venerdì 17 novembre 2006

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La prima volta


"Non ti preoccupare... Non fa niente, succede!"

Aveva il sospetto che sua moglie lo dicesse per rassicurarlo.

"Sai, oggi ho avuto una giornata terribile; quel cliente mi ha rotto fino all'inverosimile e poi, dopo, ho avuto anche da presentare quel ricorso alla cassazione... Sarà che sono nervoso. Se vuoi mi faccio un bicchierino e ci riproviamo"

Sapeva che non era il nervoso e l'alcol non gli avrebbe fatto venire alcun desiderio. Non era neanche la giornata pesante appena trascorsa.
Lui sapeva che cos'era ma non voleva confessarlo, neanche a se stesso.
Il pensiero si era insinuato nel suo cervello come il verme in un frutto; una domanda alla quale non voleva dare risposta gli ronzava nella mente.
Da quando? Da ieri? Dall'altro ieri? Quand'è che aveva iniziato a pensarci?
Cercava di ricordarselo ma allo stesso tempo cercava una risposta che non voleva darsi.
Amava sua moglie?
Ecco... Era questo il motivo del suo malessere.
La domanda era nata come un fiore di primavera al primo sole e adesso sarebbe stato difficile sfuggire alla risposta... e tutto il turbinio nel cervello sarebbe durato fino a che non avesse soddisfatto il suo desiderio.
Già... il suo desiderio.
Conosceva perfettamente il momento esatto in cui questo si era formato nella mente: era stato quando aveva telefonato a quell'agenzia.
L'annuncio sul giornale diceva: “AAAAA bellissime fotomodelle incontrerebbero distinti e riservati...” seguiva il numero di telefono.
Quasi senza pensarci aveva composto il numero. Aveva risposto una bella voce femminile.
Era restato un attimo a pensare se era il caso di riattaccare. Per un istante si era sentito ridicolo.
Lui, noto professionista milanese che telefonava ad un'agenzia di prostitute.
La donna al telefono, comprendendo l'imbarazzo, si attivò a superarlo e, con gentilezza, domandò in che cosa poteva essere utile.

"Non fa niente... grazie signorina... Credo di essermi sbagliato, scusi"
"Ma le pare" - Rispose la ragazza - "Aspetti, però... Lo sa che lei ha una bella voce?"

Erano bastate quelle poche parole a farlo sentire a suo agio ed a superare l'imbarazzo del primo contatto.

"Sa, ho visto l'annuncio sul giornale... E allora..."

La donna gli aveva spiegato che se voleva, senza impegno, poteva passare all'agenzia per dare un'occhiata al book delle modelle.
Se avesse trovato qualcuna che gli fosse piaciuta, l'agenzia avrebbe organizzato l'incontro.
Pensò tutto il giorno a quella telefonata e rimase indeciso fino all'ultimo.
Ridicolo... Si mise a ridere... Non era da lui.
Non era mai stato con una ragazza a pagamento... A parte quella volta che, con i compagni d'università, aveva festeggiato la laurea.
Avevano fatto baldoria fino a tarda notte e poi erano stati "a puttane".
Aveva un ricordo vago della sua prima volta, forse perché il troppo alcol di quella sera aveva ottenebrato i suoi sensi oppure aveva, semplicemente, rimosso.
Si ricordava solo di essersi spogliato e di essersi rivestito. Di quello che era accaduto niente... Buio
assoluto.
Era stata la sua unica trasgressione e non l'aveva raccontata neanche a sua moglie.
Beh... A quel tempo non era ancora sua moglie. Si sarebbero sposati di lì a poco.
L'aveva conosciuta che erano adolescenti. Era stata la sua unica donna e lui, per lei, l'unico uomo.
Almeno sperava.
Erano coetanei e lei era ancora una bella donna anche se non proprio una fotomodella. Adesso gli anni cominciavano a farsi vedere. Qualche ruga in più, un po' di pancetta... Insomma, cose normali.
Però... Sarebbe stato divertente ed intrigante riprovare un'esperienza trasgressiva da una posizione più adulta.
Magari con una tipa che incarnasse tutti i suoi desideri in fatto di donne. Magari l'agenzia aveva veramente una vasta scelta... Magari avrebbe potuto provare, per una volta nella vita, la sensazione di come si sta al fianco di una vera modella... E perché no, magari farci anche del buon sesso… Magari…
Ecco, si sarebbe fatto un regalo... Solo una volta però, perche’ lui amava sua moglie.
All'agenzia aveva conosciuto la sua interlocutrice telefonica, una bella donna sui 35 con sicuri trascorsi da modella, che gli aveva mostrato le foto delle ragazze disponibili.

"Ecco, questa sfila per Armani... ha 20 anni... viene dall'Olanda. Questa, invece, è russa... E’ molto alta... Molto formosa. E’ in Italia da poco e non conosce molto bene la lingua... Ecco, questa... Questa è una delle più richieste... Ha dei magici occhi, come vede... Ha lavorato anche nella pubblicità... Si ricorda delle calze?..."

Il suo sguardo si era fermato su quegli occhi.... Chiari... Luminosi... Un contrasto incredibile con quei capelli neri corvini e quella pelle leggermente ambrata.

"Questa è disponibile?"

L'aveva domandato sperando fortemente in un cenno d'assenso. La donna annuì. La scelta era stata fatta.

A questo pensava mentre cercava di ricaricarsi con un brandy. Il pensiero d'incontrare quella ragazza lo rendeva ansioso. Pensava a quegli occhi, a quel corpo esile e slanciato, a quel sorriso
ammiccante che dalla foto sembrava fosse solo per lui.
Non vedeva l'ora d'incontrarla e questo annullava anche l'ultimo residuo di desiderio che avesse potuto provare nei confronti di sua moglie.
Tornò in camera. Sua moglie si era addormentata... Meno male.
Aspettava quell'incontro come un adolescente aspetta il giorno della sua prima volta. Si addormentò pensando che l'indomani sarebbe finalmente arrivato… Quel giorno.

***

"Si, certo... Non ti preoccupare... Sarò puntuale"

Era stata convocata dall'agenzia per un appuntamento.
Quando era arrivata a Milano per fare la modella non avrebbe mai immaginato di poter, un giorno, accettare quel tipo di lavoro.
Era stata scelta perché aveva un bel corpo ed anche un bel viso. La sua altezza, le sue lunghe gambe affusolate ed i suoi occhi erano molto apprezzati dai fotografi di moda e dagli stilisti e tutto cio' faceva di lei una delle cat-walkers più richieste.
La scelta era avvenuta tramite un casting nel quale aveva persino superato ragazze che lei giudicava molto più belle. In verità lei era andata a quel casting solo per accompagnare un’ amica... Poi, invece, era lei ad essere stata scelta.
Questo le aveva permesso di lavorare per un'agenzia molto famosa.
All'inizio l'avevano alloggiata in un residence insieme con altre modelline provenienti da tutto il mondo.
Per il vitto e per le spese doveva arrangiarsi... Il fisso che riceveva ed i servizi di sfilata
e pubblicitari le permettevano un tenore più che accettabile.
Certo chi veramente ci guadagnava era l'agenzia ma di questo non le importava. Già lavorare in quel campo rappresentava per lei il massimo delle aspirazioni.
La laurea l'aveva presa soltanto per accontentare i genitori ma il suo più grande desiderio era sempre stato quello di poter far parte del mondo della moda.
Era stata una sua collega, una modella come lei, che le aveva parlato, per la prima volta, della possibilità di poter "arrotondare" con qualche lavoretto extra.
Non era un'ingenua... Sapeva che nell'ambiente le più furbe erano solite prestarsi ad incontri extra lavoro per allietare le serate di qualche manager operante nel settore.
Alcune lo facevano solo per avere contratti interessanti, altre per frequentare un certo mondo da una certa posizione, altre ancora per danaro.
Non aveva mai preso in considerazione quell'opportunità ma... Pensandoci bene... Perché no?
Le sarebbero serviti dei soldi in più. Voleva cambiare appartamento; era stanca di vivere in quel
residence simile ad una Babele.
Aveva anche il desiderio di prendersi un'auto... Magari sportiva come piaceva a lei.
Era comunque un qualcosa che avrebbe fatto saltuariamente.
Pose le sue condizioni all'agenzia, sperando che non sarebbero mai state accettate da nessun cliente.
Si sentiva imbarazzata. Non aveva mai donato il proprio corpo per denaro.
Invece la telefonata era arrivata improvvisa. Era stata richiesta.
Si domandava che genere di persona fosse il cliente per aver accettato il suo "rate"... Doveva essere più che facoltoso.
L'agenzia le aveva detto che di solito si trattava di persone non molto giovani e spesso non tanto attraenti.
A lei piacevano i bei ragazzi. Più volte aveva fatto sesso solo per il puro gusto di farlo ma, tutte le volte, aveva scelto lei con chi farlo.
Cribbio! Forse stava commettendo un errore... Forse non aveva l'esperienza sufficiente per affrontare una simile situazione.
Certo era stato facile dire di si all'agenzia; finché si trattava di una remota possibilità, il pensiero di
prostituirsi non era così arduo da affrontare come in quel momento.
La remota possibilità era diventata un'imminente realtà...
Lì per lì era stata sul punto di rifiutare... Di ritirarsi.
Ma non lo aveva fatto.
Il perché non lo sapeva... Soldi? Curiosità? Avventura?
Forse una combinazione di tutte e tre le cose... Era curiosa.
Soprattutto si domandava fino a che punto poteva piacere ad un uomo... Voleva conferme.
Una sensazione d'ansia le era entrata dentro fin dal momento del contatto. Era sicura che all'appuntamento sarebbe giunta nervosa.
Era chiaro, sarebbe stata la sua prima volta.

Mentre prendeva il taxi per raggiungere il luogo prefissato, si domandava se non avesse dimenticato niente.
La sua amica, le aveva fatto un po' da maestra: intimo raffinato, calze autoreggenti velate, un tailleur nero con "reverse" bianche di Mugler, gonna corta ma non troppo, trucco appena accennato, due gocce di profumo... Tacchi a spillo.

"Non è che sono troppo appariscente?... Sai, non vorrei sembrare una di quelle"
"No, no, vai benissimo così... E poi le ragazze alte piacciono di più"

Sarebbe piaciuta?
Nella borsetta aveva quanto potesse servire in caso il cliente avesse richiesto una fine serata "più intima".

***

Arrivarono all'appuntamento contemporaneamente.
Si riconobbero subito in mezzo alle decine di persone che a quell'ora frequentavano quel bar.
Ognuno dentro di se’ sapeva il motivo per il quale si erano incontrati: sesso da una parte, denaro dall'altra.
Non sapevano se avrebbero ottenuto ciò che volevano... Forse no, forse si...
Ma che importava?

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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