«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

domenica 16 giugno 2013

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Le cose che ho imparato

Non sono molte le cose che ho imparato; oltre a suonare la fisarmonica e a danzare, ho imparato quanto bastava per sopravvivere e cavarmela in un ambiente che, per una ragione o per l'altra, mi ha sempre considerata diversa, o indegna, o immorale, o strana, o comunque una minaccia per quelle certezze consolidate medio borghesi che tanto rassicurano gli animi dei benpensanti, e di chi occupa una posizione di prestigio in questa societa' costruita su misura per le "brave persone".

venerdì 14 giugno 2013

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La generalizzazione

“E’ una follia odiare tutte le rose perche' una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perche' uno di loro non si e' realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perche' uno e' fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perche' una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perche' uno di loro e' stato infedele, buttare via tutte le possibilita' di essere felici solo perche' qualcosa non e' andato per il verso giusto. Ci sara' sempre un’altra opportunita', un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’e' un nuovo inizio.”   - Il Piccolo Principe -

martedì 11 giugno 2013

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La solitudine

Ci sono persone che riescono sempre a sorprendermi. Ad esempio c'e' chi in Facebook ti chiede amicizia, tu gliela concedi, e il giorno dopo chiude l'account. E scompare. Scompare cosi', senza che quella piccola conoscenza abbia avuto un benche' minimo modo di evolvere. Mi domando talvolta quanta gente soffra. E non parlo dal punto di vista economico, e neppure di salute fisica. Parlo dal punto di vista esistenziale, psicologico, intimo.

Cio' significa che, nonostante tutta questa facile interazione che si puo' oggi ottenere con internet, in modo quasi immediato, con qualsiasi persona, potendola raggiungere in ogni parte del mondo, c'e' tanta, tanta, solitudine. Solitudine mentale.

giovedì 6 giugno 2013

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Amina, Alina e Alvina: tre anime del femminismo

Amina, liceale di 19 anni, tunisina, si e’ fatta fotografare a seno nudo su cui aveva scritto in arabo la frase-chiave della protesta delle Femen: "Il mio corpo mi appartiene e non rappresenta l'onore di nessuno". E ancora: “Fotti la tua morale". Frasi che hanno suscitato scandalo non solo in Tunisia, paese che dopo la primavera araba sta affrontando i fermenti dell'estremismo religioso, e dove le associazioni femministe denunciano un regresso nei diritti delle donne con l'arrivo al potere del partito integralista Ennahda, ma anche nel resto del mondo islamico. Amina, a seguito di tutto cio’, e’ stata supportata e perfino imitata da molte ragazze che hanno visto nel suo gesto qualcosa di veramente rivoluzionario, non senza tuttavia aver ricevuto le critiche di chi la sta accusando di essere uno strumento sionista al servizio di chi intende destabilizzare l'intera area islamica.

giovedì 30 maggio 2013

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Ombre nella notte

Un’ombra si rifletteva e si dileguava, di tanto in tanto, distorta dalle increspature sull'acqua. Il vento spirava irregolare, ed io sedevo sulla riva ad osservare il calare del sole. Era il momento in cui tramonto iniziava a diffondere qualche sprazzo di tenebra fra gli alberi che tagliavano il cielo, pur senza squarciarlo del tutto.

Gli anni si rincorrevano, con foga, ma tutto restava immutato: il cielo, il fiume, la riva ciottolosa. L’aria, l’acqua e la terra, ma il fuoco del sole, quello, non riuscivo a piu’ sentirlo. Solo fremiti di gelo che mi si condensavano negli occhi di un azzurro sempre piu’ simile al ghiaccio, che nei giorni di tempesta sentivo tramutarsi in cristalli, impenetrabili, che non potevano essere scalfiti da alcunche’.

mercoledì 22 maggio 2013

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Scrivania o letto?

Una donna con una formazione professionale ha modo di passare piu’ tempo seduta ad una scrivania, a mentire a tanta gente, di quanto gliene sia necessario per mentire ad un solo uomo sdraiata su un letto". Lo ha scritto qualcuno - adesso non ricordo chi -, ma a volte non posso fare a meno di pensare a quanto sia vera questa affermazione.

lunedì 20 maggio 2013

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Comunicazione di servizio da Mosca

Questo post, stringato, e’ solo per avvertire i lettori del blog che la mia assenza e’ dovuta al fatto che, attualmente, sono in viaggio e dal luogo in cui mi trovo (Mosca) non posso contare su una connessione adeguata e stabile per scrivere qualcosa di piu’ articolato. Mi spiace, ma dovra’ passare ancora qualche giorno. Pero’, appena saro’ di ritorno,lo faro’ sapere immediatamente.

mercoledì 8 maggio 2013

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Ti amero'... fino ad ammazzarti

Non mi piace usare il termine femminicidio. Trovo inadatto e sottilmente ghettizzante dare il nome ad un delitto che riguarda un solo genere, cosi' come lo sarebbe un termine che si riferisse ad un'etnia, ad esempio "nerocidio" o "biancocidio", e come ho piu’ volte spiegato, sarebbe meglio che si parlasse di omicidi in cui le vittime sono donne.

venerdì 3 maggio 2013

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Il sesso e’ un diritto

Quando s’incontrano quelli che cercano di limitare la nostra sessualita', e ci parlano di moralita' - che di solito queste persone calibrano sempre su se stesse -, e' molto probabile che ci si trovi di fronte a chi e' disturbato e/o infelice, che compensa cercando di controllare la vita altrui tramite l’instillazione di sensi di colpa, tentando di farci sentire immorali e senza valori.

giovedì 2 maggio 2013

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Je suis tzigane et je le reste

Da piccola Anina viveva in clandestinita’. Oggi e’ una giovane donna che e’ riuscita, grazie a chi ha creduto in lei, ma soprattutto per il suo impegno, a cambiare la sua vita, trasformandola in un viaggio incredibile: da quando era mendicante per i marciapiedi di Lione ad essere finalmente ammessa alla prestigiosa Universita’ della Sorbona.

All'eta’ di sette anni, con la sua famiglia, Anina era arrivata in Francia dalla Romania e non parlava una parola di francese. Ha vissuto nei campi Rom, ha conosciuto l'esclusione, la discriminazione, il doversi nascondere e chiedere l'elemosina per le strade per riuscire a sopravvivere. Ma il suo destino e’ cambiato quando un insegnante, vedendola accattonare nelle strade di Bourg-en-Bresse, le ha porto una mano, e le ha offerto la possibilita’ di frequentare una scuola.

martedì 30 aprile 2013

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Il fidanzato

Ricordo uno dei tanti “fidanzati” che ho avuto. Non era certamente quello che piu’ mi e’ rimasto dentro. Anzi, devo dire che, fra tutti, era decisamente il piu’ mediocre, tanto che di lui non riesco a ricordarmi piu’ neppure il nome. Tuttavia, in quel momento mi sentivo sola, e cosi’, quando lui si propose, piu’ per noia che per sentimento, gli dissi di si’. Ma fin da subito ebbi la sensazione che la storia non sarebbe durata che il tempo di una breve vacanza.

domenica 28 aprile 2013

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I suoni e i colori dell’inverno

E poi, quando intorno esplode la bella stagione, per qualche strano motivo ti capita di pensare all’inverno. Allora e’ impossibile che non ti torni alla mente quello moscovita, a cui nessun altro puo’ essere paragonato. E ti sembra di avvertirlo, ancora, entrarti nelle narici quell’odore metallico tipico della neve, e il gelo che ti aggredisce i polmoni quando esci per strada, non appena abbandoni il bozzolo caldo, umido e soffocante, dentro casa.

venerdì 26 aprile 2013

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Accadde in estate

Accadde in estate, durante le vacanze. Nel periodo in cui le scuole erano chiuse, quando tutte le mie amiche passavano il loro tempo andando in giro a farsi rimorchiare dai ragazzi, io avevo l'abitudine, invece, di trascorrere i pomeriggi in piscina, a nuotare. Nell'acqua mi sono sempre trovata bene, muovendomi come un animale marino, e a diciassette anni il mio corpo era gia’ tonico e formato come quello di un’atleta. L'attivita' fisica e il continuo sforzo muscolare - oltre al nuoto praticavo moltissimi altri sport - aveva contribuito a togliermi l'adipe in eccesso; davvero poco in verita’, considerato che ho sempre avuto la fortuna di avere un corpo asciutto ed armonioso. Non a caso i ragazzi che mi giravano intorno come api sul nettare, avevano confezionato un nomignolo che ben mi si addiceva: “a kis hableány”. La sirenetta.

giovedì 18 aprile 2013

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Qualcosa di personale

Mi e’ stato rimproverato che, ultimamente, scrivo troppo di argomenti generali e meno personali. Credo che per chi mi sta seguendo da tempo, e che si era abituato a leggere raccontini piu’ attinenti alla mia passata attivita’ di escort, i miei post recenti risultino meno interessanti del solito. Devo dire, infatti, che femminismo e religione di certo non si addicono a chi fino a ieri non disdegnava giocare con la sessualita’ e l’erotismo, traendone spunto per argomenti piu' piccanti, oppure per qualche confessione scabrosa. Percio’ comprendo chi vorrebbe vedermi di nuovo mettere in risalto questa particolare anima, in cui esprimo maggiormente tutta quanta la mia intimita'. Qualcosa di piu’ personale, insomma.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)