mercoledì 29 novembre 2006

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COGITO ERGO SUM


Locuzione con la quale Cartesio (Principia philosophiae 1, 7 e 10) esprime la certezza indubitabile che l'essere umano ha di se' stesso in quanto soggetto pensante.

Che qualcuno affermi semplicemente che IO NON ESISTO, solo perche' non rivelo la mia identita', mi pare oltremodo esilarante.

UNA LEAENA MULTAS DORCADES NON TIMET

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Multinick e Cerberi


Il multinick e' un individuo che "spezzetta" la propria personalita' in mille nicknames diversi. Agire come multinick e' comunque semplice, in quanto chiunque puo' recitare una parte diversa mostrando ogni volta un atteggiamento nuovo. Il multinick, come l'Araba Fenice, rinasce dalle proprie ceneri per cui il gioco puo' durare all'infinito.
Il Cerbero e' invece un nickname prodotto da piu' persone che si organizzano a turno animandolo e dandogli una colorazione variopinta a seconda di chi in quel momento ne e' controllore. Non sono a conoscenza di esempi di Cerbero che si siano fin'ora palesati anche se, molti, attribuiscono alla sottoscritta tale condizione. In tutti i casi il Cerbero e' una "marionetta" difficilissima da gestire in modo coerente in quanto i diversi stili degli animatori prima o poi emergono rendendo evidenti eventuali discrepanze, soprattutto se il gioco dura per un lungo periodo.
Poi esiste il nickname semplice, ne' multinick ne' Cerbero, che dimostra equilibrio, coerenza e correttezza nei confronti degli interlocutori con i quali si relaziona. Alla lunga, goccia a goccia, questo vince su tutti.

martedì 28 novembre 2006

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L' invidia del pene nelle donne


L'invidia del pene nelle donne puo' venir riportata all'invidia del seno materno ed ai sentimenti distruttivi ad essa collegati. Se l'invidia del seno materno si sposta sul pene del padre, puo' accadere che si accentuino le tendenze omosessuali.
Si tratta fondamentalmente di un meccanismo di fuga che non può percio' portare ad un rapporto stabile con il secondo oggetto.
Nello stesso tempo, il rapporto carico di invidia verso la madre si manifesta in una rivalita' edipica eccessiva, dovuta piu' che all'amore per il padre all'invidia nei confronti della madre per il possesso del padre e del suo pene. Il padre diventa un'appendice della madre.
In futuro, quindi, ogni successo nei rapporti con gli uomini diventera' una vittoria riportata su un'altra donna. Altre conseguenze derivanti dalla fuga dall'oggetto primario sono l'idealizzazione del padre e del suo pene, la frigidita'.
Cio' che e' stato confermato e' la presenza di una crisi evolutiva nella prima infanzia della bambina attorno al terzo anno di eta'. Durante la fase fallica la scoperta della differenza dei sessi porta con se' reazioni invidiose, un aumento dell'aggressivita' nei confronti della madre, e un senso di inferiorita' per la mancanza di un organo piu' adatto a rappresentare le tendenze falliche-attive. Secondo Freud la soluzione positiva di questo "complesso di castrazione" consiste nell'accettare questa inferiorita' innegabile. Nell'esplorazione psicoanalitica dello sviluppo femminile successiva a Freud e' stato documentato che questo difficile periodo della vita piccolo-infantile della donna nella maggior parte dei casi puo' rappresentare un periodo del tutto transitorio, privo delle conseguenze negative di cui sopra.

lunedì 27 novembre 2006

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La doccia


Ssssssshhhhhhhhhhh....

Sensazione di benessere... di caldo.
L'acqua scende sui capelli e poi giù, sul collo, sulle braccia, sul seno... e poi giù, in mille rivoli che si dividono sul ventre, sui glutei, sulle cosce... giù sempre più veloce, sulle gambe... sui piedi, rimbalza, spruzza.

Ssssssshhhhhhhhhhh....

Piega all’indietro la testa, si fa inondare. Inarca il busto per non sprecare neanche una goccia.
Vuole essere sommersa… annegata...

Ssssssshhhhhhhhhhh....

Sensazione di piacere.
Un brivido percorre il suo corpo quando l'acqua le scorre giù per la schiena.

Ama farsi la doccia.
Le da' un senso di pulizia assoluta.
La forza dell'acqua le fa chiudere gli occhi… chiudere gli occhi la fa pensare.
Immergersi in una vasca non ha lo stesso effetto... e’ come se fosse "in ammollo", come se crogiolasse in un brodo.
L'acqua, in una vasca, non da' mai quell' impressione di pulito, di fresco, di nuovo e lo sporco resta lì... il brodo... con dentro ancora lo schifo ed il sudore... il sudore del cliente, la sua saliva, gli
odori di uno sconosciuto.
La doccia invece rinvigorisce… l'acqua scorre e trascina via tutto.
E' sicura che dopo niente di ciò che è stato quella sera, resterà appiccicato al suo corpo.
Sarà finalmente pulita, nuova, pura.
Ecco... prende la spugna... se la strofina addosso.
Fabio è di là... non lo sente più... forse si è addormentato.
Ha fatto sesso... l'ha fatto come lui voleva... come lui ha sempre voluto... come lui vorrà... anche domani.
Fabio è suo marito.
Gira il rubinetto... aumenta la forza del getto... ha bisogno di lavar via... di più... di più...
Una pioggia torrenziale.
La stessa pioggia che cadeva il giorno in cui l'aveva conosciuto.

Era arrivata improvvisa la pioggia e lei non aveva con se’ l’ombrello.
Venne sorpresa mentre stava arrivando all'appuntamento.
S'infradiciò dalla testa ai piedi… i capelli... il trucco... il vestito.
In un attimo tutto il lavoro di preparazione si era disciolto in quella pioggia.
Quando lui la vide si mise a ridere e questo contribuì a farglielo diventare simpatico fin da subito. Si sentiva inadeguata, ridicola, stupida... era lì di fronte al cliente in quello stato... ed era il primo appuntamento con quel cliente!
Fabio era stato un cliente.
Lo era stato ed aveva continuato a frequentarla anche dopo quella volta.
Si era innamorato.
Era dolce Fabio... era molto più grande di lei.
Era un avvocato famoso e lei si era fidata di lui, gli aveva creduto, c'era cascata.
Si era innamorata.
Non avrebbe mai dovuto mescolare il lavoro con gli affetti... avrebbe
dovuto combattere quel sentimento, avrebbe dovuto dar retta ai consigli di Ester e delle altre colleghe.
Ma Fabio era così dolce... così protettivo e l'avrebbe aiutata, diceva.
Voleva farle da pigmalione.
Era certo che dentro di lei, oltre alla prostituta, ci fosse una donna davvero speciale.
Con l'aiuto di Fabio, istruito, colto, ricco, sarebbe uscita per sempre da quel mondo per entrare in un altro dorato e rispettabile.
Pioveva a dirotto anche quando si sposarono.

Ssssssshhhhhhhhhhh....

Calda...
Si accarezza... si spalma di schiuma... soffice... profumata.
Quante mani, quante bocche l' avevano sfiorato, dappertutto quel corpo.
Mani senza braccia... bocche senza volto.

I primi mesi con Fabio erano stati forse i più belli e lui la copriva di regali e di attenzioni.
Cercava di farle dimenticare il passato.
Povero Fabio, sembrava non rendersi conto di essere entrato in un meccanismo più grande di lui.
Lei si sentiva responsabile, doveva opporsi subito... doveva lasciarlo subito quando la malattia aveva preso il sopravvento.
Ma non l'aveva fatto, non aveva potuto.
Era così caro... le faceva pena... e sentiva anche di essere in debito con lui.
Fabio aveva sempre avuto strani desideri, se n'era accorta fin dal primo momento.
Già da cliente le faceva richieste strane, chiedeva che lei raccontasse cosa faceva con gli altri. Questo lo eccitava, lo divertiva.
Poi, dopo il matrimonio, era diventato più insistente; doveva raccontargli tutto, con dovizia di particolari... nei minimi dettagli.
I dettagli erano importanti: la descrizione dei clienti... cosa dicevano... come godevano.
Lui si eccitava e poi faceva l'amore.
Mille storie e poi, alla fine, lei non sapeva più cosa raccontare... così le storie se le inventava e con la sua fantasia creava nuovi dettagli... sempre più torbidi, sempre più perversi.
Fabio sa tutto di lei.
In seguito aveva anche smesso di toccarla: la metteva in piedi sopra di se' nuda ed arrivava all'orgasmo semplicemente facendosi raccontare... e toccandosi.

Ssssssshhhhhhhhhhh....

Acqua che scroscia... forte... anche dentro... le incrostazioni sedimentate... quelle più nascoste, più intime... si sciolgono... come delle scorie... giù fin nello scarico.

Lui diceva che l' avrebbe fatta smettere... ma era Fabio che non poteva smettere.
Il lavoro di lei lo intrigava e se avesse smesso di che cosa avrebbero parlato poi? Non più clienti, non più storie.
E di loro stessi non c'era ormai piu’ molto da dire.
Negli ultimi tempi pretendeva addirittura che lei tornasse dal lavoro senza essersi lavata; voleva sentire l'odore: l'odore del sesso degli altri uomini.
Aveva provato a ribellarsi, a dirgli che le faceva schifo, che’ lui era malato e che avrebbe dovuto farsi vedere da uno psicologo.
L'aveva presa a schiaffi… si... l'aveva schiaffeggiata e l’aveva minacciata che’ lui era il marito ed il sesso aveva il diritto di farlo in quel modo.
Anzi, se avesse smesso di prostituirsi allora l' avrebbe portata in quei posti dove si scambiano le coppie... per guardarla, per scrutarla mentre era costretta a far sesso con gli sconosciuti.
L'aveva presa a schiaffi ma dopo si era subito scusato e le aveva detto che l' amava alla follia e che se lo lasciava lui sarebbe morto... si sarebbe ucciso.
Lei era unica, insostituibile, perfetta.
Povero Fabio, che pena le aveva fatto quel giorno! Era come un bimbo sperduto che chiedeva aiuto alla mamma.
Ancor oggi, quando lo guarda dormire, non le sembra vero che Fabio sia potuto arrivare a tanto.
Bisogna comprenderlo... e’ malato.
Avevano fatto un accordo: lei avrebbe continuato a fare la prostituta e lui non le avrebbe impedito di avere storie con altri uomini.
Purché non s'innamorasse.
Che poteva fare? Anche lei aveva dei desideri e non poteva certo soddisfarsi con i soliti clienti.
E poi era una donna calda.
Il patto era che avrebbe continuato a raccontargli tutti i particolari.
Per questo, Fabio, aveva anche comprato una piccola agenda ove, giorno per giorno, segnava accuratamente ogni atto sessuale al quale lei si prestava.
Con dei simboli annotava i vari tipi di rapporti sessuali... orali... anali.
Una volta, lei, gli aveva domandato: "Ma a che serve?"
"A fare le statistiche!" – le aveva risposto
"Si, scusa ma… le statistiche per che cosa?"Lui con la faccia seria, come se ci credesse veramente: "Ma sei cretina? Per fare i confronti con l'anno precedente!"
Certo lui era molto più grande e lei ne aveva viste di cose strane nel suo lavoro, ma tutto questo le era sempre sembrato oltremodo fastidioso... ma non le costava niente... e poi serviva a farlo star bene.
Soprattutto dopo il tracollo finanziario: un investimento sbagliato.
Dover sostenere il tenore di vita con il solo suo lavoro non era stato facile.
D'altronde che poteva fare? Lui le aveva dato tanto e doveva, in qualche modo, dimostrargli la sua riconoscenza.
E poi Fabio era una persona tanto indifesa.
Non poteva abbandonarlo.

Ssssssshhhhhhhhhhh....

Se quell'acqua le portasse via tutto... Se quella doccia potesse lavar via anche quel senso di colpa che la assale quando pensa di lasciarlo.

Ecco... e’ pulita adesso… non sente più nessun odore.
E’ sparito anche il pessimo profumo del cliente e l'odore acre del profilattico... e quello della saliva che tanto eccita Fabio.
Chiude l'acqua.
Si asciuga... si strofina i capelli con la morbida salvietta che sa di pulito.
Torna in camera... lui non dorme ancora… l'aspetta... che caro!
Senza niente addosso si infila sotto le lenzuola.
" Chiara... sai che non posso vivere senza di te... lo sai che ti
voglio bene "
" Si, lo so... anch'io te ne voglio... dormiamo adesso, sono stanca"
Fuori della finestra un tuono annuncia l'arrivo di un temporale.
Anche la città, stanotte, ha voglia di una doccia.

domenica 26 novembre 2006

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Top-Escort, sesso e internet


Facevo parte del club del milione… anzi dei 1.000 dollari (adesso si chiamerebbe club dei 1.000 euro e non basterebbero).
Non mi vergognavo di prendere per un week end più di quanto moltissime persone erano capaci di guadagnare ogni mese.
Non e’ mia intenzione offendere nessuno. In realta’ sarebbe come se un professionista famoso si vergognasse del proprio stato di privilegiato nei confronti di un operaio o di un impiegato.
E’ quindi ridicolo chi si lamenta del fatto che certe ragazze che esercitano il meretricio guadagnino molto.
Non essendo la professione regolamentata e trattandosi di un’attivita’ borderline, vale la regola del mercato che disciplina tutte le attivita’ di questo tipo: prendere o lasciare.
Fra le prostitute esistono comunque vari livelli e se e’ vero che esistono quelle che vendono i propri servizi per pochi soldi, concedendosi senza protezioni per accontentare i clienti, e’ anche vero che altre preferiscono esercitare cercando di ricavare il massimo (in senso economico) proteggendosi il piu’ possibile da eventuali rischi di infezione.
Le ultime ricerche nel campo del virus HIV hanno messo in luce la possibilita’ di trasmissione anche attraverso rapporti orali non protetti.
A questo proposito e’ chiaro che una stradale costretta dal racket a guadagnare il più possibile possa anche sottostare a certe richieste “pericolose”, rischiando la salute ma e’ difficile che una Escort si lasci convincere in tal senso.
Molti illusi dovrebbero inoltre togliersi dalla testa l’idea che la ragazza possa donarsi a loro senza protezione solo perche’ sono “simpatici” o di bell’aspetto. Chi fa la prostituta e’ posta davanti ad una scelta: concedersi a molti ad un prezzo basso oppure selezionare la clientela ed accettare i servizi solo se sono ben pagati?
Una ragazza con requisiti fisici ed intellettivi superiori alla media scegliera’ certamente la seconda soluzione e scegliera’ quindi la strada che la portera’ ad accettare clienti poco impegnativi che potranno pagare molto, piuttosto di clienti che vogliono ottenere sconti a tutti i costi pretendendo prestazioni da porno-attrice… Addirittura senza protezione.
Negli ultimi anni, a causa dell’introduzione dell’euro e della diminuzione della capacita’ di spesa, in Italia abbiamo assistito alla progressiva scomparsa delle Top-Escorts così come esistevano negli anni in cui l’economia era piu’ florida e come vengono immaginate… E come molti, ancor oggi, vorrebbero aver modo d'incontrare: modelle di bellezza elevata, colte, eleganti, disinibite.
Il mercato e’ sempre più popolato di ex stradali o da loft che, avendo avuto modo di accedere al web, sono oggi in grado di riempire quella nicchia di mercato lasciata vuota da chi ha scelto altre strade meno impegnative e piu’ vantaggiose. Da tempo ormai le Top-Escort “lavorano” solo con clienti di livello elevato: quasi sempre stranieri che giungono in Italia per affari e che cercano compagnia per i loro momenti di relax extra lavoro.
Questi “clienti-Vip” posseggono due requisiti che per le Top-Escort sono essenziali: pagano molto e sono completamente fuori dal giro delle discussioni forumistiche inconsistenti finalizzate all’ottenimento di favori sessuali da parte di chi, d’altro canto, non ha possibilita’ economiche tali da potersi permettere determinati lussi.
Spesso chi sia aggira in internet (chat line, forum) cerca solo di abbindolare qualche "signora" in cerca di trasgressioni “borgatare”, promettendole abilità amatorie degne di Casanova. Dato che in realta’ la parte più fastidiosa (ed a volte sgradita) del lavoro, per una Escort, e’ proprio l’atto sessuale in se’, per cui si tratta di persona minimamente interessata ad esso, e’ quasi impossibile conquistare una Top-Escort promettendole una banale cenetta a base di candele ed occhi dolci, allo stesso modo in cui e’ impossibile ottenere una Ferrari al prezzo di una Panda.
Le discussioni in atto in molte comunita’ virtuali non fanno altro che dimostrare una cosa: chi le porta avanti lo fa perche’ non puo’ permettersi di pagare e spesso usa i forum solo per sfogare la frustrazione dovuta alla consapevolezza di cio’.

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L'ipocrisia


Esiste un certo tipo di maschio puttaniere tutto perbenino con la famiglia, con i figli (magari li porta anche in chiesa e dice loro che certe cose non si fanno), con la moglie (alla quale dice che non deve spendere troppo e che deve risparmiare), che poi fa il maiale scegliendo giovani prostitute di 18 anni, pagandole diverse centinaia (se non migliaia di euro). E guai se non vengono soddisfatti... In tal caso queste ragazze sono si' delle zoccole ma non valgono niente! Anzi, sono delle truffatrici.
Verro' certamente accusata di "sputare nel piatto dove ho mangiato" ma chissenefrega!
Quella del piatto e' soltanto una frase fatta di chi non puo’ produrre altri argomenti che non siano quelli dei banali luoghi comuni.
In quel piatto ci ho mangiato io… Mica sputo nel piatto dove ha mangiato o dove deve ancora mangiare qualcun altro.
Inoltre sputare in un piatto dove ho mangiato, se quel piatto porta la faccia dell'ipocrisia e della falsita' , se in quel piatto non c'e' piu' nulla da mangiare, e’ una soddisfazione.
Esattamente come quella che hanno alcuni maschietti quando si riempiono la bocca d’insulti contro chi, cinque minuti prima, ha "succhiato" loro i soldini messi da parte tanto faticosamente.
Ma lo vogliamo dire che le escort sono un lusso? Lo vogliamo dire che le escort (quelle vere e bonazze) non si trovano sugli scaffali messe in fila? Lo vogliamo dire che sono molti piu' i clienti rispetto alle ragazze che offrono un certo servizio? Lo vogliamo dire che le modelle possono darla a chi vogliono loro ma se telefona uno che non sopportano lo rifiutano senza porsi tanti problemi?
Poi, ovviamente, ci sara' il single "curioso", il divorziato, il coniuge stanco della moglie che non gliela da' piu' come lui desidererebbe... Mica tutti sono sfigatissimi senza speranza alcuna.
Insomma, ci sono un sacco di realta' diverse ma l’esperienza mi ha portata a conoscere molti "maritini" puttanieri ed ipocriti e pochi "singles" in cerca d'avventure o goliardici filibustieri. Ma comprendo che sia logico che chi si sente di far parte di una certa schiera di personaggi da me criticata si arrabbi e mi insulti: ci sono abituata.
Ormai da anni devo sopportare gli strali di chi non sa controbattere se non con frasi tipo "sei una puttana", "ringrazia noi che te lo abbiamo ficcato in …", "siamo noi che ti abbiamo campato".
Ma campato chi? Ma dove? Ma quando?
Avranno campato qualche povera disgraziata senza speranza (e forse neanche quella) ma che c'entro io?
Siamo forse tutte uguali? Proveniamo tutte dalla stessa realta’? Abbiamo avuto tutte lo stesso percorso culturale ed umano?
Clienti come costoro io non ne ho mai avuti perche' ero fuori target per certa gente.
Questa e' gente che puo’ permettersi di pagare al massimo 200 euro (e forse esagero).
Questa e' gente che non fa la la spesa se non nel periodo delle offerte speciali (mangiano lo stesso prodotto per settimane per esaurire la scorta del 3x2).
Questa e' gente che compra i vestiti solo in saldo: li vedi sempre abbigliati in modo "anacronistico" e sembrano mio nonno.
Questa e' gente che se la moglie si azzarda a spendere qualcosa per se stessa, immediatamente la cazziano perche' le spese familiari devono restare entro un budget prefissato.
Questa e' gente che a malapena riesce a racimolare la cifra per farsi una scopatina ridicola...
E quando l'hanno racimolata, zitti zitti, quatti quatti, la dilapidano in un pomeriggio per poi, a sera tornando a casa, far finta di aver il mal di testa per il troppo lavoro.
Pero' sono “bravi maritini” e quindi… Nessuno deve mai aver niente da dire sul loro comportamento, sulla loro famiglia, sui loro amici… Perche' sono tutte brave persone.
Mentre le puttane... Beh... Quelle sono solo delle baldracche disadattate, che se non ci fossero stati loro sarebbero morte di fame.

sabato 25 novembre 2006

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Memorie di una ex-geisha


"Una storia come la mia andrebbe sempre raccontata, in parte, perchè il mio è un mondo proibito e senza un po' di misteri non può sopravvivere. Di certo ero nata per una vita da geisha, come in molte cose nella mia strana vita, ci fui trasportata perche' ho saputo seguire la corrente. Diventiamo geishe per perseguire il nostro destino, diventiamo geishe perché non vogliamo scegliere altro..."

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Luoghi comuni...

... che descrivono bene la situazione attuale:
  • Chi troppo vuole nulla stringe
  • Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
  • Chi di spada ferisce di spada perisce
  • Rendere pan per focaccia
  • Oggi a me, domani a te

Chi vuole puo' continuare.

venerdì 24 novembre 2006

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Un 3D interessante


Anche perche' riesce a spiegare determinate dinamiche. Non su tutto concordo ma e' comunque un ottimo spunto di riflessione. Grazie a Francesca che me lo ha inviato.

"Spesso gli utenti del forum,in diversi topic aperti in tempi nemmeno tanto lontani hanno voluto sondare le motivazioni che potessero spingere una Donna a proporsi come escort.
Molte cose sono state dette da noi ragazze che scriviamo qui su...
Ed al di là del comune denominatore dell'innegabile vantaggio economico , molte di noi hanno espresso l'esistenza anche di altri moventi che in qualche modo rafforzano questa scelta...
Ecco.... Io mi ritrovo da alcuni mesi ad aver dovuto letteralmente accantonare il discorso "escortistico", per motivi che non sto a raccontare, ma che possono riassumersi in una assoluta mancanza di tempo e nella necessità di convogliare le mie energie in qualcosa di **altro** (probabilmente più costruttivo ed utile per un futuro concreto).
(Si, lo so, qualcuno obietterà che il mio profilo escort è ancora attivo sul forum.. verrà disattivato a breve, quando scadrà l'abbonamento... )
Ebbene... In questa fase di "fermo", mi sto effettivamente accorgendo di cosa "mi manca" di questo "mondo"....
Al di là delle ovvie considerazioni pertinenti il discorso economico (vorrei venissero evitate battute in tal senso: ho sempre fatto scelte molto poco "da professionista", limitando i miei incontri mensili ad un massimo di 6-7 anche nei periodi di maggiore attività) , quel che mi manca è l'aspetto prettamente "femminile" ed "autogratificante" che il meccanismo dell' "essere scelta" e "riuscire a dare piacere" ti da...
Si, molto "femminilmente" (o vogliamo tradurlo in un "vanitosamente"?) mi manca il sentirmi "scelta" , "corteggiata".... Mi manca la gratificazione che provavo quando leggevo negli occhi del partner il desiderio della mia compagnia, del voler condividere delle cose **con me e proprio con me** e non con un'altra. Mi manca il sentire su di me scivolare uno sguardo di desiderio. Mi manca la soddisfazione di riuscire (proprio io, "ranokkietta") ad essere fonte di piacere per un uomo. Mi manca il "feed back positivo" nei confronti della mia (vacillante) autostima (come Donna, non come persona) che un "incontro riuscito" mi poteva dare....
Mi manca tutto questo, e mi sento un po' meno Donna....Mi si può obiettare che le gratificazioni si possono trarre da tantissimi altri aspetti della vita...Ma mi rendo conto che la mia parte femminile, in perenne crisi con sè stessa ("non mi piaccio" "non piaccio" etc etc etc) si nutriva di questi imput, che ora invece mi vengono a mancare...
Si, devo ammetterlo.... L' "escortare" , pur se comportava grandi "angosce pre-incontro" ("Oddio, piacerò a questa persona?? Mi troverà all'altezza delle aspettative?") aveva sul mio (scarsissimo) ego femminile un ritorno estremamente positivo...
Ora mi sono rituffata nel mio "stagno protettivo", e sarà difficile uscirne nn solo per la prima menzionata mancanza di tempo oggettivo, ma anche perchè sento che la mia "autostima in quanto Donna" si sta involvendo......
Ecco. Questo thread voleva solo essere una testimonianza del fatto che talvolta dietro la scelta di "incontrare" - seppure in concomitanza col discorso economico - c'è anche dell'altro...
Tutto qui."

giovedì 23 novembre 2006

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Sogno di una notte di mezz’inverno

Le regole ammettono eccezioni? Forse a Carnevale… O forse nei sogni.

Il salone e’ immenso, sfolgorante di colori riflessi dalla luce di mille candele. Gli affreschi del Tiepolo e del Guarana cingono la scena di una magica cornice all’interno della quale il tempo pare essersi fermato in un punto imprecisato, in una Venezia che sta vivendo il suo ultimo di’ di Carnevale. Osservo gli ospiti che si accalcano e che cercano il loro posto per assistere agli spettacoli: saltimbanchi, giocolieri, ballerine, mangiatori di fuoco e buffoni, in questo “circo” affiorante sulle pietre e sull’acque, immerso nella nebbia dei canali. Saranno 500 persone!
E’ come un set cinematografico in cui si preparino scene dell’Otello o del Mercante di Venezia o di un piu’ felliniano Casanova…
E c’e anche lui, Casanova… Va a braccetto con il Doge mentre due dame settecentesche imparruccate fanno loro da ali.
Anche io ho il mio costume, ottocentesco di velluto rosso. Me lo ha comperato Cyril in una boutique. Non mi ha detto quanto, ma deve essere costato una fortuna.
In hotel ho impiegato piu’ di un’ora per indossarlo: prima il corsetto, strettissimo, con lacci che ho dovuto infilare in decine di fori, poi la sottogonna, ampia ma leggera, poi il vestito, anche questo con lacci e nastrini che per montarlo nel dovuto modo ho avuto bisogno persino dell’aiuto della cameriera. Infine i guanti, di pizzo lunghissimi fin sopra al gomito, e poi la mascherina, sempre di pizzo nero che nasconde solo una piccola porzione del volto esaltando i miei occhi. Ho optato per avere i capelli sciolti, senza copricapo o acconciature; unici orpelli: un nastrino di velluto nero intorno al collo e l’anello con “colombiano” e diamanti ricevuto in regalo per il mio compleanno.
Guerrieri medievali, maghi, fate e folletti, donne che sembrano uscite da dipinti di Gustav Klimt o di Dante Gabriel Rossetti mi volteggiano intorno… O forse e’ solo l’effetto del vino.
Sono a Venezia con Cyril per un paio di giorni. A lui interessa soprattutto farsi vedere in giro con me perche’ adora questo tipo di avvenimenti mondani. Lo conosco da mesi: e’ una brava persona e non e’ certo un cliente pesante.
Gode nel farsi notare e, nel privato, farsi dominare. In me ha trovato forse entrambe le cose e devo dire sinceramente che un po’ me ne approfitto, ma sembra che a lui tutto cio’ non dispiaccia, anzi fa di tutto per accontentarmi in ogni mio capriccio.
Ma dov’e’? Non lo vedo piu’… E’ andato di sotto, al buffet, a prendermi un altro bicchiere.
Il salone si riempie delle note della musica di Strauss e le dame e i cavalieri iniziano a ruotare… Come la mia testa…
Insieme al costume mi sono fatta comprare anche un ventaglio, da un antiquario… Ahahahah, e’ costato una cifra, povero Cyril, e adesso, come una perfetta dama, lo apro e ci gioco, passandolo davanti al volto… Recito in “Via col vento”… Lo faccio senza pensarci…
Cos’ha da guardarmi quello? Non ha mai visto Rossella O’Hara?
Arrossisco… Che cretina che sono! Pensera’ che sono brilla Ahahahah!
Lui si avvicina deciso.

Quando armate, et esperte ancor siam noi
Render buon conto a ciascun uom potemo
Che mani, e piedi, e core avem qual voi.
Di gelosia non ho l’pensier mai scemo
Tal ch’avvampando in freddo verno al ghiaccio
Nel mezzo delle fiamme aggelo e tremo
Or sicuro ho l’pericolo a la mente
Quando da bè vostri occhi e dal bel volto
Contra me spinse Amor la face ardente
Sopra un fisico asciutto ed ampie spalle porta un costume magnifico tempestato di perle e fili dorati, riproduzione fedele di un vestito nobiliare inglese del XVI secolo. E’ alto e sotto gli stivali che porta imperiosamente immagino due gambe dritte e toniche. I guanti nascondono quasi certamente due belle mani affusolate e sotto la maschera, che gli copre il volto, si intravedono due occhi luminosi ed una bocca perfetta incorniciata da baffi e pizzetto sottilissimi disegnati con cura.
So di piacergli come lui piace a me, la sensazione e’ chiara e gia’ altre volte l’ho provata, anche se raramente.
E’ come un incantesimo: all’improvviso la scena si blocca e per un tempo impercettibile niente di cio’ che e’ intorno riesce piu’ a stimolare i miei sensi. Resto sorda, cieca, muta, senza olfatto e tatto… Come sospesa nel tempo e nello spazio… Oddio! E’ colpa del vino, lo so!
Rido e lui sorride; mi chiede se sto bene.
Certo che sto bene, sto benissimo, ma non riesco a parlare, rido e non posso fermarmi. Come contagiato anche lui inizia a ridere e ci ritroviamo tutti e due, come scemi, a dar spettacolo di ridicolo.
Non e’ questo il modo piu’ elegante di presentarsi. Lui mi chiede se voglio ballare, rispondo di no e che invece ho bisogno di prendere un po’ d’aria fresca.
Mi accompagna sul balcone che si affaccia sul Canal Grande.

O notte, a me più chiara e più beata
che i più beati giorni ed i più chiari,
notte degna da' primi e da' più rari
ingegni esser, non pur da me, lodata;
tu de le gioie mie sola sei stata
fida ministra; tu tutti gli amari
de la mia vita hai fatto dolci e cari,
resomi in braccio lui che m'ha legata.
Sol mi mancò che non divenni allora
la fortunata Alcmena, a cui stè tanto
più de l'usato a ritornar l'aurora.
Pur così bene io non potrò mai tanto
dir di te, notte candida, ch'ancora
da la materia non sia vinto il canto.
Mi propone una passeggiata.
Al guardaroba ritiriamo le nostre mantelle ed usciamo dalla porta che da’ sul retro; intravedo Cyril che, stranito, cerca di scovarmi nella folla di fate, folletti, cavalieri medievali, maghi, dame, saltimbanchi, ballerine e giocolieri.
La notte e’ stellata e l’aria e’ fredda nelle calli veneziane. Il respiro appanna l’aria e noi due, senza meta, ci addentriamo nel labirinto dei vicoli e dei campielli. Lui pare esperto ed io mi affido alla sua guida.
Poche parole e molti sguardi: so gia’ come vorrei concludere la serata ed immagino che anche lui lo vorrebbe… Crede di avermi scelta ma sono io che l’ho scelto. E’ una pedina del mio gioco…
Non gli dico il mio nome e lo prego di non dirmi il suo. Voglio che il mistero ci avvolga come le maschere che indossiamo.
Ci fermiamo nell’angolo buio di un campiello deserto. Di lui si vedono solo gli occhi e la bocca: tutto il resto e’ maschera. Gli chiedo di non toglierla mai e cosi’ avrei fatto anch’io.
So che vorrebbe strapparmela ma lo fermo decisa e gli giuro che se ci provasse l’incantesimo si romperebbe ed io tornerei ad essere Cenerentola con la carrozza trasformata in zucca.

Ma, s’avete di favole desio,
mentre andrete voi favoleggiando
favoloso sarà l’accetto mio.
Aperto il cor vi mostrerò nel petto
Allor che’l vostro non mi celerete
E sarà di piacervi il mio diletto
Lui ride, so che potrei averlo adesso se solo gli lasciassi modo di avvicinarsi un po’, ma io non sono una donna facile, no no no…
Scherzo e gioco ancora con lui, vedo il desiderio nel suo sguardo che si fa piu’ forte.
Accenna un complimento, mi dice che ho occhi fantastici e che sono stupenda. Io gli rispondo che prima di tutto deve controllare se calzo bene la scarpetta di cristallo e cosi’ alzo la gamba portando la caviglia a livello tale che lui possa entrare con la mano sotto la lunga gonna per toccarmi. Ride ancora.
Ormai le nostre bocche sono a vicinissime… So cosa vuole e sa cosa voglio. Ha un buon odore.
Mi dice che ho un buon odore.
Gli sussurro che non abbiamo molto tempo, che’ manca solo mezz’ora alla mezzanotte, momento in cui i miei cavalli si trasformeranno in topolini.
Socchiudo la bocca ed attendo che lui assapori le mie labbra. Sento il calore del suo respiro e mi sciolgo al suo bacio.
Le nostre lingue s’ inseguono come impazzite e s’intrecciano dentro e fuori la bocca.

Venere segue poi quell'altro bacio,
La quale in ver senza di lui sarebbe,
Come son le lasagne senza cacio.
Credo ogni valentuom si straccherebbe,
Che volessi contar le sue maniere,
E poi forse anco non le conterebbe.
Basti accennarvi sol le cose vere;
Però dico, che un savio in varie vie
Vi bacerá le notti intere intere.
Né bisogna mangiar sei porcherie,
E riscaldarsi il fegato e le rene,
Per dirizzare a ciò le fantasie.
E sempre è netto il vaso, e sempre tiene,
E puossi il bacio usar disteso e 'n piede,
Faccia la Luna quando ben le viene.
Non ha dinanzi il bacio la sua sede
Senza staccare le labbra la sua mano inizia ad esplorare la mia gamba risalendone la lunghezza… la caviglia … il polpaccio… il ginocchio… la coscia, mentre la passione ed il desiderio ci rapiscono.
Percepisco l’odore dei feromoni che circonda l’aria e lo assecondo nelle sue esplorazioni per quanto mi e’ possibile, ma non e’ facile dar sfogo all’istinto vestita in questo modo.
Riesce ad alzarmi la gonna fino alla vita e sento che sta valutando la qualita’ dei miei glutei.
Cavolo, mi domando come facessero nell’ottocento a fare del buon sesso con addosso tutte queste barriere architettoniche anti petting …
Per me e’ piu’ semplice raggiungere certi obiettivi… Controllo le sue spalle e le sue braccia, non v’e’ imbottitura, e sotto il costume percepisco la scultura del suo corpo. Ha gambe e glutei forti. Lo sfioro dove lui vuole che lo sfiori, sento il suo brivido.
Cerco con le dita un’apertura nel suo costume ma non riesco a trovarla… Ma questi tentativi fatti di movimenti e sfioramenti lo inturgidiscono ancor di piu’.
Lui arriva li’ dove lo aspetto. Si blocca e comprendo che e’ sorpreso … Sussurro che non porto mai niente sotto per abitudine; inizia ad accarezzare il mio desiderio.
Continuo a baciarlo … Mordo le sue labbra… Succhio la sua lingua, mentre il calore del piacere cresce in me.
Ansimo d’eccitazione ed il mio sesso si apre al suo tocco sapiente lubrificandogli le dita.
Cerco di fare altrettanto con lui ma non riesco ad entrare nel suo costume… Lui mi agevola e si apre sganciando dei bottoni … Finalmente posso ricambiargli il favore.
Nell’orecchio gli sussurro che ha un magnifico giocattolo… Lui non ha piu’ la forza di ridere, ansima e geme.
Lo desidererei in un altro modo, vorrei avere piu’ tempo ma sento che non resistero’ a lungo.
L’odore dell’aria s’impregna di quello dei nostri sessi; capisco che anche lui e’ prossimo all’orgasmo mentre le sue dita trovano la strada del mio che arriva esplodendomi dentro.
Mi inarco all’indietro e quasi le gambe mi cedono…Soffoco il grido di piacere … Raggiungo l’apice.
Anche lui si contrae e rantola mentre ritmiche pulsazioni gli percorrono il sesso.
Lo stringo ancor piu’ a me nell’ultimo bacio, a suggellare con le labbra il dolce torpore del dopo orgasmo.

Amor m'ha fatto tal ch'io vivo in foco,
qual nova salamandra al mondo, e quale
l'altro di lei non men stranio animale,
che vive e spira nel medesmo loco.
Le mie delizie son tutte e 'l mio gioco
viver ardendo e non sentire il male,
e non curar ch'ei che m'induce a tale
abbia di me pietà molto né poco.
A pena era anche estinto il primo ardore,
che accese l'altro Amore, a quel ch'io sento
fin qui per prova, più vivo e maggiore.
Ed io d'arder amando non mi pento,
pur che chi m'ha di novo tolto il core
resti de l'arder mio pago e contento.
Un rumore improvviso… C’e’ qualcuno oltre a noi… Mi ritraggo.
E’ solo un gruppo di ragazzi che ci vedono ed iniziano a ridacchiare… Si allontanano velocemente, piu’ turbati che curiosi.
Mi accorgo che anche lui ha avuto il suo godimento, la mia mano ne e’ testimone.
C’e’ una fontana… Con l’acqua mi detergo il palmo e le dita, poi ne bevo avidamente qualche sorso.
Abbiamo ancora le nostre maschere e lui mi guarda con occhi di miele; so cosa vorrebbe dirmi.
Lo anticipo ricordandogli che la mezzanotte e’ scoccata e che devo tornare al mio cocchio prima di ritrovarmi dentro una zucca trainata da topolini.
L’incantesimo e’ finito e domani, anche se ci incontreremo per caso e per caso ci riconosceremo, ci ignoreremo perche’ in realta’ abbiamo solo sognato.
Lo prego di riaccompagnarmi al palazzo; spero che Cyril accetti di buon grado le mie spiegazioni per quell’ assenza ingiustificata. Lo ripaghero’, poi a letto, per la sua comprensione.
Prima di rientrare vorrebbe baciarmi ancora ma mi nego.
Non sono una donna facile. No, no, no.

Ite, pensier fallaci, e vana speme,
ciechi, ingordi desir, acerbe voglie,
ite sospir ardenti, amare doglie,
compagni sempre alle mie eterne pene.
Ite memorie dolci, aspre catene
Al cor, che alfin da voi pur si discioglie,
e’l fren della ragion tutto raccoglie,
smarrito un tempo, e in libertà pur viene.
E tu, pura alma, in tanti affanni involta,
slegati ormai, e al tuo signor divino
leggiadramente i tuoi pensier rivolta;
sforza animosamente il tuo destino,
e i lacci rompi, e poi leggiadra e sciolta
drizza i tuoi passi a più sicur cammino.

mercoledì 22 novembre 2006

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Sonja


Egregi signori,
sono italiano ed abito a Roma. Navigando nel web mi sono imbattuto nel vostro sito. Sono molto interessato e vorrei saperne di piu’. E’ la prima volta che mi rivolgo, tramite internet, per una cosa del genere e vi sarei grato se poteste darmi spiegazioni piu’ dettagliate su come funziona il tutto.
Saluti.

Gianni

***

Carissimo Gianni,
mi fa molto piacere che tu abbia contattato la mia agenzia. Per rendere il tutto meno formale direi di darci del "tu", se non disturba.
Credo che tu non abbia bisogno di spiegazioni per capire come funziona. Come vedi le foto pubblicate sono oltremodo esplicative e sono certa che nella "gallery" troverai cio’ che desideri.
Per quanto riguarda i prezzi li trovi nella pagina apposita (clicca su "rates"). A detti prezzi vanno aggiunti i costi concernenti gli eventuali documenti in caso di viaggio all'estero che, ovviamente, variano. Attendo fiduciosa una tua risposta.

Ester

***

Cara Ester,
grazie per avermi risposto cosi’ velocemente. La tua efficienza mi sorprende e soprattutto sono lieto di poter corrispondere usando un tono confidenziale.
Come ti dicevo sono un novellino e quindi avro’ bisogno di alcune informazioni aggiuntive prima di decidermi. Per esempio ho visto SONJA. Sembra niente male! Potresti dirmi qualcosa di piu’?
Se riusciremo a combinare sarebbe mia intenzione prendere SONJA per… Diciamo una settimana. Vorrei andarci in vacanza e farmi con lei un viaggio in Spagna. Credi possa essere una buona scelta?
Fammi sapere al piu’ presto perche’ dovrei organizzarmi in anticipo.
Saluti.

Gianni

***

Gianni, non c’e’ assolutamente problema. Se hai bisogno di avere informazioni riguardo a SONJA, chiedi liberamente e saro’ felice di soddisfare ogni tua curiosita’ o dubbio. In ogni modo se desideri SONJA per una settimana credo che tu abbia scelto in modo azzeccato. E’ proprio la piu’ adatta per i lunghi viaggi e sono certa che resterai soddisfattissimo di lei. Stai certo che SONJA non ti deludera’.

Ester

***

Ottimo! SONJA mi piace molto ma non vorrei che non fosse esattamente come nelle foto… Non hai per caso qualche altra foto da inviarmi privatamente?
Inoltre vorrei sapere le... Prestazioni. Ho dato un’occhiata al sito ma non ho trovato nulla che le elencasse.
Per quanto riguarda il costo per una settimana mi sembra un po’ alto. Tieni presente, cara Ester, che ci sono anche altre agenzie che offrono servizi dello stesso tipo a prezzi piu’ bassi.
Se mi tratti bene potrei diventare un cliente affezionato e tutte le volte che avro’ bisogno mi rivolgero’ senz’altro a te.
Saluti.

Gianni

***

Carissimo Gianni, tu saresti il novellino?
Hahahaha, scusami ma mi hai fatto ridere. Comunque sei simpaticissimo e cerchero’ di accontentarti per quanto mi e’ possibile. Tieni conto dei costi che devo sostenere che non sono bassissimi ma sono disposta a farti uno sconto del 10%.
Normalmente questo sconto lo faccio soltanto ai clienti affezionati, ma per te faro’ un’eccezione.
Ho provveduto ad inviarti in allegato le foto di SONJA come hai richiesto. Ti assicuro che sono recentissime.
Per quanto riguarda le prestazioni… Beh, credo che SONJA sia la migliore in tutto. E’ ucraina e, come saprai, che le ucraine sono le migliori. Non ci sono limiti e puoi farci tutto cio' che vuoi.
Giudicherai tu stesso e se non sarai soddisfatto, la prossima volta che utilizzerai i servizi dell’agenzia ti faro’ un ulteriore sconto del 20%. Ma sono sicura che cio’ non avverra’ perche’ conosco le ucraine e so che danno il massimo. Poi SONJA e’ particolare. Non ce ne sono altre come lei. Credimi se ti dico che mai nessuno si e’ lamentato. Anzi, una volta provata non sara’ facile per te dimenticarla.
Devo cominciare a preparare i documenti necessari per la Spagna ?

Ester

***

Cara Ester, in effetti ho bluffato ma tu sei troppo furba e lo hai capito che non sono proprio un novellino. Utilizzo questi servizi tramite internet da tempo. A questo proposito posso assicurarti che altre agenzie mi tengono in altissima considerazione perche’sono per loro un ottimo cliente. Proprio perche’ spendo moltissimo mi aspetto uno sconto maggiore. Che ne diresti di un 20%? Se accetti prometto che mi serviro’ della tua agenzia almeno due volte il mese.
Ho dato un’occhiata alle foto di SONJA che mi hai inviato e devo dire che e’molto piu’ bella di quanto si vedeva nelle foto sul sito. FIUUU!!! Che splendore!!!
Se anche le prestazioni sono quelle che mi aspetto (e che tu mi hai assicurato) allora non dovrebbero esserci problemi e potresti procedere a preparare i documenti.
Preferirei comunque andare a prenderla a Milano (dato che saro’ li’ per lavoro) e con lei, poi, proseguire per la Spagna. Pensero’ io a tutto il resto. Per me e’ sufficiente che SONJA arrivi a Milano il 5 Agosto.
Saluti.

Gianni

***

Carissimo Gianni, sei veramente un furbacchione!
Ma sei troppo simpatico. D’accordo per uno sconto del 20%.
Se vuoi SONJA a Milano non c’e’ problema ma la data, purtroppo, deve essere posticipata.
SONJA mi rientra soltanto il 4 Agosto da un viaggio di 10 giorni in Grecia. Che ne dici di averla per il 6 Agosto?
Altrimenti dovrai cambiare la tua scelta con un’altra.

Ester

***

Cara Ester, non voglio cambiare. Ormai sono affascinato da SONJA. Ho visto le foto, mi piace, le prestazioni sono quelle che desidero… Insomma sarei uno stupido se a questo punto cambiassi idea.
Ok per il 6 Agosto. Fammi sapere cos’altro ancora devo fare. Il mio numero di telefono, se vuoi contattarmi, e’ 069-6969-6969. Mi trovi sempre nelle ore d’ufficio. Tu hai un numero dove posso chiamarti? Sarebbe piu’ semplice per stabilire gli ultimi dettagli.
Saluti.

Gianni

***

Carissimo Gianni,
tutto ok, SONJA e’ riservata per te il 6 Agosto al prezzo indicato scontato del 20%.
A questo punto dovresti inviarmi l’anticipo di conferma. Come ben sai e’ regola di tutte le agenzie avere in anticipo almeno il 30%. Puoi inviare l’importo tramite Western Union a:

PASSERINA SEMINOVA
Kiev – Ucraina

Attendo il codice di conferma prima di procedere con i documenti.

Ester

***

Ester, normalmente non invio mai i soldi in anticipo. Sei certa che non ci sia altro modo?
Sono molto interessato a SONJA ma, dato che e’ la prima volta che mi servo della tua agenzia, non e’ prudente per me inviare anticipi tramite Western Union. Non offenderti ma su internet esistono tanti di quei disonesti. Che ne dici se paghero’ solo quando SONJA arrivera’ a Milano? Oppure potrei anticipare tramite carta di credito.
Saluti.

Gianni

***

Mi dispiace, caro Gianni, che le trattative debbano interrompersi a questo punto. Hai chiesto uno sconto ed io te l’ho concesso. Adesso concedimi di essere coerente con le regole imposte dall’agenzia.
Che succede se SONJA arriva a Milano e tu cambi idea?
Insomma non puoi chiedermi di prendermi tutto il rischio.
D’altronde l’agenzia e’ nuova e non ha ancora modo di ricevere acconti tramite carta di credito. Quindi ti chiedo di fare uno sforzo di fiducia. Ovviamente se sei sempre interessato a SONJA.
Se vuoi puoi chiamarmi telefonicamente al: 0012-3456-789

Ester

***

Ester, scusami se ho dato l’impressione di essere troppo sospettoso. Avrei preferito una delle soluzioni alternative che ti ho proposto ma se non c’e’ altro modo inviero’ oggi stesso l’acconto tramite Western Union. Ormai mi sono fissato su SONJA e la voglio assolutamente.
Saluti

Gianni

***

Caro Gianni,
ho ricevuto oggi l’acconto. Grazie di esserti servito della mia agenzia e di aver scelto:
auto fuoristrada di fabbricazione ucraina modello SONJA cilindrata 3.500 cc. in affitto dal 6 Agosto per una settimana al prezzo scontato del 20%.
L’auto arrivera’, come richiesto specificatamente, a Milano.
I miei migliori auguri di buon viaggio.

Ester
Direttrice Autonoleggi Zhopinsk - Kiev

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Cara amica...


...non so chi tu sia ma so che mi leggi e se posso darti un consiglio, da donna a donna, non fidarti mai di chi conosci nel mondo virtuale.
Non aprire il tuo cuore e non fare confidenze nemmeno a chi si professa amico perche' nella stragrande maggioranza dei casi troverai solo infide persone che vorranno solo ingannarti.
Queste persone vivono solo per ferire il prossimo in una sorta di catarsi dalla loro "penosa" esistenza e trovano nel web (anche perche' protette dall'anonimato) il terreno fertile per le loro azioni "discutibili".

martedì 21 novembre 2006

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Lo scorpione



Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall´altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.
"Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall´altra parte del ruscello?" chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare.

"Fossi matta!" gli rispose la rana "Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te".
"Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare".
La rana riflette', e decise di aiutare lo scorpione perche' era generosa, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male. E così lo scorpione salto' in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano gia' a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana senti' un dolore acutissimo sulla schiena.
"Ma come?" esclamo' "mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perche' annegherai! ?Ma perche' lo hai fatto?"
E lo scorpione rispose: "Gia', perche' l´ho fatto? Perche' pungere e' la mia natura, e io non posso farci niente".


C'e' chi ha questa natura. Non sono una psicologa e quindi non mi addentro nei meandri mentali di queste persone.
Un consiglio: non date fiducia a chiunque, non raccontategli le vostre cose, non lasciate che entri in possesso di vostre immagini oppure, prima o poi, ve ne pentirete.

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Caramelle


“Menta, limone, lampone, anice, liquirizia, caffe'… Ogni caramella ha il suo gusto cosi' come ce l'ha ogni donna. E’ per questo motivo che gli uomini, stanchi di assaporare sempre lo stesso gusto di menta, cercano limone o caffe’ o fragola. Ma una cortigiana e’ molto piu’ di una caramella alla menta o al limone o al lampone, una cortigiana deve dare ad ogni cliente cio' che in quel momento lui desidera assaporare lasciando nella sua bocca il desiderio inesauribile di assaggiare ancora… E ancora… E ancora…

Incontrerai uomini di tutti i tipi. Ci saranno uomini d’affari che ti parleranno solo dei loro affari e vorranno sentirsi dire quanto sono in gamba nei loro affari. E tu dovrai far loro assaggiare il sapore di sentirsi importanti, potenti, considerati.

Ci saranno poi collezionisti d’orologi e con loro dovrai parlare d’orologi, con i collezionisti di francobolli dovrai essere intenditrice di francobolli, con gli appassionati di auto sarai un' esperta del settore e dovrai conoscere i vini, la letteratura, l’arte, la storia, l’economia in modo che ciascuno avra' modo d'assaggiare il sapore che in quel momento piu' desidera, ma ricordati di non eccellere mai perche' altrimenti lui non potra' sentirsi superiore e con gli appassionati ed i collezionisti di donne farai sentir loro il sapore di aver trovato un pezzo esclusivo, raro ed irraggiungibile per chiunque eccetto loro”.

Quando Vlada istruiva una nuova devochka, Irina sedeva sempre nell’angolo buio ad ascoltare. Di lei restavano visibili solo la sagoma scura con i lunghi capelli sciolti e gli occhi verdi luminosi come quelli di una gatta. Quante volte aveva ascoltato quei discorsi ed ogni volta era affascinata dal modo in cui Vlada esprimeva i concetti: semplici, essenziali, diretti.
Anche lei avrebbe avuto quel carisma un giorno.

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Sempre avanti


“Il pedone puo solo procedere in avanti… Non puo’ mai tornare indietro. L’alfiere si muove lungo le diagonali, ma e’ comunque limitato nei movimenti; infatti ce n’e’ uno che si muove solo sui riquadri bianchi ed uno che si muove sui neri e ciascuno dei due ha la sua area d’azione che e’ opposta a quella dell’altro. Il cavallo si muove a “L” e puo’ saltare sopra gli altri pezzi; la torre si muove lungo le verticali e le orizzontali… Irina, ogni pezzo ha le sue caratteristiche, dal piu’ debole pedone alla potente regina, pezzo che combina le capacita’ di movimento di tutti gli altri ad esclusione del cavallo. La strada e’ lunga ma se riuscirai ad aver pazienza e lo proteggerai con cura, potrai far diventare regina qualsiasi pedone.”

Per quanto tempo aveva proceduto soltanto andando avanti senza essersi mai voltata indietro?
Adesso pero' sentiva che non era piu’ obbligata e che poteva muoversi in ogni direzione.
Era libera.

domenica 19 novembre 2006

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Biancamona e i sette Nani





C'era una volta, in un paese lontano lontano, un re che aveva una figlia che si chiamava Biancamona a causa della sua mona bianchissima e liscia come la neve d'inverno, ed i capelli neri e lucenti come la notte.

Il giorno del suo diciottesimo compleanno, Biancamona, che era una ragazza bella, formosa e con due zucche della quinta misura, decise di partire per andare nel paese dei Principi Azzurri che si trovava al di la' del mare.
Prima di partire Biancamona si reco' dalla sua matrigna, la regina Grimilde, e le disse:

- Regina, matrigna mia, siccome so che sono io la piu' bella del reame, vengo qui a salutarti perche' voglio andare al di la' del mare, nel paese dei Principi Azzurri dove trovero' il mio amore. La' io vivro' felice e contenta senza essere costretta a lavorare in fabbrica per qualche leu e farmi toccare il culo da chiunque... tie'!

La Regina le rispose:

- Va bene cara Biancamona, se vuoi andare vai, io non ti fermero'. Comunque ricordati che per il visto sono 400 dollari, piu' le spese di viaggio piu', ovviamente, la meta' degli incassi che farai se riuscirai a pelare qualche pollo.

- No problem – replico' Biancamona – Ti daro' quello che chiedi, ma non capisco cosa c'entrino i polli. Vado minga in un pollaio.

- C'entrano, c'entrano... – disse la regina – Vedrai se c'entrano.

Il viaggio verso il poll... Ehm, verso il Paese dei Principi Azzurri fu lungo e periglioso, e lungo la strada incontro' moltissime creature strane e poco rassicuranti: scafisti albanesi, papponi, rappresentanti di enciclopedie, consulenti finanziari, nani, gobbi, storpi, ciechi, monchi, ma alla fine, dopo aver percorso piu' di 1.000 leghe camminando sotto la pioggia e il vento, giunse stremata nel Paese dei Principi Azzurri.
Il Paese dei Principi Azzurri era un posto magnifico dove tutti vivevano felici e dove il cibo non mancava mai; c'erano luci e colori sfavillanti, e strade tempestate di gioielli, e palazzi d'oro alti come montagne. Le fontane zampillavano di Moet et Chandon, ed i cani cagavano caviale.
Biancamona, che non aveva mai visto un posto cosi sfolgorante e magnifico, vago' senza meta per giorni e giorni cercando una locanda dove fosse stato possibile dormire con meno di 100 euro a notte, e dove avesse potuto ordinare una pizza con meno di 40 euro, incluso coperto, servizio, IVA, mancia e accessori. Ma non fu possibile!
Fu quindi costretta ad alloggiare in un seminterrato umido e malsano dalle parti di via Stalingrado, e per qualche tempo dovette arrangiarsi a... Beh, forse e' meglio che questa parte la saltiamo...
E piano piano, giorno dopo giorno, la sua mona bianca e liscia come la neve divenne ruvida, ed i suoi capelli neri e lucenti come la notte divennero ispidi, ed il suo alito inizio' a puzzare di aglio misto a cipolla e ad hamburger scadenti. Fino a che un giorno, quando Biancamona ormai aveva perso tutte le speranze ed ormai credeva che non avrebbe mai piu' trovato il Principe Azzurro, ecco che un uomo... beh, non proprio un uomo, diciamo un ometto, entro' nella locanda dove lei aveva trovato un lavoro part time intrattenendo i clienti con giochi e facezie manuali ed orali, e la vide.
La mona aveva perso il tatto liscio e vellutato di un tempo, ed i suoi capelli avevano perso la lucentezza di un tempo, ma comunque Biancamona teneva sempre... due zucche della quinta misura!
L'ometto si avvicino' e le disse con voce nasale:

- Sei molto bella, quanto vuoi?

L'ingenua Biancamona, che non sapeva affatto di cosa l'ometto stesse parlando, rispose:

- 100 anticipati e la camera a parte.

L'ometto tiro' fuori da un sacchetto di seta rossa 100 monete di oro zecchino, e le dono' a Biancamona dicendo:

- Ecco queste monete saranno tue se con me verrai e felice il mio fratellino da 1 cm farai.

Biancamona non disse nulla, intasco' le monete e si reco' in camera per fare felice l'ometto. Insieme giacquero per 1 giorno e per una notte e l'ometto fu felice come mai era stato in vita sua. Quando arrivo' il momento di lasciarsi, Biancamona domando' all'ometto:

- Sei tu il Principe Azzurro?

E l'ometto rispose:

- No, io sono un nano e tutto il giorno scavo nella miniera per accumulare il tesoro. Il mio nome e' Bombolo. Ma se verrai a vivere con me tutto il mio tesoro ti daro' e se mi farai felice ogni volta che vorro', io un Principe diventero'.

Biancamona acconsenti', intasco' il gruzzolo e per qualche tempo visse nella minuscola casa di Bombolo. Fino al giorno in cui, mentre zappettava l'orto, un altro ometto passo' di li' e la vide. Si avvicino' e le disse con voce nasale:

- Sei molto bella, quanto vuoi?

Biancamona questa volta capi' subito l'antifona e disse:

- Facciamo 200?

L'ometto tiro' fuori uno scrigno di legno di castagno dal quale estrasse 200 pepite d'oro e le dono' a Biancamona dicendo:

- Ecco queste pepite saranno tue se con me verrai e felice il mio fratellino da 2 cm farai.

Ancora una volta Biancamona non disse nulla, intasco' le pepite e si reco' in camera per far felice l'ometto. Insieme giacquero per 2 giorni e per 2 notti e l'ometto fu felice come mai lo era stato in vita sua. Al momento di accomiatarsi, Biancamona domando' all'ometto:

- Sei tu il Principe azzurro?

E l'ometto rispose:

- No, io sono un nano e tutto il giorno scavo nella miniera per accumulare il tesoro. Il mio nome Bassolo. Ma se verrai a vivere con me tutto il mio tesoro ti daro' e se mi farai felice ogni volta che vorro', io un Principe diventero'.

Biancamona acconsenti', intasco' il gruzzolo e per qualche tempo visse nella minuscola casa di Bassolo.
E in questo modo Biancamona incontro' Gommolo di 3 cm. con il quale giacque 3 giorni e 3 notti e lui le dono' i topazi.
Poi incontro' Pippolo di 4 cm. con il quale giacque 4 giorni e 4 notti e lui le dono' i rubini.
Poi Minchiolo di 5 cm. con il quale giacque 5 giorni e 5 notti e lui le dono' gli zaffiri.
Poi Favolo di 6 cm. con il quale giacque 6 giorni e 6 notti e lui le dono' gli smeraldi.
Ed infine il possente Trombolo, di ben 7 cm., con il quale giacque ben 7 giorni e 7 notti e lui le dono' i diamanti.
Totale dei centimetri totalizzato dei sette nani, 28!... Un record!
E con tutti quanti, accadeva che si ripetesse la medesima storia: Biancamona domandava se erano il Principe Azzurro e i nani rispondevano con voce nasale la medesima frase:

- No, io sono un nano e tutto il giorno scavo nella miniera per accumulare il tesoro. Ma se verrai a vivere con me tutto il mio tesoro ti daro' e se mi farai felice ogni volta che vorro', io un Principe diventero'.

Alla fine Biancamona, che in questo modo era diventata la donna piu' ricca del reame, capi' che non avrebbe mai piu' trovato il Principe Azzurro ed avrebbe continuato ad accumulare tesori su tesori trombando giorno e notte con nanetti sottodotati e dai nomi buffi.
E fu cosi' che il dolore e la delusione si impadronirono di lei, facendola cadere nella disperazione e nell'inedia, tanto che sprofondo' in un sonno cosi' profondo che niente e nessuno riuscivano a svegliarla.
Pero' i sette nani, che con lei erano stati felici come mai lo erano stati nella loro vita, decisero di adagiarla nel bosco su un letto di rose alle quali non tolsero le spine (ahia! Neanche fosse stata un fachiro), dove lei avrebbe potuto dormire in eterno, circondata dal suo tesoro e sorvegliata dagli animaletti e dalle creaturine del bosco che le avevano voluto bene, fra i quali non mancavano, per ovvie ragioni, migliaia e migliaia di uccellini ed alcune piattole.
Passarono l'estate e l'inverno, e poi ancora l'estate e l'inverno (non ci sono piu' le mezze stagioni, cazzarola), e questo per molti anni, ma Biancamona non si svegliava.
Passarono quindi 20 lunghissimi anni, e piano piano nel reame comincio' a circolare la leggenda di una bella addormentata circondata da un meraviglioso e ricchissimo tesoro che soltanto un vero Principe Azzurro con il cavallo bianco avrebbe potuto destare con un bacio.
Da tutti gli angoli del reame, ed anche dalle terre piu' lontane (Abbiategrasso, Borghetto Lodigiano e Trebaseleghe), partirono tutti i Principi colorati che, con i loro cavalli colorati, percorsero tutte le vie colorate alla ricerca della bella addormentata e del suo tesoro.
Al Principe nero si azzoppo' il cavallo rosso sulla via gialla, e fu costretto a rinunciare.
Al Principe rosso rubarono il cavallo giallo sulla via viola, e fu costretto a rinunciare.
Il Principe Blu fu stuprato sulla via scarlatta da dei briganti gay arancioni, che poi colorarono di rosa il suo cavallo verde, e fu costretto rinunciare.
Insomma, un'ecatombe che neanche i cavalieri alla ricerca del Santo Graal nell'Excalibur di John Boorman riuscirono a fare peggior fine. Anche perche' gli ultimi reduci furono linciati da una setta di daltonici adoratori del caleidoscopio.
Solo il Principe azzurro, sul suo cavallo bianco (forse tifava per la Lazio li mortacci sua), riusci' a superare tutte le asperita' ed i perigli giungendo alla fine, stanco e stremato, dopo aver percorso ben 10.000 leghe sotto la pioggia e il vento, nella radura nel bosco dove, distesa addormentata su di un letto di rose (con le spine, ahia!), giaceva ancora, bellissima come 20 anni prima, Biancamona con tutto il suo tesoro...
Tesoro sul quale il Principe butto' un occhio distratto e disse:

- Mumble mumble, dunque... Magari posso rottama' `sto kazzo de ronzino bbianco e pijamme `na Lamborghini bbianca... `Na villa ai Parioli... Mumble mumble...

Decise quindi di risvegliare la stupenda fanciulla con un "FK with tongue" e sotto lo sguardo vigile dei sette nani i quali, aiutati dagli animali e dalle creaturine del bosco che per 20 lunghissimi anni avevano accudito Biancamona ed avevano sorvegliato il suo giaciglio tenendo lontano i malintenzionati, appoggio' le sue labbra a quelle di Biancamona, le infilo' la lingua in bocca e lei si risveglio'!
Come per riflesso condizionato, Biancamona, con la mano, ando' a frugare nella patta dei pantaloni del Principe... Calcolo' che i 28 cm. erano li' tutti in un unico pezzo e non forniti in rate settennali, e sorrise. Poi, Biancamona, guardando l'uomo con i suoi grandi occhioni, gli domando':

- Sei tu il Principe azzurro?

E lui disse:

- Ekke' nun se vede? Guarda un po' la' kekkavallo bbianco che cio' – Poi, indicando il tesoro - Pupa tutta `sta roba e' tua o de `sti nani rincojoniti?

Biancamona disse:

- Ma sei scemo? Sai quanto spezzatino mi sono dovuta trombare per accumulare questo tesoro? Adesso partiamo in fretta che' devo andare a fare il mazzo alla mia matrigna. Sicuramente, a quest'ora sara' gia' allo specchio a guardare come le e' venuto il suo quindicesimo lifting.

Poi, insieme al Principe sali' sul cavallo bianco e se ne ando' portandosi via tutto il tesoro mentre i nani continuarono a salutarla con la manina fino a che le due figure non scomparvero oltre l'orizzonte.

MORALE

La morale di questa fiaba e' la seguente: se per caso incontri una Biancamona e tu credi di essere il Principe Azzurro, guardati intorno. Se non vedi alcun nano, ma vedi il tuo tesoro che si assottiglia, comincia a considerare che in ogni vera storia d'amore, sesso e soldi c'e' sempre da domandarsi se tu sei il Principe oppure il nano.

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Un articolo particolarmente attuale


"Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni."

Comunque, se la tutela della "legge" dovesse stentare ad arrivare, all'ennesima interferenza lesiva ci si puo' affidare al classico metodo "occhio per occhio..."

sabato 18 novembre 2006

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Un ricordo


Nata in un piccolo paese dell' Ungheria. Ero bambina, ma ricordo ancora la fragranza della torta di mele accompagnata da una calda tazza di tchai verde bevuta tenendo lo zucchero fra i denti. E di lei mi ricordo soprattutto gli occhi. Le rughe profonde come la vita le segnavano il volto ma gli occhi, quegli occhi, non potro' mai dimenticarli. Inquietanti ed al tempo stesso misteriosi. Malinconici ma anche gioiosi, avevano il colore dell'acqua che scorre nel fiume Tisza in una giornata primaverile: verdi smeraldo.
Dicevano che era una strega. Dicevano che faceva magie e sortilegi e che quando era giovane, avesse rovinato famiglie e matrimoni a causa delle sue pozioni magiche.
In realta' l'unica cosa magica che le ho visto fare e' stata quella di leggere le carte alle persone del paese che ogni tanto, sempre piu' raramente, le facevano visita.
Durante le serate fresche e serene ci sedevamo all'aperto e lei mi indicava il futuro. M’insegnava il significato degli arcani maggiori e di quelli minori ed io restavo affascinata ad ascoltare le storie che assumevano sempre il sapore delle fiabe.
Nessuno ha mai saputo le sue vere origini ma i suoi capelli, neri, indicavano un'etnia tzigana. Si dice che suo padre fosse un bracciante e che sua madre prestasse servizio in una residenza di un aristocratico della zona.
Alcuni dicono che da giovane fosse stata la piu' bella ragazza del paese; paese che, al tempo in cui Germania era in guerra contro la Russia, e l'Ungheria sua alleata partecipava con le sue truppe all'offensiva, era un nodo di rifornimento importante per le truppe del Reich.
La guarnigione tedesca era comandata da un maggiore della Wermacht di origine austriaca. Si dice che s’innamoro’ di lei e che l’amo’ per tre anni, fino a quando l'Armata Rossa giunse a "liberare" i popoli oppressi dal nazismo.
I soldati tedeschi si ritirarono in una notte lasciando gli abitanti del paese indifesi ed impauriti. Lei era fra questi.
Quando arrivarono, i "liberatori" cercarono i collaborazionisti. Furono presi circa duecento "traditori". Gli uomini furono impiccati nella piazza, le donne violentate. Lei era fra queste.

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Le origini del mio popolo


Gli ungheresi chiamano la loro lingua Magiaro. Nonostante l’Ungheria sia situata nel centro dell’Europa, il Magiaro non e’ collegato agli altri idiomi che lo circondano. Le uniche altre lingue con le quali il Magiaro e’ collegato strettamente sono il Khanty ed il Mansi, linguaggi minori della Russia, parlati in zone distanti 4.000 km. ad est degli Urali nella Siberia nord occidentale.
Questa relazione linguistica mostra che le origini del popolo ungherese provengono dall’Asia. Dopo aver vissuto una vita nomade sulle pendici orientali degli Urali, si pensa che questo popolo sia migrato verso ovest nel V - VI secolo DC, e che si sia stabilito nel bacino del Danubio ad ovest dei Carpazi nel IX secolo. Con il passare dei secoli gli ungheresi hanno assimilato le altre culture europee circostanti e solo la loro lingua testimonia l'origine asiatica.

venerdì 17 novembre 2006

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La prima volta


"Non ti preoccupare... Non fa niente, succede!"

Aveva il sospetto che sua moglie lo dicesse per rassicurarlo.

"Sai, oggi ho avuto una giornata terribile; quel cliente mi ha rotto fino all'inverosimile e poi, dopo, ho avuto anche da presentare quel ricorso alla cassazione... Sarà che sono nervoso. Se vuoi mi faccio un bicchierino e ci riproviamo"

Sapeva che non era il nervoso e l'alcol non gli avrebbe fatto venire alcun desiderio. Non era neanche la giornata pesante appena trascorsa.
Lui sapeva che cos'era ma non voleva confessarlo, neanche a se stesso.
Il pensiero si era insinuato nel suo cervello come il verme in un frutto; una domanda alla quale non voleva dare risposta gli ronzava nella mente.
Da quando? Da ieri? Dall'altro ieri? Quand'è che aveva iniziato a pensarci?
Cercava di ricordarselo ma allo stesso tempo cercava una risposta che non voleva darsi.
Amava sua moglie?
Ecco... Era questo il motivo del suo malessere.
La domanda era nata come un fiore di primavera al primo sole e adesso sarebbe stato difficile sfuggire alla risposta... e tutto il turbinio nel cervello sarebbe durato fino a che non avesse soddisfatto il suo desiderio.
Già... il suo desiderio.
Conosceva perfettamente il momento esatto in cui questo si era formato nella mente: era stato quando aveva telefonato a quell'agenzia.
L'annuncio sul giornale diceva: “AAAAA bellissime fotomodelle incontrerebbero distinti e riservati...” seguiva il numero di telefono.
Quasi senza pensarci aveva composto il numero. Aveva risposto una bella voce femminile.
Era restato un attimo a pensare se era il caso di riattaccare. Per un istante si era sentito ridicolo.
Lui, noto professionista milanese che telefonava ad un'agenzia di prostitute.
La donna al telefono, comprendendo l'imbarazzo, si attivò a superarlo e, con gentilezza, domandò in che cosa poteva essere utile.

"Non fa niente... grazie signorina... Credo di essermi sbagliato, scusi"
"Ma le pare" - Rispose la ragazza - "Aspetti, però... Lo sa che lei ha una bella voce?"

Erano bastate quelle poche parole a farlo sentire a suo agio ed a superare l'imbarazzo del primo contatto.

"Sa, ho visto l'annuncio sul giornale... E allora..."

La donna gli aveva spiegato che se voleva, senza impegno, poteva passare all'agenzia per dare un'occhiata al book delle modelle.
Se avesse trovato qualcuna che gli fosse piaciuta, l'agenzia avrebbe organizzato l'incontro.
Pensò tutto il giorno a quella telefonata e rimase indeciso fino all'ultimo.
Ridicolo... Si mise a ridere... Non era da lui.
Non era mai stato con una ragazza a pagamento... A parte quella volta che, con i compagni d'università, aveva festeggiato la laurea.
Avevano fatto baldoria fino a tarda notte e poi erano stati "a puttane".
Aveva un ricordo vago della sua prima volta, forse perché il troppo alcol di quella sera aveva ottenebrato i suoi sensi oppure aveva, semplicemente, rimosso.
Si ricordava solo di essersi spogliato e di essersi rivestito. Di quello che era accaduto niente... Buio
assoluto.
Era stata la sua unica trasgressione e non l'aveva raccontata neanche a sua moglie.
Beh... A quel tempo non era ancora sua moglie. Si sarebbero sposati di lì a poco.
L'aveva conosciuta che erano adolescenti. Era stata la sua unica donna e lui, per lei, l'unico uomo.
Almeno sperava.
Erano coetanei e lei era ancora una bella donna anche se non proprio una fotomodella. Adesso gli anni cominciavano a farsi vedere. Qualche ruga in più, un po' di pancetta... Insomma, cose normali.
Però... Sarebbe stato divertente ed intrigante riprovare un'esperienza trasgressiva da una posizione più adulta.
Magari con una tipa che incarnasse tutti i suoi desideri in fatto di donne. Magari l'agenzia aveva veramente una vasta scelta... Magari avrebbe potuto provare, per una volta nella vita, la sensazione di come si sta al fianco di una vera modella... E perché no, magari farci anche del buon sesso… Magari…
Ecco, si sarebbe fatto un regalo... Solo una volta però, perche’ lui amava sua moglie.
All'agenzia aveva conosciuto la sua interlocutrice telefonica, una bella donna sui 35 con sicuri trascorsi da modella, che gli aveva mostrato le foto delle ragazze disponibili.

"Ecco, questa sfila per Armani... ha 20 anni... viene dall'Olanda. Questa, invece, è russa... E’ molto alta... Molto formosa. E’ in Italia da poco e non conosce molto bene la lingua... Ecco, questa... Questa è una delle più richieste... Ha dei magici occhi, come vede... Ha lavorato anche nella pubblicità... Si ricorda delle calze?..."

Il suo sguardo si era fermato su quegli occhi.... Chiari... Luminosi... Un contrasto incredibile con quei capelli neri corvini e quella pelle leggermente ambrata.

"Questa è disponibile?"

L'aveva domandato sperando fortemente in un cenno d'assenso. La donna annuì. La scelta era stata fatta.

A questo pensava mentre cercava di ricaricarsi con un brandy. Il pensiero d'incontrare quella ragazza lo rendeva ansioso. Pensava a quegli occhi, a quel corpo esile e slanciato, a quel sorriso
ammiccante che dalla foto sembrava fosse solo per lui.
Non vedeva l'ora d'incontrarla e questo annullava anche l'ultimo residuo di desiderio che avesse potuto provare nei confronti di sua moglie.
Tornò in camera. Sua moglie si era addormentata... Meno male.
Aspettava quell'incontro come un adolescente aspetta il giorno della sua prima volta. Si addormentò pensando che l'indomani sarebbe finalmente arrivato… Quel giorno.

***

"Si, certo... Non ti preoccupare... Sarò puntuale"

Era stata convocata dall'agenzia per un appuntamento.
Quando era arrivata a Milano per fare la modella non avrebbe mai immaginato di poter, un giorno, accettare quel tipo di lavoro.
Era stata scelta perché aveva un bel corpo ed anche un bel viso. La sua altezza, le sue lunghe gambe affusolate ed i suoi occhi erano molto apprezzati dai fotografi di moda e dagli stilisti e tutto cio' faceva di lei una delle cat-walkers più richieste.
La scelta era avvenuta tramite un casting nel quale aveva persino superato ragazze che lei giudicava molto più belle. In verità lei era andata a quel casting solo per accompagnare un’ amica... Poi, invece, era lei ad essere stata scelta.
Questo le aveva permesso di lavorare per un'agenzia molto famosa.
All'inizio l'avevano alloggiata in un residence insieme con altre modelline provenienti da tutto il mondo.
Per il vitto e per le spese doveva arrangiarsi... Il fisso che riceveva ed i servizi di sfilata
e pubblicitari le permettevano un tenore più che accettabile.
Certo chi veramente ci guadagnava era l'agenzia ma di questo non le importava. Già lavorare in quel campo rappresentava per lei il massimo delle aspirazioni.
La laurea l'aveva presa soltanto per accontentare i genitori ma il suo più grande desiderio era sempre stato quello di poter far parte del mondo della moda.
Era stata una sua collega, una modella come lei, che le aveva parlato, per la prima volta, della possibilità di poter "arrotondare" con qualche lavoretto extra.
Non era un'ingenua... Sapeva che nell'ambiente le più furbe erano solite prestarsi ad incontri extra lavoro per allietare le serate di qualche manager operante nel settore.
Alcune lo facevano solo per avere contratti interessanti, altre per frequentare un certo mondo da una certa posizione, altre ancora per danaro.
Non aveva mai preso in considerazione quell'opportunità ma... Pensandoci bene... Perché no?
Le sarebbero serviti dei soldi in più. Voleva cambiare appartamento; era stanca di vivere in quel
residence simile ad una Babele.
Aveva anche il desiderio di prendersi un'auto... Magari sportiva come piaceva a lei.
Era comunque un qualcosa che avrebbe fatto saltuariamente.
Pose le sue condizioni all'agenzia, sperando che non sarebbero mai state accettate da nessun cliente.
Si sentiva imbarazzata. Non aveva mai donato il proprio corpo per denaro.
Invece la telefonata era arrivata improvvisa. Era stata richiesta.
Si domandava che genere di persona fosse il cliente per aver accettato il suo "rate"... Doveva essere più che facoltoso.
L'agenzia le aveva detto che di solito si trattava di persone non molto giovani e spesso non tanto attraenti.
A lei piacevano i bei ragazzi. Più volte aveva fatto sesso solo per il puro gusto di farlo ma, tutte le volte, aveva scelto lei con chi farlo.
Cribbio! Forse stava commettendo un errore... Forse non aveva l'esperienza sufficiente per affrontare una simile situazione.
Certo era stato facile dire di si all'agenzia; finché si trattava di una remota possibilità, il pensiero di
prostituirsi non era così arduo da affrontare come in quel momento.
La remota possibilità era diventata un'imminente realtà...
Lì per lì era stata sul punto di rifiutare... Di ritirarsi.
Ma non lo aveva fatto.
Il perché non lo sapeva... Soldi? Curiosità? Avventura?
Forse una combinazione di tutte e tre le cose... Era curiosa.
Soprattutto si domandava fino a che punto poteva piacere ad un uomo... Voleva conferme.
Una sensazione d'ansia le era entrata dentro fin dal momento del contatto. Era sicura che all'appuntamento sarebbe giunta nervosa.
Era chiaro, sarebbe stata la sua prima volta.

Mentre prendeva il taxi per raggiungere il luogo prefissato, si domandava se non avesse dimenticato niente.
La sua amica, le aveva fatto un po' da maestra: intimo raffinato, calze autoreggenti velate, un tailleur nero con "reverse" bianche di Mugler, gonna corta ma non troppo, trucco appena accennato, due gocce di profumo... Tacchi a spillo.

"Non è che sono troppo appariscente?... Sai, non vorrei sembrare una di quelle"
"No, no, vai benissimo così... E poi le ragazze alte piacciono di più"

Sarebbe piaciuta?
Nella borsetta aveva quanto potesse servire in caso il cliente avesse richiesto una fine serata "più intima".

***

Arrivarono all'appuntamento contemporaneamente.
Si riconobbero subito in mezzo alle decine di persone che a quell'ora frequentavano quel bar.
Ognuno dentro di se’ sapeva il motivo per il quale si erano incontrati: sesso da una parte, denaro dall'altra.
Non sapevano se avrebbero ottenuto ciò che volevano... Forse no, forse si...
Ma che importava?

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Una buona notte...



...a tutti coloro ai quali questo blog non interessa ma che si tengono costantemente aggiornati su cio' che scrivo.
Oggi un amico mi ha detto: "il tuo blog lo leggono soprattutto i tuoi nemici".
Se questo fa emergere la loro contraddizione cio' non puo' che riempirmi di soddisfazione. Buona notte, quindi, a tutti coloro che GIURANO di non leggermi.

domenica 12 novembre 2006

giovedì 9 novembre 2006

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Una donna felice



Cara Chiara, non so neanche io perche’ ti scrivo, in fondo non ne avrei alcun bisogno ma, chissa’, oggi mi sento in vena di voler esternare a qualcuno la mia felicita’ e che questo qualcuno sia un’entita’ virtuale come te mi rende piu’ disinvolta e libera, in quanto so che tutto cio’ che scrivero’ restera’ fra di noi.
Sono una donna di 32 anni, ancora discretamente piacente e se non volessi apparire immodesta direi che sono abbastanza graziosa. Ho un bel volto ed anche il fisico si e’ mantenuto bene nonostante sia diventata mamma di un bellissimo bambino che oggi ha 7 anni.
Ovvio che la gravidanza qualche piccolo segno lo ha lasciato, ma niente di preoccupante considerato il fatto che le mie colleghe oppure le mie amiche, pur essendo piu’ giovani di me, mi guardano con invidia.
Si certo, forse mangio un po’ troppo e cio’, ultimamente, mi ha fatta leggermente ingrassare ma, con onesta', dico che un po’ di “carne” addosso mi dona ed anche mio marito mi preferisce cosi’, in quanto (dice) che le false magre lo attirano piu’ delle anoressiche che oggi si vedono sui giornali di moda.
Quando ero ragazza ero magrissima ed anche io avrei potuto fare la modella sai?
Poi a 18 anni (appena diplomata) ho conosciuto lui, l’unico uomo della mia vita, che ho amato fin dal primo incontro e che mi ha resa felice in tutti questi anni.
Gianni (cosi’ si chiama mio marito) e’ un uomo molto attraente ed intelligente. Mi ha conquistata grazie alla sua educazione ed anche (e soprattutto) alla sua esuberante mascolinità. Quando ci siamo conosciuti lui si era appena laureato.
Abbiamo trascorso (come tutte le coppie normali) un periodo da fidanzati e poi lui mi ha chiesto di convivere e poi ci siamo sposati.
Era l’uomo ideale per me… E per lui ho abbandonato gli studi universitari ed anche le “bramosie” da modella che avevo… Sciocchezze che non possono essere barattate per una famiglia VERA in cui c’e’ un uomo VERO che pensa a te e che ti protegge… Non lo credi anche tu amica Chiara?
Prima che nascesse Marco (nostro figlio) abbiamo passato momenti stupendi. Era come se fossimo sempre in viaggio di nozze e facevamo l’amore ad ogni occasione…
Poi, con la gravidanza, i miei desideri… Come dire… Sessuali, si sono un attimo affievoliti ma e’ una cosa normale che accada questo, no?
Gianni in quel periodo e’ stato bravissimo… Mi comprendeva e mi aiutava in tutto.
Pensa che per non affaticarmi a cucinare, spesso non rientrava per cena (fermandosi fino a tardi in ufficio per portare avanti il suo lavoro).
Ovvio che a volte mi sentivo un po’ sola ma stavamo insieme il sabato e la domenica…Quando lui non andava alla partita con gli amici oppure non partiva per qualche viaggio di lavoro.
Ti assicuro che e’ un uomo magnifico ed io non ho mai avuto motivo di dubitare di lui.
E poi e’ cosi’ sincero… Basta guardarlo negli occhi per capire se mente.
Pensa che io a volte gli faccio dei test… Quando, per esempio, in TV c’e’ una bella ragazza (una velina o una letterina) io lo stuzzico dicendo “carina quella, non trovi?”, e lui mi risponde “naaaa, non e’ il mio tipo… troppo magra, non vedi che le si vedono le ossa del bacino?”…
Insomma quando lo dice e’ sincero!... O almeno a me sembra lo sia, ecco!
Ma non voglio pensare a questo… A volte temo che non mi dica il vero e che mi risponda in quel modo solo per non farmi soffrire, ma poi penso a quanto sono fortunata ad avere un uomo come lui, uno splendido figlio, una bella casa… Ed allora riacquisto la mia serenita’ di sempre.
Certo che se avesse un’altra io ne morirei, non potrei sopportarlo… Non farei come alcune mie amiche che “accettano” in silenzio le corna per il quieto vivere… Io farei un macello… E lui lo sa.
Non dico che mi tema, ma credo che mi rispetti e sono certa che questo e’ il motivo per il quale lui con me non mente…
Se lo facesse lo saprei… Me ne accorgerei…
Ultimamente, poi, e’ molto impegnato con il lavoro e credo che non avrebbe neppure il tempo di pensare ad altre storie.
Spesso lo trovo che lavora fin tardi (naviga su internet e chatta con dei colleghi su dei forum che riguardano il suo lavoro) e per questo motivo la notte viene a letto che e’ molto tardi… Tanto che, anche da quel punto di vista… Beh, insomma, tu mi capisci…
Non voglio dire che non lo faccia piu’… Regolarmente al venerdi’ sera fa il suo dovere di “marito”, ma non e’ piu’ come una volta, come quando eravamo all’inizio del nostro rapporto.
Non sono piu’ gli amplessi di quando ci siamo conosciuti… Adesso, spesso, il tutto si risolve velocemente… Lui gode e poi dorme… A me invece non interessa l’orgasmo e gia’ sono felice se lo vedo appagato.
Certo che a volte sognerei di vivere anche io delle storie d’amore e di sesso come si vedono nei film ma… Sono solo fantasie irrealizzabili: adesso sono una mamma responsabile, non posso perdermi in queste cose da ragazzi.
E poi io non me la sentirei mai di essere una moglie infedele.
Credo che le coppie che basano la loro esistenza sull’infedelta’e sull’inganno siano coppie destinate a spegnersi… Tu non pensi lo stesso amica Chiara?
Comunque, a parte tutto, sto vivendo un periodo veramente felice.
Gianni e’ veramente un marito perfetto tutto casa e lavoro, lavoro e casa…
Beh, non proprio sempre casa… A volte esce con i colleghi (a cena) oppure deve viaggiare per dei “seminari” ma quando non e’ costretto ad allontanarsi a causa del lavoro, il nostro tempo libero lo passiamo insieme. Io, lui e nostro figlio.
Cara Chiara, adesso devo proprio lasciarti… Devo preparargli la valigia perche' domani parte per un “seminario” a Bratislava.
Dicono che sia una bella citta’ e che si mangi molto bene.
Io gli raccomandero’ di non abbuffarsi troppo perche’, se deve mantenere la sua linea da “splendido quarantenne”, deve pur fare dei sacrifici, non credi?
Grazie per la tua cortese attenzione e a presto.

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Driving


“Piantala! Non mi va!”

“Ehi, che hai? Non ti va di farlo?”

“ Se mi fosse andato lo avresti capito o no?

“Ma dai, e che ti costa? Lo sai che mi piace… Lo abbiamo fatto altre volte”

“Ho detto di no! Come te lo devo dire, cazzo? Cosa vuoi fare? Masturbarmi? Che senso ha mi dici?... Se avessi voglia avrebbe senso… A te andrebbe che te lo manipolassi quando non hai voglia?”

“Beh… Insomma…Lo sai che a me va sempre… Anche se preferisco quando me lo prendi in bocca…”

“OK, a te va sempre, a me invece non va sempre, quindi togli la mano e continua a guidare... non vorrei che ci accadesse qualcosa…”

“Senti Chiaretta, lasciati andare… Vedrai che non ci succede niente… Sono bravo a guidare… Tu apri solo le gambe e faccio tutto io, come sempre… Dai!”

“Ok, allora dimmi che senti… Su toccami e dimmi che senti… Senti forse eccitazione? Senti che mi sto bagnando? Non capisci che non ho voglia? “E non ciucciartelo il dito che’ proprio non ho voglia… Continua a guidare”

“Senti Chiara, si puo’ sapere che hai? Ho fatto qualcosa che non andava stasera? Mi pari strana… Se a te non va di godere a me invece va… Mi sono eccitato… Quindi vieni qui e prendimelo in bocca mentre guido…”

“Tu devi essere malato…”

“Ma che malato CAZZO! Ma vaffanculo Chiara! Avanti, dimmi … Ti ho per caso fatto qualcosa di male? Guarda che non capisco dove possa averti offesa… Veramente”

“Senti… Lascia perdere… Forse sono io che stasera ho le palle girate. Non mi andava e te l’ho detto… Tutto qui…Non farti seghe mentali..”

“Si ma andiamo a fondo della questione… Non ti sei mai comportata in questo modo. Di solito accondiscendi ai miei desideri… Credevo fossimo complici nel sesso … Che c’e’ non ti vado piu’ bene?”

“Ma no… Mi vai benissimo… Solo che a volte non mi va il tuo modo di fare… Di … Decidere per tutti e due, ecco!”

“Che significa forse non ho sempre deciso bene? Forse non ti ho sempre fatta godere? E dai… Vieni qui… Dai… “

“Uffa, mi hai rotto le palle… Tu proprio zero eh? A te proprio non passa neanche per l’anticamera del cervello che a me STASERA NON VA! Per te devo essere sempre li’… Disponibile ai tuoi desideri… A godere a comando oppure a FARTI godere a comando… Ma vaffanculo va!!! Fammi scendere.”

“Ehi, che fai… Non aprire lo sportello… Aspetta che accosto… Non fare la cretina.”

“Ecco… Fammi scendere e vai a fanculo, stronzo!”

“Vieni qua dai, non volevo offenderti… Su dai non essere stronza… Chiara… CHIARA! CHIARAAA!!!”

“E non venirmi dietro… E lasciami perdere…”

“Ma non puoi andartene in giro da sola a quest’ora. Su dai salta su che ti porto a casa…”

“Mi so difendere benissimo da sola… Ormai con te sono diventata un’esperta, non temere… Gli stronzi li conosco…”

“Senti stronzetta adesso mi stai proprio rompendo ok? Salta su che’ sto per perdere la pazienza… Ma guarda tu se devo star dietro a una piccola bizzosa isterica… SALTA SU TI HO DETTO PORCA PUTTANA!”

“Ok ma portami a casa… E non discutere piu’ che’ sono stanca…”

“Si si ok ok… PRINCIPESSA! Ai suoi ordini… Ma guarda tu… La principessa sul pisello! … Senti… Ma sei sicura che non ti va proprio?”

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Confessioni di donna


Io sono una di quelle brave mogliettine e madri di famiglia che vanno ogni tanto a scopare con qualche sconosciuto.
Non sono una bellissima donna per cui, in cambio di certi favori sessuali, faccio sempre dei regalini ad i miei amici occasionali; insomma qualcosa di carino (300-400 euro) ma non troppo prezioso.
Per fortuna riesco a controllarmi: vado con questi tizi non più di una volta al mese e sempre quando mio marito e' in viaggio per lavoro. Mi piacerebbe scoparci più spesso con questi stalloni (che scelgo accuratamente), ma vivo seguendo una certa disciplina, quella che mi ha consentito di costruirmi una vita tranquilla ed agiata, per cui un grammo di piacere deve essere preceduto da dieci grammi di dovere (piacere che non significa solo farsi scopare selvaggiamente da qualche bel ragazzo).
Qualche volta poi, sopratutto quando mio marito e' in viaggio per piu' giorni, riesco a trascorrere una sera di sesso con qualcuno senza la necessità di fare regali.
Sono una moglie ed una madre premurosa, attenta, che non fa mancare niente alla famigliola.
Se mi concedo di spendere 300/400 euro con uno stallone è perché so che questo non inciderà minimamente sul tenore di vita della mia famiglia. Curo la famiglia 24 ore al giorno non facendole mancare nulla. Non faccio certo una vita da regina ma la mia famiglia vive sapendo che tutto in casa funziona alla perfezione e mio marito non ha niente di che lamentarsi.
Vado con i gigolo' mentre il mio compagno e' in viaggio e mio figlio e' a scuola, e non riesco a sentirmi in colpa. Quelle due ore al mese me le godo fino in fondo, come cerco di fare ogni giorno della mia vita.
Poi torno a casa e mi trasformo in partner e madre gentile e rassicurante.

(Dal diario segreto di un'amica)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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