giovedì 14 dicembre 2006

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Storia di una escort (7) - Alicia


Caro Francesco, meriteresti una più lunga ed articolata risposta e, se non fosse per il poco tempo che ho a disposizione oggi, potrei dilungarmi ad esprimere teorie e concetti.
Tu affermi che i rapporti escort-cliente (o ex-cliente) siano molto più frequenti di quanto si possa pensare; su questo punto sono d'accordo ma si devono fare dei distinguo, perché se parliamo di semplici rapporti di comodo si può asserire che la percentuale è altissima (sfiora la totalità).
Con “rapporti di comodo” voglio elencare i due principali:
- Lei sta con lui perché ha bisogno di sostentamento oppure di qualcosa che solo lui può darle, ad esempio un matrimonio con conseguente cittadinanza se e’ extracomunitaria.
- Lui sta con lei perché ci pappa sopra (inutile ogni commento), ma potrebbe anche trattarsi di un cliente che in questo modo accede a certi vantaggi (non pagarla più oppure conoscere amiche disponibili, ecc).
In entrambi i casi non si può parlare di veri rapporti legati al sentimento.
Certo che se due persone si frequentano per un po', un certo tipo di sentimento d’amicizia anche lieve, alla fine, compare.
Se si escludono, quindi, i rapporti di convenienza ne restano ben pochi che abbiano una valenza”sentimentale” e perché ciò possa accadere ci dobbiamo trovar di fronte a delle persone che abbiano avuto modo di aver vissuto determinate esperienze di vita prima di affrontare questa prova.
“Come in tutti i rapporti’", dirai tu, ma c’e’ una differenza: le persone di cui parlo io devono aver avuto a disposizione un “campionario” più assortito rispetto a quello che normalmente puo’ aver testato chi non ha mai fatto parte di un certo “mondo”.
Se lei ha conosciuto molti uomini (ricchi, intelligenti, belli, eleganti, affascinanti, sessualmente dotati e non) e lui ha conosciuto molte donne (belle, intelligenti, affascinanti, eleganti, sexy, porche a letto e non), cio’ dovrebbe servire ad entrambi per acquisire quella sicurezza necessaria per stare insieme senza porsi dei problemi: "se lei (lui) ha scelto me fra tutti (tutte), ciò significa che sono il (la) migliore, e di questo ho certezza”.
Chi invece questo "campionario" intende usarlo solo per raffrontare le proprie esperienze con quelle dell’altra persona (in una specie di eterna sfida), ponendo continue domande e chiedendo continue rassicurazioni, rischia di cadere in quel sentimento di gelosia tipico di chi ha un approccio troppo immaturo nei confronti di un rapporto che invece ha bisogno della massima apertura mentale.
Per questo credo che una escort possa essere pronta per tale “passo” (qualora abbia l'occasione di trovare l'uomo giusto), non prima dei 30 - 35 anni e cioè quando essa riterrà di essere arrivata quasi alla fine della sua avventura.
Anche l'uomo (cliente) puo’ essere nell’eta’ giusta (qualora abbia l'occasione di incontrare la escort della sua vita) non prima dei 45 -50 anni e cioè quando avrà stabilizzato quella sicurezza interiore, cosi’ da poter reggere senza problemi una situazione di tal genere.

Finisco di scrivere la mia risposta a Francesco e la invio sul forum, poi chiudo la sessione di Windows.
Francesco e’ stato il primo a "postare" nel mio 3D che parla d'innamoramenti fra clienti ed escort.
Credo che lui la sappia lunga!
E’ stato troppo preciso nel descrivere determinate situazioni, impossibili da immaginare per una persona che non ha mai provato l’esperienza diretta di un legame con una prostituta.
Mi prende la voglia di telefonare ad Alice; e’ un po’ di tempo che non sento la mia amica.
L’ultima volta che l’ho incontrata mi ha parlato della sua storia, con quell’avvocato che sembra averla presa così tanto.

“Ciao Alice come stai?”
“Non va male… ma neanche troppo bene direi!” La voce di Alice e’ leggermente malinconica.
“Qualcosa non va? Hai problemi con lui tesoro?”
“Problemi non direi, è sempre molto carino e gentile, ma mi sembra che abbia paura della situazione in cui si è cacciato. Sembra voler prendere tempo su tutto. Dice sempre che parlerà chiaramente con sua moglie, ma i giorni passano e non lo fa. Dobbiamo trovare un appartamento per stare insieme, ma questo non gli piace, quello è troppo piccolo, quell’altro non è nella zona giusta… Non so che pensare!”
“Senti cara, ti do un’idea. Fa’ le valigie e vieni a Venezia con me”
“Ma che dici?”
“Non scherzo tesoro! Ho un appuntamento a Venezia, ma mi occuperà solo una sera. Potremmo farci due o tre giorni di vacanza insieme, come ai vecchi tempi. E così lui capirà anche che tu non stai appiccicata al caminetto in sua attesa!”

Sono la sua più cara amica. Quante volte in passato abbiamo sfilato insieme, e dopo il lavoro, nella stessa camera, abbiamo fatto l’alba raccontandoci cose. Sono certa che ad Alice non dispiace affatto l’idea di passare qualche giorno a Venezia.

“Forse hai ragione. Lo chiamo e gli dico che sto qualche giorno via con te. Ma guidi tu eh!”
“Prendiamo il treno, che ci facciamo con l’auto a Venezia? Allora prenoto anche per te? Io devo stare a Venezia per Sabato sera… potremmo partire Venerdì mattina e tornare Martedì o Mercoledì… che ne dici?”
“Benissimo! Ci sentiamo Venerdì mattina… grazie”

Sono contenta di stare qualche giorno con Alice. E’ la mia unica vera amica. Di ragazze ne conosco tante, ma con nessuna riesco ad avere questa confidenza. Uomini invece…
Nell’ipotesi migliore sono clienti gentili. Gli altri m’interessano poco. Eccetto uno…
Con lui sto bene, ma forse proprio perché lo vedo pochissimo. Vive in Toscana. L’ho conosciuto come cliente. Usciva da una brutta storia, aveva bisogno di parlare e di coccole… ed aveva chiamato me. Era venuto sino a Milano perché, mi disse, anche il viaggio, il cambiare ambiente, l’avrebbe aiutato a distrarsi meglio.
Ha poco meno di 50 anni, ma sembra molto più giovane. Sono convinta che quella, per un uomo sia l’età migliore. A trenta anni i maschi sembrano ancora ragazzini, non riuscirei a stabilire alcun rapporto con loro. Con lui no. Con lui e’ piacevole parlare, e’ una persona splendida, ma so benissimo che se avessimo una relazione più stretta, durerebbe poco.
Non rinuncerei alla mia libertà per nulla al mondo. Ma lui rispetta la mia scelta, conosce il mio lavoro, ci vediamo un paio di volte al mese ed ogni volta con piacere. Sono sicura di non amarlo, ma con lui passo ore serene.
Di lui mi piace soprattutto l’ incredulità che ha nei riguardi del nostro rapporto. Praticamente ogni volta che c’incontriamo, sembra meravigliarsi del fatto che lo voglia vedere ancora. Eppure nel suo lavoro e’ un uomo deciso e sicuro di sé; solo con me perde la sicurezza e questo aspetto mi piace molto. Mi sento importante, quasi adorata. Tornata da Venezia, andro’ a trovarlo. Desidero un po’ d’aria fresca.

Esco a piedi. Metropolitana e quattro passi in centro. Milano non è affatto la città alienante che molti pensano sia. E’ efficiente, ordinata, ma offre moltissimo a chi la conosce.
Mi piace Milano, mi sento milanese anche se non vi sono nata.
Decido di andare in agenzia a prenotare i biglietti del treno e anche un Albergo a Venezia. L’Americano m’aspetta all’ Hotel Gritti, ma per me ha prenotato una sola notte.
Sulla porta dell’Agenzia il cellulare squilla…

“Ciao, sono Alice… volevo dirti che non vengo con te. Scusami tanto sai, ma sapessi come l’ha presa male!”
“Sempre uguali questi … non cambiano mai.”
“Si è vero… però capisci! Io ci tengo a vedere come va a finire, non voglio forzare la mano.”
“D’accordo, come vuoi tu. Peccato perché saremmo state bene insieme. Vuol dire che appena torno ci si vede, d’accordo?”
“Anche prima che tu parta, se ti fa piacere. Magari con lui…”
“D’accordo, ci sentiamo. Starò via solo qualche giorno.”

A questo punto tanto vale andare a Firenze. Comunque il lavoro prima di tutto: Venezia… al Gritti.

L’americano e’ un gran signore. Avanti negli anni, più di 60 sicuramente, ha il fascino elegante di chi è abituato alla ricchezza, ma non ha mai avuto la necessità di ostentarla. Completo di Armani, leggerissimo dolcevita in tinta sotto, total look, mi accoglie nella Hall dell’Hotel con un sorriso cordialissimo. Il suo inglese e’ eccellente, assolutamente privo dell’accento statunitense. Forse non e’ Californiano, come mi ha detto. Sembra più un Bostoniano.
Conosco bene gli americani. Negli States ho vissuto alcuni anni e la maggior parte dei miei clienti e’ proprio statunitense. A tutti rimprovero però una certa provincialità nei modi ed un approccio a volte troppo immediato ed amichevole. Questo cliente invece ha quel tatto di eleganza che distingue gli europei, o almeno, parte di essi.

“E’ proprio come nelle sue foto, signorina, complimenti! Mia moglie sarà soddisfattissima di lei.”
“Grazie, sono appena un po’ stanca, potrei cambiarmi e salire in camera un istante?”
“Con tutto il comodo signorina… l’aspettiamo al ristorante per cena.”

La camera e’ stupenda, come tutte d’altronde.
Venezia è una città unica dove il passato sembra continuamente presente.Gli stessi specchi della sua camera, i mobili in stile, sembrano evocare dolcissimi amori di dame e cicisbei. Nel mio guardaroba manca un po’ di cipria e una parrucca…
Mi faccio un trucco leggero che possa non involgarire il mio viso zingaro incorniciato dai lunghi capelli neri, lasciando gli occhi naturali e puliti ma con una tinta di rossetto molto accesa sulle labbra.
Quando scendo nel ristorante, fasciata in un tubino nero con le spalline sottili, i sandali con tacco di dieci centimetri che calzo sempre quando voglio stupire e che portano la mia altezza a sfiorare il metro e novanta, percepisco un istante di palpabile silenzio. Sento molti sguardi, non solo di uomini, che s’imprimono come marchi a fuoco su di me, mentre passo fra i tavoli.
In fondo alla sala, l’americano si e’ alzato sorridente per accogliermi.

“Ti presento mia moglie Alicia!”

Una bella donna, bella davvero. Forse un po’ austera coi capelli nerissimi raccolti dietro la nuca, ed un filo di perle che, unico ornamento, stacca meravigliosamente sul suo abito, anch’esso nero. Ai lobi due meravigliose perle coronano i lineamenti del suo volto. Non le si danno più di 35 anni, ed anche ben portati.
Sono una coppia bellissima. C’e’ però nei due coniugi, ammesso poi che siano tali, un senso di autocontrollo che oltrepassa ciò che si intende come buona educazione. Non e’ freddezza, forse e’ troppa eleganza.
La donna mi conquista quasi subito. La guardo attentamente: ha braccia sottili e mani lunghe, gli occhi sono i piu’ intensamente verdi che abbia mai visto, con un taglio felino che e’ in contrasto con la dolcezza del suo sorriso. Ha denti che, bianchi come piccole perle, splendono e riprendono il colore dei suoi orecchini.
Ogni tanto lo sguardo di Alicia si posa nei miei occhi, ed un paio di volte le sue dita affusolate si spingono fino a sfiorare distrattamente le mie, quasi a voler testare la consistenza ed il calore della mia pelle.

La conversazione e’ piacevole. Se non sono di Los Angeles, ed ho dei dubbi sul fatto che lo siano, conoscono comunque bene la città. Sono anche e soprattutto amanti dell’Italia. Non c’e’ città importante, artista, monumento che non conoscano. Devo dar fondo a tutta la mia erudizione per mantenermi al loro livello nella conversazione.
Quando la cena giunge al termine, e si capisce che fra poco saliremo in camera, ho quasi un senso di sollievo. Finalmente giochero’ con le carte che conosco meglio. Sono abituata a personaggi colti e raffinati, ma questi due sono veramente tra i più sofisticati che abbia conosciuto. Lo stesso Anwar, il mio miglior cliente, imparentato con la famiglia reale araba, non riesce a trasmettere tanta compostezza.

“Signorina noi desideriamo ritirarci. Il nostro appartamento è il 304… se volesse raggiungerci sarà un piacere continuare questa gradevole conversazione.”

Si allontanano dopo avermi salutata con un leggero inchino della testa.
Mi avvicino al bar ed ordino un Grasshopper con molto ghiaccio. Adoro il gusto della menta. Lo sorseggio con molta calma, poi mi dirigo all’ascensore e premo il tasto numero tre.
Entro nella loro camera, la porta e’ stata lasciata aperta.
Lui e’ ancora completamente vestito, nel suo impeccabile completo, con quella giacca che, lunga, come sempre in ogni linea di linea Armani, esalta la sua figura giovanile ed atletica. Lei invece e’ seminuda sul letto.
Che cambiamento rispetto alla donna serica di pochi minuti fa!
Porta un meraviglioso completo intimo in pizzo nero che fa risaltare la bellezza mediterranea del suo corpo dalla carnagione olivastra. Si e’ sciolta i capelli che adesso le ricadono morbidi sulle spalle e i suoi occhi verdissimi brillano di una luce particolare.
Alicia si alza ed elegantemente si avvicina… le sue braccia mi accolgono in un abbraccio assai tenero. Occhi socchiusi, la sua bocca cerca delicatamente la mia…
Percepisco i suoi capezzoli turgidi bucarmi la seta del vestito. Mi fa scivolare il tubino di dosso lasciandomi completamente nuda…
Non porto mai niente sotto.
Prende a baciarmi su tutto il corpo e mi conduce dolcemente verso il letto. Ci accomodiamo meglio e ci sciogliamo in un lungo bacio stando distese sul fianco. Lei divarica le gambe per far aderire meglio il suo corpo al mio. Le nostre mani possono finalmente deliziarsi nella scoperta di ogni punto raggiungibile...
Le sgancio il reggiseno che cade, rivelando un seno morbido, con grandi capezzoli rosei ed impertinenti. Lo sfioro dolcemente... disegnando il circolo dei capezzoli con le mie unghie. Poi, sempre piu’ insistentemente, continuo a straziarle delicatamente i seni morbidi e sodi, tenendoli completamente nelle mie mani.
Alicia chiude gli occhi e abbandona il suo capo all'indietro avida di piacere... comincia ad ansimare sempre più forte...
La mia lingua titilla le sue labbra e le massaggia i denti lisci e freschi, mentre lui, immobile e vestito, assiste alla scena fumando una sigaretta.
In poco tempo Alicia si trasforma in un vulcano ed anche io mi lascio trasportare in questo gioco…
Inizio ad avvertire il desiderio di abbandonarmi alle sue attenzioni che si fanno via via sempre piu’ decise.
La lingua di Alicia si muove sapientemente… morbida e lenta.
Sa dove andare e come muoversi.
La testa riversa e gli occhi chiusi… sono gonfia di piacere e pronta a scoppiare.
L’uomo, conosce bene le capacità amatorie della moglie e sceglie il momento più giusto per avvicinarsi e per entrare nel gioco, tanto che, se non lo facesse, gli chiederei io stessa di farlo.
Torno nella mia camera dopo alcune ore.
Mi addormento immediatamente, sono esausta, svuotata, ma anche stranamente felice.

Il mattino seguente mi alzo alle dieci.
La camera e’ a mia disposizione soltanto sino a mezzogiorno; non ho voluto prenotare altre notti.
Alice non m’ha accompagnata, sono indecisa se tornare subito a Milano o chiamare Giulio.
Opto per la seconda soluzione.

“Caro, mi va di vederti, lo trovi tempo per me?”

Non ho dubbi che lo trovera’, ma mi piace comportarmi così, come se ogni volta che chiedo di incontrarlo fosse dovuto ad una serie di strane coincidenze; come se ogni volta fosse un regalo deciso all’ultimo momento. Chiamo il portiere.

“Mi perdoni, quando parte il primo aereo per Firenze? Grazie… mi prenoti un posto per cortesia. Ed anche un motoscafo per l’aereoporto. Scendo tra venti minuti… molto gentile grazie!”

Ho pochissimo bagaglio sono pronta in un attimo. Scendo nella Hall, chiedo al portiere se e’ tutto a posto con la mia camera.

“Certo Signorina… c’è solo questo per lei!” e mi porge un pacchetto.

Mi allontano di pochi passi ed apro l’involucro. C’e’ un biglietto: “Wish you’ll remind me! Alicia”. E insieme ad esso... i due orecchini di perle!

Tre ore dopo sono in auto con Giulio.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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