giovedì 26 ottobre 2006

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La Roba


"Pronto,... Ester, sono Fabio... senti, avrei bisogno della "roba""
"Fabio... sai che non devi telefonarmi su questo numero... cazzo, come te lo devo dire che ci stanno addosso? Senti, ti richiamo io fra dieci minuti, va bene?"

Cazzo, cazzo, cazzo... era la quinta telefonata.
Aveva provato con tutte le sue abituali fornitrici: Sally, Monalisa, Luna, Sabrina ... ed ora anche con Ester.
Non ce la faceva più.
Avrebbe richiamato? Erano 5 giorni che non prendeva la "roba", fanculo alla crisi!
Era in atto e non sapeva per quanto tempo sarebbe riuscito a resistere...
Non aveva mai superato una crisi così lunga. Non era mai stato più di 3 giorni senza prendere la "roba".
Ma che cazzo stava succedendo? Sembrava che da un momento all'altro la "roba" fosse sparita dal mercato.
A chi si poteva rivolgere? Certo c'era anche chi se ne approfittava. A causa del proibizionismo le fornitrici facevano affari d'oro. Ed ultimamente, con l’euro, le cose erano anche peggiorate.
Adesso aveva in mente solo una cosa: la "roba". Doveva prenderla a tutti i costi o sarebbe impazzito.
Chi lo avesse visto in quello stato non avrebbe potuto riconoscere in lui il professionista calmo, posato, equilibrato di qualche anno prima. Era uno straccio e se ne rendeva conto. Era dimagrito, emaciato... ed anche l'igiene personale iniziava a risentirne.
L'apatia aveva occupato il posto di tutti quegli interessi che un tempo gli riempivano la giornata: gli amici, la famiglia, il lavoro... niente contava più.
Fin dal momento in cui si svegliava aveva in mente una sola cosa e tutta la sua giornata girava intorno a quella sola ed unica cosa: la "roba".
Ma com'era arrivato a tutto questo?
Tentava di evitare di domandarselo. Pero’ il pensiero arrivava improvviso anche se,
con un moto di repulsione, lo rintuzzava in un angolo della mente.
Si sentiva in colpa. Si sentiva in colpa nei confronti di sua moglie, di sua sorella, di suo figlio... dei suoi amici più cari... per questo cercava di non pensarci
e quando il pensiero straripava e non c'era modo di tenerlo sotto controllo, allora cadeva in una profonda depressione.
Come c'era arrivato? Com’e’ che la "roba" aveva rovinato la sua vita?
Quando la prendeva era facile per lui tenere sotto controllo i sensi di colpa. Sotto l'effetto della "roba", che gli dava l'euforia necessaria, la vita gli appariva diversa.
Lui sapeva che tutto ciò era mera illusione e che era solo effettodella "roba" ma questo non gli importava... in quei momenti... ma adesso, che era in crisi, quei sensi di colpa e di disgusto si amplificavano a dismisura.
Così come la amava e la ricercava spasmodicamente, così la odiava e la malediceva. In quel momento la malediceva ma ne aveva bisogno...
Quando aveva iniziato a prenderla non sapeva in che genere di tunnel senza uscita sarebbe entrato.
Tutto aveva avuto inizio qualche anno prima. Una serata fra amici... certi amici.
Un po' d'euforia... una battuta detta quasi per scherzo da parte di qualcuno che l'aveva già provata e sapeva dove trovarla.
Oplà... incastrato!
Non avrebbe mai pensato che provare la "roba" solo per una volta avrebbe dato assuefazione.
Chi la prendeva saltuariamente sosteneva che questo pericolo non c'era, e lui si era fidato. Maledetto quel giorno!
Il fatto è che a lui era piaciuto, ecco il problema.
Forse perché la "roba" era particolarmente buona oppure perché era la prima volta e i suoi effetti erano oltremodo amplificati, questo non lo sapeva, ma, una volta finito l'effetto, lui aveva continuato a pensarci.
All'inizio l'aveva preso come un gioco, come un segreto da condividere con i suoi compari, una cosa di cui parlarne sottovoce; come di una marachella di un bimbo commessa alle spalle dei genitori.
Con il passare del tempo, però, il suo approccio con la "roba" era divenuto più assiduo.
Aveva iniziato a conoscere le fornitrici, ad entrare in contatto con gli intermediatori, a prendere confidenza con un mondo che non sapeva esistesse. Un mondo tutto da scoprire che lo incuriosiva a tal punto da non rendersi conto che, a poco a poco, quel mondo si stava sostituendo alla realtà.
Prendeva la "roba" sempre più di frequente.
Anche se costava molto perché proibita dalla legge, aveva trovato il modo, ad insaputa di tutti, di ritagliare una parte del suo bilancio familiare al solo scopo di coltivare il suo piacere.
Era un uomo benestante, il suo lavoro ed i suoi introiti gli permettevano di poter acquistare la migliore in circolazione e più di una volta si era trovato, quando sua moglie era fuori casa, ad organizzare dei veri e propri festini.
Pensava di far parte di un'elite. C'era chi poteva permettersela e chi no. Lui non solo poteva ma era anche in grado di offrirla, di regalarla agli amici ed ai clienti...
Aveva molti amici a quei tempi. Tutti lo chiamavano, lo invitavano, lo consideravano... altri tempi.
Adesso era lì che aspettava una telefonata che sperava, che pregava arrivasse...
Di amici più neanche l'ombra.
Aveva sperperato tanti di quei soldi che sarebbero bastati per vivere due vite.
La "roba" aveva vinto.
Era arrivata nella sua vita con la leggerezza di una piuma ed adesso lo schiacciava con la pesantezza di un macigno.
La sua casa, il suo lavoro, la sua famiglia, niente esisteva più.
Aveva perso tutto.
L'orologio era stato il primo oggetto dei suoi piu' cari che era stato costretto a vendere, anzi a svendere... poi la casa .
Contemporaneamente la stessa fine era toccata alle automobili, la sua
bella Maibach, la SLK di sua moglie ed anche la fuoristrada che non usava mai ma alla quale era affezionato.
In seguito aveva perso la famiglia.
Sua moglie, che non era una stupida, nel notare in lui certi comportamenti gli aveva messo alle costole un investigatore.
Quello stronzo le aveva riportato tutto quanto...
Se n'era andata anche lei, portandosi via quel poco che era rimasto... ed anche il figlio.
La perdita del lavoro era stata la terza tappa della sua sciagurata vicenda.
La "roba" era diventata il suo pensiero... dove prenderla... come procurarsela e, soprattutto, come fare a pagarla.
Aveva sempre meno tempo da dedicare ai suoi clienti e, un po’ alla volta, anche quelli lo avevano mollato.
Adesso erano soli: lui, la "roba" ed il suo senso di colpa.
Ed aspettava una telefonata che forse non sarebbe mai giunta.
E se Sally avesse chiamato? Come avrebbe fatto a pagarle la "roba"?
Sapeva di essersi indebitato fino ai capelli e che, anche stavolta, avrebbe dovuto chiedere una dilazione.
Forse era per questo che tutte si negavano. Forse si erano passate la voce e nessuna voleva più rifornirlo?
Cazzo, cazzo, cazzo... a questo non aveva pensato! Era bruciato! Maledette fornitrici di merda.
Loro avevano la "roba" e se la facevano pagare sempre di piu’. Grazie alle leggi proibizioniste si erano arricchite in pochi anni spremendo chi, come lui, ne aveva disperatamente bisogno.
Si erano comprate le Porsche, le BMW, le Mercedes... con i suoi soldi!!! Merdose figlie di troia! E lui era costretto ad arrabattarsi a fare il cuoco in ristorantini di quart'ordine per guadagnare quei due euretti che gli servivano per tirare avanti... per potersi permettere almeno una vecchia NSU Prinz azzurrino pastello ed un monolocale in affitto. Che schifo di vita.
Ma se adesso si erano organizzate, `ste stronze, lui come avrebbe fatto?
Non poteva stare senza "roba" e questo lo sapeva... ma non avrebbe certo potuto pagare subito a causa della mancanza della pecunia...
Doveva pensare... riflettere... calmarsi...
Ecco si, calmarsi e considerare le cose in modo piu' equilibrato.
Allora... quelle figlie di troia lo tenevano in pugno perché la "roba" l'avevano loro e continuavano ad aumentarne i prezzi.
Uffa... e si doveva far buon viso poiche’ era difficile da trovarla... almeno quella buona.
Ma che buona, cazzo! L'ultima volta era una merda!
L'aveva pagata come prima qualità ed invece gli avevano rifilato una merda che non valeva neanche la metà del prezzo.
Queste stronze facevano affari d'oro sulle spalle dei gonzi come lui.
Meno male che c'era chi la portava anche da fuori.
Quella che veniva dall'est era certamente di qualità ottima e con un
prezzo abbordabilissimo. Niente a che vedere con la merda che gli rifilavano qui.
Prima scelta! Altro che la "roba" di Ester, di Sabrina, di Monalisa e compagne! Poverine! Loro e la loro merda venduta a peso d'oro!
Però, cazzo... lui aveva provato ad avere un po’ di quella meraviglia d’importazione.
C'era riuscito solo un paio di volte perché poi la voce si era sparsa e tutti i consumatori si erano fatti furbi.
Si mettevano in lista d'attesa e la prenotavano in anticipo. E “la roba” finiva ancor prima di arrivare sulla piazza... di Ugo!
Roba da matti!
E poi c'erano quegli stronzi di Andrea e Roberto che se la cuccavano quasi tutta in
anticipo... Pasquale poi era il piu’ accanito, non ne perdeva neanche una “partita”.
No, questo non avrebbe risolto il suo problema.
La "roba" dall'est era ottima ma troppo poca per tutti quelli che la richiedevano. E lui ne aveva bisogno subito!
Quanto tempo era passato? Più di 10 minuti... ed Ester non aveva richiamato.
Ecco, lo sapeva. Se avesse riprovato a fare il suo numero lo avrebbe certamente trovato disconnesso.
Aveva un`unica possibilità. Non voleva arrivare a questo ma era disperato.
Era l'ultima possibilità.
Le mani gli tremavano quando componeva quel numero... aveva la fronte madida di sudore e la bocca secca... il cuore gli batteva forte quando al telefono una voce gli rispose...

"Si?"
"Pronto?... Chiara?... Senti, sono Fabio"

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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