«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

domenica 17 dicembre 2006

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Per Biomen e tutti gli uomini biologici


In natura non esiste alcuna specie in cui l'individuo continua a mantenere un qualche tipo di relazione con un partner che sessualmente non ha piu' niente da esprimere; una volta esaurita la sua "funzione biologica" questo e' "scaricato".
Nessun orso, quindi, vorrebbe tenersi il partner perchè sa leccare bene la caverna.
Ma e' ovvio che in questo caso stiamo parlando di animali... di bestie e non di essere senzienti e dotati di sentimenti, principi morali, consapevolezza e facolta' di scelta.
"Noi non siamo orsi - dira' giustamente qualcuno - abbiamo il raziocinio"
Ed e' con il raziocinio che, da millenni, si continua con la solita storia...
Ma i maschi della razza umana sono speciali, per cui quando fa loro comodo tirano fuori il "raziocinio", quando invece hanno la "fregola" possono arrivare al tradimento perche', "per natura" sono poligami.
Le femmine invece no... devono essere necessariamente monogame altrimenti "salta" tutto il sistema sovrastrutturale.
Cio' che non ho tollerato, nel post del "caro anonimo maritino", e' stata l'affermazione secondo la quale le Donne con la D maiuscola (cioe' quelle che in realta' valgono sul serio) sarebbero quelle che ignorano oppure sopportano, altrimenti accettano... insomma quelle che si comportano diversamente da cio' che in realta' sarebbe "naturale" nei confronti del loro compagno: rovesciargli il piatto della cena in testa e lasciarlo nella m... con tutti i suoi vestiti da lavare e stirare, con i bambini da accudire e con molto meno tempo per cazzeggiare su internet alla ricerca di prostitute.
Io farei cosi' e non mi ritengo una donna con la D minuscola.


PS per biomen: ma il tuo nick significa che siete in tanti dietro a quel nick?

PPS per chi mi accusera' di sputare nel piatto in cui ho mangiato (e cioe' in quel bacino d'utenza che rappresentava il grosso della clientela: gli uomini sposati): cari signori, mica perche' per anni un'avvocato (non ho messo l'apostrofo casualmente) penalista ha difeso i delinquenti, deve per questo motivo accettare di sposarne uno.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)