico.
Ma solo una reale profonda assoluta e totale condivisione con l'altra parte lo rende una esperienza unica nella vita di un essre umano.

La avviso che se ora mi da del figlio di maria mi incazzo profondamente :-))))) poichè il sottoscritto è notioriamente un mangiapreti....

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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