sabato 14 ottobre 2006

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La morale


Sto assistendo, dalla mia torre d'avorio, ad alcune polemiche scaturite a seguito di alcune dichiarazioni del ministro Amato riguardo a ipotetiche proposte di legge in materia di prostituzione.
Anch'io auspico che ci sia una "certa" regolamentazione del fenomeno in quanto certi settori piu' a rischio, come quello della prostituzione di strada, offrono, oltre ai lauti guadagni per le organizzazioni malavitose che gestiscono il traffico (fondi che poi saranno usati per ulteriori usi illeciti), anche "pretestuose" giustificazioni per chi osteggia la prostituzione tout court mettendo a "rischio" di demonizzazione anche quei settori ove tali organizzazioni criminali sono del tutto assenti.

Personalmente non ho mai considerato immorale affittare il mio corpo ed i miei favori. Forse sarò rara fra le donne che hanno esercitato ma il fatto che in me la morale catto-puritana non sia mai riuscita ad attecchire del tutto ha senz'altro contribuito a crearmi una coscienza libera da sensi di colpa legati al peccato inteso come violazione del comandamento biblico "non fornicare".
Ho sempre pensato (erroneamente lo so), fin da molto giovane, che questo comandamento non fosse stato dettato a Mosè sul monte Sinai insieme agli altri nove ma che in realtà esso fosse stato aggiunto molti secoli dopo da una casta sacerdotale tanto repressiva nei confronti altrui quanto libertina nei confronti propri.
Non per niente assistiamo a continue discussioni che riguardano l’esistenza della pedofilia nella Chiesa e questo dimostra che sono proprio le persone che più reprimono ed osteggiano certi comportamenti, ad essere le prime a caderci.
Ho sempre odiato i Torquemada soprattutto se si pensa che, ai tempi dell'inquisizione, le donne accusate di stregoneria che poi venivano portate al rogo, prima erano abilmente "strapazzate" dagli inquisitori stessi i quali sfogavano su di esse i loro istinti sessuali e sadici.
Oltre a questa mia avversione viscerale per il comandamento sadico-clericale, ho anche sempre considerato il mio aspetto fisico un dono naturale, un talento che io ho sapientemente messo a frutto come chiunque altra possedesse un talento similare.
C'è chi sa dipingere, chi sa scrivere, chi sa cantare...
C'è chi vende le proprie invenzioni (letali) a chi di esse ne farà un uso malvagio, chi mette a disposizione la propria immagine per pubblicità rincretinenti ed ingannevoli...
Non vedo perché una donna, carina, affascinante e con sex-appeal non possa affittare il proprio corpo per il diletto di qualche cliente benestante che sia in grado di pagare un prezzo piu' o meno salato.
Nella mia vita non ho mai avuto padroni, né tanto meno chi mi dicesse cosa dovevo o non dovevo fare e tutto ciò che è stato l'ho deciso da sola.
L'opinione che molti hanno delle prostitute è che sono donne da poco perché tutti le hanno avute, mentre le cosiddette "donne normali" valgono di più.
Quante delle attuali compagne d'emeriti puttanieri possono affermare ciò?
Quante possono dire di non essersi date se non a pochi?
Un mio ex-cliente tutte le volte che era insieme a me, rassicurava la moglie (con menzogne) comunicandole gli spostamenti, le finte cene con i colleghi, i viaggi d'affari.
Un giorno torna a casa prima del previsto e trova la signora immersa in un inequivocabile atto gaudente con il suo migliore amico.
Io, con coloro che sono stati clienti, ho fatto solo sesso; mi hanno usata, ma mai posseduta.
Hanno incrociato i loro corpi con il mio, la mia pelle ha sfiorato la loro (e neanche sempre poiché il più delle volte la mia pelle ha solo sfiorato il sottile strato di gomma del profilattico) ma nessuno di loro puo' affermare di avermi mai posseduta o di aver ottenuto la benchè minima parte del mio cuore o del mio cervello.
Per ottenere quel poco che ho dato, moltissime persone hanno pagato molto denaro e chi si fosse illuso, per il solo fatto di avermi sfiorata, di aver ottenuto l'interiorità di Chiara, ha dovuto riconoscere che in fondo è stata lei ad utilizzare loro per i propri scopi (intesi come finalita’).

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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