sabato 18 novembre 2006

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Un ricordo


Nata in un piccolo paese dell' Ungheria. Ero bambina, ma ricordo ancora la fragranza della torta di mele accompagnata da una calda tazza di tchai verde bevuta tenendo lo zucchero fra i denti. E di lei mi ricordo soprattutto gli occhi. Le rughe profonde come la vita le segnavano il volto ma gli occhi, quegli occhi, non potro' mai dimenticarli. Inquietanti ed al tempo stesso misteriosi. Malinconici ma anche gioiosi, avevano il colore dell'acqua che scorre nel fiume Tisza in una giornata primaverile: verdi smeraldo.
Dicevano che era una strega. Dicevano che faceva magie e sortilegi e che quando era giovane, avesse rovinato famiglie e matrimoni a causa delle sue pozioni magiche.
In realta' l'unica cosa magica che le ho visto fare e' stata quella di leggere le carte alle persone del paese che ogni tanto, sempre piu' raramente, le facevano visita.
Durante le serate fresche e serene ci sedevamo all'aperto e lei mi indicava il futuro. M’insegnava il significato degli arcani maggiori e di quelli minori ed io restavo affascinata ad ascoltare le storie che assumevano sempre il sapore delle fiabe.
Nessuno ha mai saputo le sue vere origini ma i suoi capelli, neri, indicavano un'etnia tzigana. Si dice che suo padre fosse un bracciante e che sua madre prestasse servizio in una residenza di un aristocratico della zona.
Alcuni dicono che da giovane fosse stata la piu' bella ragazza del paese; paese che, al tempo in cui Germania era in guerra contro la Russia, e l'Ungheria sua alleata partecipava con le sue truppe all'offensiva, era un nodo di rifornimento importante per le truppe del Reich.
La guarnigione tedesca era comandata da un maggiore della Wermacht di origine austriaca. Si dice che s’innamoro’ di lei e che l’amo’ per tre anni, fino a quando l'Armata Rossa giunse a "liberare" i popoli oppressi dal nazismo.
I soldati tedeschi si ritirarono in una notte lasciando gli abitanti del paese indifesi ed impauriti. Lei era fra questi.
Quando arrivarono, i "liberatori" cercarono i collaborazionisti. Furono presi circa duecento "traditori". Gli uomini furono impiccati nella piazza, le donne violentate. Lei era fra queste.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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