lunedì 1 gennaio 2007

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Il neo colonialismo ed i frigoriferi ungheresi


Non entro approfonditamente nel merito della questione "politico-affaristica" che ha spinto l'Unione Europea ad accettare al suo interno un Paese come la Romania in cui, dopo il colpo di stato dell'89 ad opera della Securitate, trecento persone si dividono una ricchezza pari all'intero PIL della nazione, nella quale la corruzione dilaga a tutti i livelli e la popolazione e' costretta, per poter campare, ai lavori piu' umili e sottopagati (a tal proposito vorrei far notare che molti "bravi" imprenditori italiani hanno trasferito proprio in quel Paese la loro attivita' e si comportano come veri e propri schiavisti protetti dal sistema e dai loro "agganci" politici).

Ovvio che accettare di far entrare la Turchia, essenziale per il ruolo "strategico" e di contatto con il mondo musulmano, senza far entrare anche Bulgaria e Romania (nuovi membri dell'alleanza N.A.T.O dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia) sarebbe apparso "politicamente" e militarmente sconveniente.
Tanto poi, a pagarne le conseguenze economiche, non saranno ne' i politici affaristi di Strasburgo, ne' gli imprenditori che in quei paesi sfruttano la mano d'opera, ne', tanto meno, quei 300 oligarchi che gestiscono il petrolio rumeno.
Saranno i cittadini europei a pagarne lo scotto, che' verranno spremuti fiscalmente nei prossimi anni, "convinti" mediaticamente su quanto cio' debba essere fatto nell'interesse GENERALE... (qui ci vorrebbe un emoticon che ride...)
Ma il post in questione mi ha colpita anche per un'altro motivo: la bassezza morale di chi inneggia a tale avvenimento solo perche' potra' avere la possibilita' di scopare delle poverette che arriveranno qua spinte dal bisogno.
Quello di "sfruttare" le popolazioni al solo fine di ottenere vantaggi e' il tipico metodo "colonialista" che ormai sta riprendendo vigore in seguito ad una globalizzazione dominata dalle multinazionali e dal potere mediatico.
Personalmente resto "schifata" da chi offende la dignita' di persone trattandole da pezzenti morte di fame e quando leggo certe ammissioni (anche se scritte in forma scherzosa) non posso che simpatizzare con quelle mie connazionali che, una volta presi i soldi del cliente, si comportano come frigoriferi.
Lo so che non e' bello ma l'impulso emotivo che provo e' questo.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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