domenica 14 gennaio 2007

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Fra club prive' ed incontri occasionali


Non ho mai amato i club prive'. In quei luoghi ho sempre avvertito lo sgradevole odore del sudore misto a quello della gomma dei profilattici e all’acre fragranza del sesso, sia maschile che femminile; una sensazione di scarsa igiene sufficiente a far sparire ogni accenno di desiderio sessuale. Eppure c’e’ stato un periodo in cui, a Milano, ce n’erano alcuni veramente di livello alto, frequentati da bella gente e non certo da ragazzetti o da sfigati alla ricerca di facile trasgressione.

Ero da poco giunta in Italia e per un brevissimo periodo mi sono legata ad un compagno che amava portarmi in questi posti. Forse lo faceva per esibirmi o forse era realmente un gioco che lo intrigava. In ogni caso, pur non amando quel genere d’ambienti, qualche volta lo accontentavo. Devo dire, comunque, che le volte in cui accadeva, ed accettavamo lo scambio di partner con altre coppie, entrambi ci rimettevamo nel cambio, sempre. E questo era cio' che non comprendevo: perche’ cambiare il mio ragazzo, un bell’uomo, atletico, pulito, bravissimo a letto, per scopare con un qualsiasi mediocre sconosciuto? Inoltre, perche’ fare gratis cio’ che facevo usualmente con il mio lavoro di escort?

A me sembrava veramente una follia, e questo ho sempre cercato di spiegarglielo poiche' a guadagnarci erano sempre le altre coppie. Ma lui era come ossessionato da quel gioco e non c’era modo di farlo desistere. Cio' e’ stato anche uno dei motivi per i quali la nostra storia e’ finita.

Credo comunque che molte persone siano attratte dalla trasgressione legata al sesso occasionale con sconosciuti, e se non fosse stato per la mia professione, che mi portava normalmente a fare sesso con persone mai incontrate prima, molto probabilmente ne sarei stata attratta anch'io.

Invece “soffrivo” degli effetti collaterali del lavoro. Come quando mi capitava d'essere rimorchiata, alle feste oppure in discoteca o in qualche pub, da qualche bel ragazzo. Li’ per li’ ne ero anche attratta, mi prestavo alla conversazione, al corteggiamento, alle avances, e spesso l’alcool ci metteva del suo rendendomi piu’ disponibile all'approccio.

Ricordo che una volta fui “agganciata” da uno veramente splendido; forse il piu' bel ragazzo incontrato nella mia vita: uno di quei rari modelli-indossatori che non sono gay. Non lo sto a descrivere perche' si puo' benissimo immaginare com'era. A colpirmi furono essenzialmente i suoi lineamenti, forti, latini, come piacciono a me, ma soprattutto aveva quella parlantina sciolta che riusciva ad ipnotizzare, senza essere prolisso e noioso come la maggior parte degli uomini che frequentavo. Tanto che, nonostante il mio carattere che, di solito, tende a “mangiarsi” l’interlocutore, quella volta mi arresi piacevolmente alla conversazione ed alla conquista.

Emanava una sensazione di pulito e di sano vigore, ma forse era l'effetto di cio’ che stavo bevendo a crearmi nella mente strane immagini in cui mi vedevo con lui che mi stringeva forte in un letto, instillandomi la curiosita’ di verificare come sarebbe stato veramente. Accettai quindi il suo invito quando mi propose di uscire dal locale, ben sapendo dove saremmo finiti. Dove infatti finimmo.

Nella sua stanza d'hotel, dopo l’immancabile doccia, ci abbandonammo ai nostri giochi nel letto. Solo che a quel punto ebbi una strana sensazione: era come se stessi lavorando. Si', insomma, non so come spiegarlo, lo so che e’ strano, ma la sensazione fu quella di stare con un cliente. Tutto quanto, l'ambiente, l’odore nella stanza, il mobilio, la presenza degli asciugamani buttati li’ da una parte, le luci, l’aria condizionata, lo stare in quella situazione, ogni cosa, mi ricordava uno dei miei soliti incontri di lavoro. Certo lui era un bel ragazzo, ma anche alcuni miei clienti lo erano. Inoltre, dico la verita', non era neppure cosi’ vigoroso come lo avevo immaginato. In sostanza il tipo stava facendosi semplicemente una normale scopatina, esattamente come avrebbe fatto un qualsiasi cliente.

Solo una normalissima, banalissima, insipida, scopata!

Mi prese come un nodo alla gola: ero li’ in una situazione per me non nuova, con uno sconosciuto che mi stava addosso con tutto il suo peso, masturbandosi con il mio corpo in una stanza d’hotel, e... non ero pagata!

Decisi di concludere velocemente fingendo un orgasmo, cosicche' anche lui si sentisse libero di godere. Dopodiche', quando mi chiese di restare li’ fino al mattino, gia’ immaginai il solito risveglio dopo una notte insonne (che' con gli sconosciuti non sono mai riuscita a dormire bene), le solite coccole mattutine, il consueto servizietto orale... Insomma roba d’ordinaria amministrazione, e tutto senza essere pagata. Ripeto: SENZA ESSERE PAGATA!

Il nodo alla gola mi si strinse ancor piu’ forte. Trovai una scusa e in quattro e quattr'otto fuggii da quella stanza. Prima di uscire promisi che gli avrei telefonato, ma ovviamente questo non avvenne mai.

2 commenti :

gullich ha detto...

bel post, mi ha colpito.

rende benissimo il senso di languore che lascia il sesso a pagamento, seppure visto dall'altra sponda del fiume.

la differenza fra una bella, intima, intensa notte, fra chi ti stringe vigorosamente o con cui è bello addormentarsi vicino (oltre che far sesso) e l'insulsaggine del la scopata "blu tornado" o "brucomela" (gardaland docet).

Lilith ha detto...

Cara Klara
Il "disincanto" che tu hai provato nell'esperienza con il ragazzo a me l’ha invece procurata l’esperienza del club prive’.
Ricordo di essere andata, dopo mesi di opera di persuasione sul mio amante dell’epoca (eh si, me li trovavo un po’ timidi gli amanti, chissà perché mi ha sempre deliziato gustarmi l’adorabile mix di imbarazzo e eccitazione che riuscivo a provocare in loro...)
Era un bel locale, di classe, elegante. Molte coppie di bella presenza e pochi uomini soli. Ero elettrizzata, tesa (ma di quella tensione che ti fa respirare vita nell’aria), febbrilmente in “attesa” ..
Non so esattamente che mi aspettassi o cosa cercassi, ne’ quanto mi sarei potuta “spingere”..
So che ero curiosa. Molto. E il solo fatto che stavo cedendo a quella curiosità mi eccitava ed esaltava. Probabilmente pensavo che da un momento all’altro una coppia si sarebbe avvicinata a noi e che avremmo iniziato una conversazione stuzzicante, mi eccitava pensare di potere sperimentare una complicità con un’altra donna.
Invece.. da un momento all’altro la sala si svuotò, come se fosse suonata la campanella della reicreazione. Io e il mio amante ci guardammo e, dopo i primi istanti di stupore e perplessità, ci recammo nella zona prive’ dove verosimilmente erano andati tutti.
Un’accozzaglia di corpi nudi, sconosciuti e anonimi si stava accoppiando senza regole geometriche. Non c’erano sguardi di intesa, assonanze, armonie, nulla di nulla. Non avvertii nessuno stimolo erotico. Una sensazione di “interscambio” asettico semmai, di privazione totale di individualità e sessualità.
La scena aveva anche un nonsochè di surreale e comico, perché questo “carnaio” di corpi era circondato dagli uomini singoli, tutti con dei cazzetti mosci in mostra che si masturbavano inutilmente (perché continuavano a rimanere mosci) e vagavano attorno alla massa indistinta di carne. Questi singoli vaganti mi fecero pensare a degli alieni perché mi venne in mente il film “L’invasione degli ultracorpi”.
Senza dirci niente io e il mio amante ci prendemmo per mano e scappammo via. Ricordo che quella notte facemmo all’amore “come se non ci fosse stato un domani”.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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