«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

mercoledì 31 gennaio 2007

0
comments
I cyberpappa


Credo di essere stata la prima ragazza in Italia (o forse una fra le prime), ai tempi in cui internet stava diventando un mezzo di comunicazione e pubblicitario abbastanza diffuso, a creare un sito web "personale" sul quale propormi come escort.

Era il 1998 e mi ricordo che molte delle modelle che si proponevano come escort per un certo livello di clientela, erano solite mettere annunci tramite i quotidiani italiani ed esteri, con la classica sigla che precedeva il messaggio "A.A.A.", oppure lavorando per agenzie che mostravano ai clienti i book fotografici.

Non parlero' delle agenzie che', ovviamente, operavano al limite della legalita' commettendo palesemente il reato di favoreggiamento, ma gli annunci sui quotidiani si dividevano in due fasce: quelli fatti e gestiti direttamente dalle ragazze e quelli invece in cui pensava a tutto "qualcun altro".

Questo "qualcun altro" era a volte il compagno innamorato della ragazza oppure un improvvisato "manager" che metteva a disposizione il suo documento (le testate editoriali richiedevano i dati anagrafici ed il numero fiscale per pubblicare un annuncio), in cambio di una percentuale sull'incasso oppure in cambio di "favori sessuali" gratuiti.

Compresi immediatamente che con internet qualsiasi ragazza avrebbe potuto rendersi indipendente sia dalle agenzie che dai "manager improvvisati" ed allo stesso tempo poteva abbassare notevolmente i costi di pubblicita' (un annuncio sul Corsera costava circa 500.000 alla settimana... per non parlare dei costi sull' Herald Tribune!), soprattutto se era abile a smanettare in HTLM e poteva fare a meno del webmaster.

Quando uscii quindi con il mio sito web, emulazione di quello di Elisabeth di Sidney e di altre ragazze anglosassoni che gia da mesi stavano usando il mezzo informatico), arrangiato, grezzo ma efficace in cui mostravo le mie foto (se pur a volto coperto), ritenni di aver realizzato un piccolo "capolavoro"... soprattutto per quanto riguardava la vera cosa che m'interessava: la mia indipendenza.

Ho sempre osteggiato coloro che hanno sempre "tentato" d'inserirsi negli "affari" personali delle ragazze che esercitano il meretricio poiche' tale professione, secondo me, non contempla la "collaborazione" con intermediari (uomini o donne che possano essere)... almeno non in una realta' come quella italiana in cui tali personaggi, da sempre, assomigliano piu' a squallidi approfittatori che a reali manager.

Le ragioni per le quali in Italia i comportamenti di tali individui sono piu' simili a quelli illeciti degli "usurai" che a quelli leciti delle "banche" sono da ricercarsi nella legge Merlin la quale ha tramutato la professione di prostituta (e tutto cio' che ci gira intorno) alla stregua di un'attivita' criminale al pari dello spaccio di droga.

Ed ovviamente in questo giro "borderline" spesso bazzicano personaggi di dubbia statura morale che si "arrangiano" a cercare di spennare qualche povera fessa spacciando le loro competenze per "essenziali" ed "insostituibili".

Oggi parlare di siti web indipendenti pare quasi anacronistico, dato che 8-9 anni nell'epoca di Bill Gates rappresentano un arco temporale enorme, ma tutt'oggi rilevo che "quei personaggi", gli spiantati in cerca delle "fesse da spennare", i "manager-usurai", i cyberpappa hanno ancora vita facile... anche se tentano di "riciclarsi" come "amici disinteressati".

Per esempio, come lo classifichereste uno che intestasse a suo nome un sito web di una prostituta?

Nessun commento:

Post Recenti

Commenti recenti

Blogroll

«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Meteo Tokaj

Offline...

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Misura la forza della tua Password

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

LinkWithin