sabato 6 gennaio 2007

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Blog vs. Forum


“Scrivo quello che mi pare, non curandomi di scegliere espressioni che siano politicamente corrette. Chi e' portato ad indignarsi facilmente e' pregato di andare ad indignarsi altrove”. Questo si legge nel mio profilo. Il senso di quanto espresso e’ chiaro: in questo spazio e’ mia intenzione avere liberta’ assoluta di parola, esattamente come se fosse il mio diario… ed in fondo lo e’.
Potrei mai auto limitarmi nella scrittura di una pagina di un diario nella quale descrivo le mie esperienze, le mie sensazioni, le mie gioie oppure i miei dolori?
E se le mie sensazioni ed i miei pensieri fossero, in qualche modo, in connessione con con cio’ che accade altrove, per esempio un Club piuttosto che un forum, dovrei tacere?
Ammettiamo che io sia invitata in casa di qualcuno e che in quella casa io venga provocata ed insultata ma che il padrone di casa, per evitare litigi, mi chieda di non polemizzare… dovrei poi tacere nel mio diario cio’ che mi e’ stato impedito di dire in quella casa?
Io non credo, per cui ritengo che chi mi invita in casa sua debba anche accettare il fatto che “certi particolari argomenti” trattati alla sua tavola possano essere discussi anche qui.
Altrimenti ogni forum sarebbe da considerarsi come un’affiliazione segreta, una setta massonica in cui ogni tema che vi viene trattato e’ per statuto sottoposto a riservatezza.
Mi si configurerebbe quindi uno scenario in cui se fossi iscritta ad un forum di cucina, nel mio blog non potrei mai parlare di tagliatelle ai funghi o, nel caso di un forum di automobilismo, dovrei tacere sull’ultimo modello della Mercedes.
Dato che ogni forum, anche se diverso, agisce secondo schemi ben definiti e ripetitivi (in cui si insinuano elementi di gelosia, d’invidia, di rancore, d’antipatia e quanto di piu’ negativo possa esserci), l’integrazione fra gli iscritti spesso ha a che fare con le loro debolezze, con le loro manie, con i loro caratteri.
Alla fine di tutto cio’ il risultato sarebbe che, nel mio blog (cioe' nel mio diario), NON POTREI PIU' DIRE NULLA…
E questo non lo desidero.
Per cui, se proprio dovessi scegliere fra partecipare ad una comunita’ virtuale, che m’impone determinate regole di riservatezza, e la liberta’ di esprimermi in questo spazio, non avrei dubbi.
Vorrei ricordare a chi mi legge che, se apro il mio diario alla lettura pubblica, e’ solo una “concessione” che faccio agli altri e non viceversa, pertanto chi crede di avere dei motivi per agitarsi nel leggermi puo’ evitare di collegarsi alla mia pagina oppure (sempre se lo desidera) puo’ evitare d’invitarmi alla sua tavola se ritiene che io possa usarla come “fonte di pettegolezzi” per questo blog.
Una riflessione finale: a chi come me segue internet da anni non e’ sfuggita una cosa importante e cioe’ che i tempi dei forum, delle logge massoniche, dei club esclusivi, degli Admin dittatori (ed in alcuni casi pure corrotti), dei multinick, dei pisquani, dello sfogo psicotico delle frustrazioni attraverso la tastiera, delle millanterie, delle gare a chi ce l’ha piu’ lungo (fra gli uomini) oppure a chi ha le tette piu’ grosse (fra le donne)… insomma tutto quel mondo angosciante che gira intorno alle comunita’ virtuali in cui piu’ che discutere si litiga tutto il giorno, sta declinando a favore di spazi “personali” e ben definiti che sono i blog.
Ovviamente un blog richiede un grado di preparazione e di cultura superiore a quella richiesta ad un semplice frequentatore di forum.
Qui si devono avere argomenti e capacita’ di renderli interessanti e non solo rabbia ed invidia contornate d’ignoranza sufficienti a litigare nei forum.

5 commenti :

gullich ha detto...

forse hai ragione sui blog, anche se non tutte le comunità virtuali sono così deteriorate come alcune a tematiche specifiche dove il pisquanismo si esprime ai massimi livelli.

è sicuramente vero che il virtuale consente (si parli di modellismo, di alpinismo, fotografia, cucito o sesso) di tagliarsi addosso un abito che è diverso da quello che siamo e che è più simile a come gli altri vorremmo ci vedessero. La tematica specifica poi fa si che la comunità soffra in misura maggiore o minore del fenomeno.

però dei forum apprezzo la dialettica, almeno con alcuni frequentatori e sghindando le risse.

nel blog vedo molto il rischio del solipsismo e della autarchia. ovvero l'antitesi dei pregi della interazione virtuale.

pregi peraltro assai più apparenti che reali. le vere comunità sono ancora le piazze dei paesi (dove sono rimaste) o le cene fra amici, non l'asettico scambio fra tastiere.

ciao

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Grazie del commento Gullich.
In effetti il rischio di cui parli c'e'.
Io cerco, lasciando aperta la possibilita' di commentare, di interagire il piu' possibile con chi mi legge solo che, dopo i fatti di agosto dei quali tu sei a conoscenza, ho deciso di "tagliare" la mia interazione con i pisquani, i fomentatori, gli ipocriti, i fetidi e gli psicopatici in generale.
So che questo non e' possibile al 100% ma io ci provo.
Inoltre vorrei ricordare che non ho mai negato di aver scritto nei forum piu' per un'esigenza mia propria che per gli altri.
Il poter vedere le proprie parole, i propri concetti, le proprie opinioni "stampate" a schermo e sapere che queste vengono lette da altre persone, ha su di me un effetto diverso che non "parlarmi addosso" e mi aiuta anche ad elaborare i pensieri a posteriori, innescando un meccanismo di autoanalisi soddisfaciente.
Il blog, che e' come un diario ma allo stesso tempo che offre la possibilita' dinamica di reazione altrui, ottimizza questo meccanismo evitandomi di perdere l'80% del tempo nel difendermi dagli attacchi gratuiti di persone disturbate.
Inoltre e' un "deterrente" abbastanza efficace contro determinati personaggi squallidi che popolano il web e che nei forum possono compiere azioni malsane protetti dall'anonimato.
Le statistiche che ho, riguardanti i lettori del mio blog, sono confortanti e sempre in continua crescita; inoltre coloro che mi leggono sono "diffusi" un po' su tutto il globo e non localizzati solo in Italia, anche perche', come vedi, ho cercato di rendere questo spazio, sebbene scritto in italiano, il piu' internazionale possibile con un occhio di preferenza ai paesi che conosco meglio: quelli est europei.

Willyco ha detto...

SCusate se riprendo una mia vecchia considerazione: i tempi richiesti da uno scambio di opinioni sono molto diversi in un blog, in un forum o in una discussione in piazzetta.
Avere un diverso ritmo, un tempo di risposta diverso porta ad una diversa maniera di atteggiare il dialogo. Una risposta istantanea si addice ad evidenziare la spontaneità, ma il dialogo si svolge o su temi superficiali oppure attraverso l'enunciazione di pensieri "prefabbricati". Questi tempi di dialogo non si prestano alla discussione vera che presume che ciò che l'uno dice possa modificare il parere (non il solo modo di esprimersi) di chi si esprimerà dopo.
I ritmi del forum o del blog consentonoun'attività di pensiero più utile in questo senso.
Poi è chiaro che il blog può riportarci a schemi tipici del dialogo platonico.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ciao Willy, c'e' anche un'altra cosa che distingue un blog da un forum (soprattutto se il forum e' ad iscrizione esclusiva): il blog e' espressione delle persone CHIARE e che non temono di dire i loro pensieri pubblicamente mentre il forum esclusivo e' espressione di chi ama, sotto sotto, poter parlare e pettegolare senza che cio' possa trapelare all'esterno.
So che non per tutti i forum e' cosi' ma molti di quelli che ho potuto esaminare, soprattutto con argomento escorting o foremati da ex iscritti a forum con argomento escorting, hanno queste caratteristiche.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ah, dimenticavo... per coloro che non sanno come si coniuga il verbo SODDISFACIERE prego di andarsi a leggere questo post: QUI

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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