sabato 4 novembre 2006

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Era mentre giocava a scacchi che Stepan Stepanovich amava stuzzicare la sua “Galatea”.

“Vedi, se io muovo adesso il pedone in questa posizione, all’avversario inesperto potra’ sembrare una mossa insensata, ma sara’ questo pedone, il pezzo degli scacchi che sembra meno pericoloso, a dare "matto" in 6 mosse”.

Irina, conoscendolo, gia’ dal tono della voce sapeva che Stepan non stava mentendo e soprattutto percepiva il momento in cui lui iniziava ad atteggiarsi a Pigmalione. Era quello il momento della partita a scacchi che lei preferiva; gia' a18 anni Irina era una grande ascoltatrice.

“Gli affreschi sono delle opere d’arte, ma e’ nella miniatura, nel fine cesello, nel dettaglio che si riconoscono i veri artisti. Le persone comuni sono portate a posare il loro sguardo su cio’ che e’ appariscente ma i veri intenditori andranno sempre alla ricerca del “dettaglio” ed in base a quello giudicheranno la qualita’ dell’opera sia essa un dipinto, una scultura, una sinfonia, uno scritto oppure… una donna.”

“Non basta dunque essere solo belle per superare il test di un intenditore? E’ questo che vuoi dire Stepan?”

“La bellezza, Irina, e’ forse soggettiva? E’ banale e scontato che io te lo chieda… Tutti lo dicono, e’ una frase fatta, un luogo comune… De gustibus et coloribus non est disputandum! La bellezza e’ soggettiva perche’ una tal cosa in dato istante stimola alcuni "ricevitori" che sono dentro di noi… Ecco, quella tal cosa io la chiamo “dettaglio”. Ci sono donne perfette di volto e di corpo ma non saranno mai belle, perche’ la loro bellezza si basera’ sempre su elementi “appariscenti” che tutte le persone “comuni”,e gli avversari inesperti, vedranno mentre il fine ossevatore non notera’ alcun dettaglio interessante”.

A quel punto arrivava sempre il momento in cui Stepan Stepanovich si portava alla bocca il bicchiere di cognac bagnandosi le labbra. Non era un “bevitore”, lo si poteva considerare piu’ un “gustatore” ed era cosi’ per tutte quante le cose; gli piaceva gustare lentamente tutto cio’ che i sensi potevano permettergli. Irina sapeva che il messaggio era tutto li' e sarebbe toccato a lei estrarne il “succo” che avrebbe conservato ed incastrato nel grande affresco della vita al momento opportuno, come la tessera di un puzzle.

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Ricordava questo Irina mentre entrava negli uffici dell’agenzia di modelle. Se avesse superato il casting e fosse stata scelta avrebbe potuto restare in quel paese grazie ad un lavoro ben retribuito. A casa aveva passato un'ora dedicando la sua attenzione alla pelle dei gomiti e delle ginocchia perche’ questa risultasse liscia al tatto e, soprattutto, nelle foto di prova, non apparisse scura.

I dettagli, per chi doveva scegliere, erano importanti.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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