domenica 31 dicembre 2006

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Risposta di fine anno al Sultano


Gentile Sultano, rispondo alla Vostra LETTERA dopo averla attentamente letta, e per questo motivo aver rischiato anche di arrivare tardi al momento topico di stanotte :)))
Per non perdere quindi il brindisi di mezzanotte, ho dovuto "saltare" alcune parti. Posso comunque concordare su molti punti, anche se, sul seguente concetto, avrei qualcosa da obiettare:
"Prendere in giro per me spazia dal lanciare messaggi contraddittori o in un linguaggio non univoco o comprensibile solo da una parte, al provocare sessualmente per poi compiacersi del negarsi irridendo chi si è illuso, pubblicamente o intimamente.
Se si esasperano apposta le situazioni ed i comportamenti, quello che si rileva non è la misura vera dell’uomo, il suo comportamento sociale “all’ordinario”, ma il suo modo di divenire folle o di reagire all’offesa.
Non sempre l’ira e lo sdegno sono controllabili (pur non giustificando violenze o omicidi), e non sempre le azioni e i gesti rispecchiano l’intenzione vera, l’animo e la volontà delle persone (vi possono essere fraintendimenti, problemi di comunicazione, repentini cambiamenti di decisione che confondono o traggono in inganno, e lasciano capire l’otto per il diciotto ecc., frasi non chiare che possono essere lette in un certo modo lasciandosi trasportare ecc.). "

Ecco, alcune volte sono stata accusata di essermi comportata da "stronza" oppure di aver fatto pensare ad una mia eventuale "disponibilita'" solo perche' avevo una gonna un po' troppo corta oppure una scollatura audace... o solo perche', trasportata dall'ebrezza del vino, posso aver superato alcuni "limiti" senza aver poi "concesso" cio' che l'interlocutore si attendeva da me.
Purtroppo, a volte, il solo fatto di "esistere" puo' dare, ad un determinato tipo d'individuo psicologicamente instabile, la motivazione per prendersi alcune "liberta'" che possono non essere da me gradite in quel momento.
In tal caso ritengo che l'interlocutore, pur avendo pensato esattamente le stesse cose da voi espresse, si sia trovato in una situazione emozionale tutta propria e non certo "stimolata ad arte".
Anche se e' risaputo come una certa "civetteria" ci sia congeniale.

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Pensierino della notte


La nostra vita e' troppo breve per permetterci di non essere cio' che siamo.

Jó éjszakát!

31 Dicembre 2006

sabato 30 dicembre 2006

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Perche' detesto i multinick


Molte persone mi domandano il perche' di questa mia avversione nei confronti di coloro che utilizzano, in buona o in mala fede, nick doppi per scrivere nei forum e per relazionare in messenger.
Fin'ora ho sempre glissato sui reali motivi che mi hanno, da sempre, spinta ad osteggiare questi individui che reputo "malati", ma a questo punto ritengo doveroso spiegarlo.
Quando iniziai a frequentare le comunita’ virtuali (circa 6 anni fa), ero inesperta ed ingenua riguardo a tutto cio' che girava intorno ad internet, ai forum, alle chat.
Per capirlo basta pensare al modo in cui gestivo la mia connessione: senza l'uso di un proxy o di un anonimizzatore che mascherasse il mio indirizzo IP.
Oggi agisco in modo radicalmente diverso ma, come ho detto, 6 anni fa ero meno attenta, piu' spontanea e meno disincantata.
Soprattutto mi fidavo quasi immediatamente di coloro che mi si proponevano come amici, sia nei forum, sia nelle chat, sia in messenger.
E fu proprio in messenger che conobbi una persona piacevole, che si dimostro' subito carina e gentile, tanto da incuriosirmi ed indurmi ad intrattenere un ottimo rapporto impostato sulla fiducia e sulle confidenze reciproche.
A quel tempo, ricordo, che nei forum ero, come al solito, impegnata in lunghe ed estenuanti diatribe con i miei detrattori, i quali cercavano in tutti i modi di mettermi in cattiva luce nei confronti di tutta la comunita’.
In particolare c’era un individuo che era un vero fetido: mentiva, inventava storie assurde, insultava in modo pesante e spropositato.
Con il mio amico in messenger discutevamo spesso di questo fetido personaggio ed insieme concordavamo che ci trovavamo di fronte ad una personalita' leggermente disturbata che sfogava su di me le sue frustrazioni... frustrazioni delle quali noi non ne conoscevamo i motivi ma che erano evidenti dall’impegno e dall'astio che il personaggio (fetido) metteva in ogni suo intervento che riguardava la mia persona.
Passarono alcuni mesi; io avevo sempre piu' un buon rapporto con il mio amico di messenger e con lui mi intrattenevo raccontando di me in modo abbastanza ingenuo.
Un giorno, mentre chattavamo, a causa di un certo discorso, egli cadde in contraddizione... in un attimo mi si accese una lampadina ed io ebbi come l'impressione che mi stesse mentendo… anzi qualcosa di ancora piu’ inquietante.
La sensazione che provai fu talmente forte da restarne quasi disgustata… d’un tratto compresi che era “lui” il fetido personaggio.
Gli chiesi spiegazioni ma lui nego’ e continuo’ a negare anche quando io, risoluta, lo ricattai dicendo che se non mi avesse detto la verita’ io lo avrei, da quel momento, escluso dalle mie “amicizie”.
Tenendo fede a quel luogo comune che impone a chi e’ scoperto di “negare sempre tutto anche di fronte all’evidenza”, mi costrinse a chiudere i rapporti in modo molto brusco.
Le sue ultime parole furono: “anche se non mi credi ti comprendo… pero’ non potrai mai provare cio’ che affermi”.
Cio’ nonostante rimase in me una sensazione di disagio… in effetti, a quel tempo, ero cosi’ inesperta di internet, di indirizzi IP, di sniffer, di netstat, eccetera, che non avevo modo di dimostrare la mia certezza.
Restai nel dubbio per lungo tempo, fino al momento in cui mi giunse una email:

“Cara …… (i puntini indicano il mio vero nome – ndr), non so se faccio bene a scriverti e se tu leggerai il mio messaggio ma non me la sento piu’ d’ingannarti, e dato che fra noi (credo) c’e’ stata una bella amicizia, adesso chiusa per le ragioni che entrambi conosciamo, mi sento in dovere di dirti che cio’ che hai pensato era vero: io recitavo una doppia parte.
Te lo dico perche’ da questo momento spariro’ in modo definitivo dal web, da internet e dal mondo virtuale e non voglio che fra noi restino conti in sospeso.
Il mio non vuol essere un tentativo di riavvicinamento… si' e’ vero che in questi mesi mi sei mancata, mi sono mancati i lunghi momenti passati a chattare ed ancora con nostalgia ripenso a quanto erano piacevoli, ma mi sono reso conto di non aver agito in modo onesto.
La ragione per la quale non ti ho detto subito del mio “gioco” (perche’ di gioco si e’ trattato) e’ stata che in quel momento temevo che tu ne rimanessi ferita.
Ho contato sul fatto che tu non potessi dimostrare nulla di quanto affermavi… invece ho capito che quando ti metti in testa una cosa e’ difficile farti desistere e l’avvitarmi su me stesso non mi ha certamente aiutato a recuperare.
Ebbene ti confesso che tutto cio’ era nato come un gioco (il personaggio maligno intendo dire). Volevo verificare come ti saresti comportata interagendo con la stessa persona che usava un diverso modo d’approccio.
Poi, il gioco mi ha preso la mano: ho iniziato a divertirmi nell’usare l’altra personalita’ ed al momento in cui avrei dovuto “uccidere” virtualmente il mio doppio, non ne ho avuto il coraggio.
Pero’ ti assicuro che tutte le cose che scrivevo usando il “personaggio maligno” non erano sinceramente pensate. Erano come una specie di provocazione: mi divertivo a stimolare le tue reazioni irate per poi rassicurarti e sostenerti durante le nostre chat in messenger.
Adesso capisco di essermi comportato da cretino e so che questa mia confessione sortira’ solo l’effetto di farmi odiare ancora di piu’, ma dentro di me sentivo l’esigenza di dirti la verita in modo che tu sapessi che non ho mai cessato di stimarti.”

Restai basita…
Credo di essere rimasta a leggere e rileggere quella email per oltre 20 minuti.
Un gioco… era solo un gioco.
Ecco, io non credo che un individuo che si collega a internet poi a messenger… chatta , si racconta ed ascolta i tuoi pensieri prendendosi gioco di te in modo premeditato… e questo lo fa non una sola volta ma 100 volte, MERITI una qualche forma di rispetto.
E di questi individui ne esistono molti piu’ di quanti si creda.

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I Consigli del Ragioniere (7)


La cosa piu' dolorosa per un uomo? Avere un'amante bellissima e non poterlo raccontare agli amici.
E' il supplizio peggiore che possa essere inflitto ad un conquistatore perche': scopata non saputa, scopata non avvenuta!
Il post di Chiara (che ringrazio per avermi dato la possibilita' di utilizzare questo suo piccolo spazio) sulle recensioni mi ricorda l'avventura di un mio amico molto molto ricco del quale non dico il nome ma che chiameremo convenzionalmente Fabio, il quale e' stato circa un paio di anni fa protagonista di una terribile avventura di mare.
Nell'estate del 2004 infatti Fabio, in una notte di tregenda, si trova in una barca con altri due amici, un marinaio e Angelina Jolie lungo la costa africana mentre imperversa una furiosa tempesta.
L'imbarcazione, dopo due ore di lotta con le onde colossali e con un mare forza otto, viene travolta dai flutti e si schianta naufragando tra le onde.
Il mio amico Fabio e Angelina si ritrovano soli, aggrappati ad una tavola di legno e cercano di nuotare come meglio possono verso un lembo di terra che si intravede all'orizzonte.
Finalmente, metro dopo metro, bracciata dopo bracciata, i due riescono a raggiungere un isolotto di circa cinquanta metri quadrati, talmente piccolo da non essere riportato nemmeno nelle carte geografiche piu' dettagliate.
Fabio e Angelina non possiedono altro che i loro vestiti stracciati, non hanno ne' cellulari ne' fiammiferi.
Le speranze di essere ritrovati al piu' presto sono minime e i due iniziano a condurre la tipica vita di Robinson Crusoe'.
Fabio si arrabatta a pescare del pesce con una canna appuntita e Angelina riesce ad accendere il fuoco sfregando tra loro due rametti di legno secco.
Giorno dopo giorno le settimane trascorrono tutte uguali e di navi all'orizzonte nemmeno l'ombra.
Col passare del tempo spuntano e rinascono via via anche i desideri sessuali e alla fine i due, in una notte di luna piena e complice il classico cielo ultrastellato dei tropici, fanno l'amore.
Passano ancora un paio di settimane e nessuna nave arriva a salvarli. Fabio allora si avvicina a Angelina, le da' i suoi pantaloni e dice: "Mi faresti il piacere di vestirti da uomo?"
Angelina, assecondandolo in quel gioco erotico se li mette, ma Fabio non e' ancora contento e insiste: "Per favore, potresti metterti questi baffi finti?"
E si taglia un ciuffo dei suoi capelli per farglielo mettere sotto il naso.
Angelina lo accontenta, sempre piu' presa da quella torbida situazione e lui, non soddisfatto, le chiede ancora: "Mi permetti di chiamarti Giovanni?"
"Si, te lo permetto", gli risponde lei.
E finalmente Fabio puo' confidarsi: "...`A Giova', mi so' scopato Angelina Jolie!"
Ovviamente, quando Fabio e Angelina furono salvati qualche settimana piu’ tardi, la cosa fu risaputa ed il mio amico ebbe non pochi problemi con sua moglie a causa di tutto il gossip scatenato.
Arrivo’ vicinissimo al divorzio.
Infatti, raccontare le proprie avventure extraconiugali agli amici espone immancabilmente al piu’ grande pericolo: quello di essere scoperto dalla consorte, con tutto quello che ne consegue in termini di discussioni, ionizzazioni di testicoli, sfuriate e magari essere pure messi a digiuno (sessuale) per 5 o 6 mesi.
Siate quindi prudenti e non lasciatevi andare a leggerezze imperdonabili!
A tale scopo vi do un consiglio su come comportarvi qualora vi trovaste in tale situazione.
Prendetene atto e fate molta attenzione: non parlate MAI delle vostre avventure con i vostri amici!
Ogni amico parlerebbe con l'altro e molti di loro parlerebbero con le proprie mogli, perche' spesso due coniugi sono anche due complici.
Quindi per colpa loro si metterebbero in moto una serie di confidenze e maldicenze bisbigliate da orecchio a orecchio, di sottili battute sotterranee e di sguardi allusivi alla presenza di vostra moglie.
E tutto cio' si trasformerebbe a poco a poco in una polveriera pronta ad esplodere alla minima scintilla.
Sarebbe sufficiente che vostra moglie avesse un'accesa discussione con una sua qualsiasi amica per un qualsiasi futile motivo e la frittata sarebbe fatta.
Se l'amica fosse in difetto e venisse presa da un attacco di nervi perche' non sapesse piu' cosa rispondere a vostra moglie, ecco la' che avrebbe in suo possesso l'arma piu' letale della terra da scagliarle addosso: rivelarle con gusto sadico che suo marito l'ha tradita.
Ecco perche' sono costretto a ribadire il concetto: NON RACCONTATE MAI MAI MAI MAI LE VOSTRE AVVENTURE AGLI AMICI!

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I Try

“All I know
Is everything is not as it's sold
but the more I grow… the less I know
And I have lived so many lives
Though I'm not old
And the more I see, the less I grow
The fewer the seeds the more I sow”

venerdì 29 dicembre 2006

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A proposito di attivita’ illecite (le recensioni)


L’intermediazione e’ attivita’ lecita in caso in cui si mettano in contatto compratori e venditori di beni o servizi che siano considerati leciti.
Cosa avviene, invece quando si parla di escorts?
Si entra in un campo minato e sicuramente ogni attivita’ d’intermediazione che abbia come oggetto i servizi di una prostituta, a causa della legge Merlin, in Italia, e’ considerata illecita.
Le donne (ma anche gli uomini), in Italia, possono professare il meretricio senza che questa sia considerata attivita illecita, ma se qualcuno fornisce supporto, aiuto e consigli atti a facilitarne il compito, cio' viene chiamato reato di favoreggiamento.
Se poi per tale servizio viene anche preteso il pagamento di un corrispettivo sottoforma di emolumento in denaro oppure sconto o prestazione gratuita, cio’ e’ considerato reato di sfruttamento, nonostante la meretrice sia concorde.
Con l’avvento dei forum, dei gruppi di discussione e dei blog, in cui si tratta un determinato argomento “borderline” e’ quindi pensabile che qualcuno, con la sola opera di “recensione”, possa promuovere, aiutare e dar supporto a persone che esercitano il meretricio?
Ovviamente si.
Ed anche se i server dei forum o dei blog sono ubicati in paesi in cui cio’ non e’ considerato reato, dato che questo e' commesso da cittadini italiani ed avviene sul territorio Italiano, non passa inosservato agli occhi di chi svolge indagini e che si adopera per individuare reati connessi ad un utilizzo doloso del mezzo informatico.
Molte persone credono che il semplice “fare delle recensioni” sia divertente e non si curano di valutare l’impatto che cio’ potrebbe avere sulla loro vita, soprattutto se hanno una vita affettiva ed una partner che e’ all’oscuro dei loro “vizietti”.
La domanda che pongo e’ quindi la seguente: vale la pena di rischiare di essere convocati da un magistrato, con tutte le conseguenze del caso (sputtanamento, dover dare spiegazioni, subire un interrogatorio, vedere il proprio nome negli atti di un processo), solo per l’infantile soddisfazione di voler raccontare al pubblico l'esperienza sessuale con una prostituta?

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Eccomi


Il Natale e' stato un bel momento familiare oltre che un'occasione "gastronomica" per gustare vari piatti tipici di questo periodo, accompagnati da dell'ottimo "bull blood".
Il "piatto forte" e' stato pero' il concerto dei NOX ieri a Győr ; unico problema la nebbia che mi ha costretta ad un viaggio di ritorno piuttosto fastidioso.
Szilvi, come al solito, ha dato il meglio di se' in uno spettacolo piu' simile ad un lavoro teatrale che ad un concerto.
Bella la sua voce, bella lei, belli i costumi disegnati da Fekete Kriszta, belli i pezzi, quelli tratti da Örömvölgy e quelli nuovi. E belle le coreografie, come sempre curate da Tomi, che in quest'occasione sono state completamente rinnovate con l'aggiunta di due ballerine.

domenica 24 dicembre 2006

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Il mio Natale


Lo passero' in casa con la mia famiglia. E poi il giorno 28/12 saro' in Győr per il concerto di NOX (il gruppo ungherese che io amo). Saro' quindi assente dal blog dal 25 al 29 dicembre, per cui auguro, gia' da adesso, un felice momento di gioia a tutti.

Boldog Karácsonyt!

sabato 23 dicembre 2006

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Risposta al Sultano


Desidero rispondere a quanto esposto dal Sultano Beyazid nel suo post QUI

Sono costernata Sultano, ma (come voi ben sapete) su questo punto siamo discordi. La voglia di conquista, il desiderio di sfidare il destino, la brama del raggiungimento di un obiettivo ignoto, hanno fatto progredire la civilta', allo stesso modo in cui la vita e' progredita per il meccanismo naturale che vede lo spermatozoo lottare per fecondare l'ovulo a discapito di tutti gli altri suoi simili.
Il meccanismo e' IMPLICITO nella natura, cosi' come lo e' il fatto stesso di nutrirsi per avere l'energia.
Un uomo che non ha voglia di lottare e' come uno spermatozoo pigro e quindi destinato ad estinguersi.
La stessa arte, la letteratura, la musica e le massime manifestazioni dell'animo umano hanno avuto origine dalla stessa pulsione: il raggiungimento dell'animo di colei (di colui) che era amato/a senza che vi fosse certezza assoluta della riuscita dell'impresa. Cosi' come per nessun spermatozoo esiste la certezza assoluta che possa arrivare al termine del suo percorso.
Il resto della vostra lunga ed interessante argomentazione e' solo un soliloquio atto a dimostrare, a voi stesso piu' che a me, che anche lo spermatozoo pigro puo' vivere felice.
E forse e' anche vero, questo non posso saperlo, ma in cio' vedo la vostra parte femminile (l'ovulo a differenza dello spermatozoo e' statico non e' dinamico), come forse la mia parte maschile si esprime, a volte, con il desiderio di "fare qualcosa", quando invece la natura mi imporrebbe di restare chiusa nella mia torre d'avorio, in attesa.

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Коврик


Potrebbe essere cosi' definito in russo (se tradotto letteralmente) quel nickname che "appare" prontamente in supporto ogni qual volta una certa ragazza viene: attaccata, insultata, messa in difficolta', bistrattata, snobbata... presa per i fondelli. Spesso e' il suo ragazzo, uno spasimante speranzoso, il suo manager o addirittura la stessa ragazza con un doppio nick.
Certo che, come frequentemente avviene per certi termini "slang", le traduzioni letterali non sono le piu' appropriate. Ad esempio il cliente delle prostitute in italiano si chiama appunto "cliente", ma in inglese non diventa "client" bensi' "john", che sta ad indicare una persona anonima che si presenta spesso con il nome di John.
Cosi' Коврик non e' la traduzione piu' adatta per descrivere un determinato personaggio...
Se proprio dovessi farne una questione semantica direi che il termine piu' adatto sarebbe тряпка.
Chissa' se avete indovinato la traduzione.

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Le corna


Sono delle escrescenze frontali metaforiche, ovvero un modo veloce e sbrigativo per definire il tradimento dell'uno o dell'altro partner. In Italia cresce il timore di subire tradimenti e gli investigatori privati sono subissati da richieste di controllo del partner. Questo risulta da un rapporto della "Miriam Tom Ponzi Investigation", un'agenzia investigativa fra le piu' note, un colosso nel campo delle corna.
Si scopre cosi' che i piu' cornuti (o coloro che piu' temono di esserlo) sono i giovani in procinto di sposarsi e si apprende con sorpresa che a controllare le mosse del futuro partner sono, nel 65% dei casi, i maschi.
Questa statistica manda in pensione la classica figura della donna gelosa che all'alba aspetta il partner appostata dietro la porta brandendo il matterello.
E diventa un reperto del passato anche la moglie che controlla le macchie di rossetto sulla camicia del marito e che fruga nei cassetti alla ricerca di una lettera dell'amante.
D'altra parte, nell'era dei computer e dei cellulari, era logico che qualcosa cambiasse.
Ora, invece che nel cassetto, la moglie tradita o il marito in odore di corna cercano le prove del tradimento nelle e-mail o nei messaggi sul telefonino del partner.
Fra le cause principali del tradimento, sempre dalla stessa inchiesta, risulta che la donna spesso tradisce perche' si sente trascurata e per provare la sensazione di essere ancora desiderata.
L'uomo invece tradisce perche' avere moglie e amante fa macho, e anche perche' per mezzo del rapporto extraconiugale dimostra agli altri di essere un piacione al top della sessualita'.
Molte volte i tradimenti dei mariti vengono scoperti per colpa dell'irrefrenabile desiderio dell'uomo di far sapere agli amici che e' riuscito a portarsi a letto una bella donna.

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Opinione e giudizio


Qual e' la differenza che esiste fra "opinione" e "giudizio"? E perche' la prima e' accettata mente il secondo e' quasi sempre interpretato offensivo?
Semplice!
L'opinione e' quella che noi diamo sull'altrui comportamento e quindi la nostra liberta' di parola che si esprime, mentre il giudizio e' l'opinione altrui riguardo ai nostri comportamenti, e cio' per noi e' intollerabile.
Logica ferrea e pisquanesca...
Ma che cosa possiamo attenderci da chi propugna il tradimento e l'inganno come unici modi per far funzionare l'unione fra i coniugi?

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L' "homme fatale"


Cari amici salve! Sono Il_ragioniere e (come ormai sapete) da giorni sto usando questo spazio messo a disposizione da Chiara perche' anche voi, uomini che non sapete tenerlo dentro i pantaloni rischiando, con questo, di rovinare il bellissimo rapporto che avete con la vostra partner (Donna con la D maiuscola), possiate coltivare quella compulsiva passione che ha nome "tradimento", senza che cio' debba portare necessariamente al divorzio ed a tutto quello che ne consegue.
Siamo quasi a Natale e desidero farvi un regalo: leggendo nei vari forum mi accorgo che molti ancora non hanno chiaro l'atteggiamento che dovrebbe tenere un vero conquistatore di gentili donzelle, senza che debba rovinarsi dal punto di vista economico e da quello, ancor piu' importante, emotivo.
Quali caratteristiche dovrebbe avere un vero "James Bond"? Chi puo' veramente chiamarsi "homme fatale"?
Ho un carissimo amico: Frankie.
Frankie e' l'antitesi di cio' che viene ritenuto l'uomo banale.
E' un riservista dell'esercito canadese (Forze Speciali), un colonialista part-time e, dannazione, ha ucciso della gente...
Si, ha ucciso della gente, senza scuse... e le donne lo amano!
Per esempio, in una recente cena fra amici, Frankie ha servito dei deliziosi fusilli alla puttanesca ed ha preparato un'insalata per la quale, naturalmente, egli stesso ha sbattuto la vinaigrette.
Ha deliziato il nostro piccolo consesso di 8 persone raccontando aneddoti in 3 lingue, ha descritto scontri armati di quattro guerre e di azioni di polizia, ha citato Wordsword e Auden, ha dichiarato con fervore la propria dedizione ad un ramo del monoteismo occidentale che tiene le donne al loro posto ed ha parlato di come usa impiombare a caldo gli stranieri irascibili.
Si sono vuotati i primi piatti, sono arrivati altri ospiti, sono passate le ore.
Intorno alle due di notte, mentre stavamo sorseggiando Chablis e superalcolici, Frankie e' sbucato dalla cucina con una torta di albicocche che aveva tratto in esistere senza che in
dispensa ci fosse molto più che un panetto di margarina e un vasetto avanzato di marmellata.
Le donne tubavano.
Piu' tardi non finivano di parlare del suo "carattere", della sua "determinazione", della sua "mondanita'"... E del suo "impegno".
Si certo, Frankie e' un uomo impegnato: nei confronti dei suoi ideali e della sua squadra
Quello che ovviamente non veniva segnalato era il suo piu' completo disinteresse per i contrassegni della vita piccolo borghese: la casa, la moglie, la macchina.
Forse avrete anche voi un Frankie fra le vostre conoscenze?
Uno che sta bene nella propria pelle, che non si fa paranoie per fare quello che gli va, infischiandosene di trasgredire usanze sociali e abitudini culturali ormai stantie, senza passare le serate a lamentarsi che la sua vita non e' completa senza una moglie, che nel suo cuore c'e' un vuoto da riempire, o che c'e' un surplus di donne senza cervello che gli si buttano addosso.
Frankie non e' l'esemplare umano piu' bello della terra; i suoi pettorali non straripano dalla camicia, non e' alto 2 metri e dieci.
E' un tizio normale che ha con le donne un successo maggiore del normale.
E' continuamente in movimento perche' ha sempre qualcosa da fare.
E il qualcosa di Frankie non e' un indiscriminato succedersi di fogli e di cifre su un tavolo d'ufficio che lo sputera' fuori prontamente alle 5 e neanche un'interminabile sequenza di inutili post sui forum di puttanieri.
No, Frankie cammina sul filo tra la vita e la morte, predicando lo stile di vita occidentale con la dedizione del colonizzatore, facendo proselitismo con un fucile semiautomatico, sfidando impavido il fuoco nemico.
E nel frattempo facendosi beffe di ogni romanticheria.
Le donne non sono mai sazie di lui.
Col finire della nostra cenetta, Frankie non si mette a caccia di donne, non scodinzola loro dietro come un barboncino sperduto, non si rivolge nemmeno a loro per primo.
Le donne hanno molto forte il senso di chi e' che fa la prima mossa, di chi e' il primo a chiedere l'ora, a parlare del tempo o a fare delle avances piu' ardite.
Frankie non ha tempo per queste amenita' salottiere: lui, semplicemente, e'.
Semplicemente non riconoscendo il sistema di chi e' che chiede per primo, Frankie ha cambiato le carte in tavola: sono le donne a chiedergli il suo numero.
Naturalmente lui non ha tempo per rispondere immediatamente alle chiamate, il che crea un'aura di mistero: sara' con un'altra donna? O a Djibouti? O a Dar es Salaam?
Selle prime restai stupefatto del suo successo con le donne (bionde di 2 metri, eleganti e ben proporzionate), specialmente al confronto del mio contorto tentativo di essere un bravo ragazzo. Ero, e' triste doverlo riconoscere, sincero, onesto e affidabile.
Se dicevo che avrei chiamato, chiamavo; mettevo la partner a conoscenza dei miei sentimenti; menzionavo altre donne solo a proposito dei giorni in cui lavoravo come volontario alla casa degli anziani.
Non mi e' servito a nulla: ero un debole, un agnello da macello.
Vedendo Frankie mi resi subito conto di tutto cio' che mi mancava, di tutto cio' che avevo sperperato sul tavolo del fair-play, del cattivo servizio che stavo facendo a me stesso continuando a giocare a carte scoperte.
In natura esistono asimmetrie ed ho ripreso contatto con esse: ora vedo che tra i sessi vi e' un disequilibrio di fondo.
Essere un homme fatale sta tutto qui: mantenere quel disequilibrio!

venerdì 22 dicembre 2006

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Personalita' dissociate


Nelle comunita' virtuali possono manifestarsi personaggi che, forti dell'anonimato garantito da internet, fanno emergere liberamente la loro patologia e la loro personalita' dissociata.
Per chi, come me, e' abituata da anni a girovagare fra i vari forum, questi fenomeni non rappresentano una novita' tale da suscitare stupore (ne ho realmente viste di tutti i colori) ma forse chi mi legge non si rende conto di cosa io stia parlando.
Tutti/e noi sappiamo che nei forum e nelle chat si creano antipatie nei confronti di alcuni nick e simpatie nei confronti di altri, puo' accadere quindi che ci troviamo spesso impegnati/e a "controbattere" (molte volte per partito preso) le tesi di coloro che ci stanno antipatici in relazione alla loro "personalita'" piuttosto che ai concetti che esprimono.
Stessa cosa (ovviamente ribaltata) avviene nei confronti di coloro che ci sono simpatici ed agiamo in modo da supportare le loro tesi.
Con la maggiore frequentazione (e quindi con una maggiore "conoscenza" dei nick in questione) anche nel virtuale accade che ci creiamo nemici ed amici allo stesso modo in cui avviene nella realta'.
Potrei fare moltissimi esempi ma prendiamone tre che sono sotto gli occhi di tutti: l'antipatia esistente fra Bouche e Miticgay, la simpatia esistente fra Bouche e Doctorjack e l'antipatia fra Miticgay e Doctorjack.
BADATE BENE E' UN ESEMPIO E SERVE SOLO A SPIEGARE UN FENOMENO SEMPRE PIU' RICORRENTE.
Assistiamo dunque a vari scontri dialettici (a volte con utilizzo anche di termini "forti") dove da una parte sono impegnati Doctorjack e Bouche e dall'altra Mitigay (con tutti i suoi multinick).
Se Bouche e Doctorjack fossero due nick appartenenti alla stessa persona avremmo una dissociazione di personalita' forumistica atta ad ingannare l'interlocutore e ad avvalorarsi di un alleato "olografico" (in realta' l'alleato non esiste in quanto creato dalla stessa persona)... Ma se ad appartenere alla stessa persona fossero tutti e tre i nick di fronte a quale personalita' ci troveremmo?
Come ho detto questo e' un esempio e non corrisponde alla realta', in quanto sia Bouche che Doctorjack che Miticgay sono espressioni di tre diversi individui, ma vi assicuro che, durante la mia esperienza forumistica, ho assistito (e sto assistendo) persino a questo.

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I Consigli del Ragioniere (6)


Salve amici, sono sempre io Il_ragioniere ed utilizzo, per gentile concessione di Chiara, questo blog per fornirvi notizie su come procedere senza danni navigando nel procelloso mare dell'infedelta' coniugale.
Vorrei, con questo post, tornare sul tema dei nomignoli e rispondere al commento di Virginia che trovate QUI in cui dice che "a volte e' necessario" il loro utilizzo.
Ebbene, Virginia, forse non si rende conto che certi nomignoli possono rivelarsi micidiali e spiego il perche'.
Cio' che succede con certi diminutivi e vezzeggiativi, l'ho gia' spiegato QUI, ma il vero massacro, il vero terrore si verifica quando si conosce la donna che sara' la nostra futura compagna e lei, incontrandoci per la prima volta, oltre a storpiare il nostro nome, decide anche di darci un nomignolo, un soprannome.
E qui entriamo nel mondo del fantahorror, altro che "The Others", "Nightmare" e "Zombi".
Il mio amico Francesco (gia' massacrato da sua madre col diminutivo Ciccio forse per il fatto di essere in leggero soprappeso) e' stato affettuosamente ribattezzato da sua moglie col nomignolo di "Rotolo".
Un'altro amico, Alessandro, un bel ragazzo col nome di un grande condottiero, che fino a ieri rispondeva al massimo al diminutivo di Sandro, da adesso in poi viene chiamato, grazie alla sua ragazza, con il nomignolo "Cuccioletto" soprannome che farebbe vomitare anche chi non tocca cibo da quattro giorni o addirittura Pannella.
Purtroppo anche noi uomini abbiamo il difetto, durante i fumi dell'amore o ebbrezza della passione, di appioppare dei nomignoli e soprannomi alla nostra compagna di vita, partner, moglie.
Soprannomi che poi le resteranno appiccicati per tutta la vita.
Dato per certo che Francesco chiami sua moglie col soprannome di Ciccia o Piccolina, il mio amico Paolo chiama sua moglie Pupa, che un altro mio amico, Fabrizio, chiama sua moglie Cocca e che un altro ancora, Andrea, chiama sua moglie "la mia diletta sposa", mi sento in dovere di dare dei suggerimenti in merito.
Osservate attentamente la tabella che ho preparato qui di seguito e scegliete di conseguenza il nomignolo che potreste affibbiare alla vostra partner.

NOMIGNOLI USURATI MA PASSABILI:
Angelo,
Bambola,
Zuccherino o Sugar,
Briciola o Mollichina (con la dovuta attenzione, pero'),
Gioia,
Piccola,
Fata

NOMIGNOLI DA EVITARE
Amo',
Passerotto,
Ciccia,
Tappetta,
Baba',
Gnocchettella

NOMIGNOLI DA EVITARE ASSOLUTAMENTE
Sorcia,
Puzzola,
Cozzetta,
Passera,
Rotola,
Topa,
Gnocca

NOMIGNOLI ORIGINALI E ACCETTABILI
Preziosa,
Amorino,
Nuvola,
Sogno,
Dolce,
Favola,
Tenera

E giacche' ci sono, vi faccio anche una lista di soprannomi maschili che eviterete accuratamente di farvi appioppare:
Ciccetto,
Formaggino,
Micetto,
Porcellino,
Brontolo,
Orsetto,
Pivellino

A questo punto, pero', viene da domandarsi:
Come mai il numero di donne che da' un nomignolo al proprio partner e' di gran lunga superiore a quello di noi uomini?
Evidentemente fa parte dell'inconscio femminile cambiare il nome del proprio compagno, anche perche' nella donna e' preponderante il desiderio di cambiare tutto quello che la circonda.
Non a caso, quando una donna entra in una casa appena costruita e completamente priva di mobili, la prima cosa che dice e': "Questo ingresso lo cambierei e lo metterei qui; questa parete la sposterei piu' in la' e il bagno lo metterei al posto della cucina"
Inoltre, se siete dei timidi, lei vorra' cambiarvi e farvi diventare dei Braveheart. Se siete riflessivi e ponderate ogni cosa prima di prendere una decisione, lei tendera' a trasformarvi in un incrocio tra Spiderman e Speedy Gonzales.
La voglia di ogni donna di trasformare tutto e' cosi' accesa e accanita che alla fine si rivolta perfino contro lei stessa: ogni mattina si guarda nello specchio e sogna di essere diversa, vuole
cambiarsi in tutto cio' che non e'.
Se ha la pelle chiara, al contrario di Michael Jackson, la vorrebbe scura; se ha i capelli bruni li vorrebbe biondi e cosi' via.
Cambia pettinatura, cambia trucco e cambia parrucchiere ogni momento.
E quando, dopo averle provate tutte, non e' ancora soddisfatta del suo aspetto, decide di cambiare anche se stessa ricorrendo alla chirurgia.
Ma questo e' un'altro argomento e ve ne parlero', forse, in futuro.

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Quelli che...


Quelli che in periodo natalizio sono piu' buoni ma solo per una questione di "calendario".
Il periodo della loro bonta' ha scadenza breve (come ogni prodotto fresco)... non oltre il 7 gennaio.
Nel frattempo infestano i forum e le comunita' virtuali con i loro post buonisti, in cui ci martirizzano gli "zebedei" autocelebrando la loro generosita'.
C'e' chi aiuta i bimbi orfani, chi i vecchi soli e malati, chi i poveri indifesi, chi i cani abbandonati, chi le foche in via d'estinzione.
In forum con contenuto "escortistico", tali personalita' si esprimono tirando in ballo la povera "puttana dell'est" con figli piccoli e bisognosi di affetto, di cibo, di vestiti e (ovviamente) di un congruo assegno mensile.
Loro, i benefattori cosi' buoni e disinteressati, non perdono l'occasione di farcelo sapere...
Sia che abbiano "aiutato i bimbi", sia che abbiano scopato la madre.

giovedì 21 dicembre 2006

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Escorting ed erudizione


Mi sono ritirata da tempo dalla professione. Non voglio raccontare i motivi che possano aver influito su questa mia scelta, avvenuta cinque anni fa, ma sicuramente quell’esperienza ha, in qualche modo, influito sul resto della mia esistenza e non certo negativamente. Fare la Escort, per quanto riguardava me, non significava solo incassare denaro.
E’ stato un percorso di vita che, conseguentemente al mio essere curiosa ed avulsa da problematiche di tipo morale, ha simolato ed accresciuto il mio erudimento.
Incontravo clienti di ogni tipo ma, dato il rate ed una scrematura che effettuavo al momento del contatto, pur sempre di un livello sociale non infimo.
Anche se non tutti erano dei professori universitari, molti possedevano una notevole erudizione (se non addirittura cultura), tale da darmi la possibilita’ di entrare in contatto con un variegato mondo che, altrimenti, mi sarebbe stato precluso.
Una qualsiasi ricercatrice costretta a passare molte delle sue ore in laboratorio, non avrebbe mai avuto le possibilita’, che ho avuto io, di frequentare, conoscere e testare direttamente alcuni ambienti ed alcuni personaggi incontrati durante quegli anni che io chiamo “dell’avventura”.
Ancor meno avrebbe potuto farlo una normalissima commessa o una semplice impiegata.
Una caratteristica che ho sempre avuto e’ quella di saper… anzi di voler ascoltare.
D’altronde tale atteggiamento aveva anche il suo risvolto positivo in termini pratici: piu’ il cliente parlava, meno era intento a mettermi le mani addosso.
Infatti la parte piu’ interessante dell’appuntamento era rappresentata dalla cena e del dialogo, che’ si sviluppava al momento della conoscenza personale… della scoperta dell’altro e, perche’ no, della seduzione che spesso era solo fine a se stessa ed atta a soddisfare il mio ego.
Di tutti gli anni che ho trascorso, fuori e dentro il letto, e’ rimasta sedimentata una discreta esperienza in fatto di conoscenza dell’animo maschile, almeno visto in quei momenti in cui questo e’ attratto da un corpo femminile.

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Disgrazie


"Di certo questo suo atteggiamento è dovuto alla sua vita difficile, ha perso il padre all’eta’di 2 anni, famiglia povera e piena di problemi , ha un bambino di 3 anni e mezzo e per il suo bambino ha fatto la puttana succhiando centinaia di cazzi , dall’ex marito non ha alcun aiuto economico , è sola a se stessa , è giovane solo 25 anni e mi ha detto che gli manca molto la liberta’ dovuto al fatto che ha molte cose da fare e non riesce a godersi la vita in pieno , suo figlio infatti gli vuole un enorme bene ma allo stesso tempo gli impedisce di godere della sua gioventu’."

Inoltre...
  • e' in dialisi
  • l'hanno sfrattata
  • la madre soffre di una grave malattia
  • suo fratello e' in prigione (ovviamente innocente)
  • un cliente le ha dato un assegno scoperto
  • spesso ha la forfora
Infine uno stronzo le ha rigato la BMW con un chiodo!

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I Consigli del Ragioniere (5)


Cari amici, un saluto da Il_ragioniere.
Anche oggi sono qui (ed utilizzo questo spazio per gentile concessione di Chiara) per scrivere un post dedicato a tutti gli uomini che hanno deciso di vivere o convivere con una Donna con la D maiuscola (e perche' no anche con la d minuscola).
Questo post e' dunque per coloro che ancora non hanno capito, ma lo capiranno presto, di aver formato una coppia con chi (come tutte le donne), li ha sposati solo per ridurli in schiavitu' e soprattutto per impedir loro di fraternizzare con qualsiasi altro essere di sesso femminile eccetto lei.
Affronteremo quindi l'argomento da un punto di vista strategico e tattico, come se si trattasse di affrontare una guerriglia, lunga, durissima, cruenta, senza esclusione di colpi.
Le mia esperienza, come vi ho detto, l'ho fatta.
E' stata una battaglia senza vincitori, senza vinti, senza morti e con un solo prigioniero (io).
Non ho vinto ma non ho neanche perso. Diciamo che sono stato, come in una guerra d'attrito, logorato lentamente.
Vi basti sapere che i miei appunti, raccolti in anni ed anni di guerriglia quotidiana, sono il risultato di innumerevoli errori da me commessi e che gradirei vi fossero risparmiati.
Quindi accettateli come un regalo natalizio.

Prima regola: NEGARE TUTTO.

Potreste anche avere una relazione con un'altra donna e questo non sarebbe gravissimo.
Potreste incontrarvi con lei dove e quando volete e nessuno vi biasimerebbe per questo.
Pero' sarebbe LETALE se la vostra donna lo venisse a sapere.
I vostri rapporti idilliaci con la vostra partner cambierebbero di colpo, comincereste a parlare di separazione, di divorzio, di divisione dei beni, lei vi rinfaccerebbe ogni cosa, litighereste con lei ogni giorno, ogni ora.
Insomma sarebbe una rottura di palle cosmica!
E ne soffrirebbero moltissimo i vostri figli, se vi fossero.
Quindi, dato che in fondo non volete ne' il suo male ne' il vostro ne' quello dei vostri possibili figli, la regola principale, la regola prima, la regola regina e importantissima che puo' impedire ad ogni
unione di naufragare, e' una e una sola:
NEGARE TUTTO!
Proprio cosi', perche' ogni piccolo accenno d'ammissione finirebbe per rovinarvi completamente.
Non mi stanchero' mai di dirvelo:
NEGATE TUTTO!
E se per caso non mi fossi spiegato bene, ve lo ripeto:
NEGATE TUTTO!
Frasi da usare fino alla nausea:

  • "Non la conosco!"
  • "Mai stato in quella zona!"
  • "E' una cospirazione!"
  • "Esiste un mio sosia, me l'hanno detto anche altri!"
  • "Ci vedono cosi' felici e sono tanto invidiosi!"
  • "Vogliono rovinare la nostra storia d'amore!"
  • "Ho un fratello gemello che mio padre non ha mai voluto riconoscere!"
  • "Te lo giuro su mia madre!"
E perfino l'usurato ma sempre valido: "Me possino ceca'!"

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Uguaglianze e differenze

 
...totalmente decaduta, come del resto quasi tutte le espressioni dello spirito, da quando le donne si arrogano il diritto di essere uguali agli uomini...(Tratto da: La Sublime Porta)

In effetti l'idea d'uguaglianza fra uomo e donna e' una colossale sciocchezza. Puo' un falco sentirsi uguale alla biscia?

Come scrive Gorkij nella sua novella, possiamo avere la curiosita di vestire i panni altrui per tentare di "capire" cio' che l'altro/a prova, ma sara' solo un tentativo inutile poiche' ci renderemo conto che tutto cio' che e' importante e vitale per lui/lei, e' totalmente incomprensibile per noi.

Per questo motivo, come puo' una leonessa sentirsi uguale alla gazzella?

mercoledì 20 dicembre 2006

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I Consigli del Ragioniere (4)


Salve, sono Il_ragioniere e sono qui per darvi ancora qualche consiglio riguardo a come potreste tradire la compagna senza che cio’ debba necessariamente significare la distruzione della vostra unione.
Con l’occasione vorrei salutare le persone che mi hanno scritto ed in special modo l’autore della seguente:

Sarà dura, nel 2007, che i soliti Ghandi, San Francesco o Madre Teresa di Calcutta possano disputarsi il premio "cuore d'oro"...
Vedo già un testa a testa fra te e San Francesco con una sola, piccola differenza : lui parlava agli uccelli, tu sei convinto di scrivere ai coglioni.
Vincerai tu, perchè sei troppo buono...
Nei ringraziamenti inserisci anche anche mamma e papà, che ti hanno regalato un cuoricino così grande ed una simile testolina.
Io, se ne avessi una così, la farei circoncidere.
Love and peace.

Marco



Fra me e S.Francesco ci sono delle differenze tali che si notano anche a prima vista: una fra tutte la diversita’ di taglio di capelli, oltre ad un diverso gusto nel vestire.
Ma Marco ha ragione su una cosa: apparteniamo ambedue alla categoria di coloro che parlano rivolgendosi a chi e’ innocente e puro.
S. Francesco parlava agli animali ed io mi rivolgo a voi, cari amici, non perche’ siete dei coglioni, così come dice Marco scherzando (cosa per altro mai pensata), ma solo perche’ ritengo che gli uomini siano, più delle donne, ingenui e casti al di la’ di ogni supposizione.
Continuiamo quindi con le indicazioni relative alla vita di coppia che tanto VI e CI fa tribolare.

IL CONSIGLIO DI OGGI

Un vecchio proverbio dice: "Chi mena per primo mena due volte", quindi, fin dall'inizio della relazione, consiglio di picchiare subito duro.
E percio':

A) Se lei chiede: "Ti piace quella ragazza?", mentre sta passando una sventolona mozzafiato, voi rispondete senza esitazione: "Quale?"

B) Se lei chiede: "Sono meglio io o Adriana Lima?", rispondete subito con sfrontatezza: "Tu!". E se proprio non ce la fate a mentire spudoratamente, se rispondere come sopra e’ superiore alle vostre forze, potete ripiegare dicendole: "Che c'entra, siete due bellezze diverse... Tu sei molto piu' interessante"

C) Siete di ritorno da un viaggio in un luogo dove la vostra donna ha cercato di telefonarvi piu' volte senza mai trovarvi ed avete la coscienza sporca tanto quanto la vostra camicia (che avete buttato) era sporca di rossetto. Per evitare problemi e discussioni non appena tornate a casa, prendete la vostra partner in contropiede e baciatela tappandole la bocca prima che vi faccia delle domande imbarazzanti. Poi afferratela e buttatela sul letto (meglio ancora sul tavolo di cucina) e lanciatevi sopra di lei mugolando arrapati, stile condannato al braccio della morte che ha solo mezz'ora di permesso per un rapporto sessuale. Con questa tattica diversiva le farete credere che:

  1. 1. avete trascorso giorni e giorni in astinenza
  2. 2. non avete fatto altro che pensarla e desiderarla.

A tal fine e’ consigliabile arrivare, nel piu' breve tempo possibile, ad una emissione rapida di spermatozoi, in modo da dimostrare di non aver avuto rapporti sessuali da vari giorni.

martedì 19 dicembre 2006

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I multinick sono bimbi o sono persone dissociate?


Chi usa piu' di un nickname per proporsi nelle comunita' virtuali (siano esse blog, forum o quant'altro) lo fa perche' vuol ingannare gli interlocutori con giochi di prestigio, con ologrammi inconsistenti, con immagini di comodo usate al solo scopo di "pilotare" le discussioni verso determinate direzioni. Usa quindi "teatrini" gia' preparati, copioni gia' scritti, prevedibili e scontati, perche' muoversi in un ambiente non "pianificato" rappresenta, per questo strano individuo, un'incognita che non e' in grado di affrontare. Gli incontri sul ring virtuale devono essere percio' truccati in modo tale da non lasciar spazio al rischio di perdere.
Solitamente sono personalita' che denotano un'alta propensione all'inganno, alla truffa, al tradimento... Li immagino mentre "aggiustano" i libri contabili, mentre guardano le soluzioni dei quiz prima di rispondere alle domande, mentre mostrano "credenziali falsificate millantando titoli, mentre cercano di imbrogliare in ogni gioco fosse anche la tombola natalizia. In un confronto con loro si perde tutto quello spessore derivante dalla "naturalezza" del dialogo, che e' poi la vera ricchezza che si ottiene relazionando, invece, con menti diverse e variegate. Infatti, nonostante gli atteggiamenti multipli che si possono incontrare in un multinick, questi sara' sempre e solo una singola personalita', con un singolo percorso di vita e con un'univocita' di esperienze ed opinioni...
Se non fosse cosi' l'individuo sarebbe talmente dissociato da essere ascritto a "caso clinico patologico". Quindi, quando si dialoga con vari nick appartenti alla stessa persona qual'e' la quantita' d'accrescimento che potremmo ricevere in termini di esperienza, di confronto o di umanita'?
NULLA!
Avremo solo ottenuto lo scopo di aver fatto divertire il bimbo facendolo giocare con il suo "pallottoliere" di personalita' oppure di aver relazionato con uno psicopatico tout cour.
"Buon giorno ingegnere, buon giorno dottore... Come sta sua moglie? Ed i bimbi? Tutto bene in famiglia? Oggi che parte recitava? Quella del "Don Benzi" fanatico oppure quella della prostituta di strada?". Ed a queste persone "equilibrate", magari, abbiamo pure il coraggio di dare l'incarico di progettare il Ponte sullo Stretto di Messina... Oppure quello di aprirci il torace in sala operatoria.
Per quanto mi e' possibile cerco di evitare ogni individuo che, in un contesto come quello di un blog o di un forum, in cui una certa dose d'onesta' intellettuale ed una determinata coerenza sono elementi essenziali, si comporta in modo tale da farmi sospettare questa dissociazione. Quando relaziono con una persona, nella realta' come nel virtualita', voglio essere in grado di "conoscere" il suo "vero volto" e voglio trovare un motivo per potermi fidare. Non m'intriga comporre un puzzle d'imbecillita' ove persino Norman Bates avrebbe problemi a trovarsi a suo agio.

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I Consigli del Ragioniere (3)


Salve amici sono io, Il_ragioniere, e da alcuni giorni, per gentile concessione di Chiara, sto usando il suo blog per fornirvi le “dritte” su come riuscire a convivere con la vostra partner senza dover rinunciare a quei “peccatucci” tipicamente maschili.
A parte questo la scorsa notte non ho dormito molto bene.
Avevo come la sensazione di dovervi dire qualcosa a proposito del post di Chiara sui nomignoli.
Poi, pensando e ripensando, mi e' venuto in mente e adesso vi diro' di cosa si tratta.
Prima pero' vorrei raccontarvi un brevissimo episodio.
Un mio caro amico, Marco, un grande dongiovanni, amatore e gran paraculo di prima linea, un giorno, mentre stava copulando con sua moglie (dovrei dire ex-moglie poiche' e’ divorziato da qualche tempo) nella penombra della loro stanza da letto, nel momento culminante del rapporto sessuale ha emesso un sospiro profondo ed ha esclamato:
"ti voglio bene, briciolina mia!"
Non l'avesse mai detto! La luce del comodino accanto si e’ accesa di colpo e si e’ ritrovato davanti la faccia inferocita di sua moglie che gli chiedeva ringhiando:
"Briciolina? E chi e’ briciolina?!?!"
Solo in quel momento e con raccapriccio Marco si e’ accorto di aver chiamato sua moglie con il nomignolo della sua amante e ha cercato di rimediare:
"Tu! ... Tu sei la mia briciolina!"
"E perche' briciolina?!? Non mi ci hai mai chiamato briciolina! Che cavolo c'entra briciolina?!?!?"

E lui, impapocchiandosi peggio:
"Ti ricordi quella volta che abbiamo fatto l'amore e poi abbiamo mangiato un panino nel letto e c'erano le briciole ..."
"Ma che stai dicendo? Io non mangerei mai un panino nel letto! E le briciole le odio! Avanti, chi e’ `sta stronza di briciolina?!?!"
Da quel momento la moglie ha messo Marco sotto sorveglianza di un investigatore e, come vi ho detto, adesso sono divorziati.
Ed allora, siccome il divorzio e’ una delle peggiori calamita' che possano capitare, soprattutto se ci sono i figli che non dovrebbero essere mai scaraventati in un turbine di liti, avvocati, e raccapriccianti vendette di cui le donne sono maestre, ecco cio’ che volevo dirvi:
CHIAMATE TUTTE LE VOSTRE DONNE CON LO STESSO NOMIGNOLO (per esempio "Angelo mio")
Solo cosi' eviterete di sbagliarvi.

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I troll e gli anti-troll


E' incredibile il modo con il quale alcuni imbecilli cronici si pongono nelle comunita' virtuali.
Parlo delle persone che sono sempre pronte a controbattere, criticare, insultare... a volte aprioristicamente senza che ci siano valide motivazioni se non un'insana voglia di placare il loro "prurito verbale".
Poi, quando non hanno piu' argomenti, perche' le ragioni altrui non possono essere sgretolate, si appellano al "branco" ed iniziano a insinuare che l'interlucutore (o l'interlocutrice) sia un troll.
E' il modo piu' semplice per disfarsi di personalita' ed idee scomode.
Giudico questi personaggi, sempre pronti a mettere al rogo le idee altrui, come i piu' negativi in assoluto.
Credono di essere i Savonarola del web e come Savonarola dovrebbero essere trattati.

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I Biomen ed il sesso


Ho letto in una recentissima inchiesta, che gli italiani fanno meno sesso con la propria partner.
Tanto per cominciare, quando fanno sondaggi di questo tipo, non posso fare a meno di pensare a quegli intervistatori che chiedono ai passanti: "Ma lei lo fa l'amore? Si? Quante volte? E ogni quanto?" e non capisco perche' gli intervistati dovrebbero rispondere e raccontare i fatti loro.
Ma visto che ormai, le trasmissioni in televisione che si occupano dei “cavoli altrui” riscuotono il massimo gradimento, assistiamo ad un continuo sciorinare di confessioni dettagliate, ad un mettere in piazza fatti strettamente privati e a un continuo bombardamento di domande del tipo:
"Ma tu come baci?"
oppure:
"E tu quante ne fai?"
o perfino:
"Ma tu, quanto resisti prima di godere?"
e altre domande cosi' personali che ormai non mi meraviglio piu' di niente, soprattutto da quando ho assistito a questo dialogo assurdo tra la conduttrice e uno spettatore:
"Sua moglie quando viene grida?"
"No, ha le chiavi."
E non mi meraviglio nemmeno del risultato dell'inchiesta in questione, dato che credo di sapere perfettamente perche' gli italiani fanno meno sesso in casa.
Ci ho pensato sopra e ho capito che i motivi sono due: il primo, sembra una battuta, e' l'aumento del numero delle macchine in circolazione; il secondo e' un atteggiamento di progressivo “rilassamento” e quindi meno attenzioni per la loro partner.
In effetti (e questo lo dice un'altra inchiesta) nel 1980 gli italiani passavano 35 minuti al giorno nei mezzi di trasporto (autobus, macchine, ecc.) mentre adesso, col traffico micidiale, ci passano addirittura un’ora e 5 minuti.
Aggiungendoci dieci minuti di media per trovare il posteggio, arriviamo a un'ora e quindici minuti.
Continuando, se aggiungiamo a tutto questo tempo perso le ore di sonno, quelle di lavoro, quelle per il cinema, teatro, televisione, internet, quelle impiegate per mangiare e altri bisogni fisiologici, e' comprensibile che resti loro proprio difficile trovare il tempo per fare anche sesso con la propria partner.
Si’, potrebbero farlo in macchina o in autobus, utilizzando quei lunghi e noiosi percorsi, ma e' una cosa impossibile, per vari motivi di pubblica decenza che non ho bisogno di spiegare.
Potrebbero allora fare sesso invece che mangiare, ma anche questo non e' consigliabile perche' probabilmente potrebbero sopravvivere senza sesso ma, sicuramente, se non mangiano muoiono.
Il secondo motivo: la loro compagna che non ha piu' voglia di farlo perche' dedicano a lei sempre meno tempo e sempre meno attenzioni anteponendo tante cose al sesso: la partita di calcio, il lavoro, gli amici... i forum in internet.
Non possono quindi pretendere che la loro moglie muoia dalla voglia di portarsi a letto uno cosi'.
E allora come potrebbero rimediare?
Per quanto riguarda le attenzioni per la loro partner, innanzitutto sarebbe consigliabile che fossero meno sciatti… che si curassero un po’ di piu’, che si ricordassero delle ricorrenze con dei regali oppure con degli inviti a cena; che fossero quindi meno distratti nei confronti della loro compagna.
Mentre per cio' che riguarda il traffico, potrebbero andare in motorino oppure cercare di fare un orario continuato evitando il doppio tragitto casa-lavoro, in modo da utilizzare quei ventisette minuti e mezzo recuperati per fare sesso a casa.
E qui si potrebbe aprire un dibattito interessantissimo su come utilizzare e sfruttare al meglio ventisette minuti e mezzo nel campo sessuale.

lunedì 18 dicembre 2006

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Nomignoli


Sono contrarissima ai nomignoli.
Comprendo che in internet non sia possibile evitare di crearsi un nick al quale ci si affeziona, ma la mia idiosincrasia per i nomignoli deriva dalla vita reale.
Purtroppo esistono i diminutivi e i vezzeggiativi, ovvero nomi cambiati e storpiati.
Di solito, la prima cosa che certi amici fanno appena ti conoscono e' quella di deformare, allungare o ridurre il tuo nome.
Se ti chiami Marcella ti chiameranno Marcy, se ti chiami Giovanna ti chiameranno Gio' e qualora ti chiamassi Roberta sono pronti a chiamarti Roby.
La cosa piu’ aberrante avviene quando e’ il nostro compagno ad usare il nomignolo.
Con il diminutivo pensa quasi di ribattezzarci o comunque di chiamarci in una maniera tutta sua che ci distingua da come ci hanno chiamato tutti gli altri uomini della nostra vita (lui poverino non sa che anche gli altri facevano lo stesso ragionamento).
In questo modo e' convinto di instaurare una specie di vincolo, di segreto che ci unisca ancora maggiormente, ma in realta', il piu' delle volte, non fa altro che massacrare il nostro nome, al quale, magari, siamo anche affezionate.
Per fortuna il mio nome, di cui vado fiera, non si e' mai prestato a grosse storpiature ed anche quando qualcuno ci ha provato ho sempre reagito in maniera molto netta.
Ma in caso, per esempio di un nome bellissimo come Vittoria, questo puo’ essere distrutto con "Vivi'", Federica puo' essere svilito e trasformato in "Chicca" e se c’e’ chi ha la fortuna di avere un nome come Francesca puo’ vederselo, massacrato e snaturato, cambiato con “Checca”.
Questa del nomignolo e' una mania che puo' essere giustificata solo quando una si chiama Purificata, Cunegonda o Cornelia, nomi sinceramente di cui vergognarsi, con tutto l'affetto e la comprensione per chi si chiama cosi'.
Invece, il piu' delle volte, dei nomi di normale amministrazione e di cui magari una va fiera, come Alessandra o Elisabetta, vengono storpiati senza ragione in Alex e Betta.
Anche gli uomini non sono esclusi da questo massacro operato da parte di chi crede, con il nomignolo, di compiere opera affettuosa.
Prendiamo per esempio uno dei nomi piu' belli: Giuseppe.
E' un nome antico, il nome del padre putativo di Gesu' ed anche di Giuseppe d'Egitto, figlio prediletto di Giacobbe e Rachele; per non parlare di Giuseppe d'Arimatea e di Giuseppe di Asburgo.
Eppure, non si sa perche', Giuseppe e' il nome piu' storpiato che esista:

Pino,
Pepy,
Peppe,
Giuso,
Peppino,
Giuse',
Peppinello,
Giugiu',
Pepo,
Beppe,
Sese',
Peppo e chissa' quanti altri.

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I Consigli del Ragioniere (2)


Salve amici, sono sempre io: Il_ragioniere.
Ricordo ai distratti che sto usando il blog per gentile concessione di Chiara, che mi permette di utilizzare questo spazio affinche' possiate avere tutti quei consigli utili a trovare un modo per convivere con la vostra partner senza dover rinunciare (diciamolo) a quei piccoli ed insignificanti vizietti che le Donne (quelle con la D maiuscola), ahime', a volte non riescono a comprendere, ma che fra noi maschietti sono talmente diffusi e naturali che spesso ci ritroviamo al bar o sui forum in internet a parlarne come se niente fosse.
Puo' capitare a chiunque di incontrare una ragazza che fa girare la testa, puo' capitare anche a voi.
Puo' succedervi di prendere una cotta di quelle violente che lasciano senza fiato e puo' perfino
venirvi in mente di lasciar perdere tutto, moglie o fidanzata, figli (se ci fossero), casa e lavoro per scappare in un'isola deserta con lei.
Se non sarete in grado di mettere in atto quelle che io chiamo "contromisure", una certa scappatella, forse insignificante e di breve durata, potrebbe trasformarsi in uno dei peggiori incubi, per voi e per la vostra partner.
Per cominciare vi sconsiglio vivamente di parlare a viso aperto della vostra cotta con la vostra compagna (come i piu' sprovveduti sarebbero portati a fare) perche' il minimo accenno all'argomento potrebbe degenerare in una rissa a base di rotture di piatti e suppellettili nonche' di interminabili discussioni e serate infernali.
La strategia da seguire e' tutt'altra, ascoltatemi bene: per prima cosa, tanto per schiarirvi le idee e capire fino a che punto siete disposti ad arrivare, vi consiglio di prendere due bei fogli di carta bianca e una bella penna.
Scrivete in alto sul primo foglio:

RAGIONI PER CUI NON DEVO ANDARE VIA DI CASA

Poi scrivete in alto sul secondo foglio:

RAGIONI PER CUI DEVO ANDARE VIA DI CASA

Sono sicuro che, una volta che avrete riempito accuratamente questi due fogli avrete gli elementi necessari per soppesare, valutare la situazione e prendere una decisione ponderata.
Il mio amico Fabio, un rampante avvocato milanese, ha conosciuto una splendida ragazza che, per usare un nome convenzionale, chiameremo Alice.
Una gran bella ragazza dalla pelle color ambra vellutata, capelli lunghi e biondi, alta, con gli occhi color cielo e le gambe lunghissime, sedere perfetto e seno da sballo.
Fabio aveva perso la testa per questa fantastica fanciulla: dava i numeri, tornava a casa distrutto alle tre di notte.
Eravamo tutti preoccupati per lui: io, sua moglie e gli amici.
Poi sono riuscito a farlo ragionare, l'ho convinto a prendere una decisione soppesata e ponderata. Fabio ha seguito il mio consiglio ed ha scritto in cima al primo foglio ...

RAGIONI PER CUI NON DEVO ANDAR VIA DI CASA
Ed ha elencato:
1) Il mio lavoro con rilevante guadagno
2) La mia posizione sociale
3) La mia auto
4) La mia casa di citta'
5) La casa di mio suocero a St.Moritz
6) I miei amici
7) Mia moglie
8) Il Milan

Poi ha scritto sul secondo foglio:

RAGIONI PER CUI DEVO ANDAR VIA DI CASA
Ed ha elencato:
1) Alice
2) Alice
3) Alice
4) Alice
5) Alice
6) Alice
7) Alice
8) Alice
9) Alice
10) Alice
11) Alice
12) Alice
13) Alice
14) Alice
15) Alice
16) Alice
17) Alice
18) Alice

Dopodiche', visto che il foglio era finito, e' partito con Alice per le Galapagos ed ancora attendiamo sue notizie.
Questo e' il caso di Fabio.
E' inutile dire che questa sua scelta cosi' drastica l'ha portato a perdere tutto quello che possedeva.
La sua vita e' completamente cambiata, la sua famiglia e' dispersa nel vento.
Domanda: e' necessario arrivare a tutto cio'?
Non e' piu' semplice avere una bella relazione extraconiugale e continuare a vivere felici con vostra moglie e tutte le altre cose che avete elencato sul primo foglio?
Si', capisco che questa puo' essere considerata un'affermazione ad alto tasso di cinismo.
Capisco anche che, se siete in preda ad una passione violenta e siete completamente folli d'amore per un'altra donna, mollare tutto e fuggire via con lei puo' sembrarvi l'unica soluzione possibile.
Ma chi vi assicura che durera' tutta una vita?
Teoricamente esiste sempre un'altra Alice e poi un'altra e un'altra ancora.
E allora?
Allora, piu' che azzerare tutto con un colpo di testa, e' meglio che intraprendiate una bella relazione parallela segreta con Alice o chiunque essa sia... anche a pagamento se occorre.
Datemi retta, non suscitate problemi e fingete con il resto del mondo di non desiderare nessuna altra donna oltre alla vostra attuale compagna.
Nel momento stesso in cui prenderete questa bella decisione, ecco che entrerete a far parte della numerosa schiera degli infedeli (niente a che vedere con i motivi religiosi) ingrossando la legione dei paraculi pronti a tutto.
Qual'e' la differenza fra Fabio e voi? Fabio ha Alice ma ha sconvolto la sua vita.
Anche voi avrete Alice ma non avrete fatto del male a nessuno, ne' alla vostra famiglia ne' alla vostra donna e tanto meno a voi stessi.
L'importante e' fingere, e che nessuno sappia niente, soprattutto la vostra attuale partner.
Mai proverbio fu piu' giusto di quello che dice: Occhio non vede, cuore non duole.
Da quel momento sarete un mistero per la vostra compagna e non le darete piu' alcun punto di riferimento.
Mentirete, imbroglierete e cercherete sempre di raggirarla anche perche', come dice il vecchio adagio: Una donna che sa esattamente dove si trova suo marito ogni sera si chiama vedova.
Per ottenere tutto cio', per essere dei professionisti dell'adulterio, e' necessario che prendiate degli opportuni accorgimenti, delle semplici precauzioni che vi permettano di navigare tranquillamente nel procelloso mare dell'infedelta'.
Si e' fatto tardi ed io mi sono dilungato piu' del solito, quindi, di questi accorgimenti, vi parlero' un'altra volta in un post piu' specifico.

domenica 17 dicembre 2006

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Per tutti gli uomini biologici


In natura non esiste alcuna specie in cui l'individuo continua a mantenere un qualche tipo di relazione con un partner che sessualmente non ha piu' niente da esprimere; una volta esaurita la sua "funzione biologica" questo e' "scaricato".
Nessun orso, quindi, vorrebbe tenersi il partner perchè sa leccare bene la caverna.
Ma e' ovvio che in questo caso stiamo parlando di animali... di bestie e non di essere senzienti e dotati di sentimenti, principi morali, consapevolezza e facolta' di scelta.
"Noi non siamo orsi - dira' giustamente qualcuno - abbiamo il raziocinio"
Ed e' con il raziocinio che, da millenni, si continua con la solita storia...
Ma i maschi della razza umana sono speciali, per cui quando fa loro comodo tirano fuori il "raziocinio", quando invece hanno la "fregola" possono arrivare al tradimento perche', "per natura" sono poligami.
Le femmine invece no... devono essere necessariamente monogame altrimenti "salta" tutto il sistema sovrastrutturale. Perche' per molti uomini le Donne con la D maiuscola (cioe' quelle che in realta' valgono sul serio) sarebbero quelle che ignorano oppure sopportano, altrimenti accettano... insomma quelle che si comportano diversamente da cio' che in realta' sarebbe "naturale" nei confronti del loro compagno: rovesciargli il piatto della cena in testa e lasciarlo nella m... con tutti i suoi vestiti da lavare e stirare, con i bambini da accudire e con molto meno tempo per cazzeggiare su internet alla ricerca di prostitute.
Io farei cosi' e non mi ritengo una donna con la D minuscola.

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I Consigli del Ragioniere (1)


Per aiutare i maschietti che mi leggono a trovare il modo di convivere con la loro partner senza che debbano rinunciare (diciamolo) a quei piccoli ed insignificanti vizietti che le Donne (quelle con la D maiuscola, ahime') a volte non riescono a comprendere, ma che fra i maschietti sono talmente diffusi e naturali che spesso si ritrovano al bar o sui forum in internet a parlarne come se niente fosse, ho deciso di avvalermi della collaborazione di un consulente esterno, un famoso ragioniere bergamasco noto in tutta la Brianza per la sua immensa sagacia.
Spero che i suoi consigli siano utili e che da cio’ tutti/e possano trarne giovamento. - Chiara

Salve, sono Il_Ragioniere e sto usando lo spazio che Chiara ha messo a disposizione in questo blog, per iniziare una discussione sui comportamenti che, a mio avviso, andrebbero tenuti, in modo tale che un rapporto affettivo abbia possibilita’ di protrarsi nel tempo senza che si creino tutti quei problemi tipici e ricorrenti che tanto affliggono coloro che non adottano i necessari accorgimenti.
Sono un ex sposato non pentito, in senso che sara' molto difficile che io possa ricommettere lo stesso errore per la seconda volta.
Come dicono in molti: il matrimonio è (veramente) la tomba dell'amore.
Posso affermare, pero', che tale esperienza mi ha fornito di alcune contromisure che, in seguito, mi sono state utili nel gestire i rapporti post-matrimoniali che si sono succeduti.
Queste contromisure che ho adottato sono state (e restano) la migliore tutela per ogni rapporto a due che si rispetti e di cio' vorrei farvi dono in occasione di queste festivita'.
Nel rapporto a due non dovete mai dare l'impressione alla vostra compagna, moglie, partner di dipendere da lei; questo potrebbe darle la sensazione di essere lei la padrona assoluta della vostra vita e di poter decidere lei ogni cosa al posto vostro, senza interpellarvi.
Quindi, per vivere completamente indipendente da lei, ricordatevi di seguire i seguenti consigli:
  1. Non aprite mai conti bancari in comune con la vostra compagna.
  2. Lei puo' avere il suo conto bancario ma se nella coppia esiste un solo conto bancario, quello deve essere il vostro.
  3. Non fatevi accompagnare da lei con la sua macchina in nessun posto, sarebbe molto pericoloso. Infatti potrebbe diventare un'abitudine e, qualora voi decideste di andare in quel posto da soli, sareste obbligati a trovare una giustificazione per non andare con lei.
  4. Usate sempre due cellulari. In questo modo potrete tenere i contatti con lei per mezzo del primo e tutti gli altri contatti, quelli che non devono venire a sua conoscenza, potrete mantenerli con il secondo.
  5. Prima di tornare a casa (qualora viveste insieme) controllate sempre il vostro aspetto: potreste avere una macchia di rossetto sulla camicia o i capelli in disordine.
  6. Tenete sempre un ricambio completo di intimi e camicia nel vostro ufficio o nel vostro posto di lavoro. Ma mi raccomando: indossate sempre una camicia dello stesso colore e modello in modo che la vostra compagna non si accorga che l'avete cambiata.
  7. Tenete sempre a portata di mano una discreta somma e soprattutto il vostro passaporto. Il passaporto è l'unico documento che vi permette di raggiungere quando volete qualsiasi parte del mondo desideriate. Accertatevi sempre che non sia scaduto.

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La risposta della Donna con la "D" maiuscola.


Caro marito, compagno mio, ho conosciuto molti uomini nella mia vita ma tu sei senz'altro il migliore.
Non tanto perchè io sia innamorata di te; per me non è concepibile l'amore senza il sesso e, come tu sai, ormai da moltissimo tempo i nostri rapporti si sono freddati a tal punto da spingermi nelle braccia dei molti amanti dei quali sei a conoscenza.
Con costoro sfogo la mia la mia passione incontenibile, che con te non riesco piu' ad esprimere.
Se dico che sei il migliore, quindi, non lo dico perchè sei il migliore esemplare di uomo esistente ma lo sei come compagno di vita.
Come tale tu sai quali siano i miei bisogni e realizzi tutti i miei desideri.
Poco importa che fra noi non ci sia il sesso (che comunque io posso avere con altri uomini, non preoccuparti), l'importante è che io possa ottenere tutte le cose materiali che mi concedi e che mi rendono felice.
Si, perchè una donna come me ha un irrinunciabile bisogno di certe cose: auto sportiva, gioielli, vacanze alle Seychelles ed a St.Moritz...
Insomma, sono cose che fanno piacere, no?
E poi come potrei vivere senza la nostra bellissima casa nella quale mi sento come una regina? Senza servitu' e tutte le belle cose, che tu mi metti a disposizione, sarei perduta... e mi toccherebbe lavorare… uffi!
Si', lo so che per consentirmi tutti questi privilegi devi sbatterti tutto il giorno, ma questo deve renderti ancor piu’ felice perche’ sai che tutto cio’ lo stai facendo per qualcosa d'importante: lo fai per me, la donna che tu ami.
E non devi preoccuparti se molte volte, alla sera, rientri tardi perchè io ho sempre qualcuno con cui spassarmela: amici molto simpatici, fisicamente attraenti e bravi a letto.
Capisco che ogni tanto mi desideri e mi dispiace se con te non sono piu’ calda e disponibile come ero una volta, ma tu capisci, vero?
A me gli uomini piacciono alti, senza maniglie dell’amore, con tutti i capelli, eleganti... insomma tutto il contrario di te che, a causa del troppo lavoro, ti trascuri da troppo tempo.
E poi non sei mai stato ne' alto ne' elegante, scusa la sincerita’, ed i tuoi capelli hanno iniziato a diradarsi quando eri poco piu' che ragazzo, ma fin da subito ho compreso che avresti potuto essere uno dei migliori compagni di vita che si potessero trovare in giro: avevi ereditato l'impero finanziario da tuo padre con un patrimonio di proporzioni inimmaginabili.
E’ per questo motivo che ho voluto legarmi a te per tutta la vita.
Grazie per tutto cio’ che mi hai dato, che mi stai dando e che mi darai, dolce compagno, marito mio, tu si che sei un uomo con la "U" maiuscola.

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Le tre leggi


"Le donne con la D maiuscola chi sono???? Sai per me chi e' ??? Mia moglie, e non perche' la ami tantissimo, e' una donna che al mattino svolge i lavori di casa, mi prepara il pranzo a mezzogiorno, al pomeriggio lavora sino alle 18, torna a casa e prepara per la cene, dopo si occupa del figlio con la scuola, tante volte mentre stira. Certo a letto non e' una tigre ma non si puo' avere tutto dalla vita!!! Ti assicuro che il vero infame sono io che la cornifico appena posso." (tratto dalle confessioni di un bravo maritino)

In questi giorni che precedono il Natale, in cui tutti dovrebbero sentirsi migliori, in cui ci si scambiano auguri e (almeno in apparenza) ci si vuole bene, altrove, nella parte piu' segreta ed oscura della mente, si annidano quelle perverse e contraddittorie personalita' che sono poi all’origine di pensieri come quelli del nostro “anonimo maritino”.
Chi mi legge da tempo gia' conosce la mia opinione a riguardo.
Cotanta manifestazione di egoismo fa restare basita e lascia spazio a domande che, sono certa, resteranno come sempre senza alcuna risposta.
Gradirei comprendere meglio il perche’ di tale atteggiamento, che pare radicato ormai in un certo universo maschile.
Le donne, e le mogli in particolare, vengono considerate, come mere prestatrici d'opera oppure individui che devono essere dediti al bene della famiglia, in cui il coniuge e' poco piu' di un "figlio maggiore".
Devono essere ignare... e se per caso hanno consapevolezza, devono tacere e sopportare.
Sembra che l'anonimato offerto dal web dia ancor piu' forza a coloro che, nonostante siano consapevoli del loro anacronismo, non vogliono rinunciare ad una posizione di privilegio nei rapporti di coppia.
Tutti voi sapete che ho iniziato ad introdurmi nei gruppi parlando di prostituzione e del mondo che gira intorno ad essa, e per lungo tempo mi sono scontrata con chi, dall'altra parte, continuava ad affermare che le prostitute “non sono donne”.
Adesso, addentrandomi ancor di piu’ in questo labirinto di menti e di personalita’ maschili mi rendo conto che neanche piu' le donne “sono donne”.
Sono poco piu’ che elettrodomestici… dei robot!

  1. Prima Legge - una moglie non può recare danno al proprio Marito, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, il proprio Marito riceva danno.
  2. Seconda Legge - una moglie deve obbedire agli ordini impartiti dal proprio Marito, a meno che ciò non contrasti con la Prima Legge.
  3. Terza Legge - una moglie deve lavare, stirare, preparare il pranzo, accudire i figli, se possibile avere un suo lavoro autonomo che la occupi a tempo pieno, non rompere le palle al proprio Marito anche quando lui ha voglia (giustamente dato che lei non e' una tigre e non si puo' avere tutto dalla vita - ndr) di andare a puttane, a meno che cio' non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.

Da TERAPIA E PALLOTTOLE: Dialogo fra lo Psicanalista ed il Paziente, con Billy Crystal (psicanalista) e Robert De Niro (Paziente):
psicanalista - ... era a letto con sua moglie?
paziente - no, no, ... ero con una mia... amichetta.
psicanalista - ... scusi ma perchè ha bisogno di un'amichetta? Certe cose non può farle con sua moglie?
paziente - ??? STA SCHERZANDO ???? ... Quella è la bocca che tutte le sere da un bacio ai miei bambini!!!!

sabato 16 dicembre 2006

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Il nickname e la sindrome di Dorian Gray



Quando s'inserisce una cifra alla fine del nickname, quasi sempre si vuole indicare l'anno di nascita, per cui Caio1946 ci dice che e' nato nel 1946 e, quindi, ha 60 anni.
Per le ragazze, l'uso del nick abbinato ad un numero, puo' avere una funzione subliminale per rendersi piu' appetibili, indicando un'eta' inferiore alla loro reale (si sa che le donne amano apparire piu' giovani).
Potenza di internet e di come, con esso, si possa risolvere l'eterno problema legato all'invecchiamento fisico: basta desiderarlo si torna indietro di decenni.

Chiara_di_Notte_1988

venerdì 15 dicembre 2006

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E' regola, quando qualcuno ci aggiunge al suo blogroll, rivelare sei cose bizzarre di noi stesse... ecco qua:
  1. Non bevo caffe', solo the. Senza zucchero e senza aggiunta di latte o limone. Durante la giornata ne bevo circa 1 litro. Mi piace la cultura che sta dietro a tale bevanda e fin da piccola sono stata abituata a gustarne ed a riconoscerne i vari aromi.
  2. Sono molto precisa in tutto. Tengo accuratamente ordinata ogni cosa, dal desktop del mio PC, alla mia agendina con appuntamenti e numeri di telefono. Non sopporto il disordine e tendo ad archiviare praticamente tutto in modo da poterlo ritrovare velocemente quando occorre.
  3. Credo nella legge di Murphy: quando una cosa puo' andare male allora andra' male sicuramente. Ho cercato d'ingannarla piu' volte ma alla fine ho deciso di rassegnarmi.
  4. A seconda del vino che bevo cambio d'umore: il vino rosso mi stimola la "balla piangiotta" mentre quello bianco la "balla ridarola"... non sto a dirvi cosa accade quando mescolo.
  5. Ho un pessimo rapporto con i miei capelli: quando li ho lunghi li vorrei tagliare, quando li taglio mi pento sempre e li vorrei di nuovo lunghi... credo che non riusciro' mai ad averli della "misura giusta".
  6. Non indosso mai "underwear", a meno che non porti i pantaloni. Cio' ha sconvolto piu' di una mente maschile nel passato, ma ho sempre notato che gli amici gradivano molto questa mia abitudine.

giovedì 14 dicembre 2006

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Grusha


“… Certo che puo’ nascere una storia con un cliente, Irina… molte qua, prima o poi, trovano il loro sponsor… ma se parli d’amore, allora e' un problema, perche’ all’inizio, quando e’ acerbo, e’ acido e non lo puoi gustare… quando poi matura, matura troppo ed e’ da buttare…”

Купила грушу – нельзя скушать... Положила – она сгнила!!!

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Storia di una escort (7) - Alicia


Caro Francesco, meriteresti una più lunga ed articolata risposta e, se non fosse per il poco tempo che ho a disposizione oggi, potrei dilungarmi ad esprimere teorie e concetti.
Tu affermi che i rapporti escort-cliente (o ex-cliente) siano molto più frequenti di quanto si possa pensare; su questo punto sono d'accordo ma si devono fare dei distinguo, perché se parliamo di semplici rapporti di comodo si può asserire che la percentuale è altissima (sfiora la totalità).
Con “rapporti di comodo” voglio elencare i due principali:
- Lei sta con lui perché ha bisogno di sostentamento oppure di qualcosa che solo lui può darle, ad esempio un matrimonio con conseguente cittadinanza se e’ extracomunitaria.
- Lui sta con lei perché ci pappa sopra (inutile ogni commento), ma potrebbe anche trattarsi di un cliente che in questo modo accede a certi vantaggi (non pagarla più oppure conoscere amiche disponibili, ecc).
In entrambi i casi non si può parlare di veri rapporti legati al sentimento.
Certo che se due persone si frequentano per un po', un certo tipo di sentimento d’amicizia anche lieve, alla fine, compare.
Se si escludono, quindi, i rapporti di convenienza ne restano ben pochi che abbiano una valenza”sentimentale” e perché ciò possa accadere ci dobbiamo trovar di fronte a delle persone che abbiano avuto modo di aver vissuto determinate esperienze di vita prima di affrontare questa prova.
“Come in tutti i rapporti’", dirai tu, ma c’e’ una differenza: le persone di cui parlo io devono aver avuto a disposizione un “campionario” più assortito rispetto a quello che normalmente puo’ aver testato chi non ha mai fatto parte di un certo “mondo”.
Se lei ha conosciuto molti uomini (ricchi, intelligenti, belli, eleganti, affascinanti, sessualmente dotati e non) e lui ha conosciuto molte donne (belle, intelligenti, affascinanti, eleganti, sexy, porche a letto e non), cio’ dovrebbe servire ad entrambi per acquisire quella sicurezza necessaria per stare insieme senza porsi dei problemi: "se lei (lui) ha scelto me fra tutti (tutte), ciò significa che sono il (la) migliore, e di questo ho certezza”.
Chi invece questo "campionario" intende usarlo solo per raffrontare le proprie esperienze con quelle dell’altra persona (in una specie di eterna sfida), ponendo continue domande e chiedendo continue rassicurazioni, rischia di cadere in quel sentimento di gelosia tipico di chi ha un approccio troppo immaturo nei confronti di un rapporto che invece ha bisogno della massima apertura mentale.
Per questo credo che una escort possa essere pronta per tale “passo” (qualora abbia l'occasione di trovare l'uomo giusto), non prima dei 30 - 35 anni e cioè quando essa riterrà di essere arrivata quasi alla fine della sua avventura.
Anche l'uomo (cliente) puo’ essere nell’eta’ giusta (qualora abbia l'occasione di incontrare la escort della sua vita) non prima dei 45 -50 anni e cioè quando avrà stabilizzato quella sicurezza interiore, cosi’ da poter reggere senza problemi una situazione di tal genere.

Finisco di scrivere la mia risposta a Francesco e la invio sul forum, poi chiudo la sessione di Windows.
Francesco e’ stato il primo a "postare" nel mio 3D che parla d'innamoramenti fra clienti ed escort.
Credo che lui la sappia lunga!
E’ stato troppo preciso nel descrivere determinate situazioni, impossibili da immaginare per una persona che non ha mai provato l’esperienza diretta di un legame con una prostituta.
Mi prende la voglia di telefonare ad Alice; e’ un po’ di tempo che non sento la mia amica.
L’ultima volta che l’ho incontrata mi ha parlato della sua storia, con quell’avvocato che sembra averla presa così tanto.

“Ciao Alice come stai?”
“Non va male… ma neanche troppo bene direi!” La voce di Alice e’ leggermente malinconica.
“Qualcosa non va? Hai problemi con lui tesoro?”
“Problemi non direi, è sempre molto carino e gentile, ma mi sembra che abbia paura della situazione in cui si è cacciato. Sembra voler prendere tempo su tutto. Dice sempre che parlerà chiaramente con sua moglie, ma i giorni passano e non lo fa. Dobbiamo trovare un appartamento per stare insieme, ma questo non gli piace, quello è troppo piccolo, quell’altro non è nella zona giusta… Non so che pensare!”
“Senti cara, ti do un’idea. Fa’ le valigie e vieni a Venezia con me”
“Ma che dici?”
“Non scherzo tesoro! Ho un appuntamento a Venezia, ma mi occuperà solo una sera. Potremmo farci due o tre giorni di vacanza insieme, come ai vecchi tempi. E così lui capirà anche che tu non stai appiccicata al caminetto in sua attesa!”

Sono la sua più cara amica. Quante volte in passato abbiamo sfilato insieme, e dopo il lavoro, nella stessa camera, abbiamo fatto l’alba raccontandoci cose. Sono certa che ad Alice non dispiace affatto l’idea di passare qualche giorno a Venezia.

“Forse hai ragione. Lo chiamo e gli dico che sto qualche giorno via con te. Ma guidi tu eh!”
“Prendiamo il treno, che ci facciamo con l’auto a Venezia? Allora prenoto anche per te? Io devo stare a Venezia per Sabato sera… potremmo partire Venerdì mattina e tornare Martedì o Mercoledì… che ne dici?”
“Benissimo! Ci sentiamo Venerdì mattina… grazie”

Sono contenta di stare qualche giorno con Alice. E’ la mia unica vera amica. Di ragazze ne conosco tante, ma con nessuna riesco ad avere questa confidenza. Uomini invece…
Nell’ipotesi migliore sono clienti gentili. Gli altri m’interessano poco. Eccetto uno…
Con lui sto bene, ma forse proprio perché lo vedo pochissimo. Vive in Toscana. L’ho conosciuto come cliente. Usciva da una brutta storia, aveva bisogno di parlare e di coccole… ed aveva chiamato me. Era venuto sino a Milano perché, mi disse, anche il viaggio, il cambiare ambiente, l’avrebbe aiutato a distrarsi meglio.
Ha poco meno di 50 anni, ma sembra molto più giovane. Sono convinta che quella, per un uomo sia l’età migliore. A trenta anni i maschi sembrano ancora ragazzini, non riuscirei a stabilire alcun rapporto con loro. Con lui no. Con lui e’ piacevole parlare, e’ una persona splendida, ma so benissimo che se avessimo una relazione più stretta, durerebbe poco.
Non rinuncerei alla mia libertà per nulla al mondo. Ma lui rispetta la mia scelta, conosce il mio lavoro, ci vediamo un paio di volte al mese ed ogni volta con piacere. Sono sicura di non amarlo, ma con lui passo ore serene.
Di lui mi piace soprattutto l’ incredulità che ha nei riguardi del nostro rapporto. Praticamente ogni volta che c’incontriamo, sembra meravigliarsi del fatto che lo voglia vedere ancora. Eppure nel suo lavoro e’ un uomo deciso e sicuro di sé; solo con me perde la sicurezza e questo aspetto mi piace molto. Mi sento importante, quasi adorata. Tornata da Venezia, andro’ a trovarlo. Desidero un po’ d’aria fresca.

Esco a piedi. Metropolitana e quattro passi in centro. Milano non è affatto la città alienante che molti pensano sia. E’ efficiente, ordinata, ma offre moltissimo a chi la conosce.
Mi piace Milano, mi sento milanese anche se non vi sono nata.
Decido di andare in agenzia a prenotare i biglietti del treno e anche un Albergo a Venezia. L’Americano m’aspetta all’ Hotel Gritti, ma per me ha prenotato una sola notte.
Sulla porta dell’Agenzia il cellulare squilla…

“Ciao, sono Alice… volevo dirti che non vengo con te. Scusami tanto sai, ma sapessi come l’ha presa male!”
“Sempre uguali questi … non cambiano mai.”
“Si è vero… però capisci! Io ci tengo a vedere come va a finire, non voglio forzare la mano.”
“D’accordo, come vuoi tu. Peccato perché saremmo state bene insieme. Vuol dire che appena torno ci si vede, d’accordo?”
“Anche prima che tu parta, se ti fa piacere. Magari con lui…”
“D’accordo, ci sentiamo. Starò via solo qualche giorno.”

A questo punto tanto vale andare a Firenze. Comunque il lavoro prima di tutto: Venezia… al Gritti.

L’americano e’ un gran signore. Avanti negli anni, più di 60 sicuramente, ha il fascino elegante di chi è abituato alla ricchezza, ma non ha mai avuto la necessità di ostentarla. Completo di Armani, leggerissimo dolcevita in tinta sotto, total look, mi accoglie nella Hall dell’Hotel con un sorriso cordialissimo. Il suo inglese e’ eccellente, assolutamente privo dell’accento statunitense. Forse non e’ Californiano, come mi ha detto. Sembra più un Bostoniano.
Conosco bene gli americani. Negli States ho vissuto alcuni anni e la maggior parte dei miei clienti e’ proprio statunitense. A tutti rimprovero però una certa provincialità nei modi ed un approccio a volte troppo immediato ed amichevole. Questo cliente invece ha quel tatto di eleganza che distingue gli europei, o almeno, parte di essi.

“E’ proprio come nelle sue foto, signorina, complimenti! Mia moglie sarà soddisfattissima di lei.”
“Grazie, sono appena un po’ stanca, potrei cambiarmi e salire in camera un istante?”
“Con tutto il comodo signorina… l’aspettiamo al ristorante per cena.”

La camera e’ stupenda, come tutte d’altronde.
Venezia è una città unica dove il passato sembra continuamente presente.Gli stessi specchi della sua camera, i mobili in stile, sembrano evocare dolcissimi amori di dame e cicisbei. Nel mio guardaroba manca un po’ di cipria e una parrucca…
Mi faccio un trucco leggero che possa non involgarire il mio viso zingaro incorniciato dai lunghi capelli neri, lasciando gli occhi naturali e puliti ma con una tinta di rossetto molto accesa sulle labbra.
Quando scendo nel ristorante, fasciata in un tubino nero con le spalline sottili, i sandali con tacco di dieci centimetri che calzo sempre quando voglio stupire e che portano la mia altezza a sfiorare il metro e novanta, percepisco un istante di palpabile silenzio. Sento molti sguardi, non solo di uomini, che s’imprimono come marchi a fuoco su di me, mentre passo fra i tavoli.
In fondo alla sala, l’americano si e’ alzato sorridente per accogliermi.

“Ti presento mia moglie Alicia!”

Una bella donna, bella davvero. Forse un po’ austera coi capelli nerissimi raccolti dietro la nuca, ed un filo di perle che, unico ornamento, stacca meravigliosamente sul suo abito, anch’esso nero. Ai lobi due meravigliose perle coronano i lineamenti del suo volto. Non le si danno più di 35 anni, ed anche ben portati.
Sono una coppia bellissima. C’e’ però nei due coniugi, ammesso poi che siano tali, un senso di autocontrollo che oltrepassa ciò che si intende come buona educazione. Non e’ freddezza, forse e’ troppa eleganza.
La donna mi conquista quasi subito. La guardo attentamente: ha braccia sottili e mani lunghe, gli occhi sono i piu’ intensamente verdi che abbia mai visto, con un taglio felino che e’ in contrasto con la dolcezza del suo sorriso. Ha denti che, bianchi come piccole perle, splendono e riprendono il colore dei suoi orecchini.
Ogni tanto lo sguardo di Alicia si posa nei miei occhi, ed un paio di volte le sue dita affusolate si spingono fino a sfiorare distrattamente le mie, quasi a voler testare la consistenza ed il calore della mia pelle.

La conversazione e’ piacevole. Se non sono di Los Angeles, ed ho dei dubbi sul fatto che lo siano, conoscono comunque bene la città. Sono anche e soprattutto amanti dell’Italia. Non c’e’ città importante, artista, monumento che non conoscano. Devo dar fondo a tutta la mia erudizione per mantenermi al loro livello nella conversazione.
Quando la cena giunge al termine, e si capisce che fra poco saliremo in camera, ho quasi un senso di sollievo. Finalmente giochero’ con le carte che conosco meglio. Sono abituata a personaggi colti e raffinati, ma questi due sono veramente tra i più sofisticati che abbia conosciuto. Lo stesso Anwar, il mio miglior cliente, imparentato con la famiglia reale araba, non riesce a trasmettere tanta compostezza.

“Signorina noi desideriamo ritirarci. Il nostro appartamento è il 304… se volesse raggiungerci sarà un piacere continuare questa gradevole conversazione.”

Si allontanano dopo avermi salutata con un leggero inchino della testa.
Mi avvicino al bar ed ordino un Grasshopper con molto ghiaccio. Adoro il gusto della menta. Lo sorseggio con molta calma, poi mi dirigo all’ascensore e premo il tasto numero tre.
Entro nella loro camera, la porta e’ stata lasciata aperta.
Lui e’ ancora completamente vestito, nel suo impeccabile completo, con quella giacca che, lunga, come sempre in ogni linea di linea Armani, esalta la sua figura giovanile ed atletica. Lei invece e’ seminuda sul letto.
Che cambiamento rispetto alla donna serica di pochi minuti fa!
Porta un meraviglioso completo intimo in pizzo nero che fa risaltare la bellezza mediterranea del suo corpo dalla carnagione olivastra. Si e’ sciolta i capelli che adesso le ricadono morbidi sulle spalle e i suoi occhi verdissimi brillano di una luce particolare.
Alicia si alza ed elegantemente si avvicina… le sue braccia mi accolgono in un abbraccio assai tenero. Occhi socchiusi, la sua bocca cerca delicatamente la mia…
Percepisco i suoi capezzoli turgidi bucarmi la seta del vestito. Mi fa scivolare il tubino di dosso lasciandomi completamente nuda…
Non porto mai niente sotto.
Prende a baciarmi su tutto il corpo e mi conduce dolcemente verso il letto. Ci accomodiamo meglio e ci sciogliamo in un lungo bacio stando distese sul fianco. Lei divarica le gambe per far aderire meglio il suo corpo al mio. Le nostre mani possono finalmente deliziarsi nella scoperta di ogni punto raggiungibile...
Le sgancio il reggiseno che cade, rivelando un seno morbido, con grandi capezzoli rosei ed impertinenti. Lo sfioro dolcemente... disegnando il circolo dei capezzoli con le mie unghie. Poi, sempre piu’ insistentemente, continuo a straziarle delicatamente i seni morbidi e sodi, tenendoli completamente nelle mie mani.
Alicia chiude gli occhi e abbandona il suo capo all'indietro avida di piacere... comincia ad ansimare sempre più forte...
La mia lingua titilla le sue labbra e le massaggia i denti lisci e freschi, mentre lui, immobile e vestito, assiste alla scena fumando una sigaretta.
In poco tempo Alicia si trasforma in un vulcano ed anche io mi lascio trasportare in questo gioco…
Inizio ad avvertire il desiderio di abbandonarmi alle sue attenzioni che si fanno via via sempre piu’ decise.
La lingua di Alicia si muove sapientemente… morbida e lenta.
Sa dove andare e come muoversi.
La testa riversa e gli occhi chiusi… sono gonfia di piacere e pronta a scoppiare.
L’uomo, conosce bene le capacità amatorie della moglie e sceglie il momento più giusto per avvicinarsi e per entrare nel gioco, tanto che, se non lo facesse, gli chiederei io stessa di farlo.
Torno nella mia camera dopo alcune ore.
Mi addormento immediatamente, sono esausta, svuotata, ma anche stranamente felice.

Il mattino seguente mi alzo alle dieci.
La camera e’ a mia disposizione soltanto sino a mezzogiorno; non ho voluto prenotare altre notti.
Alice non m’ha accompagnata, sono indecisa se tornare subito a Milano o chiamare Giulio.
Opto per la seconda soluzione.

“Caro, mi va di vederti, lo trovi tempo per me?”

Non ho dubbi che lo trovera’, ma mi piace comportarmi così, come se ogni volta che chiedo di incontrarlo fosse dovuto ad una serie di strane coincidenze; come se ogni volta fosse un regalo deciso all’ultimo momento. Chiamo il portiere.

“Mi perdoni, quando parte il primo aereo per Firenze? Grazie… mi prenoti un posto per cortesia. Ed anche un motoscafo per l’aereoporto. Scendo tra venti minuti… molto gentile grazie!”

Ho pochissimo bagaglio sono pronta in un attimo. Scendo nella Hall, chiedo al portiere se e’ tutto a posto con la mia camera.

“Certo Signorina… c’è solo questo per lei!” e mi porge un pacchetto.

Mi allontano di pochi passi ed apro l’involucro. C’e’ un biglietto: “Wish you’ll remind me! Alicia”. E insieme ad esso... i due orecchini di perle!

Tre ore dopo sono in auto con Giulio.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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