lunedì 15 gennaio 2007

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Il cigno e l'anatroccolo


“…Arrivo’ la primavera e lui usci’ dalla sua tana diventata ormai piccola, e specchiandosi nell'acqua il brutto anatroccolo si accorse che era diventato un bellissimo cigno bianco.”
“ Allora alla fine riesce a volare , mamma?"
“Certo che ci riesce, e’ un cigno! E con le sue forti ali puo’ arrivare ovunque”
“Io invece non riusciro’ mai a volare… sono brutta…”
Ma che dici, Tündi? Tu sei bellissima! Chi ti dice che sei brutta?"
“Gli altri bambini, mamma… dicono che non sono come le altre… dicono che sono brutta… mi dicono zingara! ZINGARA! ZINGARA!!!... "

Si sveglio’ con il cuore che le batteva impazzito.
Angoscia… gola secca… voglia di bere.
Un sogno! Era stato solo un sogno.
Guardo’ l’ora: le tre e mezza!
Le faceva male la testa ed una sensazione di nausea.
Non avrebbe dovuto bere tutto quel vino a cena.
Stephan dormiva profondamente. Sul braccio, reclinato fuori dalla sponda del letto, spiccava un tatuaggio: uno scudo sormontato da una spada che trafiggeva un cerchio sul quale era impressa una “A” circondata da una corona d’alloro.
Apri’ il frigobar e cerco’ la bottiglia dell’acqua. Ne bevve avidamente fino a che resto’ senza fiato.
Che strano sogno. Sicuramente sarebbe stato materiale per il lavoro di uno psicanalista. Non ricordava che quella fiaba le fosse stata raccontata da sua madre.
E poi perche’ era cosi’ agitata?
Non riusciva a spiegarselo… o forse si'. Non la vedeva ormai da due anni, cioe' da quando Stephan l'aveva portata con se'.
Torno’ a letto. Avrebbe desiderato svegliarlo. Aveva un gran bisogno di sentirsi dire che era bella: la piu’ bella di tutte.
Lui le avrebbe detto le parole che lei desiderava e lei gli si sarebbe accoccolata, stretta come sempre.
Non oso’ farlo, ma quel calore di uomo le dono’ ugualmente la serenita’ per riaddormentarsi.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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