«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»
Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque

sabato 19 maggio 2012

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Fino alla fine del mondo

La polizia egiziana spara sui manifestanti… in Libia si riunisce il nuovo governo, ma anche dopo la morte del dittatore continuano le proteste pro Gheddafi… rivolte anche in Yemen… La Grecia esce dall’euro, code infinite davanti agli sportelli bancari… in Italia scandali, corruzione, scioperi… in Ungheria la legge bavaglio uccide la libera informazione, mentre la disoccupazione e’ ai livelli massimi… continua il braccio di ferro fra le due Coree… il presidente iraniano ha dichiarato che Israele non e’ piu’ l’unica potenza nucleare della regione… i prezzi dei cereali e del petrolio sono alle stelle… c'e' il rischio di default per la Spagna…

mercoledì 16 maggio 2012

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Faccio la puttana...

Faccio la puttana…
Ho deciso di farlo perche’, in fondo, il sesso non mi dispiace, anche quello con emeriti sconosciuti. A volte, per divertirmi, mi e’ capitato di farmi rimorchiare nei bar, solo per passare una notte di sesso e spensieratezza. Non sono mai stata una che ha privilegiato l’aspetto fisico ad altri aspetti che un uomo puo’ avere, come l’intelligenza, la cultura, la generosita’ e perche’ no, quel certo fascino dato dal denaro. Ed e’ vero: non ho mai disdegnato il denaro. Come mezzo, non come fine. E il sistema piu’ semplice per guadagnarlo, per una che ha un corpo e un volto come il mio, non e’ difficile da intuire. Quand'ero giovane ballavo in discoteca come ragazza immagine. Lo facevo per rimediare il necessario per pagarmi l’alloggio nella citta’ dove studiavo. Poi e’ arrivato uno che mi ha offerto dei soldi per andare a letto con lui. Erano moltissimi soldi.

domenica 13 maggio 2012

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Avrei una domanda...

Io sono tzigana...

Ho amici e amiche che appartengono a varie etnie, le piu’ diverse, e non e’ un problema per me rapportarmi con loro. In tutti vedo qualcosa di speciale e riconoscibile. Sono (siamo) quindi individuabili anche per i tratti somatici che abbiamo. Non c'e' niente di male nel riconoscere in qualcuno i tratti somatici che caratterizzano la sua etnia. Non e' razzismo saper riconoscere un afroamericano dal colore della sua pelle, o dalla forma delle sue labbra, e quando mi dicono che ho i capelli da tzigana, sarei irrazionale se mi offendessi. E' una cosa vera e ne vado orgogliosa. Non mi vergogno dunque dei miei capelli, ne' del fatto che qualcuno, in base ad essi, riesca a individuare le mie origini. Se mai, sarebbe stupido, e finanche razzismo al contrario, se invece lo tacessi oppure di fronte alla domanda "hai origini rom?" lo negassi o glissassi senza rispondere.

sabato 12 maggio 2012

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Sono come sono

Ultimamente, riesco a litigare con una quantita’ incredibile di persone. Nel web, ma anche e soprattutto nella cerchia ristretta di amicizie reali che ho. Sembra che la gente con cui ho a che fare (soprattutto se di sesso maschile) a un certo punto non riesca piu’ a sopportare “qualcosa” di me, e siccome non mi e’ facile focalizzare bene cosa sia questo “qualcosa”, non posso far niente per correggermi. Altrimenti lo farei.

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Per chi volesse comunicare con me


Non fornisco mai il mio indirizzo email, a meno che non conosca abbastanza bene la persona che me lo chiede, cosi’ da essere sicura che non abbia finalita’ recondite o in ogni caso poco chiare. Il motivo e’ molto semplice: le rare volte che l’ho fatto senza curarmene, mi sono ritrovata con l’indirizzo email bruciato, poiche’ sommerso da spam contenenti virus oppure inondato da richieste assurde e ossessive da parte di qualcuno che, non avendo nessun altro da perseguitare, mi aveva presa per una crocerossina disponibile a leggere le sue farneticazioni.

mercoledì 9 maggio 2012

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Un appuntamento al buio - II parte

Se un osservatore attento avesse potuto vedermi si sarebbe reso conto, dallo stato in cui ero, che avevo completamente perso la bussola. Apparecchiavo mettendo due cucchiai al posto dei coltelli, oppure mi mettevo a ridere come un'isterica a battute che non avrebbero fatto divertire nessuno, e a dimostrazione di quanto fossi in uno stato di ansia perenne, c’era pure il fatto che a tavola quasi non toccavo il cibo nel piatto.

sabato 5 maggio 2012

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Un appuntamento al buio - I parte

Mi chiese se sarei stata pronta a sperimentare. C’e’ chi e’ pronta a tutto, fin da subito. Io no... io ci devo pensare almeno un po' prima di giudicare se lo sono, pronta a sperimentare. Ma non ci penso mai troppo a lungo, perche' “sperimentare” e’, in fondo, una parola che mi piace. Mi affascina. Sara’ per questo che ho scelto di prendere una laurea in una materia scientifica? Sperimentare sempre. Sperimentare tutto. E’ questo che nella vita mi ha sempre guidata, ed e’ forse anche cio’ che qualche volta mi ha portata ad un passo dalla rovina.

Perche’ io sono della vecchia scuola, sapete? Una che almeno una volta nella vita, se puo', deve provare tutto. Un cibo, un'esperienza, qualsiasi cosa, non importa quanto rischiosa o apparentemente poco attraente sia, ma ho bisogno di annoverarla e farne tesoro, per provare un’emozione diversa mai “sperimentata” prima, appunto.

mercoledì 2 maggio 2012

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Femidom

Non stupitevi se non sapete che cos'e’. Anch’io ho saputo cosa fosse sol quando alcune mie sorelle me ne hanno parlato. Loro lo usano da tempo nelle situazioni in cui (ovviamente) intendono avere rapporti sessuali protetti, e pare che lo trovino piu’ comodo del solito profilattico. Soprattutto (questo e’ molto importante), perche’ possono usarlo in modo autonomo, senza dover dipendere dalla disponibilita’ del partner sessuale che, talvolta, puo’ fingere di dimenticarsi che non sempre e’ gradito per una donna avere un rapporto non protetto.

lunedì 30 aprile 2012

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Primavere

Cio’ che accadde a Praga nel 1968 segno’ definitivamente un’epoca, non solo per i cecoslovacchi, ma anche per chi viveva nei paesi appartenenti allo stesso blocco, in Ungheria, in Polonia, nella DDR e in tutti i paesi dell’est europeo le cui popolazioni avevano dovuto subire, a seguito della spartizione del mondo decisa dalle superpotenze, una vita non loro alla quale sarebbero state incatenate per oltre quarant’anni, e dalla quale solo nel 1989 avrebbero potuto affrancarsi riconquistando cosi’ la propria identita’ nazionale.

venerdì 27 aprile 2012

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V

Verranno a prendervi, una notte. Vi sveglierete di soprassalto, poi cadrete nello sgomento, perche’ non avreste mai pensato che ne sarebbero stati capaci.

mercoledì 25 aprile 2012

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La Liberazione

C’e’ qualcosa che accomuna Italia e Ungheria? La prima cosa che mi viene in mente sono i tre colori delle rispettive bandiere nazionali e poi, cosi’ d’istinto, penso al mio vino, al Tokaji, i cui primi vitigni furono importati proprio dall’Italia. Per il resto, a parte me stessa e chi come me ha un genitore italiano, non mi viene in mente altro se non, forse, il fatto che sotto l’Impero asburgico hanno convissuto per molti anni sia la terra magiara che alcune regioni del nord Italia.

martedì 24 aprile 2012

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Il mistero del the

Non ci vuole poi molto a far contenti gli amici, e magari - perche' no - creare un po' di scompiglio tra le fila dei nemici, che spero tuttavia non siano molti. Basta un the. Con un the si appianano le divergenze, si mettono da parte le incomprensioni, si ristabilisce quel minimo di fiducia che sempre dovrebbe essere alla base di ogni relazione. In poche parole: ci si ritrova.

lunedì 23 aprile 2012

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Esseri mitologici che si aggirano nel web

In internet si aggirano strane creature. Ce ne sono diverse, ma quelle su cui oggi vorrei focalizzare l’attenzione sono le prostitute che hanno un blog. Ce ne sono tantissime e ognuna racconta la sua storia: la studentessa che arrotonda fra un esame all’universita’ e l’altro, la ninfetta in cerca di denaro facile per comprarsi la borsa di Chanel, la divorziata alla quale il marito non passa piu’ gli alimenti, la ribelle che lo fa per punire mamma e papa’, la disoccupata che non trova lavoro, la ragazza madre, la viziosa che va matta per il sesso e, naturalmente, anche l’ex escort, quella che lo faceva una volta e adesso non lo fa piu', e che e' forse l’essere piu’ mitologico e irraggiungibile di tutti.

E’ talmente variopinto il panorama delle escort "col blog” (pare quasi un bollino come quelli che si vedono sulle banane) che c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.

domenica 22 aprile 2012

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Oggi, con internet, invece...

Quando non c’era internet ti arrivava una telefonata, non un’email, e tu rispondevi appoggiando sul tavolo il libro che stavi leggendo, proprio perche’ internet non c’era. E il cliente si doveva fidare di quello che gli dicevi perche’ di te non aveva visto niente. Eri tu che gli descrivevi com’eri: mora, snella, occhi chiari, alta. Oggi, con internet, invece, se le foto che metti non sono false, vede tutto quello che c’e’ da vedere.

sabato 21 aprile 2012

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Quando non c’era internet

Quando non c'era internet, le ragazze che facevano le escort usavano mettere annunci sui giornali: il Corriere della Sera, Il Giornale e per chi voleva farsi conoscere all'estero, era molto in voga l’Herald Tribune (carissimo). Erano i quotidiani che negli anni '90, prima dell'avvento di internet a livello di massa, in Italia venivano letti soprattutto da manager, imprenditori, professionisti, operatori finanziari, politici. Gente, insomma, con tanta grana. E infatti era tanta la grana che girava.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Meteo Tokaj

Oggi mi sento un po' cosi'

Oggi mi sento un po' cosi'

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)