sabato 13 gennaio 2007

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Foto tessera


Mi e’ capitato in mano un mio vecchio documento d’identita’.
Stavo frugando in un cassetto che non aprivo piu’ da anni, pieno di cose che credevo ormai dimenticate, ma delle quali, per qualche oscuro motivo, non ho mai voluto disfarmi.
Ed eccolo li’, e’ sbucato quasi per incanto.
Che strano!
Nella foto avro’ avuto circa 18 anni e la prima cosa che mi e’ venuta da dire e’ stata: "va’ la’ che faccia!"
Capelli diversi, trucco inesistente, occhi arrossati dal flash.
Difficile riconoscersi in una foto scattata in uno di quei “chioschetti” che si trovano normalmente nelle stazioni ferroviarie o della metropolitana.

Comunque, a parte la sorpresa di riscoprirsi in quella foto, cio’ mi ha fatto ricordare uno di quei raccontini buffi che si leggono nei nei forum.
Anni fa infatti ne lessi uno che si attaglia perfettamente alla situazione; ho provato a cercarlo sul web ma non v’e’ traccia.
Avendo pero’ ancora, nel mio archivio, la email con il post originale vorrei riproporlo qui.

Vi raccontero' di quando, per rinnovarmi il passaporto ho dovuto rifarmi la fototessera.
Avevo bisogno di qualcosa di piu' della solita fototessera scattata con un lampo nel buio in uno di quei chioschetti all'angolo della strada, un po' di piu' di quella striscetta con quattro istantanee che ti ritraggono con la faccia pallida e gli occhi sgranati come un ladro colto sul fatto.
Sono andato allora da un fotografo professionista per fare una foto che desse un'immagine piu' veritiera di me, un ritratto piu' professionale.
Il fotografo mi ha portato in uno sgabuzzino nel retro del negozio, mi ha fatto sedere di fronte a una macchina fotografica, mi ha aggiustato i capelli e mi ha detto: "Si metta in posa"
Mi sono chiesto quale fosse la posa migliore da assumere e ho deciso per una faccia rassicurante con testa inclinata di lato.
Il fotografo mi ha detto: "Raddrizzi la testa"
Poi ha soggiunto: "Inarchi leggermente la schiena e giri il viso piu' a destra."
Ho eseguito quell'esercizio da contorsionista.
Lui mi ha detto: "Sorrida" e io ho assunto un'espressione allegra, divertita e gioiosa.
Il fotografo mi ha guardato bene e ha esclamato: "Le ho detto di sorridere!"
Ho messo in mostra tutti i denti e lui, poco prima di scattare, ha soggiunto: "Si umetti le labbra."
Preso di contropiede mi sono detto: "Che vuol dire?"
Poi, superato quell'attimo di panico, mi sono passato la lingua sulle labbra e lui ha scattato.
Cinque minuti dopo mi ha consegnato quattro foto che rappresentavano un essere ghignante tutto accartocciato su se stesso: mi mancava la gobba per essere Quasimodo o un numero sul petto per sembrare un ricercato dalla questura.
Ho pagato le foto, sono uscito e appena girato l'angolo le ho buttate in un cassonetto.
Piu' tardi, a notte fonda e col bavero dell'impermeabile alzato, ho raggiunto con passo furtivo il chioschetto per le fototessere all'angolo della strada, mi sono infilato dentro, ho messo monete per tre euro e la macchinetta mi ha sparato quattro flashes in faccia accecandomi.
Una volta fuori, ho preso le quattro fototessere che uscivano dalla fessura e finalmente ho rimirato una bella faccia distesa che mi guardava sorridente.
Mi sono sentito battere una mano sulla spalla: era un tale molto piu' giovane di me che mi pregava di consegnargli le sue fototessere scattate precedentemente.
Poco dopo sono uscite altre quattro foto, le mie, che ritraevano il solito Quasimodo ricercato dalla questura con il volto ghignante.
E sono rimasto li' a ripensare alla massima di Andre' Fossard: "Abbiamo una visione pittorica di noi stessi finche' non ci facciamo una fototessera."

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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