sabato 27 gennaio 2007

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Il Diavolo fa le pentole e non i coperchi


Prendo spunto da un topic letto in un forum (Il Malocchio) per parlare dello sgomento che prende un uomo allorquando, venendo smascherato dalla consorte a proposito dei suoi tradimenti , si accorge di quanto effimero sia in effetti tutto cio' a cui fino ad un momento prima aveva dato valore (escort, amanti, appuntamenti, cazzeggiamenti sui forum, recensioni, eccetera).

Quando la frittata e' fatta e rischia di rompere una situazione familiare stabile e magari (anche se non se ne rendeva conto) appagante, allora il "leone puttaniere" torna ad essere un agnellino e s'interroga su quanto sia stato producente e fruttifero un suo determinato comportamento.

Il tradimento in se' e' sempre una cosa meschina per chi lo mette in atto ed alla fine fa perdere il gusto persino per cio' che dovrebbe essere l'oggetto del desiderio.

Se si crede di voler bene ad una persona non ci sono "scariche ormonali" che possano prevalere... non ci sono sfizi o giochi goliardici che tengano... c'e' solo un inganno premeditato che, nel momento in cui viene messo in atto, diviene motivo piu' di angoscia che di esaltazione.

Cio' che sedimenta in fondo al cuore dopo aver tradito (sia a pagamento, sia con chi si puo' trovare occasionalmente al bar, sul posto di lavoro o per la strada) e' solo tanta amarezza.

Se questo e' cio' che un uomo prova alla fine di un incontro con una prostituta, ma allo stesso tempo non riesce a smettere, allora e' schiavo di un "vizio" e con questo dovrebbe confrontarsi.

Se invece non prova cio' che ho descritto, ma dopo aver tradito si sente esaltato e desideroso di raccontare la propria esperienza ripromettendosi di ripeterla per un numero infinito di volte, allora significa che farebbe bene a prendere coscienza di cio' iniziando un percorso di progressiva riconquista di un'indipendenza emotiva e familiare, perche' della sua compagna non gli importa piu' un gran che.

Io preferirei stare da sola piuttosto che con un uomo che inganno o che mi inganna: e' una questione di rispetto per me stessa e se non ho problemi a vivere bene da sola, mi sarebbe impossibile farlo avendo perduto tale rispetto.

2 commenti :

Willyco ha detto...

Perché? E perché no?
Con la mia compagna le cose stavano cambiando. Compagna, prima che moglie, perché è nella discussione sulle cose, sui problemi, sulle prospettive che si trovava, prima di tutto, un momento di unione, di interesse e di arricchimento reciproco. Poi, man mano, la riflessione ed il consiglio disinteressato ma attento erano venuti meno. Le risposte erano state sempre più stereotipate, come se il problema discusso fosse quello di un estraneo di cui poco o nulla ci importa. Ultimamente, poi, le discussioni erano diventate banali: chiacchiere da bar scambiate ad un tavolo di un ristorante di tendenza. Discutere dei miei problemi, o dei nostri, era diventato irritante: il punto di partenza era il luogo comune più trito; il metodo era la negazione del buon senso. Gli argomenti di conversazione erano cambiati: non più noi, ma loro. La mostra, il concerto, le vacanze, il cibo…Le ore sul posto di lavoro aumentavano più del lavoro, per evitare i silenzi in casa; l’imbarazzo di una carezza data per abitudine. Poi, mentre ammazzavo il tempo in rete, la scoperta del sito di una escort: guarda, a Milano. Sono a Milano giusto giovedì…Il matrimonio? Due vite parallele che si incontrano per gestire problemi logistici. Tre giovedì fa rientro in casa dopo aver acquistato i giornali; mia moglie sta finendo di vestirsi, e vedo che sotto ai soliti calzoni ha indossato le autoreggenti. Penso…nulla. Qualche giorno dopo mi accorgo che lo ha rifatto. E’…giovedì, sì, è ancora giovedì. Anche questo giovedì, ho notato, ha indossato le autoreggenti sotto ai calzoni. E per la prima volta, dopo due anni, le ho sorriso sinceramene ed ho provato per lei una tenerezza che temevo di non ritrovare più. Divertiti, bambina. Se puoi.

gullich ha detto...

posto che ognuno trova il proprio equilibrio dove meglio crede, quindi non esprimo alcun giudizio sul punto....

io non riuscirei comunque a pensare "divertiti".

concordo con chiara. stare insieme ha un sesno se c'è un progetto, una destinazione comune. In quel caso posso anche notare quanto è gnocca una per la strada, ma me ne importerà una bf.

se ho pulsioni ormonali dirette all'esterno, rectius, quando le ho avute... ho preso atto che il mio matrimonio - o quel che era - non funzionava.

oggi sto con qualcuno solo se c'è coesione (mentale, fisica, emotiva... cose che -insieme - si incontrano assai raramente).

se così non è, che ognuno si diverta da solo. su binari diversi.

io "divertiti bambina" non riesco a pensarlo neanche oggi della mia ex moglie, da cui sono separato da dieci anni, a cui voglio comunque bene per aver condiviso un bel pezzo di vita... ma quando la vedo surfare sulla vita e pasticciare mi fa assai malinconia.

senza moralismo e senza giudizio, credo che la meta vera dell'uomo sia stare bene, sereno ed appagato vicino a qualcuno, non saltare qua e la.

solo che è spesso illusorio quanto un'oasi nel deserto, e allora ci concediamo qualche bevuta con escort e colleghe perchè attraversare le dune soli e solo con le proprie scorte d'acqua, consapevoli di esser soli sembra più difficile.

mi ha colpito la frase di chiara "e se non ho problemi a vivere bene da sola, mi sarebbe impossibile farlo avendo perduto tale rispetto".

vivere soli, bene ed in pace, non è facile... ma molto bello. e rende bello il viaggio verso qualcuno che verrà, oltre che verso se stessi :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

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