martedì 31 ottobre 2006

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Les Liaisons dangereuses



La non piu’ giovanissima Marchesa di Merteuil instrada verso altre femmine (da lei accuratamente scelte) il suo amante, il Visconte di Valmont, cosi' da vendicarsi per i suoi tradimenti. E' una sfida per tenere in pugno l'uomo che ella, pur propensa ad amori occasionali, ama ancora. Nella rete del rubacuori cadono, avvicendandosi, sia Cecile de Volanges, quindicenne gia’ promessa ad un aristocratico molto piu’ vecchio di lei, sia l’affascinante Madame de Tourvel (della quale la Marchesa e’ invidiosa a causa dell’attrazione che Valmont prova per lei).
La giovinetta insidiata alla fine cede, nonostante si sia innamorato di lei il giovane Cavalier Danceny; piu' ardua, ma anche piu' eccitante proprio per la difficolta’ stessa, l'impresa con Madame de Tourvel, decisa a ad essere fedele al marito che e’ lontano, tutta pudori e lacrime, ma poi preda disinibita dell'esperto libertino. Dopo una successione di incontri e inganni, di lettere misteriose e trabocchetti, la Marchesa di Merteuil si ritiene appagata del procedere dei fatti. Poi gli avvenimenti precipitano: in un duello, Danceny uccide Valmont; Cecile ritorna nel convento in cui era stata educata; Madame de Tourvel si ammala gravemente per il dolore dell’inganno di Valmont che affermava di amarla, mentre alla Marchesa non resta che qualche lacrima arida come la sua anima, oltre che il dispregio di una societa’ depravata come lei, ma pronta anche a rifiutarla per la sua natura crudele e vendicativa.

Un bel film, che non dovrebbe mai mancare nella vostra cineteca, in cui sono chiare alcune dinamiche che muovono l'animo femminile.

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Tessera di puzzle (1)

Ci sono cose che prendono il via da se’, giacche' sono innate nell’essenza di ogni creatura. Non serve addestramento per realizzarle. E’ sufficiente andar dietro all’istinto, basta non rispettare le norme che a volte risultano persino deleterie ed inibitorie. In tali casi e’ con la spontaneita’ che trionfiamo… Amando, per esempio.

lunedì 30 ottobre 2006

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Sinonimi (2)

Ipocrita, bugiarda, falsa, farisea, doppia, conformista, convenzionalista, traditrice, simulatrice, commediante, infida, insincera, infingarda, gesuita, perbenista, disonesta, finta, bigotta, opportunista, sleale, ingannatrice, strisciante, untuosa, ambigua, ingannevole, mendace, subdola, scorretta... fetente.

Contrari: leale, schietta, sincera, limpida, cristallina... chiara.

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Sinonimi (1)

Bannata, emarginata, allontanata,estromessa, evitata, ghettizzata, ignorata, isolata, rifiutata, scansata, sgradita, discriminata, confinata, esclusa, scacciata, epurata, disinserita, sradicata, reietta, bandita, esiliata, relegata, espulsa, ostracizzata... sola.

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Puzzle


“Irina, si puo’ essere vicini pur stando lontani, ed ogni istante che mi hai regalato e’ stato un istante di paradiso, quando sarai lontana mi rimarra' il ricordo… l’esistenza e’ fatta di ricordi ed i ricordi sono le tessere di un puzzle che si combinano in un insieme che e’ la nostra vita”.

Chiuse gli occhi prima di voltarsi e sapeva che sarebbe stata l'ultima volta, ma avrebbe portato quelle parole dentro di se’… come tessere di un puzzle.

domenica 29 ottobre 2006

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Storia di Olga


PROLOGO

L’uomo e’ un animale poligamo, su questo non v’e’ alcun dubbio, ma soprattutto e’ un animale che, unico, ha saputo trasformare i vizi in virtu’.
E i vizi, Misha li aveva coltivati tutti: dalla polvere bianca al gioco d’azzardo, dalla vodka alla sigaretta, che amava tenere, stranamente, fra il dito medio e l’anulare su cui spiccava un anello di sublime fattura ottocentesca, cesellato e smaltato, con lo stemma dei Romanov: l'aquila bicipite che reca in petto uno scudo con l'effigie di San Giorgio mentre uccide il drago.

Era bizzarro che un anello del genere, scampato alla rivoluzione avvenuta settantacinque anni prima, non fosse conservato un una teca di Oruzheinaia Palata al Cremino, ma forse era un’imitazione ben riprodotta oppure, Michajl (Misha) Zobarowsky era uomo dalle mille risorse ed essere figlio di un potente esponente politico gli dava privilegi che altri della sua eta’ non avevano.

Essendo nato sotto il segno del Leone, Misha spiccava per un ego molto pronunciato, amava sentirsi un personaggio e difficilmente si faceva mancare qualcosa. Era orgoglioso ed aveva un'elevata opinione di se’, volendo eccellere in ogni circostanza, ma come tutti coloro che adorano essere apprezzati, era altamente suscettibile all'adulazione. Tuttavia non adorava vincere con troppa facilita’ in quanto preferiva la conquista al raggiungimento di un obiettivo attraverso i soldi.

A 28 anni trascorreva quindi la giornata fra un tiro di cocaina ed una puntata sulle corse degli scarafaggi, attendendo la sera, momento in cui, come sempre, si recava a bere nel bar di quell’hotel di lusso che amava frequentare e che da mesi era diventato suo territorio di “caccia”. Si', perche’ il suo piu’ grande vizio erano le donne… Le belle donne.

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Quando Vlada la vide entrare per la prima volta con il suo elegante accompagnatore si chiese cosa cavolo avessero combinato i ragazzi della sicurezza. Ogni ragazza pagava 100 dollari al mese a quei due della Lubjanka proprio perche’ evitassero “incursioni” esterne e lei, che teneva i contatti con la direzione dell’ hotel, era responsabile di fronte alle ragazze di quanto stava accadendo. Tutti sapevano che in quel posto nessuna all’infuori di lei e delle sue ragazze poteva “lavorarci”.

Certo che quella li’ non passava inosservata. Quando l’intrusa si tolse il soprabito Vlada rimase sorpresa da tanta perfezione fisica che nessuna delle sue aveva: altissima, bionda con capelli raccolti a coda di cavallo lunghissimi, occhi di un azzurro intenso che rilucevano come gioielli; non doveva avere piu' di vent'anni ed il tubino di maglia nera corto le metteva in risalto le lunghe gambe perfette e le fasciava gli stretti fianchi. aveva seni rotondi, compatti, tanto da destare l’attenzione di tutti i “clienti” che a quell’ora affollavano il bar in cerca di ”distrazione”.

Vlada passo’ tutta la sera a guardarla da lontano, osservando come muoveva le mani, come parlava, come atteggiava il sorriso e si rese conto che non era “una del mestiere”. Quando ebbe l’opportunita’ le si avvicino’ e le chiese d’appartarsi. Vlada aveva un tale modo di dire le cose che era praticamente impossibile rifiutare di seguire i suoi “ordini. Non che fosse perentoria, anzi era sempre molto dolce, ma di una dolcezza che disarmava. Per tale motivo tutte le ragazze l’avevano scelta come loro leader. Vlada aveva carisma.

Vlada fece accomodare la ragazza nell’ufficio retrostante al bar dove normalmente incontrava le persone ed inizio' il suo interrogatorio.

“Come sei entrata? Non sei del giro… Forse non sai come funzionano le cose qui… Per lavorare qui devi essere amica mia"

Si chiamava Olga. Disse di essere stata “rimorchiata” fuori dall’hotel dal suo accompagnatore che l’aveva invitata a seguirlo in hotel. Per farla entrare lui aveva regalato cento dollari ai due all’entrata. Vlada non fece trasparire il suo disappunto: ci avrebbe pensato piu’ tardi a chiedere “spiegazioni” a quelli della sorveglianza. In quel momento doveva risolvere la situazione in modo da non perdere la faccia di fronte alle altre ragazze.

“Non vorrai dirmi che eri qui fuori per caso. Sei vestita da “lavoro” ed io non la bevo proprio questa storia del “rimorchio” occasionale… Quant’ e’ che fai questo? Tu non sei di Mosca, vero?"

Olga le parlo’ del suo paese a ottanta chilometri a nord della capitale, di come lei non avesse potuto studiare e di come avesse passato una vita sognando e desiderando cio’ che a lei era stato precluso. Le parlo’ anche di suo padre… e di come lui picchiava sua madre quando tornava a casa ubriaco. Le parlo’ anche della sera in cui sua madre, stanca di tanta violenza, gli aveva piantato un coltello nella gola uccidendolo e di come per quel gesto l’avessero condannata a dieci anni di prigione. Era andata a vivere con i nonni, in una stanza di una komunalka in periferia, ma i soldi non bastavano e lei non aveva risorse se non il suo corpo.

Vlada sapeva cogliere nello sguardo delle persone quella scintilla d’insincerita’ che persino per il piu’ abile bugiardo era difficile da celare, eppure negli intensi occhi di Olga non v’era niente di tutto cio’.

“Olga, vorrei proporti di lavorare qui… Insieme a tutte noi. Credo che potresti migliorare la tua condizione... stare fuori dalle porte degli hotel adesso che e’ inverno non e’ una delle cose piu’ salubri. Se vuoi da domani puoi venire senza impegno… Quando vuoi... Quando ti senti. Qui non abbiamo orari, l’importante e’ che ti impegni a rispettare un minimo compenso che vuoi ricevere per il tuo servizio ed a versare ogni mese cento dollari alla sorveglianza e dieci alla donna delle pulizie al piano ogni volta che vai in camera con un cliente; ma il denaro lo recuperi facilmente data la qualita’ della clientela che frequenta questo posto... Con quel corpo e con quel viso non credo che avrai problemi. Se ti va lo dico alle altre ragazze cosi' non ti creeranno problemi”

Olga accetto’ ed inizio' a lavorare la sera seguente non senza destare la gelosia di qualcuna… E la bramosia di qualcuno.

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INTERLUDIO

Misha, come ogni sera, se ne stava appoggiato al bancone sorseggiando la sua vodka e assaporando la sua sigaretta tenuta tra il dito medio e l’anulare. Conosceva tutte le ragazze di Vlada e con molte di loro aveva avuto delle storie. Ovviamente non le aveva mai pagate ed era questo il gioco che preferiva: conquistarle.

Sfortunatamente non con tutte aveva avuto successo; con Irina per esempio. Quella per lui rappresentava una spina nel fianco, quasi un punto d’orgoglio. Con quell’aria “fintamente” remissiva che nascondeva un carattere da rettile.

Oh certo! Se avesse tirato fuori i “babki” Irina si sarebbe donata come la piu’ calda delle amanti ma non si sarebbe divertito in quel modo. A lui piacevano le prove difficili ed era sicuro che un giorno l’avrebbe posseduta come lui desiderava… Sottomessa, succube… E senza tirare fuori un soldo!

Anche con Vlada non aveva raggiunto l’obiettivo… Troppo “sgamata” e razionale. Troppo esperta. Da lei era stato soprannominato “Giuda”, perche mai? Non era ebreo!
Anche se aveva un cognome che avrebbe potuto farlo pensare... Zobarowsky... Lui era certo di essere puro sangue russo come suo padre. Beh, forse c'era un po’ di sangue polacco nella sua ascendenza, ma dato che era biondo cenere con occhi azzurri chiarissimi ebreo proprio no! Neanche si fosse chiamato Abramovich!

Forse il soprannome “Giuda” era la conseguenza di alcuni piccoli imbrogli che lui aveva fatto a qualche stupidella che lavorava li’. Sapeva che qualcuna si era arrabbiata per quei due spiccioli che lui le “aveva preso in prestito” e si era lamentata con Vlada.

Ma che cavolo volevano quelle li? Erano solo puttanelle e lui era il figlio di uno degli amici piu' intimi di Eltsin! E poi i soldi li avrebbe restituiti… Adesso era un po’ a corto di liquidita’, ma quando avesse vinto alle corse degli scarafaggi avrebbe “onorato” i suoi debiti.

Un momento… Ma chi era quell’angelo biondo che stava entrando? Non l’aveva mai vista prima… Forse una nuova? Doveva informarsi.

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Come faceva con ogni nuova ragazza, Vlada, dopo averla presentata alle altre, inizio’ ad impartire a Olga le prime direttive.

“Ricordati di non accettare mai proposte al di sotto dei trecento dollari per notte. I soldi sempre prima o rischi di farlo gratis. Non azzuffarti mai per i clienti con le altre ragazze. Quando fai sesso pensa sempre che lo stai facendo con uno sconosciuto quindi tutela la tua salute. L’amore e’ un’invenzione dei comunisti per non pagare le donne, ma se ti va di caderci ricorda che giochi con la tua pelle e soprattutto, cosa importantissima… Non ti fidare mai di Giuda che e’ quello la’ appoggiato al bancone e che ti sta osservando!”

Queste parole Vlada le ripeteva a tutte le nuove ragazze, anche se sapeva che, per quelle non dotate di sufficiente “pelo” sul cuore, l’ultima frase era spesso inutile.
Vlada ne aveva viste piu’ di una cadere sotto i “colpi” della falsa cortesia di Giuda… Che era un gran bastardo, ma aveva una capacita’ di convincimento ed una tenacia che qualche volta aveva fatto vacillare anche lei. Ed Olga era la “farfalla” ideale per quel “ragno”.

Chi mi sta leggendo avra’ intuito com’e’ proseguita la storia: Misha conobbe Olga e Olga si fido’ di Misha. Certo, per un attimo, Olga provo’ un brivido quando lui le disse che le avrebbe custodito i soldi che lei non poteva proteggere vivendo nella komunalka con i nonni, ma poi penso’ che in fondo aveva solo lui e che se era stato bastardo con le altre cio’ non significava che lo sarebbe stato anche con lei. Per cui si fido'... Lei era certa che lui l’amasse.

Si fido' a tal punto che gli permise di amministrare i suoi introiti e quando la nonna si ammalo’ seriamente e lei chiese un po’ di fondi per farla curare in un buon ospedale, capi’ il motivo per il quale lo chiamavano Giuda.

Vlada la rimprovero’ e le disse che era stata una stupida perche' era stata avvertita fin da subito. Purtroppo Giuda era figlio di una persona molto importante e lei era solo una prostituta; sarebbe stata un’impresa impossibile convincere la polizia che lui le aveva rubato i soldi, Inoltre l’hotel non voleva scandali di quel genere ed il rischio per lei sarebbe stato anche la perdita del “lavoro”. Olga accetto’ la sconfitta di buon grado, si rimise a lavorare e cerco' di dimenticare la brutta esperienza di cui fece “tesoro”.

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Fu qualche mese piu’ tardi che Andrey Obolensky, entrando in quell’hotel alla ricerca di “svago” la noto’ e la volle. Andrey era un nuovo russo. Aveva combattuto come tenente dell’esercito in Cecenia e in quel momento si occupava del commercio di legname a livello governativo. Era somaticamente il contrario di Misha: scuro di capelli e di occhi ed aveva sempre un “filo” di barba anche se si era appena rasato.

Andrey non era dolce e convincente come Misha, anzi spesso assumeva espressioni burbere tipiche di chi era abituato a prendere veloci decisioni, sia in Cecenia sia negli affari. E velocemente Andrey prese la decisione che Olga doveva essere la sua donna. Le offri’ una bella casa, una rendita fissa mensile e la possibilita’ di proseguire gli studi senza dover piu’ lavorare.

E per il primo anniversario della loro convivenza organizzo’ una cena intima nella sala VIP del Godunov e mentre i gitani sviolinavano languide melodie, al lume di candela sorseggiando champagne francese, le porse un pacchetto piccolo ma prezioso.
Olga lo apri’ voracemente immaginandosi che dentro avrebbe trovato un gioiello ed i suoi occhi si fissarono estasiati su un anello di fine fattura ottocentesca con cesello e smalto raffigurante un'aquila bicipite con in petto lo scudo con l'effigie di San Giorgio mentre uccide il drago: lo stemma dei Romanov.

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EPILOGO

Era notte inoltrata quando Irina entro’ nel bar dell’hotel. Un inverno era trascorso dall’ultima volta che era entrata li’, prima che il suo ultimo “sponsor” l’avesse tolta dal “giro”. Di solito erano storie che duravano qualche mese, ma stavolta il tizio si era attaccato piu’ del previsto e lei non aveva piu’ dato notizia di se’, a parte qualche sporadica telefonata per rassicurare Vlada che stava bene.

Non trovo’ nessuna delle sue “compagne”. Le venne detto che quella sera erano tutte “occupate”. Pochi i clienti rimasti nel locale, ma Irina riconobbe la sagoma di Giuda appoggiato al bancone che stava sorseggiando la sua vodka ed assaporando la solita sigaretta. Questa volta tenuta tra il dito medio e... l’indice.

sabato 28 ottobre 2006

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Storia di Irina


- Hi, I’m looking at you since I did enter in this place… How much do ya want?
- Five hundred for the whole night… In your room.


Giovane studentessa di 19 anni. Alta, magra, slanciata, capelli neri lunghi fino alla vita, che lei portava sciolti proprio per “colpire”… E poi due occhi verdi, chiari e luminosi come quelli di una gatta nell’oscurita’.

Per tutta la vita Irina aveva sognato l’Occidente; aveva desiderato di poter un giorno andarsene da quel “buco di paese” in cui era nata… Paese senza futuro. Paese ancora schiavo del passato, ed in cui il presente era arrivato senza regole, ma lei aveva in parte risolto il suo problema “temporaneo”, ed era stata un’amica che l’aveva presentata a Vlada che gestiva il "giro" in quell’hotel di lusso in centro citta’.

Vlada non pretendeva soldi come intermediazione dalle ragazze ma le sceglieva con cura, in quanto l’hotel, sotto banco, le passava una percentuale sulle consumazioni, e si sa, piu’ le ragazze erano carine, piu’ i clienti erano disposti ad essere generosi anche in fatto di “bevute”.

Alle ragazze veniva lasciato tutto cio’ che riuscivano ad ottenere dai clienti sottoforma di “regalino extra”, fatta eccezione per una quota di cento dollari che ogni mese pagavano ai due della “sorveglianza”, piu’ altri dieci destinati alla governante al piano ogni volta che entravano in camera con un cliente. Ma questi soldi erano ben poca cosa considerati gli incassi che facevano frequentando quel posto.

I clienti erano sempre di alto livello. Di solito erano uomini d’affari che si trattenevano spesso in citta’, inventando alle loro compagne improbabili meeting di lavoro, ma che in realta’ cercavano solo qualche svago per evadere dalla loro routine. Se poi lo svago aveva gli occhi ed i capelli di Irina, tanto meglio.

Il “lavoro” non prevedeva un orario: Irina sceglieva quando recarvisi. Di solito ci andava solo qualche giorno alla settimana, riservando il resto del tempo allo studio, ma in quelle poche volte che “lavorava” incassava abbastanza soldi da potersi permettere un tenore di vita che le sue compagne d’universita’ neanche avrebbero potuto immaginarsi… Senza considerare i “regalini extra” che le venivano fatti dai vari clienti che, periodicamente, si innamoravano di lei.

Spesso gli uomini che incontrava le facevano domande sul perche’ lei avesse scelto quel tipo di vita, ma Vlada l’aveva istruita bene: “Ricordati, non dire mai che la tua posizione e’ di privilegio. Di’ sempre che lo fai per bisogno… Loro si inteneriranno e per poterti “salvare” saranno disposti ad aiutarti anche economicamente…”

La sapeva lunga Vlada. Era stata anche lei una ragazza in quell’hotel ed ora, essendo la piu’ anziana nonostante avesse solo 25 anni, poteva permettersi di insegnare i trucchi alle “sue ragazze”, ed ogni tanto, con comodo, poteva farsi anche qualche sana, vigorosa e spartana marchetta. Magari con quei clienti che riteneva piu’ facoltosi e pronti a “sganciare" piu’ denghi. Era logico che a Vlada fosse sempre riservata l’esclusiva.

Ed Irina era stata, in un certo senso, da lei “adottata”. Questo perche’ rispetto alle altre dimostrava certamente di essere piu’ attenta e, soprattutto, pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. Cosicche' fra le due ragazze si era creato un rapporto particolare e di intensa amicizia.

- Wanna start with a shower? I always start with a shower, don’t you?
- Yes, why not? Let me see your body first... Come here… closer… Gimme your lips…


Era sempre la stessa identica parte quella che recitava. Con lei i clienti credevano di essere con una reale conquista, e non con una ragazza a pagamento rimorchiata al bar. Spesso, dopo il sesso, parlavano di se stessi, del loro lavoro, della loro famiglia. A volte si aprivano raccontando cose che non avrebbero confidato neanche al loro miglior amico… E Irina ascoltava. Tutto.

Era in quel momento che si creava quel particolare feeling che spesso sfociava in qualcosa che andava oltre il semplice “rapporto sessuale di una notte”. Con il suo atteggiamento estremamente dolce, Irina riusciva ad essere talmente seduttiva che alcuni clienti le proponevano di “fidanzarsi”. Erano quelli che in gergo venivano e vengono chiamati “sponsor”.

Non v’era inganno: loro volevano una ragazza fissa alla quale poter “dare” dimostrando a se stessi di essere dei “salvatori” (oltre che dei seduttori), e lei in cambio otteneva denaro, regali e bella vita.

Per ottenere il massimo Irina, seguendo le indicazioni di Vlada, raccontava di essere una povera studentessa con famiglia a carico: papa’, mamma ed anche nonna. Anzi, era proprio la nonna che necessitava di cure costose e particolari, che l'avevano “obbligata” ad intraprendere (ovviamente controvoglia) quella vita fatta di incontri con uomini sgradevoli (eccetto ovviamente lo sponsor del momento) che esigevano da lei pratiche sessuali ignobili e schifose, e che la facevano, spesso, vergognare di se stessa.

Poveri “lupacchiotti”, se avessero saputo i veri pensieri del loro “Cappuccetto Rosso”, e le sue vere motivazioni, si sarebbero forse preoccupati tanto per la povera “nonnina” malata in attesa della focaccia? Era chiaro che non conoscevano le favole :D

Periodicamente Irina spariva dall’hotel rifugiandosi nelle braccia di qualche sponsor, ed i clienti che la cercavano al bar incontravano l’immancabile Vlada che diceva loro: “No… non c’e’ piu’… Ha smesso… Sai questo lavoro non le andava… Come non va a ciascuna di noi… Se vuoi ci sono io stasera...”

- Yeah baby!... Don’t stop now!... Please don’t stop… Oh yeah… Oh yeah… I’m cumming... Don’t stop.
- No… Not yet... I don’t want you cum so easy… Relax… We have time… Taste me now… I want to feel your tongue inside of me…


Quando poi la storia con uno sponsor finiva, Irina tornava in quel bar, ed ai clienti che l’avevano cercata raccontava di essere stata ingannata da un “amore” che le aveva portato via tutti i soldi messi da parte, cosi’ da costringerla ancora una volta a ricominciare con quello schifo di vita.

Ed i suoi occhi erano cosi ingenuamente sinceri… E dove non arrivano ad essere convincenti gli occhi Irina possedeva altri argomenti ai quali era difficile resistere. Soprattutto se questi argomenti erano due siski della terza misura.

Credo che Vlada la ricordi ancora cosi’, con quell’espressione sospesa a meta’ fra il serio ed il faceto, con quei suoi capelli di seta neri lunghi fino alla vita, ed occhi verdi luminosi come quelli di una gatta nell’oscurita’.

Ed in cuor suo spera che possa essere felice vivendo la vita che ha sempre desiderato.

- Wow!... You’re fantastic baby… I wanna meet you again and again… Do you have a boyfriend?
- No… I don’t, I’ve not met my real love yet… Do ya wanna be?

giovedì 26 ottobre 2006

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La Roba


"Pronto,... Ester, sono Fabio... senti, avrei bisogno della "roba""
"Fabio... sai che non devi telefonarmi su questo numero... cazzo, come te lo devo dire che ci stanno addosso? Senti, ti richiamo io fra dieci minuti, va bene?"

Cazzo, cazzo, cazzo... era la quinta telefonata.
Aveva provato con tutte le sue abituali fornitrici: Sally, Monalisa, Luna, Sabrina ... ed ora anche con Ester.
Non ce la faceva più.
Avrebbe richiamato? Erano 5 giorni che non prendeva la "roba", fanculo alla crisi!
Era in atto e non sapeva per quanto tempo sarebbe riuscito a resistere...
Non aveva mai superato una crisi così lunga. Non era mai stato più di 3 giorni senza prendere la "roba".
Ma che cazzo stava succedendo? Sembrava che da un momento all'altro la "roba" fosse sparita dal mercato.
A chi si poteva rivolgere? Certo c'era anche chi se ne approfittava. A causa del proibizionismo le fornitrici facevano affari d'oro. Ed ultimamente, con l’euro, le cose erano anche peggiorate.
Adesso aveva in mente solo una cosa: la "roba". Doveva prenderla a tutti i costi o sarebbe impazzito.
Chi lo avesse visto in quello stato non avrebbe potuto riconoscere in lui il professionista calmo, posato, equilibrato di qualche anno prima. Era uno straccio e se ne rendeva conto. Era dimagrito, emaciato... ed anche l'igiene personale iniziava a risentirne.
L'apatia aveva occupato il posto di tutti quegli interessi che un tempo gli riempivano la giornata: gli amici, la famiglia, il lavoro... niente contava più.
Fin dal momento in cui si svegliava aveva in mente una sola cosa e tutta la sua giornata girava intorno a quella sola ed unica cosa: la "roba".
Ma com'era arrivato a tutto questo?
Tentava di evitare di domandarselo. Pero’ il pensiero arrivava improvviso anche se,
con un moto di repulsione, lo rintuzzava in un angolo della mente.
Si sentiva in colpa. Si sentiva in colpa nei confronti di sua moglie, di sua sorella, di suo figlio... dei suoi amici più cari... per questo cercava di non pensarci
e quando il pensiero straripava e non c'era modo di tenerlo sotto controllo, allora cadeva in una profonda depressione.
Come c'era arrivato? Com’e’ che la "roba" aveva rovinato la sua vita?
Quando la prendeva era facile per lui tenere sotto controllo i sensi di colpa. Sotto l'effetto della "roba", che gli dava l'euforia necessaria, la vita gli appariva diversa.
Lui sapeva che tutto ciò era mera illusione e che era solo effettodella "roba" ma questo non gli importava... in quei momenti... ma adesso, che era in crisi, quei sensi di colpa e di disgusto si amplificavano a dismisura.
Così come la amava e la ricercava spasmodicamente, così la odiava e la malediceva. In quel momento la malediceva ma ne aveva bisogno...
Quando aveva iniziato a prenderla non sapeva in che genere di tunnel senza uscita sarebbe entrato.
Tutto aveva avuto inizio qualche anno prima. Una serata fra amici... certi amici.
Un po' d'euforia... una battuta detta quasi per scherzo da parte di qualcuno che l'aveva già provata e sapeva dove trovarla.
Oplà... incastrato!
Non avrebbe mai pensato che provare la "roba" solo per una volta avrebbe dato assuefazione.
Chi la prendeva saltuariamente sosteneva che questo pericolo non c'era, e lui si era fidato. Maledetto quel giorno!
Il fatto è che a lui era piaciuto, ecco il problema.
Forse perché la "roba" era particolarmente buona oppure perché era la prima volta e i suoi effetti erano oltremodo amplificati, questo non lo sapeva, ma, una volta finito l'effetto, lui aveva continuato a pensarci.
All'inizio l'aveva preso come un gioco, come un segreto da condividere con i suoi compari, una cosa di cui parlarne sottovoce; come di una marachella di un bimbo commessa alle spalle dei genitori.
Con il passare del tempo, però, il suo approccio con la "roba" era divenuto più assiduo.
Aveva iniziato a conoscere le fornitrici, ad entrare in contatto con gli intermediatori, a prendere confidenza con un mondo che non sapeva esistesse. Un mondo tutto da scoprire che lo incuriosiva a tal punto da non rendersi conto che, a poco a poco, quel mondo si stava sostituendo alla realtà.
Prendeva la "roba" sempre più di frequente.
Anche se costava molto perché proibita dalla legge, aveva trovato il modo, ad insaputa di tutti, di ritagliare una parte del suo bilancio familiare al solo scopo di coltivare il suo piacere.
Era un uomo benestante, il suo lavoro ed i suoi introiti gli permettevano di poter acquistare la migliore in circolazione e più di una volta si era trovato, quando sua moglie era fuori casa, ad organizzare dei veri e propri festini.
Pensava di far parte di un'elite. C'era chi poteva permettersela e chi no. Lui non solo poteva ma era anche in grado di offrirla, di regalarla agli amici ed ai clienti...
Aveva molti amici a quei tempi. Tutti lo chiamavano, lo invitavano, lo consideravano... altri tempi.
Adesso era lì che aspettava una telefonata che sperava, che pregava arrivasse...
Di amici più neanche l'ombra.
Aveva sperperato tanti di quei soldi che sarebbero bastati per vivere due vite.
La "roba" aveva vinto.
Era arrivata nella sua vita con la leggerezza di una piuma ed adesso lo schiacciava con la pesantezza di un macigno.
La sua casa, il suo lavoro, la sua famiglia, niente esisteva più.
Aveva perso tutto.
L'orologio era stato il primo oggetto dei suoi piu' cari che era stato costretto a vendere, anzi a svendere... poi la casa .
Contemporaneamente la stessa fine era toccata alle automobili, la sua
bella Maibach, la SLK di sua moglie ed anche la fuoristrada che non usava mai ma alla quale era affezionato.
In seguito aveva perso la famiglia.
Sua moglie, che non era una stupida, nel notare in lui certi comportamenti gli aveva messo alle costole un investigatore.
Quello stronzo le aveva riportato tutto quanto...
Se n'era andata anche lei, portandosi via quel poco che era rimasto... ed anche il figlio.
La perdita del lavoro era stata la terza tappa della sua sciagurata vicenda.
La "roba" era diventata il suo pensiero... dove prenderla... come procurarsela e, soprattutto, come fare a pagarla.
Aveva sempre meno tempo da dedicare ai suoi clienti e, un po’ alla volta, anche quelli lo avevano mollato.
Adesso erano soli: lui, la "roba" ed il suo senso di colpa.
Ed aspettava una telefonata che forse non sarebbe mai giunta.
E se Sally avesse chiamato? Come avrebbe fatto a pagarle la "roba"?
Sapeva di essersi indebitato fino ai capelli e che, anche stavolta, avrebbe dovuto chiedere una dilazione.
Forse era per questo che tutte si negavano. Forse si erano passate la voce e nessuna voleva più rifornirlo?
Cazzo, cazzo, cazzo... a questo non aveva pensato! Era bruciato! Maledette fornitrici di merda.
Loro avevano la "roba" e se la facevano pagare sempre di piu’. Grazie alle leggi proibizioniste si erano arricchite in pochi anni spremendo chi, come lui, ne aveva disperatamente bisogno.
Si erano comprate le Porsche, le BMW, le Mercedes... con i suoi soldi!!! Merdose figlie di troia! E lui era costretto ad arrabattarsi a fare il cuoco in ristorantini di quart'ordine per guadagnare quei due euretti che gli servivano per tirare avanti... per potersi permettere almeno una vecchia NSU Prinz azzurrino pastello ed un monolocale in affitto. Che schifo di vita.
Ma se adesso si erano organizzate, `ste stronze, lui come avrebbe fatto?
Non poteva stare senza "roba" e questo lo sapeva... ma non avrebbe certo potuto pagare subito a causa della mancanza della pecunia...
Doveva pensare... riflettere... calmarsi...
Ecco si, calmarsi e considerare le cose in modo piu' equilibrato.
Allora... quelle figlie di troia lo tenevano in pugno perché la "roba" l'avevano loro e continuavano ad aumentarne i prezzi.
Uffa... e si doveva far buon viso poiche’ era difficile da trovarla... almeno quella buona.
Ma che buona, cazzo! L'ultima volta era una merda!
L'aveva pagata come prima qualità ed invece gli avevano rifilato una merda che non valeva neanche la metà del prezzo.
Queste stronze facevano affari d'oro sulle spalle dei gonzi come lui.
Meno male che c'era chi la portava anche da fuori.
Quella che veniva dall'est era certamente di qualità ottima e con un
prezzo abbordabilissimo. Niente a che vedere con la merda che gli rifilavano qui.
Prima scelta! Altro che la "roba" di Ester, di Sabrina, di Monalisa e compagne! Poverine! Loro e la loro merda venduta a peso d'oro!
Però, cazzo... lui aveva provato ad avere un po’ di quella meraviglia d’importazione.
C'era riuscito solo un paio di volte perché poi la voce si era sparsa e tutti i consumatori si erano fatti furbi.
Si mettevano in lista d'attesa e la prenotavano in anticipo. E “la roba” finiva ancor prima di arrivare sulla piazza... di Ugo!
Roba da matti!
E poi c'erano quegli stronzi di Andrea e Roberto che se la cuccavano quasi tutta in
anticipo... Pasquale poi era il piu’ accanito, non ne perdeva neanche una “partita”.
No, questo non avrebbe risolto il suo problema.
La "roba" dall'est era ottima ma troppo poca per tutti quelli che la richiedevano. E lui ne aveva bisogno subito!
Quanto tempo era passato? Più di 10 minuti... ed Ester non aveva richiamato.
Ecco, lo sapeva. Se avesse riprovato a fare il suo numero lo avrebbe certamente trovato disconnesso.
Aveva un`unica possibilità. Non voleva arrivare a questo ma era disperato.
Era l'ultima possibilità.
Le mani gli tremavano quando componeva quel numero... aveva la fronte madida di sudore e la bocca secca... il cuore gli batteva forte quando al telefono una voce gli rispose...

"Si?"
"Pronto?... Chiara?... Senti, sono Fabio"

lunedì 23 ottobre 2006

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Top Escort F.A.Q.


Can we meet for coffee/drink/lunch/dinner first?
Yes, of course. The rate is €3.000 for a weekday and €5.000 for the weekend. In Milan we can arrange 2 hours for €1.000.

Why does a nice girl like you do this?
Same reason you do what you do.

I would like to meet you frequently. Do I get a discount?
Yes, of course. After the first three times, we can negotiate a discount. Right now it's a bit too soon for that!

I'll pay you double if you have sex with me without a condom. You don't think that I could be infected?
Neither am I, and I'd like to stay that way. No Thanks.

I don't like to speak with an answering machine. Can you send me your mobile phone number?
I will give you my mobile phone number when we meet, but not before that.

Will you travel to meet me?
Yes, if you will book the Ticket in advance.

Most call-girls I know do this only because they are getting paid for it. Do you get any enjoyment out of this?
Yes, I only do the things that I really enjoy.

How much do you cost for 2 days?
Twice as much!

I am very wealthy and can easily afford to pay you, but I have a little cashflow problem just now. Can we work something out?
Yes, let's meet after your problems are over!

I would like to meet you but I am concerned that one day my wife/girlfriend might find out. Can you reassure me somehow?
No.

How long have you been doing this?
Not very long!

What is you real name?
You can read it on my web site!

Why can't we just meet as friends?
Let's first meet on a 'pay-basis' and then see if we can become friends, OK.

I want you only for one hour. What is your rate for that?
Sorry, but I do not meet clients for less than two hours.

Your charges are higher than average. How do you justify that?
I am better than average.

Can we get to know each other by e-mail first, before we meet?
Please visit one of the hundreds of web-sites which offer the "horny-chat" service. I don't!

I frequently stay in the same hotel and do not wish the staff to realise that I have hired an escort. Do you think you can manage that?
The staff will assume that we are conducting a business meeting. I look and dress the part.

Can I get a reference about you from one of your previous clients?
Sorry, I cannot do that. My client's privacy is as important to me, as my own.

I want to offer you a wonderful opportunity to make millions. Let's meet up for a chat.
Let's start by making me wealthier by my rate for a day first!

I will pay you after you have proved yourself.
Sorry, but I do not work that way. For that matter, neither does any other call-girl!

domenica 22 ottobre 2006

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Tette fredde, tette calde



Leggende metropolitane e dicerie di "paese" asseriscono che un seno artificiale e' freddo a differenza di uno naturale.
Non sono una specialista del settore ma ragionando logicamente posso pensare che cio' non sia vero del tutto.
Cio' che da' il calore al tessuto dipende dalla maggiore presenza di vasi sanguigni: il tessuto adiposo ne ha meno rispetto al tessuto muscolare (questo e' il motivo per il quale glutei flaccidi e con cellulite sono freddi rispetto a glutei palestrati).
La differenza di calore fra un seno naturale ed uno artificiale dipende da dove e' inserita la protesi: sopra o sotto il muscolo pettorale.
Nella seconda ipotesi si avrebbe un seno artificiale molto piu' caldo in quanto sarebbe il muscolo sovrastante a fornire il calore.
La mammella e' formata da tessuto adiposo e da ghiandola mammaria in cui l'irrorazione sanguigna e' meno presente che nel tessuto muscolare per cui un seno inserito sotto muscolo e' SEMPRE piu' caldo di un seno naturale.
C'e' da dire che i seni piu' sono grandi piu sono soggetti ad avere una temperatura dell'ambiente circostante (seni piccoli assorbono il calore dal tessuto muscolare sottostante mentre seni grandi non riescono a farlo).
Quindi come dice un luogo comune: al buio tutti i gatti sono neri (anche quelli grigi)... E tutte le tette in un bagno turco (piccole, grosse, artificiali o naturali) sono calde.

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L'epoca dei forum sta finendo?


Mi domando se siamo arrivati al punto in cui, dopo l'anarchia regnante in certi forum, ognuno/a di noi non senta la necessita' di crearsi uno spazio proprio nel quale non siano presenti nicknames creati SOLO per insultare, calunniare, ferire , protetti da Admin compiacenti.
Admin usi a rivelare gli indirizzi IP di chi infastidisce (o danneggia il loro business) per non parlare delle minacce fisiche inviate tramite e-mail tipo "io so chi sei... guarda di fare il/la bravo/a".
Certo che quando certi forum fanno girare diversi soldi e' logico che chi li gestisce cerchi di proteggersi con tutti i mezzi per cui alla fine la conseguenza naturale sara' avere solo forum con iscritti "falsi" ed allineati (quasi tutti creature di Admin e soci)... E con nessun dissidente.
Tutto cio' sara' palesemente intuibile dalla mancanza di argomenti oppure dalla ripetitivita' degli stessi in una sorta di eterno "spot pubblicitario" a favore di certune persone (sempre le stesse).
Sono lontani i tempi in cui questi forum crescevano a dismisura grazie anche all'apporto di chi, completamente estraneo/a al business, vi dedicava tempo e passione.
Adesso vivacchiano di vecchie glorie ma ormai sono ad un passo dal collasso (vedi grafico che indica una linea di supporto molto insidiosa a 10 ).
E' in quest'ottica che nascono i blog di coloro che pur avendo idee da esprimere spesso in quei luoghi si trovavano boicottati, emarginati, derisi... Addirittura danneggiati nella loro vita reale da personaggi squallidi e forse collusi in determinati business.
Oggi vedo nascere il blog di un caro amico di forum e ne sono alquanto soddisfatta.
Ben ritrovato Sultano Beyazid! (qui il link al suo blog)
Spero che chi come me vorra' leggervi potra' farlo senza dover sempre "combattere" battaglie a favore della liberta' di pensiero e di parola.
Attendero' ansiosamente il blog di Ugo Piazza che spero si chiamera' "La cloaca di Ugo".

martedì 17 ottobre 2006

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Scacchi


Re nero in b8
Alfiere nero in c5
Alfiere nero in b5
Re bianco in d8
Alfiere bianco in c6

Stepan Stepanovich mosse con la sua solita calma la torre bianca in a8.
Sorrise cercando di evitare lo sguardo di lei...
Matto!
Irina ebbe un moto di stizza e si alzo' dalla sedia voltandogli le spalle.

"Ti ho detto mille volte che con il nero non devi cercare la vittoria, Irina!" - le disse con tono di rimprovero - "Il bianco ha un vantaggio nel gioco degli scacchi ed il nero deve cercare di annullare quel vantaggio portando la partita in stallo".

"Allora con il nero e' impossibile vincere?" - chiese Irina voltandosi e guardando Stepan Stepanovich con i suoi grandi occhi verdi.
"Irina, te lo ripeto, solo un giocatore stolto riuscira' a perdere con il bianco e chi ha il nero potra' vincere solo in seguito alla stoltezza dell'avversario".

Quelle parole risuonavano nella sua testa come se Stepan le avesse dette il giorno prima ed invece erano passati 13 anni... Un altro tempo... Un'altra vita.
Irina aveva in seguito imparato a giocare bene ed era riuscita a battere Stepan persino 3 volte durante il periodo in cui avevano vissuto insieme...

"Irina, gli scacchi sono molto piu' di un gioco, sono una filosofia ed attraverso essa imparerai a muoverti nel mondo... Una grande scacchiera in cui noi tutti siamo pezzi nel gioco della vita..."

Era grande Stepan quando le faceva da pigmalione con queste frasi ad effetto ma aveva ragione.
Quanta ragione!
Se avesse dovuto paragonarsi ad un pezzo degli scacchi cosa sarebbe stata? Un alfiere? Un cavallo? ... Forse una torre.
No, no, era inutile che facesse la modesta; sapeva di essere partita come semplice pedone ma ora era sicuramente una regina!
Poteva muoversi ovunque sulla scacchiera e solo un giocatore molto esperto, e che avesse giocato con il bianco, avrebbe potuto inchiodarla.
Ma da 13 anni, dopo Stepan, aveva trovato solo chi giocava con il nero...
E lei non era stolta.

lunedì 16 ottobre 2006

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Donne che si fingono uomini


Ricordo che una volta in un forum scrissi un post che parlava degli "uomini che si fingono donne".
E' un fenomeno molto frequente e molte volte tale espediente viene usato per ordire degli scherzi ai danni di qualcuno (o dell'intero forum in particolare).
Quando non ci siano altri motivi come quelli legati al marketing o alla promozione di taluni servigi (faccio l'esempio dell'amico della prostituta che non sa scrivere una parola in italiano e che agisce a suo nome facendosi credere lei).
Purtroppo quel post e' andato cancellato insieme agli altri 10.000 che avevo scritto nell'immondezzaio ma cerchero' qui, brevemente, di ricrearne il contenuto in modo da estrapolare un concetto che potrebbe aprire dei nuovi spiragli in questa dimensione che e' "il virtuale" e come noi tutti/e lo percepiamo.
Allora mi pare di ricordare che il concetto era questo: un uomo che si finge donna ostenta troppo una certa femminilita' che non e' genuinamente attribuibile a nessuna vera donna.
Il motivo per il quale accade cio' e' il seguente: lo stereotipo femminile, per gli uomini, e' quello che scaturisce dal proprio immaginario che ha le sue origini nelle figure femminili quasi sempre create da suoi simili (uomini) e tendono a proiettare tale figura ideale come fosse l'unico modo di "essere donna".
E cosi', quando fingono nel web di essere femmine, i maschi utilizzano "quasi sempre" quel modello.
Per cui assisteremo a cinguettamenti esagerati, ammiccamenti esagerati, proposte molto piu' esplicite che nella normalita' femminile...
Questo perche' i maschietti sono di natura molto piu' espliciti delle femminucce e "vorrebbero" che anche esse lo fossero... Cosi' per risparmiare tempo...
Poiche' il maschio predilige il fattore numerico (quante se ne scopa) al fattore qualitativo (come se le scopa).
Da tutto cio' ne scaturisce la figura femminile tipica della "pornografia" che e' quasi sempre una donna disinibita, insaziabile e sempre sottomessa.
Adesso, sulla base di quanto esposto, proviamo ad invertire i termini ed immaginiamo che ci sia una donna (eterosessuale o omosessuale non conta ai fini della nostra ipotesi) che d'altro canto voglia fingere di essere uomo.
In questo caso quale sara' lo stereotipo che tentera' di emulare?
Molto probabilmente sara' un tipo frettoloso, cinico, egoista, vanitoso, diretto, borioso, intransigente, misogino... E puttaniere.

domenica 15 ottobre 2006

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Il ricevimento


Sono stata invitata ad un ricevimento tenuto a casa di un'amica.
La tavola era imbandita con un magnifico buffet; era tutto li' a disposizione e gli invitati conversavano in modo cortese di argomenti vari: cinema, musica, storia, politica.
Ad un certo punto riconosco, in mezzo alla moltitudine, delle vecchie conoscenze (ahime').
Dei tizi conosciuti in altre circostanze e noti per il loro modo arrogante e prepotente.
Uno era solito sparlare infidamente delle persone e tramite falsita' e illazioni sul loro conto cercava in tutti i modi di rovinare la loro reputazione.
Poi c'era un'altro che piu' di una volta era stato sorpreso ad insultare e a minacciare con violenza coloro che non gli stavano simpatici.
Inoltre il terzo che si pasceva nello stare in cotal compagnia e che amava accompagnare gli altri due nelle diverse scorribande e prepotenze che spesso usavano fare ai danni dei pacifici abitanti del paese in cui vivo.
Erano dunque tre tipi noti e molte persone li avevano, come me, riconosciuti.
Purtroppo tutti restavano in silenzio nel timore di rovinare il bel ricevimento...
Nel vedere questi tre personaggi invitati alla stessa festa in cui era presente tanta bella e brava gente, avvicino la mia amica e le dico: "Ma lo sai chi sono quei tre?"
Lei mi risponde che li conosceva bene e che erano venuti a "rimorchio" di altri ospiti ma ormai erano li' e non poteva piu' mandarli via perche' lei era una brava padrona di casa e non voleva creare scompiglio proprio in quell'occasione.
Al che io le dico che non posso sopportare di restare alla sua festa sapendo che quei tre mangiano e si abbuffano prendendosi gioco di lei e del resto dei commensali.
Uno dei tre l'ho visto anche mettersi in tasca un portacenere (forse per dar prova agli amici del bar dello sport in piazza, luogo mafamatissimo, che era riuscito ad accedere al ricevimento della bella gente).
Lo dico alla mia amica e lei mi risponde: "Cara, per il momento qui si sono comportati bene, non ho voglia di perquisirli perche' cio' turberebbe gli altri ospiti e poi cosa vuoi che sia un portacenere? Fintanto non faranno baccano o importuneranno gli ospiti possono restare".
Il problema e' che quel portacenere alla mia amica l'avevo regalato io!

sabato 14 ottobre 2006

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La morale


Sto assistendo, dalla mia torre d'avorio, ad alcune polemiche scaturite a seguito di alcune dichiarazioni del ministro Amato riguardo a ipotetiche proposte di legge in materia di prostituzione.
Anch'io auspico che ci sia una "certa" regolamentazione del fenomeno in quanto certi settori piu' a rischio, come quello della prostituzione di strada, offrono, oltre ai lauti guadagni per le organizzazioni malavitose che gestiscono il traffico (fondi che poi saranno usati per ulteriori usi illeciti), anche "pretestuose" giustificazioni per chi osteggia la prostituzione tout court mettendo a "rischio" di demonizzazione anche quei settori ove tali organizzazioni criminali sono del tutto assenti.

Personalmente non ho mai considerato immorale affittare il mio corpo ed i miei favori. Forse sarò rara fra le donne che hanno esercitato ma il fatto che in me la morale catto-puritana non sia mai riuscita ad attecchire del tutto ha senz'altro contribuito a crearmi una coscienza libera da sensi di colpa legati al peccato inteso come violazione del comandamento biblico "non fornicare".
Ho sempre pensato (erroneamente lo so), fin da molto giovane, che questo comandamento non fosse stato dettato a Mosè sul monte Sinai insieme agli altri nove ma che in realtà esso fosse stato aggiunto molti secoli dopo da una casta sacerdotale tanto repressiva nei confronti altrui quanto libertina nei confronti propri.
Non per niente assistiamo a continue discussioni che riguardano l’esistenza della pedofilia nella Chiesa e questo dimostra che sono proprio le persone che più reprimono ed osteggiano certi comportamenti, ad essere le prime a caderci.
Ho sempre odiato i Torquemada soprattutto se si pensa che, ai tempi dell'inquisizione, le donne accusate di stregoneria che poi venivano portate al rogo, prima erano abilmente "strapazzate" dagli inquisitori stessi i quali sfogavano su di esse i loro istinti sessuali e sadici.
Oltre a questa mia avversione viscerale per il comandamento sadico-clericale, ho anche sempre considerato il mio aspetto fisico un dono naturale, un talento che io ho sapientemente messo a frutto come chiunque altra possedesse un talento similare.
C'è chi sa dipingere, chi sa scrivere, chi sa cantare...
C'è chi vende le proprie invenzioni (letali) a chi di esse ne farà un uso malvagio, chi mette a disposizione la propria immagine per pubblicità rincretinenti ed ingannevoli...
Non vedo perché una donna, carina, affascinante e con sex-appeal non possa affittare il proprio corpo per il diletto di qualche cliente benestante che sia in grado di pagare un prezzo piu' o meno salato.
Nella mia vita non ho mai avuto padroni, né tanto meno chi mi dicesse cosa dovevo o non dovevo fare e tutto ciò che è stato l'ho deciso da sola.
L'opinione che molti hanno delle prostitute è che sono donne da poco perché tutti le hanno avute, mentre le cosiddette "donne normali" valgono di più.
Quante delle attuali compagne d'emeriti puttanieri possono affermare ciò?
Quante possono dire di non essersi date se non a pochi?
Un mio ex-cliente tutte le volte che era insieme a me, rassicurava la moglie (con menzogne) comunicandole gli spostamenti, le finte cene con i colleghi, i viaggi d'affari.
Un giorno torna a casa prima del previsto e trova la signora immersa in un inequivocabile atto gaudente con il suo migliore amico.
Io, con coloro che sono stati clienti, ho fatto solo sesso; mi hanno usata, ma mai posseduta.
Hanno incrociato i loro corpi con il mio, la mia pelle ha sfiorato la loro (e neanche sempre poiché il più delle volte la mia pelle ha solo sfiorato il sottile strato di gomma del profilattico) ma nessuno di loro puo' affermare di avermi mai posseduta o di aver ottenuto la benchè minima parte del mio cuore o del mio cervello.
Per ottenere quel poco che ho dato, moltissime persone hanno pagato molto denaro e chi si fosse illuso, per il solo fatto di avermi sfiorata, di aver ottenuto l'interiorità di Chiara, ha dovuto riconoscere che in fondo è stata lei ad utilizzare loro per i propri scopi (intesi come finalita’).

venerdì 13 ottobre 2006

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Dialoghi allo specchio


Avete mai visto le persone che si specchiano?
Si scrutano... Vanno alla ricerca del brufoletto oppure assumono strane espressioni innaturali cercando di nascondere i difettucci.
Ho visto uomini che la mattina si contavano i capelli e che poi si mettevano di fianco tirando in dentro l'addome.
Io li stavo ad osservare cercando di non disturbarli durante il loro "rito" perche' era talmente spassoso che poi me lo portavo "dentro" come episodio cabarettistico.
Ma chi piu' mi intrigava erano coloro che oltre a rimirarsi allo specchio declamavano dei monologhi degni del miglior Shakespeare.
Davanti a quegli specchi ho visto esibirsi Antonio, Otello, Amleto...
C'era chi semplicemente si faceva le domande e si rispondeva tipo: "ma che figo che sono, vero?" - guardando lo specchio con sguardo assassino - "Eh si... Va' che fisico!"
E poi si rispondeva: "ma che ci vuoi fare se son figo son figo!..."
Poi c'era invece chi cercava di prepararsi dei discorsi (che so da fare al consiglio d'amministrazione che avrebbe avuto di li' a poche ore)
Ma questi erano i piu' normali.
Se proprio devo raccontarvela tutta c'e' stato chi, allo specchio, si comportava addirittura da cane... In senso proprio "CANE"!
Si metteva li' e... "bau!" - e poi rispondeva cambiando di tono - "arf... bau... grrrr!"
L'incontro proseguiva con io che gli mettevo il guinzaglio e lo portavo in giro con lui a quattro zampe.
Roba da matti!
A proposito... Avete mai letto i post di Ugo Piazza e la sua banda di multinick?
Divertenti no?
Sembra di assistere ad una sceneggiata; ciascuno dei nick ha un copione gia' scritto: c'e' il provocatore... il sostenitore (anzi TANTI SOSTENITORI)
E poi c'e' lui, UGO!
Voi direte: "E perche' ci dici questo?"
Vi rispondo subito: in fondo un blog non e' altro che uno specchio, cosi' come lo e' un forum, cosi' come lo e' ogni ambiente introspettivo nel quale si cerca di esprimere le nostre sensazioni tramite parole o scritti...
Poi c'e' chi fa "bau bau!"

giovedì 12 ottobre 2006

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Minacce...


Mi sono arrivate sia direttamente (tramite mail) che indirettamente (tramite persone che si sono prestate da fare da "ambasciatori").
Ma ambasciatori di che?
E poi perche' minacciare?
Ah gia'... Adesso capisco... Una persona riceve uno schiaffo e quando sta per restituirlo le arrivano le minacce di chi a quel punto deve prenderselo.
Ai tempi della guerra fredda, nel caso fosse diventata calda a causa di un attacco missilistico da parte dell'URSS agli USA, sarebbe stato ridicolo che dopo il primo attacco la parte attaccante avesse "minacciato" la parte attaccata...
Minacciarla perche' non facesse la rappresaglia?
Queste persone che cercano di infastidirmi, oltre ad essere delle incaute, sono anche ignoranti dal punto di vista culturale altrimenti saprebbero che gli USA non hanno mai sferrato l'attacco proprio perche' temevano la rappresaglia... E lo stesso hanno fatto i russi.
Per cui a questo punto il danno massimo che potevano farmi me lo hanno gia' fatto...
Ma (ahime') oltre a non aver colpito i bersagli (i silos dei missili intercontinentali) hanno anche sprecato tutto il loro arsenale strategico e quindi adesso si trovano a doversi difendere con degli scudi di legno contro l'eventuale contrattacco che potrei fare ai loro danni.
E si cagano sotto...
Ed io lo so che si cagano sotto...
Comunque vorrei rassicurare chi con me si e' sempre comportato/a correttamente che io non saro' cosi crudele da colpire indiscriminatamente.
I miei missili intercontinentali colpiranno solo determinate citta', quindi avverto chi non volesse essere coinvolto di star lontano da quelle citta'.
A poco valgono i tentativi di riappacificazione tipo "volemose bene" se prima non ci sara' da parte degli imbecilli una dichiarazione pubblica di scuse alla sottoscritta.
Scuse che dovranno spiegare bene a chi ha assistito a tutta la vicenda CHI ha agito e COME ha agito intorbidendo le acque.
Come ho detto a qualcuno, con il quale ho chattato due giorni fa, basterebbe che i mentecatti si mostrassero e dicessero che non credevano che il gioco sarebbe sfuggito loro di mano... Scusandosi.
Altrimenti potrei continuare con i miei raccontini di fantasia che tanto sono graditi da una parte del pubblico.
Di solito non amo fare la "rompiballe" ma se le rompono a me allora non ho ritegno.

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C'e' una foto...


... che rappresenta una donna bruna e che da giorni sta facendo il giro di tutti i forum e non solo. Le intenzioni dei responsabili di questa diffusione sono chiare: attribuire a me quell'immagine.
Si vede che avranno le loro ragioni per farlo; io non staro' a pronunciarmi in merito anche se sarei tentata di giocarci un po' con questi pisquani...
Faro' finta di essere furba (in realta' lo sapete tutti che son tonta) e mi limitero' a dire che quella donna assomiglia molto a mia cugina.
Ma io sono una nota bugiarda per cui mia cugina potrebbe essere bionda... Oppure rossa.
Pero' il fatto che mi si abbini un'immagine (per quanto questa possa essere carina) mi infastidisce. Chiara di Notte e' e deve restare un personaggio virtuale proprio perche' a volte l'immagine potrebbe inficiare i giudizi sui concetti che esprimo.
Per questo motivo (lo dico ancora) gradirei che quell'immagine fosse rimossa.
So che i responsabili mi leggono per cui mi rivolgo a loro ancora una volta: fatelo per umanita'... Verso molti nick... Verso Admin...
Fate che possa trascorrere le sue giornate tranquillamente creando siti escort e cancellando i messaggi che danno fastidio SOLO ai suoi "affari".
Dopo tutto non e' certo li' per la gloria, sapete?
A proposito di Admin...
Vabbe', ve lo raccontero' un altro giorno.

mercoledì 11 ottobre 2006

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La faccia nascosta della Luna


“Feci chiamare il fabbro, che rimuovesse le sbarre dalla finestra della mia torre, e passai un po' di tempo nella mia stanza guardando fuori, la foresta, nel pomeriggio di ognuno di quei corti giorni d'inverno, aspettando che il buio cadesse.”

E cosi’ dalla mia torre d’avorio, ove oramai nessuno puo’ raggiungermi, assisto ai battibecchi da cortile di chi si sta scannando per un osso…
La folla intorno tifa per l’una o per l’altra che si azzuffano senza pieta’… nel fango.
Agli uomini piace assistere a questi scontri che' sono il retaggio degli antichi “giochi nel circo” dei bei tempi imperiali.
Inizialmente i gladiatori poi i leoni con i gladiatori, poi solo i leoni… per finire ai combattimenti fra cani e fra galli che sono tanto apprezzati nei biechi bordelli di Calcutta.

Da quassu’ vedo poco… ma riesco a sentire le grida rabbiose delle contendenti miste con quelle di giubilo del pubblico.
In mezzo dovrebbe stare l’arbitro a far si’ che la contesa potesse esprimersi sul piano, almeno, della correttezza… Se non fosse corrotto.
E quindi giu’ botte da orbi da tutte le parti fino a che il combattimento diventa una rissa furiosa nella quale e’ persino difficile distinguere i galli dal pubblico.

Torno al mio PC… Apro il mio browser… Guardo le foto della Luna e mi domando: queste foto casalinghe fatte estemporanee ed all’occorrenza perche’ si potesse ammirare la sua “faccia” nascosta e non ritoccata da photoshop… Chi le avra’ scattate?
Forse qualcuno che laggiu’ nella rissa sta gridando piu’ forte?

lunedì 9 ottobre 2006

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Senza Debiti


Non ho debiti... non ne ho mai avuti.
Sono contraria a contrarne. In vita mia non ho mai chiesto prestiti o dilazioni di pagamento per alcunche'.
La mia politica e' sempre stata: se puoi permetterti compra, altrimenti rinuncia.
Non amo andare a dormire la notte sapendo che da qualche parte c'e' qualcuno al quale devo restituire qualcosa.
A volte mi e' capitato di aver dimenticato il portamonete e non avere il denaro per pagare (che so) dal panettiere, e magari mi veniva detto "non si preoccupi me li portera' la prossima volta"...
Ecco, lo sapete che non vivevo?
Cioe' non stavo tranquilla fino al momento in cui avevo modo di restituire quanto dovevo.
Ho veramente un brutto carattere, vero?
Non voglio debiti!
Per questo motivo restituiro' cio' che mi e' stato dato... promesso!
QUESTO e' il mio blog.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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